Origini, usi e costumi dei Seminole

A cura di Renato Ruggeri

Possiamo dire, ironicamente, che i Seminole sono stati un’invenzione dei bianchi. Svariate cause portarono alla formazione di questa nuova nazione indiana che, a differenza di altre tribù è anche ben studiata, essendo di origine relativamente recente. La decimazione delle popolazioni native (Timucuas, Calusas, Appalachees), fatta dagli Spagnoli e dalle epidemie rese il territorio della Florida libero per l’insediamento di nuovi colonizzatori indiani. Leggi il resto

Wounded Knee: viaggio nell’altra faccia dell’America

A cura di Giuseppe Danovaro

La riserva, oggi
Ed eccomi finalmente a Billings (Montana), sede iniziale di un viaggio che ci avrebbe portato a percorrere le grandi pianure americane, consentendoci di visitare alcune tra le più caratteristiche Riserve indiane, attraverso il Whyoming, il Nebraska ed infine il South Dakota.
Già all’Aeroporto di Washington avevo provato una sensazione di indescrivibile, quasi infantile emozione.
Non ero mai stato negli Stati Uniti, anche se questo paese era sempre stato nei miei sogni.
Ultimamente stavo per rinunciare, per arrendermi davanti alle difficoltà che inevitabilmente si presentavano, quando proponevo alle varie Agenzie di Viaggio il mio itinerario. Un simile percorso era infatti troppo al di fuori dai consueti parametri turistici, per cui non esistevano punti di riferimento certi sui quali fare affidamento.
La notizia che esisteva a Genova, proprio nella mia città di appartenenza, una associazione, l’Hunkapi, che, dopo aver nello scorso anno effettuato un viaggio in queste zone, ne stava programmando un altro, molto più mirato, per il prossimo mese di Giugno, rappresentò la insperata soluzione dei miei problemi. Leggi il resto

Razzismo, schiavitù e violenza contro gli indiani nella California della Gold Rush

A cura di Angelo D’Ambra

Violenza contro gli indiani
Prima dell’arrivo dei coloni europei, circa 300.000 nativi vivevano in California. Violenza, malattia e fame li travolsero soprattutto con la corsa all’oro. Nel 1870, i nativi in California erano appena 30.000 persone, la maggior parte chiuse in riserve.
L’orrore più grande s’era raggiunto nel 1850 con una legge dello Stato che prevedeva lavoro forzato per gli indiani vagabondi e orfani. Leggi il resto

Le Noël Huron (Canto di Natale degli Huron)

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Natale tra gli Huron
Quest’inno fu scritto nel 1643 dal gesuita Jean de Brébeuf per la comunità di Huron da lui e altri convertita al cristianesimo.
Brébeuf, che visse tra gli Huron (Wyandot) tra il 1625-1629 e il 1634-49, morì ucciso, assieme al confratello Gabriel Lallemant, dagli Irochesi che avevano attaccato un villaggio Huron e la vicina missione di St. Ignace.
La traduzione italiana è stata condotta sulla versione inglese del linguista John Steckley (Teondecheron),più aderente all’originale Huron della notissima “Twas In The Moon of Winter Time” di Middleton.
In fondo all’articolo trovate un piccolo video in cui è possibile ascoltare dalla voce degli Huron questo Canto di Natale. Leggi il resto

Il linguaggio dei segni e altri sistemi di comunicazione nelle grandi pianure

A cura di Gian Carlo Benedetti, da un libro di Jacob P. Dunn del 1886

Un esempio di comunicazione con i segni
Nonostante i frequenti contatti tra le tribù delle grandi pianure, suggellati anche da alleanze come quelle tra Sioux, Cheyenne ed Arapaho, ogni gruppo era geloso della propria lingua e raramente imparava il linguaggio degli altri. Il loro universale mezzo di comunicazione era il linguaggio dei segni, portato dagli indiani ad un livello rimarchevole. La peculiarità di tale linguaggio è probabilmente dovuta alla lingua degli Arapahoes, dura e gutturale quindi molto difficile da comprendere e parlare. Leggi il resto

Soldati a cavallo (US Plains Cavalry)

