I campi di prigionia della Guerra Civile

Dedichiamo questo articolo – per il quale ringraziamo Sergio Bonelli Editore – ad una delle pagine più oscure e tremende della Guerra di Secessione: i campi di concentramento.
I prigionieri di guerra vennero rinchiusi al principio in alcuni Forti, poi in prigioni normalmente riservate ai criminali o in edifici adattati allo scopo di contenere un numero crescente di prigionieri nemici.
Ma il loro numero cresceva di continuo e in maniera esponenziale e così si finì per ammassarli in desolati appezzamenti di terreno, spesso senza particolari ripari, circondati da palizzate. Leggi il resto

Il tamburino di Chickamauga

A cura di Martina Parodi


Johnny Clem nacque a Newark, Ohio, il 13 Agosto del 1851. Nel Maggio del 1861 scappò di casa per aggregarsi all’esercito ma si accorse ben presto che questo non prestava alcuna attenzione né aveva interesse per i ragazzini di 9 anni.
Quando presentò domanda di arruolamento al comandante del 3° Reggimento dell’Ohio, l’ufficiale rispose che lui non reclutava bambini e respinse la sua richiesta. Leggi il resto

Il Natale al tempo (duro) della Guerra Civile

A cura di Sergio Mura

Molte tra le tradizioni americane di Natale sono nate nel corso del XIX secolo. Paradossalmente, alcune tra le più rilevanti e durature sono venute a maturazione durante gli anni terribili della Guerra Civile, quando la violenza, il caos e la perdita dei beni personali sembravano in grado di soffocare completamente i cori natalizi.
Molti degli artisti di quel periodo, Winslow Homer, Thomas Nast, e Alfred Waud hanno realizzato numerose opere che testimoniano il diffondersi di quelle che oggi consideriamo serenamente delle tradizioni consolidate, come Santa Claus, gli alberi di Natale, lo scambio dei doni e le cartoline di Natale. Nast e Homer dipinsero scene del tempo della guerra civile in cui si viluppava la pratica dell’invio di pacchi regalo contenenti vestiti fatti in casa e cibo per i familiari al fronte. Leggi il resto

Vita da soldato durante la Guerra Civile

A cura di Renato Panizza

Gli uomini che affluivano a migliaia nei campi militari, attratti dai bandi di reclutamento e infervorati di retorica, si aspettavano di immergersi in gloriose battaglie, mettere in fuga il nemico e far presto ritorno a casa.
Non ci misero, però, molto a capire che la loro principale occupazione non sarebbe stata quella di combattere, un giorno si e uno no. La vera essenza del fare il soldato era ben altra: lunghi, interminabili mesi da passare negli accampamenti, tra una battaglia e l’altra o uno spostamento, patendo il freddo o il caldo, in mezzo al fango o alla polvere; svegliarsi all’alba, tutti i giorni, e poi esercitazioni e manovre fino a sera; mille mansioni da svolgere, dal raccogliere la legna e pulire il campo, a scavare latrine. Ufficiali matti, estenuanti turni di guardia, picchetti e avanposti nei paraggi del nemico,con qualsiasi tempo e a qualsiasi ora. Leggi il resto

Mosby, il fantasma grigio della Confederazione

A cura di Renato Panizza

Mosby ed i suoi Rangers
Fairfax Court House, villaggio della Virginia – 8 Marzo1863 – Acquartieramento del colonnello nordista Percy Wyndham.
Una serata speciale: rinfresco per tutti gli ufficiali organizzato dalla madre e dalla sorella del colonnello, appena arrivate dal Vermont, e allietato dalla presenza di giovani ladies.
A tarda notte, quando l’ultimo dei convitati se n’è andato, 29 cavalieri vestiti di grigio si avvicinano silenziosamente al villaggio. Leggi il resto

