I disegni western di Lorenzo Barruscotto

A cura di Sergio Mura

Cari amici della frontiera, come ben sapete, Farwest.it annovera nei suoi ranghi decine di collaboratori e autori. Tra essi vi sono storici, storiografi, espertissimi conoscitori di storia del west, specialisti dell’avanzata dei bianchi, specialisti dei popoli rossi, specialisti della guerra civile americana, specialisti della storia che ha anticipato il west. Ma ci sono anche artigiani del cuoio, dei metalli, esperti di armi, scultori e anche pittori e disegnatori.
In alcuni casi, colui che scrive i testi di un articolo è anche un bravo pittore o scultore o artigiano. Lorenzo Barruscotto è un collaboratore del nostro sito che si è affacciato da tempo al nostro mondo unendo ben tre diverse passioni: il fumetto (meglio se western), il disegno e la storia del west. Leggi il resto

Le armi lunghe nell’epopea del west

A cura di Nino Polimeni

Armi lunghe – clicca per INGRANDIRE
Dopo aver parlato delle pistole e delle rivoltelle che erano più in uso all’epoca del selvaggio West, passiamo ad occuparci ora, per completare l’argomento oggetto della nostra ricerca, delle armi lunghe che sono state utilizzate in quello stesso periodo sulle frontiere dell’Ovest. Anche in questo settore è il caso di limitarsi a fornire un quadro d’insieme generale ed indicativo, ma, al contempo, abbastanza documentato ed esauriente, in quanto i contenuti di un articolo semplice e sintetico possono racchiudere e condensare solo gli elementi più significativi ed essenziali di un settore vastissimo: basti pensare, per intenderci, che soltanto su alcuni modelli della Colt e della Winchester esistono tutta una serie di testi e tante di quelle pubblicazioni da costituire una vera e propria letteratura. Leggi il resto

Queho, l’uomo nero dell’Ovest

A cura di Gian Mario Mollar
Amici della Frontiera, quella che vi proponiamo oggi è una cavalcata su sentieri di carta oscuri e violenti.
Con Queho, il nuovo romanzo di Christian Sartirana, siete invitati a partecipare a una spietata caccia all’uomo, sulle tracce di un serial killer che semina il terrore lungo le rive del fiume Colorado, in Nevada. Si dice che sia un indiano Cocopah, un gigante zoppo con una doppia fila di denti, proprio come gli squali. Intorno ai fuochi dei bivacchi si racconta che neanche le pallottole riescano a fermare la sua furia cieca: “ho sentito che ha squartato una vecchia a Stillwater, proprio qua vicino. Le ha strappato la testa dal tronco come se fosse l’ala di una mosca e poi l’ha usata per massacrare il marito. È più pazzo di un cavallo pazzo”.
Il villaggio di White Crow, un pugno di case e polvere con un saloon, ultimo avamposto prima della follia, è ormai ridotto a “un’alcova di silenzio e ombre frustate dal vento”. Nathan Butcher, un cacciatore di taglie alcolizzato e fanfarone, decide di mettersi sulle tracce del mostro, coinvolgendo nell’impresa suo nipote Jeremy, che ha soltanto dodici anni. Leggi il resto

La Gente di Petun

A cura di Armando Morganti
Nelle valli boscose delle Blue Mountains e sugli altopiani a sud e a ovest della Nottawassaga Bay del lago Huron, “dopo un viaggio di due giorni a ovest degli insediamenti di frontiera degli Huron vi sono nove villaggi della Nazione del Tabacco”, nota anche come “Tionnontates”. Questa popolazione viene ricordata dalle fonti con vari nomi e sinonimi quali “Etionontates”, “Tuinontatek”, “Dionondadies”, “Khionontaterrhonons”, “Peteneux”, “Nation du Petun” e “la Gens de Petun”. Leggi il resto

