La prima battaglia di Adobe Walls (25-11-1864)

A cura di Sergio Mura


Carson ad Adobe Walls, nel 1864 – clicca per INGRANDIRE
La prima battaglia di Adobe Walls avvenne il 25 novembre del 1864 e vide contrapposti l’esercito degli Stati Uniti e alcuni forti raggruppamenti di indiani delle pianure, in particolare bande di Kiowa, Comanche e Plains Apache (conosciuti anche come Kiowa Apache). Furono questi ultimi a riunirsi e a spingersi in battaglia che era stata spedita nelle grandi pianure meridionali per proteggere i coloni che attraversavano il sud-ovest o che nel sud-ovest provavano a stabilirsi e attaccare quegli indiani che venivano ritenuti colpevoli di assalti e uccisioni. Leggi il resto

I Pawnee (galleria di immagini)

I Pawnee sono una tribù di Nativi Americani, di lingua caddoan (come gli Arikara che li avevano preceduti nella migrazione verso nord), la quale si era stanziata nelle pianure del Nebraska dal XVI secolo alla fine del XIX secolo. La tribù dei Pawnee è divisa principalmente in quattro gruppi di individui divisi in villaggi: i Chaui, i Pitahauerat, i Kitkehahki e, sia pur considerati un po’ come i cugini poveri, gli Skidi. Il numero attuale di individui ammonta a 5.500.
I Pawnee arrivarono per la prima volta in Nebraska intorno al XVI secolo. Il primo europeo a descrivere i Pawnee fu Francisco Vàsquez de Coronado intorno al 1541. Però, con l’arrivo dei colonizzatori, il numero di individui diminuì lentamente. Nel 1780 la popolazione contava circa 10.000 individui. Leggi il resto

I Comanche (galleria di immagini)

A cura di Jonathan Holmes

I Comanche sono stati un popolo fiero e guerriero fino all’inverosimile. I guerrieri di questa tribù, divisi in bande, sono stati temutissimi dagli indiani tradizionalmente nemici, ma anche da tutti i bianchi che si sono trovati faccia a faccia con loro nel periodo della colonizzazione dell’ovest.
Tutti i Comanche, una volta conosciuto il cavallo, divennero degli abili cavalieri, talmente abili da sembrare facilmente un tutt’uno con il loro animale, riuscendo a mantenersi in sella, armarsi e combattere con una velocità ed un’efficacia impressionanti. I loro “war trail”, i percorsi di guerra, erano eventi temuti da tutti perchè finivano sempre per portare lutti e dolori. Avevano la razzia nel sangue, ma non erano privi della nobile arte della diplomazia. Anzi… Nel corso delle guerre indiane, riuscirono ad allearsi con preziosi gruppi tribali ai quali rimasero sempre legati, condividendo la buona e la cattiva sorte. Leggi il resto

In lotta contro gli incendi nel west

A cura di Paolo Scanabucci


Un incendio nelle praterie – clicca per INGRANDIRE
Molti europei, migranti dal Vecchio Continente, approdando nel Nuovo Mondo, finirono per partecipare alla cruenta guerra di secessione americana sia tra le file nordiste che tra quelle sudiste. Il francese Philippe Regis De Trobriand fu uno di loro. Leggi il resto

Gli Arikara (galleria di immagini)

A cura di Jonathan Holmes

Il popolo Arikara, chiamato talvolta Sahnish, Arikaree o Ree, è una tribù di Nativi Americani che vive in Nord Dakota e, in parte, nel Sud Dakota. Nella loro storia gli Arikara, popolo molto valoroso e fiero, hanno vissuto a stretto contatto con i Mandan e gli Hidatsa con i quali avevano instaurato un rapporto basato su equilibri non semplici ma che mostravano di funzionare.
Gli Arikara parlavano la lingua “Caddoan”, ancora oggi parlata dagli anziani della tribù negli insediamenti del Nord Dakota. Il Caddoan è una lingua è simile a quella parlata dai Pawnee, ma non è della stessa famiglia linguistica.
Gli Arikara abitavano inizialmente il Sud Dakota, ma poi furono costretti a spostarsi nel Nord Dakota a causa della decimazione patita a causa delle molte malattie (soprattutto il terribile vaiolo) portate dagli europei dopo il 1830. Il loro numero calò così tanto da costringerli a piegarsi a relazioni deboli con i Mandan e gli Hidatsa, due tribù dei territori circostanti. In seguito molti vennero arruolati dall’esercito americano e dal colonnello George Armgstrong per la campagna di Little Big Horn. Leggi il resto

La costruzione delle sod house e la vita dei coloni

A cura di Sergio Mura

Una tipica, umile sod house
Gli indiani che popolavano il west vivevano spesso nelle infinite praterie dove c’era una cronica scarsità di alberi. Per costruire le loro capanne utilizzavano zolle di terra o di terra mista ad erba. Ne risultavano alloggiamenti robusti e stabili, freschi nelle estati torride e tiepidi nel gelido inverno.
I coloni americani che raggiunsero le praterie e le abitarono dopo i nativi usavano gli stessi poveri materiali disponibili in quei luoghi per edificare le loro casette rettangolari, le “sod house”. Quegli agricoltori realizzavano delle semplici zolle di terra erbosa che venivano estratte dal terreno umido per le piogge utilizzando delle zappe metalliche.
Una sod house è quindi una casetta rettangolare con pareti costruite con zolle di terra o torba, posate in strati orizzontali; non mancavano ovviamente alcune piccole finestre e un tetto, anch’esso ricoperto di zolle di terra o di paglia. Case simili erano assai comuni tra quelle edificate dai coloni delle grandi pianure. D’altra parte le più classiche alternative erano ababstanza improponibili in quei luoghi per via della grande penuria di alberi e persino di pietre. Leggi il resto

Le grandi pianure

A cura di Pietro Costantini

Tutti i miti delle società indiane delle Grandi Pianure facevano riferimento all’accettazione della natura e ai metodi per affrontare le diverse condizioni ambientali, accennando frequentemente alla transitorietà della vita nelle Pianure e sottolineavano il fatto che il popolo aveva sempre effettuato spostamenti: le variazioni stagionali e le migrazioni della selvaggina imponevano flessibilità e mobilità essenziali alla sopravvivenza. Vi era sempre la necessità pressante di spostarsi verso zone in cui vi fosse disponibilità di selvaggina. Spesso il malato o l’anziano, riconoscendo che i propri familiari si sarebbero esposti al pericolo se avessero indugiato per aver cura di lui, pregava i parenti di partire. Leggi il resto

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