A cura di Sergio Mura


George A. Custer
Per oltre 50 anni gli appassionati di cinematografia western hanno potuto guardare molti film in qualche modo dedicati alla Cavalleria americana delle pianure. Nei film c’era solo l’opportunità di vedere una versione romanzata della vita dei soldati di cavalleria, ma era un approccio comunque utile per via del fondo di verità storica che era possibile intravvedere aldilà della cortina dei racconti edulcorati. Tutto iniziò nel 1939 con il famosissimo film Stagecoach (Ombre Rosse in Italia) in cui si racconta l’avventurosa traversata di una diligenza inseguita dagli indiani. In quel film a salvare la situazione sono proprio i cavalleggeri che con il più classico squillo della tromba arrivano all’ultimo istante e salvano i poveri bianchi dai selvaggi urlanti. Leggi il resto

Il massacro del fiume Sand Creek (29-11-1864)

L’attacco al Sand Creek
Mentre ad est le truppe americane si combattevano in una guerra fratricida, ad ovest nell’estate del 1864 il governo ordinò alle tribù di insediarsi nei dintorni di Fort Lyon, nel Colorado. Vuoi perchè alcuni gruppi non vennero a conoscenza dell’ingiunzione, vuoi perchè altri gruppi non si fidavano certo dei bianchi e vuoi, infine, perchè molti non intendevano obbedire alle ingiunzioni dei soldati, sta di fatto che gli indiani restarono prevalentemente dove si trovavano, senza preoccuparsi troppo. Perciò il colonnello Chivington organizzò il 3° Reggimento dei Volontari del Colorado, uomini senza troppi scrupoli reclutati per cento giorni soltanto, col compito di massacrare quanti più indiani possibile, rifacendosi ad un proclama di quell’anno del governatore di quel Territorio, Evans, che esortava la popolazione a cacciare ed eliminare il numero maggiore di Nativi. Leggi il resto

La battaglia e il massacro del fiume Washita (27 Novembre 1868)

A cura di Sergio Mura e Giuseppe Santini

Arrivò infine il tempo in cui i pionieri iniziarono a desiderare le terre popolate dagli indiani. Le desiderarono talmente tanto che le prime scintille di guerra scatenarono un incendio le cui conseguenze apparvero immediatamente incalcolabili.
Fatti e fatterelli si susseguirono accrescendo la diffidenza tra i due popoli, le recriminazioni, le lagnanze, al punto che il Governo Americano decise di indire una delle tante conferenze di pace che nella zona delle Grandi Pianure si alternavano periodicamente senza riscuotere grandi consensi, né grandi risultati.
Nell’ottobre del 1867 gli indiani si incontrarono con i commissari governativi, prima a Fort Laramie e poi a Medicine Lodge Creek, per discutere dell’assetto da dare alle terre reclamate a gran voce dai bianchi ma difese con archi e frecce dagli indiani. Leggi il resto

Gli indiani Wampanoag e il “ringraziamento”

Un grazie a Andrea Chiodi

Era l’undici novembre del 1620 quando il galeone “Mayflower” approdò nella baia di Cape Cod con a bordo oltre un centinaio di emigranti, perlopiù puritani, i cosiddetti “Padri Pellegrini”, che erano salpati da Plymouth. Ogni quarto giovedì di novembre negli Stati Uniti d’America si festeggia il “Thanksgiving Day”, ossia la “Festa del Ringraziamento”, che è, probabilmente, la celebrazione più tradizionale e sentita di quella nazione.
Nelle rappresentazioni si rievoca anche la partecipazione alla festa degli indiani Wampanoag che avevano assistito ed aiutato i puritani a superare il primo durissimo inverno sul nuovo continente e gli avevano insegnato anche come coltivare le piante tipiche del nuovo mondo, oltre ad averli riforniti dei prodotti di quella terra. Nelle rievocazioni si vedono i buoni Padri Pellegrini invitare i Wampanoag e questi partecipare alla festa portando con se cacciagione e, in buona evidenza, i tacchini. In queste festose rievocazioni non viene mai raccontato il destino toccato a quegli amichevoli indiani e anche i libri di storia sono avari di parole circa gli avvenimenti successivi. Leggi il resto

Il fuoco e gli indiani

A cura di Gaetano Della Pepa

L’accensione del fuoco
Parlare oggi di come accendere il fuoco può sembrare una cosa banale. Abbiamo a disposizione ogni genere di supporto per facilitarci il lavoro. Ad esempio, i fiammiferi! Questi, già dal 1805 a Parigi, venivano fabbricati bastoncini di legno ricoperti ad una estremità di una miscela di facile combustione.
Solo nel 1840 vennero prodotti i primi fiammiferi che si accendevano per sfregamento, la cui capocchia era formata prevalentemente da un composto di fosforo. Gli svedesi, invece, fecero la prima comparsa, proprio in Svezia, nel 1855. Leggi il resto

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