I Pawnee

A cura di Sergio Mura

Sui Pawnee si è sempre detto poco e talvolta persino a sproposito, al punto da ingenerare un equivoco diffuso tra gli appassionati di storia del west secondo il quale si sarebbe trattato di una tribù di “indiani cattivi”, compromessi brutalmente dal contatto con gli uomini bianchi e persino schierati con loro contro gli altri indiani. Un’icona che richiama questo concetto è il cameo in cui i Pawnee appaiono in “Balla coi lupi”, il famosissimo film con Kevin Costner. Lì, in quei brevi minuti, i Pawnee sono istantaneamente assimilati all’idea dei cattivi. Leggi il resto

John Grass, un Sioux a cavallo tra due mondi

A cura di Sergio Mura
John Grass
Nella storia dei Nativi Americani vi sono figure di primissimo piano che non hanno mai avuto l’onore della ribalta perchè, nella sintesi storica, non occupavano posti di grande rilevanza in un contesto bellico. Non erano, cioè, dei guerrieri famosi per le loro eventuali imprese guerresche.
Tra questi non possiamo scordare John Grass (Mato Watakpe 1837-1934), un importante Lakota del raggruppamento dei Black Feet che si trovò a vivere in un’epoca in cui le grandi battaglie si erano quasi concluse e decisamente, alla fine, a vincere era stato l’uomo bianco. La mamma apparteneva alla suddivisione Oohenonpa (Due Pentole). Il padre era invece un vero Blackfoot ed apparteneva alla banda Sihasapa-Hkcha (Piedineri). Leggi il resto

Il sentiero di guerra dei Nez Perce

A cura di Sergio Mura


Mai prima del 1863 i Nez Perce, una pacifica tribù di indiani del nord-ovest americano, avevano combattuto con i bianchi che avevano invaso le loro terre. I nez Perce vivevano traquillamente nei territori compresi tra le Blue Mountains dell’Oregon e le Bitter Root Mountains dell’Idaho.
Usavano definire se stessi come “Il popolo” e questa non è una sorpresa nel mondo dei Nativi Americani, mentre il nome “Nez Perce” fu attribuito loro, intorno al 1835, dai cacciatori e trapper francesi che semplicemente al naso forato, “pierced nose”, che avevano notato alle genti di un piccolo raggruppamento della tribù in cui c’era effettivamente l’uso di bucare il naso. Quel nome, però, finì per essere attribuito a tutti i Nez Perce indistintamente. Leggi il resto

Gli Shoshoni, dalla Camas Prairie a Fort Hall

A cura di Armando Morganti

Gli indiani Shoshoni, il cui significato del nome è ancor oggi sconosciuto, erano geograficamente divisi nei due gruppi dei “Northern” e “Western” Shoshoni, ovvero in settentrionali ed occidentali. Questi indiani erano chiamati con vari nomi, fra i quali ricordiamo i termini menzionati dallo Swanton nel suo “The Indian Tribes of North America”. Li elenchiamo. Leggi il resto

Bezoshe e la “rivolta” di Beautiful Mountain

A cura di Marco Aurilio

Bezoshe davanti al suo hogan
Nel 1913 come sopraintendente dell’agenzia navajo del fiume San Juan, nel New Mexico nord-occidentale, vi era un uomo chiamato William Shelton che gli indiani lo chiamavano “Tall Boss”. Shelton aveva poca simpatia e rispetto per la loro storia, usi e tradizioni e ciò determinò spesso situazioni di incomprensione e scontro. Uno in particolare causò molto rumore, la cosidetta “Rivolta di Beautiful Mountain”. Leggi il resto

Il massacro di Wounded Knee

129° anniversario della battaglia di Wounded Knee (29-12-1890 / 29-12-2019)


Una distesa di cadaveri in ogni direzione – clicca per INGRANDIRE
La notizia dell’uccisione di Toro Seduto si diffuse nelle grandi pianure con la velocità del lampo ed arrivò anche, com’era logico, fino alla banda di Sioux Minneconjou di Piede Grosso (Si Tanka, 1825-1890).
Giunse portata da alcuni Hunkpapa della banda di Toro Seduto in fuga dai soldati.
Appena il capo apprese la notizia, sentì a tal punto l’imminenza del pericolo che preferì decidere lo smantellamento del campo e la partenza della sua gente verso Pine Ridge, nella speranza di potersi mettere sotto la protezione di Nuvola Rossa. Leggi il resto

Wounded Knee: viaggio nell’altra faccia dell’America

A cura di Giuseppe Danovaro

La riserva, oggi
Ed eccomi finalmente a Billings (Montana), sede iniziale di un viaggio che ci avrebbe portato a percorrere le grandi pianure americane, consentendoci di visitare alcune tra le più caratteristiche Riserve indiane, attraverso il Whyoming, il Nebraska ed infine il South Dakota.
Già all’Aeroporto di Washington avevo provato una sensazione di indescrivibile, quasi infantile emozione.
Non ero mai stato negli Stati Uniti, anche se questo paese era sempre stato nei miei sogni.
Ultimamente stavo per rinunciare, per arrendermi davanti alle difficoltà che inevitabilmente si presentavano, quando proponevo alle varie Agenzie di Viaggio il mio itinerario. Un simile percorso era infatti troppo al di fuori dai consueti parametri turistici, per cui non esistevano punti di riferimento certi sui quali fare affidamento.
La notizia che esisteva a Genova, proprio nella mia città di appartenenza, una associazione, l’Hunkapi, che, dopo aver nello scorso anno effettuato un viaggio in queste zone, ne stava programmando un altro, molto più mirato, per il prossimo mese di Giugno, rappresentò la insperata soluzione dei miei problemi. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 10

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.

Mappa 13. Le Pianure Settentrionali, 1868–75
La guerra Sioux del 1867-68 aveva chiaramente decretato la superiorità dei Sioux Oglala sulle forze statunitensi nel Nord Wyoming e Sud Montana ad est dei Monti Bighorn. Il trattato del 1868 tra la Nazione Sioux e gli Stati Uniti aveva di conseguenza riconosciuto il diritto dei Sioux a spostarsi e cacciare in un vasto tratto di territorio non ceduto agli U.S.A. Leggi il resto

Black Kettle (Pentola Nera)

A cura di Marco Chiornio

Black Kettle, Pentola Nera
Si hanno a disposizione solo poche note sulla vita del capo dei Cheyenne del Sud Pentola nera (????-1868), ma i suoi ripetuti sforzi per assicurare al suo popolo una pace dignitosa, nonostante le promesse non mantenute dall’uomo bianco e diversi attentati di cui fu vittima, ci fanno capire che grande condottiero sia stato e ci insegnano quanto fosse determinata la sua fiducia nella coesistenza tra la società dei bianchi e la cultura dei popoli delle pianure. Leggi il resto

Le riserve indiane

A cura di Patrizia Ines Roggero


Un campo Sioux all’interno di una riserva
E’ bastato poco tempo agli uomini bianchi giunti nel nord America per capire che non avrebbero mai sopportato la convivenza con uomini che erano così diversi da loro, quali erano i nativi americani, le 500 Nazioni. In effetti, era complicato mantenere insieme tribù che avevano propri usi e costumi, regolamenti e stili di vita, ritenuti incompatibili con quelli degli uomini bianchi. Tutto portava al conflitto. Leggi il resto

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