Fort Bowie

A cura di Angelo D’Ambra

Truppe in marcia da Fort Bowie
Uno dei siti militari più importanti del Southwest fu Fort Bowie, nel sud-est dell’Arizona. Questo forte sorgeva nel bel mezzo del territorio chiricahua e sorvegliava l’Apache Pass – noto anche con il nome spagnolo di Puerto del Dado – e la sua importante riserva d’acqua, l’Apache Springs. I suoi fondatori sicuramente erano consapevoli del carattere strategico della sua posizione e forse subito intuirono l’importanza che esso avrebbe un giorno avuto.
L’Apache Pass, ad un’altitudine di 5.110 piedi (1.560 metri), è un’insenatura poco profonda nella contea di Cochise che permetteva il passaggio tra i Monti Chiricahua e le Dos Cabezas Mountains. Leggi il resto

Calamity Jane, tra storia e leggenda

A cura di Antonio Pannullo, da Il Secolo d’Italia

Calamity Jane in un bel montaggio fotografico realizzato in studio
Calamity Jane? Forse è un’invenzione di Buffalo Bill per pubblicizzare il suo Wild West Show (che venne anche in Italia), ma probabilmente è vissuta davvero: ci sono le foto, documenti, data di nascita e morte, che però avrebbero potuto essere artefatti. Perché Calamity Jane, l’unica donna famosa del West, è entrata nell’immaginario collettivo? Perché a fine Ottocento circolavano, e avevano grande diffusione negli States, le cosiddette dime novel, dei libriccini in cui si raccontavano le avventure romanzate dei personaggi più leggendari del West, scritte perlopiù senza mai conoscere le biografie effettive dei personaggi trattati. Inoltre Calamity Jane scrisse lei stessa alcune autobiografie celebrative, per cui la leggenda si confonde sempre più con le realtà. Leggi il resto

Il governo federale e la spinta verso il west

A cura di Sergio Mura
Se gli americani si sono spinti sempre più a ovest fino a creare il mito della conquista del west e della colonizzazione di porzioni immense di territorio sottratte ai popoli nativi, questo è certamente per via della forte spinta esercitata dal governo federale affinché ciò avvenisse. A ciò si è arrivati per via della coesistenza contemporanea di una serie di motivi, ma tra i tanti possiamo certamente sottolinearne un paio rilevantissimi; questi sono un’idea di politica estera mossa dalla necessità di agire in fretta e l’idea di profitto privato che animava certe fasce sociali emergenti. Leggi il resto

Buffalo Soldiers

A cura di Pietro Costantini

I Buffalo Soldiers
Alla fine della Guerra di Secessione più di 180.000 afroamericani avevano prestato servizio nell’esercito dell’Unione come membri dei reggimenti volontari “di colore”. Malgrado le resistenze di molti dei componenti del Dipartimento della Guerra e delle alte gerarchie militari, nel 1866 il congresso varò una legge che permetteva agli afroamericani di entrare nell’esercito anche in tempo di pace, una carriera in precedenza proibita, anche se molti patrioti neri liberi avevano partecipato alla guerra d’Indipendenza. Leggi il resto

Il 7° Cavalleria al tempo delle guerre indiane


Custer e il 7° Cavalleria
Il 7° Cavalleria è un reggimento di cavalleria dell’esercito americano nato e divenuto famoso durante i decenni più duri delle guerre indiane. A porre le basi per la nascita del 7° Cavalleria ci pensò il presidente Andrew Johnson (1808-1875) con la legge del 1866, promulgata al termine della guerra civile americana.
Con quella legge si ristrutturava in maniera decisa l’esercito statunitense, rendendolo di fatto un organismo di polizia militare avente particolari poteri e compiti di controllo dell’ordine negli stati che avevano aderito alla Confederazione e negli sconfinati e in parte sconosciuti territori del west. Leggi il resto

