Le 500 Nazioni: il Gran Bacino


Indiani della zona geografica del Great Basin (Gran Bacino)
L’area del Gran bacino, comprendente le catene montuose e le vallate dello Utah, del Nevada e della California, è stata abitata da popolazioni il cui stile di vita arcaico rimase quasi invariato fino al 1850; le più conosciute sono i Paiute, gli Ute e gli Shoshoni, insieme ai Klamat, ai Modoc e agli Yurok.
Si trattava di piccole bande di raccoglitori, composte a volte da un’unica famiglia, ed erano distribuite su un territorio inospitale con una densità abitativa estremamente bassa. In estate si nutrivano di semi, radici, frutti di cactus, insetti, rettili e piccoli roditori, insieme a occasionali antilopi e cervi; i coyote invece non venivano mangiati perché li si credeva dotati di poteri soprannaturali. Leggi il resto

Gli indiani Ute, vittime della “civiltà”

A cura di Pietro Costantini

Severo, capo Ute, con la famiglia
Forse la sera del 30 settembre del 1878 Nicholas Nick Meeker, integerrimo agente governativo per gli indiani Ute, capì di aver commesso un sacco di errori; oppure si riconfermò nella sua convinzione che gli indiani, uomini primitivi e selvaggi, andavano educati ai più alti valori della società dei bianchi. Ma forse gli mancò il tempo per fare qualsiasi considerazione; infatti quella sera una trentina di Ute, al comando di capo Douglas, arrivarono galoppando all’agenzia indiana. Leggi il resto

I Piedi Neri

Per quasi due secoli i tre raggruppamenti che formavano la nazione dei Piedi Neri furono considerati separati dai bianchi e chiamati con nomi distinti: i Pikuni o Piegan, i Kainah o Blood, e i Siksika o Piedi Neri propriamente detti.
Questi tre gruppi, per quanto indipendenti, parlavano la stessa lingua e avevano gli stessi costumi, si sposavano tra loro e avevano gli stessi nemici. Quanto a questi, poi, c’erano dei veri e propri accordi attraverso i quali i raggruppamenti dei Piedi Neri si difendevano l’uno con l’altro presidiando zone diverse. Leggi il resto

Gli indiani Navajo

Un guerriero Navajo
Gli indiani Navajo, conosciuti anche come Navaho, sono un forte e famosissimo popolo di Nativi Americani prevalentemente stanziato in una vasta area dell’Arizona settentrionale e in una parte dei territori dello Utah e del New Mexico. I Navajo sono oggi il gruppo etnico più numeroso tra tutti i Nativi Americani.
Il nome “Navajo” deriva dal termine “Navahuu” che nella lingua Tewa, parlata da alcune popolazioni del sud-ovest, significa Campo coltivato in un piccolo corso d’acqua. In lingua navajo si usa il termine Diné (talvolta citato nella letteratura come Dineh) che significa Il popolo. Leggi il resto

Gli Algonchini

A cura di Pietro Costantini

Gli Algonchini sono la più grande famiglia linguistica dei Nativi nord americani.
Distribuzione sul territorio nord americano
La Famiglia Algonchina è un gruppo linguistico (l’”ALGIC”) che in precedenza occupava un’area più estesa di ogni altra in Nord America. Il suo territorio si estendeva dalla costa di Terranova a est alle Montagne Rocciose a ovest. Le parti est di questo territorio rimasero separate tra loro da una zona occupata da tribù irochesi. Leggi il resto

Gli indiani Oto

A cura di Armando Morganti

Delegazione di Oto a Washigton
Gli indiani Oto, il cui nome derivava da “ota-wat” o “wat’ota”, significante “i libidinosi”, erano una popolazione di lingua Siouan appartenente al gruppo dialettale “Chiwere”, come gli affini Missouri ed Iowa, le cui lingua differivano ben poco dalla loro. In alcune fonti venivano indicati come “Hoctatas” o “Octoctatas”, ma la tribù si definiva “Che-wae-rae”; gli Shawnee li chiamavano “Matokatági”, i Fox “Mot?tatak”, i Ponca e gli Omaha “Wacútada”, i Kansa “Wadótata”, i Dakota “Watohtata” e gli Osage “Watútata”. Leggi il resto

Gli indiani Biloxi

A cura di Gianni Albertoli

Un gruppo familiare Biloxi-Tunica
Gli indiani Biloxi, notoriamente appartenenti ai gruppi Siouan orientali, venivano ricordati con vari sinonimi ricordati dal James Mooney nella sua grande opera “The Siouan Tribes of the East”. I principali sinonimi erano: Ananis (Anaxis? 1699), Annocchy (1699), Baluxa (1817), Beloxi (1829), Beluxis (1764), Bilexes (1806), Billoxis (1753), Bilocchy (1700), Biloccis (1807), Biloni (1806), Biloxis (1699), Bilusi (1850), B’luksi (1886), ?inukksk (1883), Belixies (1854), Beluxas (1805), Paluxsies (1856), Poluksalgi, Pontonceis (Ponlonceis? 1806) e Tanex (Tanks 1886). Leggi il resto

Il popolo Dinè Ana’ì, i Navajos “nemici”

A cura di Marco Aurilio


Cercatori di tracce Navajo

Cebolleta Navajos, Mt.Taylor Navajos, Sandoval Band, To’ Hajiilee, Platero Band of Navajo Indians, Canoncito Navajos; i Navajos di Dinètha li chiamarono semplicemente Dinè Ana’ì: I Navajos nemici.
Nonostante Il termine “Ana’ì “andrebbe più correttamente tradotto con “alienati”, nella traduzione in inglese è prevalso il termine “nemico”. Gli altri Navajos erano e sono a loro noti come Navajos di Dinètah, quasi come a prenderne le distanze anche geograficamente. Questi andavano e venivano nell’area del monte Taylor, mentre i Dinè Ana’ì vivevano li stabilmente. Leggi il resto

Gli Osage

A cura di Sergio Mura


Degli Osage e del loro destino ingrato si è sempre parlato abbastanza poco. Forse perchè non furono sufficientemente ostili nei confronti dei bianchi che avanzavano e che li tiravano all’interno di un vortice di relazioni pericolose; o forse perchè non furono protagonisti dei duri decenni della resistenza indiana nelle pianure. Attualmente gli Osage si trovano prevalentemente nella Osage County dell’Oklahoma, anche se è possibile incontrare piccoli insediamenti anche in altre parti del grande continente americano. Leggi il resto

Gli indiani Choctaw

A cura di Armando Morganti

Pitchlynn, un capo dei Choctaw
“La sconfitta dei Natchez avrebbe potuto essere completa se non fosse stato per i negri che hanno impedito ai Choctaw di portar via la polvere da sparo… e con la loro resistenza hanno dato ai Natchez il tempo di entrare nei due forti” (French Governor Etienne De Périer). La storia della tribù iniziò quando gli antenati vennero formati da uno spirito dalla terra umida di “Naih Waiyah”, un grande tumulo. Dopo essere usciti dal tumulo, i Chahta appena creati erano “bagnati e umidi”, ed allora il Grande Spirito “li appese su una corda per panni”, in modo che il sole potesse asciugarli. Leggi il resto

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