Il massacro dei Wiyot

A cura di Paolo Scanabucci

Parlando di nativi americani l’immaginario collettivo spesso li associa non solo a suggestivi usi e costumi e a struggenti canti tribali ma anche a incredibili ingiustizie subite ad opera dei bianchi. Quando pensi che quello che hai letto su qualche rivista specializzata sia l’estrema brutalità inflitta al popolo rosso, ecco che salta fuori l’ennesimo reportage di inaudita crudeltà contro i nativi americani che ti fa ribollire il sangue. E’ proprio ciò che si prova dopo aver appreso la tragica storia di una sfortunata comunità di indiani Wiyot. Leggi il resto

I Kiowa-Apache

A cura di Renato Ruggeri

I Kiowa-Apache sono una piccola tribù di origine Athapascan che si differenzia dai Kiowas, un popolo di origine Tanoan. Il nome Kiowa-Apache è un’invenzione dei bianchi. W. P. Clark, nel 1885, li chiamò in questo modo, menzionando la loro posizione nell’accampamento Kiowa. Il loro vero nome, o il nome con si riferivano a sé stessi, è Naishan-Dene, che significa “il nostro popolo”, secondo la traduzione di Mooney e Swanton, oppure “razziatori”, come suggerisce William Meadows. La loro origine, come quella dei Kiowas, rimane incerta. Leggi il resto

Gufo Grazioso (Pretty Owl), moglie di Nuvola Rossa

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Pretty Owl, conosciuta anche come Good Road
“Quando eravamo giovani, ero gelosissima di lui.”
I nomi, talvolta persino accompagnati da immagini, di grandi capi Lakota come Nuvola Rossa, Toro Seduto, Gall e John Grass, risultano familiari anche all’immaginario dell’ascoltatore meno interessato alla storia dei Nativi Americani.
Le loro gesta più note hanno ormai raggiunto anche un’ampia cerchia di lettori, aiutate anche dalle grande produzioni cinematografiche western degli ultimi decenni. Film e fumetti western sono però anche parzialmente responsabili dello spazio ristretto concesso alle donne Native, viste perlopiù come strumento di conforto e sollazzo dei guerrieri dopo la battaglia o improbabili protagoniste passive di rocambolesche storie d’amore con bianchi ora ostili, ora amici. Leggi il resto

Rapimenti e scorrerie

A cura di Giovanni De Sio Cesari

L’incontro fra culture molto diverse porta a incomprensioni altrettanto profonde: ciascuno dei due gruppi culturali interpreta le azioni dell’altro secondo i propri principi senza rendersi conto che esse invece possono avere diverso significato nella cultura di coloro che le compiono. Ciò avvenne anche nell’incontro fra i bianchi e i pellerossa, generando odi profondi che sfociarono il più delle volte in scontri aperti, razzismo, emarginazione, guerre indiane.
In questo piccolo approfondimento vogliamo concentrarci su un paio di usi indiani che risultavano inaccettabili ai coloni ed ai pionieri che si spostavano ad ovest, invadendo tra l’altro i territori dei Nativi. Leggi il resto

Oklahoma, 1889, la folle corsa alla terra

A cura di Michele De Concilio

Con una sei-colpi appesa al fianco e un Winchester a pompa nelle mani, il giovane mandriano affrontò un altro pretendente illegale. “Siamo arrivati insieme”, gridava il secondo uomo. Pretendeva una suddivisione non equa della lussureggiante distesa verde da 160 acri nella quale si trovavano: a lui sarebbe andata la porzione più grande e al giovanotto, naturalmente, la più piccola. Il ragazzo fu irremovibile: “160 acri o sei piedi, per me è lo stesso…” Alla fine – insieme al suo Winchester – l’ebbe vinta ed ottenne la sua parte del nuovo Eden nella più selvaggia, grandiosa corsa per le nuove terre nella storia degli Stati Uniti. Leggi il resto

I primi contatti degli europei con i Tlingit

A cura di Gianni Albertoli

Esistono delle possibilità che prima dell’arrivo degli europei, sulle coste nord-occidentali dell’America settentrionale, i Tlingit abbiano avuto contatti con marinai Cinesi o Giapponesi. Sembra che, verso la fine del XVIII secolo, una giunca giapponese sia stata spinta dalle correnti fino alle Aleutian Islands.
Nel 1815, il brigantino americano “Forester” raggiunse le coste della California rimorchiando una giunca giapponese che aveva perso il suo albero maestro a causa di un nubifragio, la giunca era stata recuperata proprio sulle coste dell’Alaska, era andata alla deriva nell’oceano per ben 17 mesi, e del suo equipaggio, composto da 35 uomini, ne erano sopravvissuti soltanto tre. Leggi il resto

Sugar Point, l’ultima guerra indiana

A cura di Sergio Mura

Mentre nel resto degli Stati Uniti si erano ormai spenti per sempre gli ultimi fuochi delle guerre indiane e anche le bande più riottose erano state costrette ad accettare gli angusti confini delle riserve indiane, nel 1898 – precisamente il 5 ottobre – scoppiava l’ultimo incidente tra soldati e indiani. Il conflitto a fuoco venne chiamato “Battaglia di Sugar Point” e vide coinvolto il 3° Reggimento di Fanteria e alcuni indiani Chippewa della banda Pillager. Leggi il resto

Gli indiani

Guerrieri e un campo indiano
Nativi d’America. Così si dovrebbero chiamare gli Indiani d’America.
Nella zona delle Grandi Pianure erano stanziate molte nazioni indiane. Per nazione si intende un insieme di tribù o di famiglie. Esse presentavano caratteristiche simili: erano nomadi, basavano là propria economia sul bisonte, usavano armi adatte alla caccia dei grandi animali, utilizzavano bestie da soma (prima il cane, poi il cavallo), erano abilissimi cavalieri.
Queste caratteristiche sono state assunte in epoca recente, quando ormai i bianchi erano approdati nel Nuovo Mondo e la loro presenza aveva irrimediabilmente trasformato le culture dei Nativi. Leggi il resto

Wechuge o Wendigo? Il terrore viene dal freddo

A cura di Lorenzo Barruscotto

Wendigo
Il wechuge è una creatura mangiatrice di uomini, uno spirito malvagio che compare nelle leggende principalmente del popolo Athabaska. Si dice che sia quel che resta di una persona posseduta o sopraffatta dalla cattiva magia di uno degli antichi “animali spirituali”.
In alcuni racconti pellerossa si credeva che si potesse diventare più forti dei normali esseri umani infrangendo un tabù sacro anche se così facendo si offendevano gli dei diventando “troppo forti”. I tabù erano e sono legati a sacrilegi, gesti compiuti in circostanze drammatiche ma che potrebbero venire condannati dalle divinità stesse, quali ad esempio nutrirsi di carne umana, o legati alla bramosia di potere ed alla cupidigia. Leggi il resto

Il Texas Ranger John B. Jones

A cura di Angelo D’Ambra

Una compagnia di Texas Rangers
Nel gennaio 1874 sorse il Frontier Battalion con sei compagnie di Texas rangers di settantacinque uomini ciascuna. A guidarli il governatore Richard Coke, subentrato a E. J. Davis, volle un personaggio singolare, un veterano confederato rigido e assolutamente privo di senso dell’umorismo, il maggiore John B. Jones.
Jones era nato a Fairfield, nella Carolina del Sud, il 22 dicembre 1834, a quattro anni si era trasferito con la sua famiglia nella contea di Navarro, in Texas. Aveva iniziato a guadagnarsi la vita da giovanissimo, coltivando e allevando bestiame. Leggi il resto

Pagina successiva »