Ganado Mucho, Navajo Naat’aáni

A cura di Marco Aurilio

Un bel ritratto di Ganado Mucho
Per i navajos era “Totshoni Hastiin” in riferimento al clan di appartenenza Totshoni, Big Water Clan, da giovane era chiamato “Parla con la lingua” o “Biascicante”. Nato circa nel 1809, più piccolo di statura rispetto alla media navajo, lui ed il fratello Hastiin Haskè (Uomo Arrabbiato) sembra avessero antenati Hopi da parte della madre. Da giovane insieme al suo stretto amico Manuelito mostrò grandi capacità in battaglia, tanto che quando nel 1837 i navajos devastarono il pueblo di Oraibi si distinse tra i guerrieri presenti. Leggi il resto

Algonquins

A cura di Gianni Albertoli

Gli Algonkin erano gli abitanti originari della Ottawa Valley, occupavano le terre sulle due rive dell’Ottawa, nelle attuali province canadesi dell’Ontario e del Quebec. Il 31 maggio 1613, remando sul Two Mountains Lake, il Champlain e i suoi attraversarono le rapide che gli indiani chiamavano “Quenechouan”, i francesi entravano nei domini degli Algonkins che, prima dell’arrivo degli europei, si estendevano dall’attuale Montreal fino al Lake Nipissing, e dai Rideau Lakes fino all’alto corso dell’Ottawa. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 3

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3.

La battaglia di Wyoming
Dopo la vittoria della forze della Pennsylvania contro il New England nella “Prima Guerra Yankee-Pennamite” (1769-1771) (1), i coloni del Connecticut continuarono a infiltrarsi nella Valle del Wyoming. Negli anni seguenti si verificò un’altra serie di duri scontri nella valle del Susquehanna superiore, con perdite modeste e definizione non chiara su che fossero i vincitori o i perdenti. Le ostilità culminarono nel giorno di Natale del 1775, con la battaglia di Rampart Rocks, nel pressi dell’attuale West-Nanticoke, dove gli Yankees sconfissero una forza della Pennsylvania di circa 600 uomini. Leggi il resto

I Tlingit

A cura di Gianni Albertoli

I Tlingit
Verso la fine del XVIII secolo gli indiani occupavano una striscia di terra dell’Alaska sud-orientale, che includeva anche le isole dell’Arcipelago Alexander; le coste erano tagliate da fiordi e insenature di varie dimensioni, che diventavano meno frastagliate dallo stretto di Cross Sound a Yakutat, e con due grandi baie, la Litura Bay e la Icy Bay. Le Montagne Rocciose, con le cime perennemente coperte di neve, separavano la “terra dei Tlingit” dalle regioni interne del continente, ma impressionanti erano anche le montagne che si ergevano sulle isole del Pacifico. Leggi il resto

Le abitazioni degli indiani


I tepee
Chi tra noi dovesse essere interpellato in merito alla conoscenza di un tipo di abitazione dei nativi americani invariabilmente finirebbe per rispondere indicando il “tepee”, ovvero quella tenda conica composta da una struttura di pali di legno sulla quale si adagiava una copertura di pelli di bisonte.
Questa era la “casa” degli indiani delle pianure, quei nomadi che trascorrevano la propria vita migrando al seguito dell’animale da cui dipendeva la propria vita: il bisonte. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 2

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2.

L’assedio di Fort Stanwix e la battaglia di Oriskany
Fort Stanwix occupava una posizione strategica sul “portage” occidentale noto come “il passaggio Oneida” (vicino all’attuale Rome, New York), tra il fiume Mohawk, che scorreva a sud est dell’Hudson, e Wood Creek, le cui acque vanno a gettarsi nel Lago Ontario. Costruito dagli Inglesi nel 1758, durante la guerra Franco Indiana, sopra l’unico tratto di suolo asciutto in tutta l’area, il forte era andato in rovina. Leggi il resto

15 ottobre 1880, inizia la leggenda di Victorio, l’inafferrabile Apache

A cura di Antonio Pannullo

Victorio nei suoi anni giovanili
Victorio fu uno dei più grandi condottieri Apache, alla pari dei più conosciuti Geronimo e Cochise, ma nonostante la sua capacità tattica e le sue imprese contro l’esercito degli invasori, non gode della fama che hanno invece molti altri capi Apache. Su di lui ci sono pochi film (tra cui ricordiamo Hondo, con John Wayne, del 1953) e serie tv, pochi libri. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 1

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2.

Il ruolo degli Indiani d’America durante la Rivoluzione Americana fu confuso e tragico. Può avere come simbolo il dipinto di Benjamin West, che oggi si trova alla National Gallery of Art, che ritrae il colonnello Guy Johnson, sovrintendente inglese agli Affari Indiani nel Nord, e Joseph Brant, il grande guerriero Mohawk. Era un ruolo in ombra, ma importante, non solo perché gli Indiani operavano fisicamente dalle foreste dell’interno del Nord America e manifestavano la loro presenza improvvisamente e violentemente contro gli insediamenti costieri, ma perché gli Indiani erano presenti anche nel subconscio dei coloni come una componente essenziale nel conflitto con la madrepatria. Leggi il resto

L’ultimo grido degli Yaqui

A cura di Josephine Basile

Guerrieri Yaqui con un prigioniero
Avremmo saputo poco della vera sorte degli Yaqui – schiavizzati e deportati ancora nel xx secolo – se non fosse stato per John Kenneth Turner (1879-1948), un coraggioso ed onesto giornalista nato in Oregon, che volle vedere con i propri occhi gli ultimi scorci della loro triste odissea, che per la verità durava da secoli, fin da quando il feroce conquistador Diego de Guzman, nel 1533, giunse sul Rio Yaqui in cerca di schiavi.
Ma gli Yaqui diedero battaglia e il suo tentativo fallì. Guzman rimase impressionato dalla fierezza di questi Indios, così come i suoi soldati, che affermarono di non aver mai visto, in nessun luogo della Nuova Spagna, guerrieri così valorosi sul campo di battaglia. Leggi il resto

Le guerre indiane, genocidio dei Nativi d’America


Quando si parla di Guerre indiane, l’attenzione degli storici statunitensi si sposta immediatamente verso quella lunga serie di conflitti prima tra i coloni, principalmente di estrazione europea, e le tribù indiane dell’est, poi, con la nascita degli Stati Uniti, tra quegli stati e i popoli nativi in genere (chiamati in genere “Indiani d’America” o “pellerossa”), ma sopratutto quelli collocati ad ovest del Mississippi.
Alcune delle guerre principali furono provocate o presero spunto da una serie di discutibilissimi atti legislativi del Parlamento degli Stati Uniti o dei governi di alcuni stati. Leggi il resto

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