I difficili rapporti tra bianchi e Cheyenne

A cura di Alessandro Giannubilo


Verso la metà del 1800 il progresso spingeva i bianchi verso ovest con una velocità e una voracità mai viste prima. Le città nascevano improvvisamente e rapidamente lungo le piste di transito, sia come punti di riferimento per i coloni che si stabilivano in quelle terre pianeggianti e coltivabili, sia come punti di smistamento della ferrovia. Infatti, è proprio in questo periodo che si dà inizio alla costruzione della ferrovia transcontinentale da parte della Union Pacific e della Central Pacific (1862-1869). Leggi il resto

La storia di Olive Oatman

A cura di Massimo Bencivenga

Olive Oatman
I racconti e la cinematografia, i fumetti e i libri, le canzoni e le ballate ci hanno abituato ad immaginare un bianco, bambino o adulto, che vive pacificamente con i Nativi.
Ma le cose non andavano sempre così lisce, né tantomeno così pacificamente. Andremo un po’ a vedere la storia di Olive Oatman, una storia che parte dalla visione nel 1823 di Joseph Smith, che a suo dire ricevette un libro e l’incarico di fondare una nuova religione da un Angelo di nome Moroni. Era l’alba del mormonismo, o della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Ora, gli Oatman erano mormoni, una religione che ha in somma considerazione il passato e una terra promessa, un luogo edenico dove vivere in armonia. Leggi il resto

Il massacro delle Cypress Hills

A cura di Paolo Scanabucci

L’attacco al campo indiano
Nel Dicembre del 1874 il vice commissario James MacLeod entrò in Montana dal Canada per fare piena luce su un tragico fatto di cronaca: il massacro delle Cypress Hills.
Immigrato di origine scozzese (era nato infatti a Drynoch nell’isola di Skye), aveva ottenuto dal governo americano il permesso di entrare in territorio USA per investigare su un episodio che aveva visto coinvolti una tribù di Assiniboine, dei cacciatori americani di bisonti e lupi e alcuni commercianti di whisky americani e canadesi. Erano presenti anche degli agenti di commercio Metis, cioè discendenti da matrimoni tra nativi e franco-canadesi; attualmente sono uno dei tre popoli riconosciuti dalla Costituzione del Canada. Leggi il resto

I miti da sfatare sul massacro del Sand Creek

A cura di Renato Ruggeri

L’attacco al campo sul fiume Sand Creek
Sul famosissimo massacro del Sand Creek, talvolta definito anche battaglia del Sand Creek, sono stati spesi fiumi di inchiostro e, talvolta, da questo mare di parole ci si è allargati a vere e proprie mistificazioni o esagerazioni. Dalla testimonianza di Silas Soule e altri del tempo, è comunque emersa una drammatica verità che nessuna ulteriore ricostruzione a posteriori potrà mai cancellare: si è trattato di un massacro dai risvolti talvolta sadici. Negli Stati Uniti, però, alcuni studiosi – anche di notevole fama – si sono dedicati per lungo tempo a riordinare i fatti per quel che è stato possibile e senza la pretesa di arrivare alla verità assoluta. Leggi il resto

Il massacro Webster

A cura di Gian Carlo Benedetti

L’attacco alla carovana
L’anno 1839 nella frontiera del Texas, ritenuta la più selvaggia del Far West, si presentava un poco meno problematico per i coloni del settore occidentale, anche se non vanno taciuti i massacri della famiglia Morgan avvenuto il primo gennaio e quello dei Campbell il 23 successivo. Ciò poiché gli Shawnes erano stati sconfitti, ucciso in battaglia il vecchio capo Bowles, costretti a lasciare le loro terre per il preciso disegno politico di Mirabeau Lamarr Presidente della neonata Repubblica dal primo dicembre 1838 che, sconfessando l’operato pacifista filo-indiano del predecessore Sam Houston, prevedeva l’allontanamento, con le buone ma soprattutto le cattive, di tutte le tribù stanziali. Leggi il resto

