La Colt Army mod. 1860

A cura di Gian Carlo Benedetti

Una splendida Colt Army mod. 1860
La Colt Army del 1860, designazione militare “New Model Army Pistol” o “New Model Holster Pistol”, rappresentò un notevole miglioramento nell’offerta delle armi corte da parte della Colt poiché si avvertiva da tempo la carenza di un revolver potente ed allo stesso tempo portabile. L’ottima Colt Navy in produzione dal 1851 era camerata nel calibro .36 preferito dalla Marina ma, non a torto, ritenuto poco potente dall’Esercito, soprattutto dalla Cavalleria che usava il revolver a livello di truppa e prediligeva il .44 capace di inabilitare non solo il soldato od il guerriero nemico ma anche il suo incolpevole quadrupede. Leggi il resto

La cartuccia 44 – 40 (44 W.C.F.)

A cura di Gian Carlo Benedetti

Winchester 1873 Sporting Rifle cal. 44 – 40 canna da 24 pollici
Il 1873 fu un anno veramente fecondo per le armi e munizioni nordamericane. Ne vennero alla luce ben tre, tutte diventate icone di un epoca mitica: la Colt “Peacemaker” cal. 45, lo Springfield Allin “trapdoor” cal. 45 – 70 ed il Winchester ’73 cal. 44 WCF.
Il Winchester ’73 enfaticamente, ma non senza buona dose di verità, fu poi reclamizzato come “L’arma che conquistò il West”. Mutuava, con leggeri miglioramenti (chiusura e leveraggio irrobustiti e “dust cover”), la meccanica dello snodo a ginocchio dal suo predecessore “Yellow boy” mod. 1866 che, a sua volta, l’aveva ereditata dall’Henry 1860. Leggi il resto

I Revolvers della Metropolitan Arms Co.

A cura di Gian Carlo Benedetti

L’elegante Metropolitan Police mod. 1862
Il 4 febbraio 1864 la fabbrica Colt Arms di Hartford (CT) fu investita da un violento incendio che per anni ne limitò grandemente la capacità produttiva secondo alcuni doloso e provocato da sabotatori confederati. Alle otto del mattino le fiamme divamparono ormai incontrollabili nell’ala orientale del secondo piano favorite dal pavimento in legno di pino e dalla sospetta mancanza di funzionamento delle bocchette di presa di acqua del sistema antincendio. I danni ammontarono a ben due milioni di dollari e 900 operai rimasero senza lavoro. Poteva essere la fine della gloriosa ditta che si salvò grazie alla vedova del fondatore Elizabeth Jarvis Colt aiutata dal fratello Richard. Leggi il resto

La Colt Dragoon

A cura di Gian Carlo Benedetti

Una trattazione sulla Colt Dragoon deve necessariamente partire dalla antecedente Colt Walker. Il Capitano dei Rangers Sam Walker (1817-1847) eroico combattente nella guerra contro il Messico del 1846/48, ove perse la vita, durante il servizio nella frontiera contro Comanches e bandidos aveva apprezzato la Colt Paterson nr, 5 “Holster” ma ne aveva compreso i limiti e suggerito le possibili migliorie a Samuel Colt. Consistevano in una canna di 9 pollici, un tamburo a sei colpi più lungo per contenere una maggior carica di polvere, un grilletto fisso (non a scomparsa) con guardia squadrata ed il calibro .44. Leggi il resto

La Colt Navy 1851

A cura di Gian Carlo Benedetti

Uno dei più eleganti, bilanciati, maneggevoli e diffusi revolver a percussione ad avancarica del tamburo di Sam Colt è la Navy 1851.
Prodotta dal 1850 al 1873 in 215348 esemplari nel calibro .36 della Marina dalla quale mutua il nome, diversamente dall’esercito che preferiva il .44, fu prodotta principalmente presso la Colt di Hartford (Connecticut).
Si tratta di un arma collezionisticamente ambita e caratterizzata da molte varianti costruttive che rendono il suo studio assai complesso. Ai numeri suesposti va aggiunta inoltre la minore produzione presso la London Armory per la Gran Bretagna ed il Commonwealth, che vanta lievi caratteristiche e matricole distinte dalle statunitensi. Leggi il resto