Il linguaggio dei segni e altri sistemi di comunicazione nelle grandi pianure

A cura di Gian Carlo Benedetti, da un libro di Jacob P. Dunn del 1886

Un esempio di comunicazione con i segni
Nonostante i frequenti contatti tra le tribù delle grandi pianure, suggellati anche da alleanze come quelle tra Sioux, Cheyenne ed Arapaho, ogni gruppo era geloso della propria lingua e raramente imparava il linguaggio degli altri. Il loro universale mezzo di comunicazione era il linguaggio dei segni, portato dagli indiani ad un livello rimarchevole. La peculiarità di tale linguaggio è probabilmente dovuta alla lingua degli Arapahoes, dura e gutturale quindi molto difficile da comprendere e parlare. Leggi il resto

Daniel Boone

A cura di Pietro Greco
Daniel Boone
Un ritratto di Daniel Boone
Iniziarono il viaggio nello stesso anno, attraversando il passo del Cumberland sui monti Appalacchi, sino ad arrivare al Kentucky, dove li attendeva un territorio bellissimo, incontaminato, pieno di verde e di tanta acqua. Abbondava anche la selvaggina con una forte presenza di bufali e tacchini selvatici.
Boone decise subito che un dì si sarebbe trasferito in quel Paradiso Terrestre con la sua famiglia. Leggi il resto

Le ultime ore del Generale Custer

A cura di Gian Mario Mollar


Ultimi istanti di battaglia al Little Big Horn

Potrà starvi simpatico o meno, potrà apparirvi arrogante e smargiasso, ma George Armstrong Custer non era uno sprovveduto. Il giorno della fatidica battaglia lungo il fiume Little Bighorn, il 25 giugno del 1876, Pahuska, Lunghi Capelli – così lo chiamavano usualmente i nativi – aveva 36 anni e un considerevole numero di battaglie alle spalle, che gli avevano conferito una certa notorietà. Leggi il resto

Soldati a cavallo (US Plains Cavalry)

A cura di Sergio Mura


George A. Custer
Per oltre 50 anni gli appassionati di cinematografia western hanno potuto guardare molti film in qualche modo dedicati alla Cavalleria americana delle pianure. Nei film c’era solo l’opportunità di vedere una versione romanzata della vita dei soldati di cavalleria, ma era un approccio comunque utile per via del fondo di verità storica che era possibile intravvedere aldilà della cortina dei racconti edulcorati. Tutto iniziò nel 1939 con il famosissimo film Stagecoach (Ombre Rosse in Italia) in cui si racconta l’avventurosa traversata di una diligenza inseguita dagli indiani. In quel film a salvare la situazione sono proprio i cavalleggeri che con il più classico squillo della tromba arrivano all’ultimo istante e salvano i poveri bianchi dai selvaggi urlanti. Leggi il resto

Il massacro del fiume Sand Creek (29-11-1864)

L’attacco al Sand Creek
Mentre ad est le truppe americane si combattevano in una guerra fratricida, ad ovest nell’estate del 1864 il governo ordinò alle tribù di insediarsi nei dintorni di Fort Lyon, nel Colorado. Vuoi perchè alcuni gruppi non vennero a conoscenza dell’ingiunzione, vuoi perchè altri gruppi non si fidavano certo dei bianchi e vuoi, infine, perchè molti non intendevano obbedire alle ingiunzioni dei soldati, sta di fatto che gli indiani restarono prevalentemente dove si trovavano, senza preoccuparsi troppo. Perciò il colonnello Chivington organizzò il 3° Reggimento dei Volontari del Colorado, uomini senza troppi scrupoli reclutati per cento giorni soltanto, col compito di massacrare quanti più indiani possibile, rifacendosi ad un proclama di quell’anno del governatore di quel Territorio, Evans, che esortava la popolazione a cacciare ed eliminare il numero maggiore di Nativi. Leggi il resto

Jedediah Smith, scopritore di piste, trapper, impresario

A cura di Sergio Mura

Il grande Jedediah Smith è rimasto giustamente nella memoria della storia del west come il più famoso scopritore di piste, trapper, guida e persino buon partner di ben due aziende commerciali impegnate nel commercio e nei traffici collegati alle pellicce.
Fu grazie a queste peculiarità che Jedediah Smith ebbe modo e opportunità di esplorare lande che ai suoi tempi erano perlopiù sconosciute, oltreché considerate pericolose, nello Utah e più in generale nel West. Leggi il resto

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