Il massacro dei Wiyot

A cura di Paolo Scanabucci

Parlando di nativi americani l’immaginario collettivo spesso li associa non solo a suggestivi usi e costumi e a struggenti canti tribali ma anche a incredibili ingiustizie subite ad opera dei bianchi. Quando pensi che quello che hai letto su qualche rivista specializzata sia l’estrema brutalità inflitta al popolo rosso, ecco che salta fuori l’ennesimo reportage di inaudita crudeltà contro i nativi americani che ti fa ribollire il sangue. E’ proprio ciò che si prova dopo aver appreso la tragica storia di una sfortunata comunità di indiani Wiyot. Leggi il resto

Il massacro di Wounded Knee

130° anniversario della battaglia di Wounded Knee (29-12-1890 / 29-12-2020)


Una distesa di cadaveri in ogni direzione – clicca per INGRANDIRE
La notizia dell’uccisione di Toro Seduto si diffuse nelle grandi pianure con la velocità del lampo ed arrivò anche, com’era logico, fino alla banda di Sioux Minneconjou di Piede Grosso (Si Tanka, 1825-1890).
Giunse portata da alcuni Hunkpapa della banda di Toro Seduto in fuga dai soldati.
Appena il capo apprese la notizia, sentì a tal punto l’imminenza del pericolo che preferì decidere lo smantellamento del campo e la partenza della sua gente verso Pine Ridge, nella speranza di potersi mettere sotto la protezione di Nuvola Rossa. Leggi il resto

La feroce mattanza di Torreón

A cura di Giampaolo Galli

Soldati messicani a Torreon
All’alba del 15 maggio 1911, le truppe rivoluzionarie di Francisco Madero, facevano irruzione nella città di Torreón, abbandonata nella notte dall’esercito federale di Porfirio Diaz.
La selvaggia carneficina che ne seguì, fu una delle pagine più cruente della storia messicana, una macchia indelebile per gli ideali di giustizia, progresso e uguaglianza sociale, promossi dagli stessi artefici della Rivoluzione.
Verso la fine dell’800, sotto la guida del presidente dittatore Porfirio Diaz, il Messico fu protagonista di un intenso sviluppo economico, che portò a una massiccia immigrazione di manodopera dai paesi confinanti, dall’Europa e dall’Asia. Leggi il resto

Il massacro del fiume Sand Creek (29-11-1864)

L’attacco al Sand Creek
Mentre ad est le truppe americane si combattevano in una guerra fratricida, ad ovest nell’estate del 1864 il governo ordinò alle tribù di insediarsi nei dintorni di Fort Lyon, nel Colorado. Vuoi perchè alcuni gruppi non vennero a conoscenza dell’ingiunzione, vuoi perchè altri gruppi non si fidavano certo dei bianchi e vuoi, infine, perchè molti non intendevano obbedire alle ingiunzioni dei soldati, sta di fatto che gli indiani restarono prevalentemente dove si trovavano, senza preoccuparsi troppo. Perciò il colonnello Chivington organizzò il 3° Reggimento dei Volontari del Colorado, uomini senza troppi scrupoli reclutati per cento giorni soltanto, col compito di massacrare quanti più indiani possibile, rifacendosi ad un proclama di quell’anno del governatore di quel Territorio, Evans, che esortava la popolazione a cacciare ed eliminare il numero maggiore di Nativi. Leggi il resto

Illinois 1812, il massacro di Fort Dearborn

A cura di Renato Ruggeri

La mattina di sabato 15 agosto 1812 una forza composta da circa 500 guerrieri, in gran parte Potawatomi, assalì un gruppo di soldati, miliziani e civili che stavano evacuando Fort Dearborn, costruito sul luogo dove, oggi, sorge la grande metropoli di Chicago ma che, a quel tempo, era nominalmente il Territorio dell’Illinois ma, a tutti gli effetti, ” Indian Country” o “ Wilderness”. La battaglia che ne seguì è conosciuta come “il massacro di Fort Dearborn”.
Nel corso del 1600 i Potawatomi furono scacciati dallo loro patria ancestrale nel Michigan centro-meridionale e spinti a ovest dagli Irochesi durante le guerre del castoro, una serie di conflitti che causarono un massiccio spostamento di tribù Indiane e provocò lo spopolamento di un vasto territorio compreso tra i Grandi Laghi e il fiume Ohio, un’area che oggi chiamiamo Indiana, Ohio, Michigan e Illinois, in parte. Leggi il resto

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