Le armi da fuoco degli Apaches

A cura di Gian Carlo Benedetti, da uno studio di D. C. Cole

Un guerriero Apache con fucile e pistola
Pochi popoli nativi americani si sono guadagnati una reputazione di fieri ed indomabili guerrieri come avvenuto per le genti Apache dell’arido Sud Ovest statunitense e Nord messicano. Per più di tre secoli le varie divisioni della tribù hanno tenacemente ostacolato con le armi in pugno l’espansione degli Spagnoli, Messicani e poi dei coloni nordamericani. Durante questo lungo periodo sono divenuti esperti nell’arte del cavalcare (superati solo dai Comanches), nell’uso delle armi da fuoco e maestri nelle tattiche di guerriglia, favorita questa dalla conformazione arida e montagnosa del territorio, che ne ha forgiato anche il proverbiale carattere duro e, per certi versi, spietato quasi sempre a causa di provocazioni ed ingiustizie subite. Leggi il resto

Non solo Colt: le sei colpi fedeli compagne nel west

A cura di Sergio Mura da un lavoro di Marshall Trimble


Fedeli compagne di vita
Chi ha costruito la propria base di conoscenza dei fatti del vecchio e selvaggio west basandosi principalmente sui romanzi “pulp-western” o guardando i famosi “B-western-movies” potrebbe essere portato, accompagnato quasi per mano a ritenere e concludere che il revolver “Colt” fosse l’unica pistola disponibile e utilizzata nel turbolento Far-West.
Le cose, come noi appassionati di Farwest.it ben sappiamo, non stavano esattamente così. Ci sono state numerose e valide eccezioni e noi, qui, proviamo a parlarne. Leggi il resto

Le Colt, la storia e i modelli

A cura di Omar Vicari

I revolver a singola azione di Samuel Colt sono stati indubbiamente parte integrante della storia del vecchio west e in particolare di quella del Texas.
Il 6 Agosto 1840 un migliaio di Comanches attaccarono alcuni insediamenti bianchi nella parte meridionale del Texas.
Alcuni giorni dopo, una trentina di Texas Rangers al comando di Ben Mc Cullouch, armati del primo revolver fabbricato da Samuel Colt che passerà alla storia col nome di “Colt Paterson”, intercettarono più di duecento di quei guerrieri ai quali diedero battaglia. Leggi il resto

La Colt 1873 in uniforme blu

A cura di Gian Carlo Benedetti

Il 3 aprile 1869 scadde brevetto nr. 12648 del 3 aprile 1855 di Rollin White concernente la retrocarica del tamburo posseduto della Smith &Wesson. Ciò fu di impulso alla progettazione dei revolvers rimasta ferma al sistema “cap&ball” (avancarica del tamburo) della Guerra Civile. Dalla conversione a cartuccia metallica “rimfire” si passò presto alla produzione ex novo delle retrocarica “centerfire”.
L’U.S. Army si risolse infine ad adottare un moderno revolver. Leggi il resto

Smith & Wesson Schofield model 1875

A cura di Gian Carlo Benedetti

Una Smith & Wesson Schofield model 1875
Nel 1870 l’esercito USA su pressante richiesta degli ufficiali decise di dismettere i gloriosi revolver ad avancarica del tamburo (cap & ball) della Guerra di Secessione, colmando il gap che si era venuto a creare con le moderne armi lunghe ormai a retrocarica. Grazie alla scadenza, il 3 aprile 1869, del brevetto di Rollin White (nr. 12648A del 3 aprile 1855), detenuto dalla sola Smith & Wesson, ed all’avvento delle cartucce metalliche rimfire e poi a percussione centrale, tutte le ditte ora potevano produrre revolvers a retrocarica del tamburo senza incorre in cause legali. Leggi il resto

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