Gli Havasupai, la tribù nel canyon


Si può vivere nelle viscere più profonde di un canyon dell’Arizona ed essere felici? Verrebbe da rispondere “no!”. Invece, strano ma vero, questo accade.
Accade alla tribù degli Havasupai, il popolo che vive nel posto delle acque verdi-azzurre. Questo posto si trova nella zona di Coconino (vedi la mappa) a 150 metri di profondità in uno dei rami del Grand Canyon, in Arizona ed è in una delle zone più aride e siccitose degli Stati Uniti, ma ha una particolarità climatica e naturale che lo preserva parzialmente e che consente di mantenere una vegetazione rigogliosa in un contesto che ha pochi uguali. Leggi il resto

I difficili rapporti tra bianchi e Cheyenne

A cura di Alessandro Giannubilo


Verso la metà del 1800 il progresso spingeva i bianchi verso ovest con una velocità e una voracità mai viste prima. Le città nascevano improvvisamente e rapidamente lungo le piste di transito, sia come punti di riferimento per i coloni che si stabilivano in quelle terre pianeggianti e coltivabili, sia come punti di smistamento della ferrovia. Infatti, è proprio in questo periodo che si dà inizio alla costruzione della ferrovia transcontinentale da parte della Union Pacific e della Central Pacific (1862-1869). Leggi il resto

Il grande Doc Holliday

A cura di Mario Raciti

Un ritratto di Doc Holliday
Il padre di Doc Holliday, Henry B. Holliday, era un farmacista che partecipò a numerose guerre, come la guerra degli indiani Cherokee, la guerra messicana e la Guerra Civile come Maggiore dell’Esercito Confederato. Dopo la guerra messicana, tornò a casa sua a Griffin (Georgia), con un orfano messicano chiamato Francisco Hidalgo. L’8 Gennaio 1849, Henry Holliday sposò Alice Jane McKay e nel giro di un anno nacque una figlia, Martha Eleanora, che morì ancora bambina. Leggi il resto

La Guerra delle Black Hills del 1876-1877

A cura di Massimo Bencivenga

Con la Grande Guerra Sioux del 1876, nota anche come guerra per le Black Hills, si va ad intendere una serie di battaglie e negoziazioni occorse tra il 1876 ed il 1877 che coinvolsero i Sioux Lakota e i Cheyenne settentrionali contro gli Stati Uniti d’America.
Da quelle parti, una prima guerra tra Governo e Nativi si era già conclusa con il trattato di Fort Laramie (1868) che trasformò una parte del territorio Lakota in grande riserva Sioux, istituendo altresì un ampio “territorio non ceduto” in Wyoming e Montana, il Powder River Country, come territorio di caccia Cheyenne e Lakota, con restrizioni d’accesso a tutti i non nativi, eccezion fatta per gli ufficiali governativi. Leggi il resto

Mitologia degli Indiani d’America

A cura di Cesare Bartoccioni

Quando i bianchi iniziarono a colonizzare il Nord America, vaste foreste coprivano i territori che si estendevano dal Labrador e dalle coste della baia di Hudson giù fino alle terre alluvionali del Golfo del Messico.
Questi territori erano abitati da moltissime tribù connesse con le grandi famiglie Algonchina ed Irochese: bellicose tribù di cacciatori. I miti di queste grandi tribù sono popolati di figure ideali di eroi civilizzatori, considerati in parte come i primi uomini, in parte come demiurghi e creatori. Tali esseri possiedono la conoscenza delle arti magiche, ed hanno il potere di trasformarsi in animali. Leggi il resto

Carlisle Indian School: “Uccidi l’indiano, salva l’uomo”

A cura di Sergio Mura

Studenti indiani a Carlisle, prima e dopo l’ingresso
Erano trascorsi appena due anni dalla terribile tragedia di Wounded Knee (dicembre 1890) quando il capitano Richard Henry Pratt, fondatore della Carlisle Indian Industrial School della Pennsylvania, fu invitato a partecipare alla diciannovesima conferenza nazionale della “Carità e della correzione”. Leggi il resto

I Sioux


Guerrieri Sioux
Come in altri casi di tribù indiane, il nome con cui ci siriferisce a un popolo è diverso da quello con cui quel popolo si riferisce a se stesso. Così, il termine “Sioux” trae origine dal termine “piccolo serpente”, usata con volontà dispregiativa dagli Algonchini per additare le popolazioni che vivevano nelle grandi pianure centrali degli Stati Uniti e del Canada Meridionale, fra il fiume Platte fino al monte Heart e dal Missouri fino alle montagne chiamate Big Horn. Leggi il resto

Wild Bill Hickok, Rock Creek Station e il massacro McCanles

A cura di Mario Raciti e Sergio Mura

Rock Creek Station fu aperta nel 1857 sulla pista che portava all’Oregon e alla California.
Adagiato beatamente lungo la riva occidentale del Rock Creek, un torrentello del Nebraska, il posto di scambio veniva utilizzato regolarmente dai viaggiatori isolati e dalle carovane che cercavano l’ovest con marce infinite.
Rock Creek Station non era un granchè come costruzione…
Era un piccolo agglomerato di baracche di legno sistemato meglio che si poteva con i mezzi di fortuna a disposizione di un certo S. C. Glenn. Leggi il resto

Frank North

A cura di Lorenzo Barruscotto

Frank North con alcuni scout Pawnee
Frank Joshua North fu interprete ed ufficiale dell’esercito degli Stati Uniti.
Nacque a Ludlowville, New York, il 10 marzo 1840.
Nel 1856, all’età di 16 anni, si trasferì in Nebraska e lavorò come trasportatore fra Omaha e Fort Kearny. Durante questo periodo entrò in contatto con i Pawnees ed imparò la loro lingua talmente bene che nel 1860 operava nella riserva Pawnee vicino a Fullerton, nel Nebraska. In seguito divenne così competente da lavorare anche come interprete presso la stazione commerciale della Pawnee Agency a Genoa, Nebraska.
Nel 1864, il generale Samuel R. Curtis, impressionato dalla sua conoscenza dei Pawnees, si rivolse a North per fargli organizzare una compagnia di esploratori con lo scopo di servire nell’esercito dell’Unione. Leggi il resto

Il codice d’onore del selvaggio west

A cura di Matteo Pastore

La punizione per il ladro di cavalli
Ai tempi del west più selvaggio e della frontiera che avanzava, la legge era un qualcosa di inesistente, semplicemente non c’era o c’era poco. E quel poco era spesso amministrato con ingiustizia. Molto delle relazioni si basava sul rapporto tra deboli e forti e in genere prevalevano i forti sui deboli. Ma anche in una situazione così precaria e ingiusta (specialmente agli occhi di un occidentale dei nostri tempi) c’era bisogno di un certo equilibrio. Non era certo possibile per il forte annientare totalmente il debole, giacché altrimenti non avrebbe avuto alcuno su cui esercitare la propria prepotenza; né sarebbe stato possibile rubare o sottrarre se non ci fosse stato più alcuno contro cui agire. Leggi il resto

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