La nascita della Confederazione

A cura di Giovanni Oro
Jefferson Davis
In una giornata di febbraio a Montgomery, capitale dell’Alabama e capitale provvisoria degli Stati Confederati d’America, due ali di folla si accalcavano acclamando al passaggio di una carrozza diretta verso il Campidoglio.
All’interno c’erano Howell Cobb, georgiano Presidente della Convenzione, Alexander Stephens, georgiano, vice Presidente e Jefferson Davis, del Mississippi, il Presidente di una nuova nazione. Leggi il resto

La battaglia di Gettysburg (1-3 luglio 1863)


La battaglia di Gettysburg si svolse tra l’1 e il 3 luglio 1863 nell’ambito della guerra di secessione americana e si concluse con una netta e decisiva vittoria delle forze dell’Unione, chiudendo disastrosamente la campagna estiva confederata del 1863. Una curiosità tattica fu che lo scontro fra uomini del Nord e uomini del Sud avvenne a parti invertite, con gli Unionisti cioè che arrivarono da Sud e i Confederati che sopraggiunsero invece da Nord. I Confederati, al comando del generale Robert E. Lee, superarono il fiume Potomac invadendo la Pennsylvania per distruggere o comunque compromettere le vie di comunicazioni e di rifornimento unioniste, in quel momento impegnate nell’assedio di Vicksburg e in altri settori del fronte. Leggi il resto

Nathan Bedford Forrest

A cura di Renato Panizza e Romano Campanile

Il Generale Forrest fu uno dei più grandi comandanti della Cavalleria sudista durante la Guerra Civile Americana. Forse non sarebbe sbagliato dire il più grande. Quando al Generale Lee, dopo la guerra, chiesero quale fosse stato a suo parere il miglior soldato della Confederazione, questi rispose: “Un uomo che non ho mai incontrato, il Generale di Cavalleria Nathan Bedford Forrest”. Leggi il resto

Le cause della guerra civile americana

A cura di Paolo Brizzi

Il razzismo fu la causa delle guerra civile americana, puro e semplice razzismo, che trascendeva le culture, i confini geografici, e l’orientamento politico e che divenne avviluppato nella Costituzione e nell’Unione. Il commercio degli schiavi iniziò subito dopo i viaggi di Colombo ed era già la regola al tempo della creazione di Jamestown. Alla metà del 1700 la schiavitù ed il commercio degli schiavi erano un affare enorme, con cui si arricchivano imprenditori indigeni della costa dell’Africa Occidentale e armatori del New England. Al suo culmine questo commercio interessò sette milioni di schiavi.
Al tempo della stesura della Costituzione degli Stati Uniti l’attitudine degli americani che vivevano al di sopra della linea Mason Dixon si stava consolidando verso una intesa abolizione della schiavitù. Leggi il resto

Il Generale Robert Lee

LeeNon vi è soldato che sia stato più amato e osannato di lui in tutti gli stati del sud degli Stati Uniti: Robert Edward Lee (nato a Stratford Hall Plantation il 19 gennaio 1807 e deceduto a Lexington il 12 ottobre 1870) è stato un famosissimo e valoroso militare statunitense, principale condottiero militare degli Stati Confederati d’America durante tutto il tragico e sanguinoso periodo della guerra civile. Lee guidò con grande abilità per oltre tre anni la forte Armata della Virginia Settentrionale, la formazione più efficente e combattiva tra tutte le forze confederate; negli ultimi mesi della guerra divenne anche ufficialmente il comandante in capo dell’esercito sudista. Guadagnò una fama quasi leggendaria anche nel campo nemico, grazie alle vittorie conseguite contro forze militari spesso nettamente superiori, alle sue grandi capacità strategiche e alla sua affascinante personalità. Dopo la guerra s’impegnò per la riconciliazione e trascorse i suoi ultimi anni come presidente di un College che avrebbe poi portato il suo nome. Lee rimane la figura più venerata e apprezzata (non solo nel Sud) della storia della Confederazione fino ai nostri giorni. Leggi il resto

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