Abigail

A cura di Sergio Mura

La bellissima locandina di Abigail
Il nuovo corto western di Claudio Cirri (Clam), girato a Lastra a Signa, già selezionato all’Almeria Western Film Festival che si è svolto tra l’8 e l’11 ottobre, è stato premiato il corto western. L’Almeria Western Film Festival è una delle più importanti manifestazioni del settore. Il cortometraggio di cui parliamo, anticipato nel titolo, è “Abigail”. Il bravissimo Claudio Cirri aveva in precedenza scritto e diretto “The Loot”, che a sua volta ha partecipato allo Short Film Corner del Festival di Cannes 2014, e “Washing Line”, anch’esso selezionato in vari festival del settore cinematografico. Leggi il resto

Harder they fall

A cura di Gian Mario Mollar

La locandina del film
Forse succede anche voi: appena vedo l’ombra di un cappello a tesa larga e di una colt nel desertico panorama western di questi anni, mi ci butto a capofitto. A volte va bene, più spesso va male ma è più forte di me: se c’è un western disponibile, devo assolutamente vederlo il prima possibile.
Così, quando ho notato “Harder they fall” nel palinsesto Netflix, la mia mano è corsa più veloce del fulmine alla fond… ehm, al telecomando. Questa volta non sono rimasto deluso. Anzi. Leggi il resto

The Hunter

A cura di Gian Mario Mollar

Cari amici della Frontiera, è sempre un piacere annunciare una novità western e lo è ancor di più quando si tratta di western Made in Italy. Vorremmo che accadesse più spesso. In questo caso abbiamo quattro caballeros che hanno addirittura attraversato la Manica, per pubblicare una storia breve a fumetti, dal titolo “The Hunter”, sulla prestigiosa rivista online “Aces Weekly”, curata da David Lloyd (se vi suona un campanello, è perché si tratta dell’illustratore di “V per Vendetta”, uno dei tanti capolavori di Alan Moore). Il manipolo di pistoleri è così composto: Marcello Bondi, giovanissimo sceneggiatore che ha già collaborato con testate come Tex e Diabolik, ha partorito il soggetto, Petri Hanninen, che invece è finlandese, ha curato la storia e il testo, il disegnatore genovese Niccolò Pizzorno l’ha tradotta in immagini e infine Glauco Piccione ha curato il lettering. Leggi il resto

“Il Vicino West” di Carlo Gaberscek

A cura di Angelo D’Ambra
A partire dalla seconda metà degli Anni Cinquanta l’industria cinematografica americana approdò in Spagna, attratta da bassi costi di produzione e paesaggi pittoreschi come quelli di Colmenar Viejo e Hoyo de Manzanares. Gli eccellenti risultati di film come “Spartacus” di Stanley Kubrick, con la memorabile interpretazione di Kirk Douglas, ed “El Cid” di Anthony Mann, con l’affiatatissima coppia Charlton Heston e Sophia Loren, spianarono, poi, la strada a cowboys e pistoleri.
La geografia del cinema western si arricchì di paisajes montañosos castigliani e gargantas desérticas andaluse. Sorsero così i set di Madrid e quelli dell’Almería, per una ripetuta successione di coproduzioni.
La Spagna non era l’Arizona, eppure non sembrava così. Si riuscì nell’ingegnosa impresa di imporre all’immaginario collettivo, come far west, paesaggi e scenari in realtà europei. Gli spettatori guardavano film girati nel giardino di casa e si ritrovavano catapultati nei territori della frontiera americana, in pieno Ottocento. Leggi il resto

Redemption, un nuovo cortometraggio di Emiliano Ferrera

A cura di Angelo D’Ambra

La Bella locandina del cortometraggio
In “Redemption”, il nuovo cortometraggio di Emiliano Ferrera, il west è popolato da donne stuprate, picchiate, vendute, trattate come merce, messe ai margini eppure coraggiose quanto basta per andare incontro ad un destino fatale. Legge e giustizia sono distanti, la redenzione è forse inafferrabile. Il tema è scottante e la scrittura l’affronta con crudezza, senza effimere edulcorazioni, a testimonianza di quanto il western, anche in Italia, sia vivo e con tanto ancora da dire. Leggi il resto

La ballata di Colton Red

La copertina del libro
Cari appassionati di storia del west, oggi vi segnaliamo l’uscita di un nuovo romanzo del nostro genere preferito… il western. Quello che vi proponiamo è scritto a quattro mani (o forse dovremmo dire a quattro Colt!) dal nostro Gian Mario Mollar, grande talento ben noto a tutti voi che ci leggete qui e altrove, e dal giovane e validissimo sceneggiatore Marcello Bondi. Stiamo parlando de “La ballata di Colton Red”, edita da I Buoni Cugini Editori.
La storia è una vera e propria “spremuta” di western, centocinquanta pagine che si buttano giù tutte d’un fiato come un bicchiere di bruciabudella: all’interno troverete sparatorie, assalti alla diligenza, galoppate a rotta di collo, Apache sul piede di guerra, strade polverose e tramonti mozzafiato.
Protagonista della vicenda è Colton Red, un giovane cowboy che doma cavalli al Sunrise Ranch, al confine tra Texas e Messico. Leggi il resto