I teatri di battaglia della Guerra Civile Americana


La Guerra Civile Americana fu un conflitto tremendo per motivazioni, dimensioni e vastità. Coinvolse tutte le forze disponibili sul suolo americano e si dipanò lungo alcune direttrici geografiche di guerra che sono state chiamate “teatri”.
Vi sono stati: il Teatro Orientale, il Teatro Occidentale, il il Teatro Trans-Mississippi, il il Teatro basso litoraneo della guerra di secessione americana e il Teatro della Costa Pacifica.
La guerra di secessione americana vide impegnati in modo attivo sia l’esercito, sia la marina e durante i quattro anni di questa guerra 617.000 uomini furono uccisi ed altrettanti, se non di più, furono i feriti. Il Nord perse in tutto 359.000 uomini, circa un soldato ogni cinque, ed il Sud ne perse 258.000, circa un soldato ogni quattro. Curiosità: a conclusione della guerra civile si contarono molti più morti di epidemie e di malattie che non sul campo di battaglia, nel rapporto di quattro a uno. Leggi il resto

Confronto tra revolver: Schofield e Colt

A cura di Giovanni Vezzoni


Il confronto che vi proponiamo nasce dalla semplice constatazione che entrambe le armi furono scelte tra quelle disponibili sul mercato e utilizzate in maniera privilegiata dalla Cavalleria degli Stati Uniti durante la maggior parte delle Guerre Indiane e poiché ognuno de due revolver ha le sue peculiarità, abbiamo provato a comprendere le possibili ragioni della scelta fatta dai comandi generali del tempo. Naturalmente sappiamo bene che una condizione determinante fu quella del costo, ma sappiamo che ciò non fu al primo posto. Leggi il resto

Lo sterminio dei bisonti

A cura di Sergio Mura


Nel 1871, in un giorno particolarmente caldo di fine settembre, William “Buffalo Bill” Cody era con un gruppo di facoltosi newyorkesi su una collina erbosa nei pressi del fiume Platte, nel Nebraska. Erano lì per una battuta di caccia che per i ricconi dell’est doveva suonare come avventurosa, pur non riservando alcun rischio. Ad appena due miglia di distanza da loro c’erano sei enormi bestioni color marrone, i bisonti.
Buffalo Bill era già una leggenda della frontiera, e le sue gesta (assolutamente improbabili e perlopiù inventate di sana pianta o, perlomeno, gonfiate fino all’inverosimile) venivano narrate in romanzi da dieci centesimi, i “dime novel”. Leggi il resto

Gli indiani tra i due fuochi della Guerra Civile

A cura di Sergio Mura


Soldati di origine indiana
Anche i tragici e grandiosi eventi bellici della Guerra Civile Americana furono un banco di prova per la tenuta delle tribù indiane. Gli indiani non sapevano resistere lontano dai campi di battaglia, anche per via della formazione individuale e tribale che, in genere, attribuiva all’onore un grande rilievo. E così non seppero tenersi alla larga dalle sanguinose battaglie campali della Guerra Civile, schierandosi sia con il Nord che con il Sud. Gli indiani si divisero anche in quella circostanza, come era già successo parecchio tempo prima, quando ci fu da decidere con chi schierarsi durante le guerre coloniali… Leggi il resto

Dal grigio al blu: i Galvanized Yankee

A cura di Mario Raciti

Due “Galvanized Yankee”
Sembrerà strano, e forse anche un po’ tirato per i capelli, ma la chimica ha dato una mano nella storia del West e della Guerra Civile fornendo la definizione, entrata poi nell’uso corrente, per uno degli elementi che hanno reso mitico l’ottocento americano, e uno dei rari che collega pienamente la storia della Guerra Civile con quella del West, pure se semisconosciuto ai più.
Stiamo parlando della curiosa storia dei Galvanized Yankee, letteralmente “Yankee Galvanizzati”. È il termine con cui vennero invariabilmente nominati i prigionieri confederati che, per varie ragioni, scelsero di vestire la giubba unionista, e passare così dalla parte del nemico.
L’appellativo venne riportato per la prima volta dal giornalista Samuel Bowles del Republican di Springfield (Massachusetts), nel 1865. Leggi il resto

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