John Wayne, un gigante del cinema western

A cura di Domenico Rizzi

Speciale a puntate: 1) John Wayne, un gigante del cinema western 2) La lunga gavetta di John Wayne 3) John Wayne: la ripresa del western 4) John Wyane, attore ormai affermato 5) Altri film di John Wayne 6) Strada aperta per John Wayne 7) Il meglio di John Wayne 8) Strade diverse 9) Alamo, un trionfo a caro prezzo 10) Uomo d’azione 11) Eroe nell’ombra 12) Gli anni del cambiamento 13) Il lento declino 14) La solitudine dell’eroe

John Wayne
John Wayne si è spento l’11 giugno 1979 in una clinica di Los Angeles, per un male incurabile. Aveva cavalcato per l’ultima volta in “The Shootist” (Il pistolero) di Don Siegel, recitando la parte di malato senza speranza che la vita gli aveva realmente imposto. I necrologi del grande “Jake” si sprecarono su tutta la stampa mondiale, anche se i giudizi non furono univoci. Purtroppo per alcuni Wayne rappresentava un’America disprezzata da molti, quella del trionfalismo e dell’apologia dell’avventura vietnamita cantata ne “I Berretti Verdi”. Premesso ciò, in questa serie di articoli parleremo soprattutto dell’attore e di ciò che ha rappresentato nella lunga storia del cinema western. E’ una rassegna necessariamente ristretta, rivolta essenzialmente alle opere più selezionate del grande attore.
Ciò che si può dire innanzitutto di John Wayne è di essere stato a lungo incompreso e accomunato talvolta, da chi intendeva fare di tutte le erbe un fascio, ai protagonisti di “B movies” come Ronald Reagan e Audie Murphy. Leggi il resto

James Earp e David Andrews

A cura di Lorenzo Barruscotto

James Earp (a destra), ritratto con il fratello Wyatt
James Cooksey Earp, nato a Hartford, Kentuky, il 28 giugno 1841 è uno dei meno noti fratelli Earp, passati alla storia per le imprese e le battaglie sostenute specialmente da Wyatt, Virgil e Morgan resisi universalmente conosciuti anche a chi non mastica pemmican e western per via della sparatoria all’Ok Corral.
Comunque sia neanche James difettava di fegato: a 19 anni si arruolò tra le file nordiste entrando a far parte della compagnia F del 17esimo fanteria dell’Illinois, nel maggio 1861, con i fratelli Newton (ancora meno noto di lui) e Virgil durante la Guerra di secessione. Il 17esimo reggimento fu organizzato ed armato ad Alton, Illinois. Il 31 ottobre 1861, la sua unità si oppose alle forze della Guardia di Stato del Missouri vicino a Fredericktown, nel Missouri per l’appunto. Leggi il resto

I gialli western di Tony Hillerman

A cura di Angelo D’Ambra

Misteriose ombre si allungano su canyon scoscesi e desolazioni di sabbia e arenaria dalle infinite sfumature, dando vita a delitti avvolti nelle cupe credenze navajo. Questo è Tony Hillerman, il padre dei poliziotti navajo Joe Leaphorn e Jim Chee.
Il primo romanzo di Hillerman è “Il canto del nemico”, che è pure il primo racconto che porta alla ribalta un poliziotto navajo, il primo giallo etnico completamente ambientato in una riserva indiana. Il successo colse l’autore assolutamente impreparato. In una intervista, rimediabile anche in italiano, egli quasi si mostrò incapace di coglierne le ragioni dicendo che la scelta di questa peculiare ambientazione fu dovuta al fatto che era cresciuto da bambino a pieno contatto con gli indiani e che ciò avrebbe garantito ai suoi scritti delle descrizioni realistiche e coinvolgenti capaci anche di nascondere una trama debole. Eppure la trama di questo racconto non è affatto debole. Leggi il resto

“Hostiles”, malinconico addio al west

A cura di Domenico Rizzi

Vi è chi, come Quentin Tarantino, insiste su una visione del West che ricorda molto gli esperimenti italiani del genere e chi pensa di ridare fiato alla leggenda con discutibili riedizioni de “I magnifici sette” o brutte performance sul modello de “Il duello”, di Kieran Darcy-Smith. Vi sono anche registi che, pur valendosi di una rappresentazione cruda degli annali della Frontiera, sono riusciti a sfornare opere credibili, ancorchè di sapore marcatamente crepuscolare. Dopo “The Homesman”, diretto e interpretato da Tommy Lee Jones nel 2014, di cui si è già detto in un precedente articolo pubblicato su queste pagine, merita una segnalazione “Hostiles”, realizzato nel 2017 sotto la regia di Scott Cooper, che ne è anche il produttore insieme a Ken Kao e John Lesher. Leggi il resto

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