Gli indiani Biloxi

A cura di Gianni Albertoli

Un gruppo familiare Biloxi-Tunica
Gli indiani Biloxi, notoriamente appartenenti ai gruppi Siouan orientali, venivano ricordati con vari sinonimi ricordati dal James Mooney nella sua grande opera “The Siouan Tribes of the East”. I principali sinonimi erano: Ananis (Anaxis? 1699), Annocchy (1699), Baluxa (1817), Beloxi (1829), Beluxis (1764), Bilexes (1806), Billoxis (1753), Bilocchy (1700), Biloccis (1807), Biloni (1806), Biloxis (1699), Bilusi (1850), B’luksi (1886), ?inukksk (1883), Belixies (1854), Beluxas (1805), Paluxsies (1856), Poluksalgi, Pontonceis (Ponlonceis? 1806) e Tanex (Tanks 1886). Leggi il resto

Geronimo racconta la sua ultima battaglia


Dopo il tradimento e il massacro di Casa Grande non ci radunammo di nuovo per molto tempo; quando ci raccogliemmo, ritornammo in Arizona. Vi rimanemmo per un certo periodo, vivendo nella riserva di San Carlos, in un luogo che ora si chiama Geronimo. Leggi il resto

Il popolo Dinè Ana’ì, i Navajos “nemici”

A cura di Marco Aurilio


Cercatori di tracce Navajo

Cebolleta Navajos, Mt.Taylor Navajos, Sandoval Band, To’ Hajiilee, Platero Band of Navajo Indians, Canoncito Navajos; i Navajos di Dinètha li chiamarono semplicemente Dinè Ana’ì: I Navajos nemici.
Nonostante Il termine “Ana’ì “andrebbe più correttamente tradotto con “alienati”, nella traduzione in inglese è prevalso il termine “nemico”. Gli altri Navajos erano e sono a loro noti come Navajos di Dinètah, quasi come a prenderne le distanze anche geograficamente. Questi andavano e venivano nell’area del monte Taylor, mentre i Dinè Ana’ì vivevano li stabilmente. Leggi il resto

I Comanche all’assalto del Messico

A cura di Renato Ruggeri

Verso il Messico
I war parties Comanche iniziarono a spingersi a sud del Rio Grande a partire dal 1780 e per le quattro decadi successive razziarono la regione in modo intermittente.
Svariati motivi condussero i Comanche a sud, così lontano dai loro confini. Alcuni raids erano rapide operazioni militari del tipo “uccidi e distruggi” finalizzate a indebolire la resistenza dei villaggi Apache nel sud del New Mexico e in Texas e a prevenire la possibile entrata di bande Lipan e Mescalero nelle aree vicine a San Antonio, che erano zone di caccia e di razzia contese tra i due popoli. Inoltre i Comanches catturavano prigionieri Apache e li vendevano, con buon profitto, a San Antonio, Santa Fe e Nacogdoches. Leggi il resto

La guerra degli indiani Mohave

A cura di Sergio Mura


Indiani Mohave – clicca per INGRANDIRE

Nel corso degli anni ’50 del XIX secolo, tra i 2.500 ed i 3.000 indiani Mohave vivevano in piccoli villaggi sparsi lungo le rive del fiume Colorado, tra l’Arizona e la California. Il termine “Mohave” era quello col quale questi gruppi tribali venivano individuati dagli altri, mentre i componenti della Nazione usavano riferirsi a sé stessi con le parole “Aha Macave” o, più semplicemente, con “Amacava” il cui significato era “Gente che vive nei pressi dell’acqua”. Leggi il resto

Le armi da fuoco degli Apaches

A cura di Gian Carlo Benedetti, da uno studio di D. C. Cole

Un guerriero Apache con fucile e pistola
Pochi popoli nativi americani si sono guadagnati una reputazione di fieri ed indomabili guerrieri come avvenuto per le genti Apache dell’arido Sud Ovest statunitense e Nord messicano. Per più di tre secoli le varie divisioni della tribù hanno tenacemente ostacolato con le armi in pugno l’espansione degli Spagnoli, Messicani e poi dei coloni nordamericani. Durante questo lungo periodo sono divenuti esperti nell’arte del cavalcare (superati solo dai Comanches), nell’uso delle armi da fuoco e maestri nelle tattiche di guerriglia, favorita questa dalla conformazione arida e montagnosa del territorio, che ne ha forgiato anche il proverbiale carattere duro e, per certi versi, spietato quasi sempre a causa di provocazioni ed ingiustizie subite. Leggi il resto

Gli Osage

A cura di Sergio Mura


Degli Osage e del loro destino ingrato si è sempre parlato abbastanza poco. Forse perchè non furono sufficientemente ostili nei confronti dei bianchi che avanzavano e che li tiravano all’interno di un vortice di relazioni pericolose; o forse perchè non furono protagonisti dei duri decenni della resistenza indiana nelle pianure. Attualmente gli Osage si trovano prevalentemente nella Osage County dell’Oklahoma, anche se è possibile incontrare piccoli insediamenti anche in altre parti del grande continente americano. Leggi il resto

La pipa sacra e la catlinite


Indiani con la pipa rituale
Non ci sono dubbi sul fatto che la Pipa sia l’oggetto sacro per eccellenza per la maggior parte delle tribù Nativo Americane. La Pipa dava, infatti, significato, importanza e ordine ai rituali che celebravano la vita.
La più conosciuta è sicuramente la Pipa a forma di T, chiamata anche “Calumet”, fumata quando veniva stipulato un trattato di pace, tanto che divenne famosa tra i bianchi come la “Pipa della Pace”, anche se questo termine potrebbe risultare riduttivo, non rendendo interamente il significato profondo della Pipa, non semplice oggetto, secondo la spiritualità dei Nativi, ma “cosa viva”, dimora del potere del Grande Spirito. Leggi il resto

Gli indiani Choctaw

A cura di Armando Morganti

Pitchlynn, un capo dei Choctaw
“La sconfitta dei Natchez avrebbe potuto essere completa se non fosse stato per i negri che hanno impedito ai Choctaw di portar via la polvere da sparo… e con la loro resistenza hanno dato ai Natchez il tempo di entrare nei due forti” (French Governor Etienne De Périer). La storia della tribù iniziò quando gli antenati vennero formati da uno spirito dalla terra umida di “Naih Waiyah”, un grande tumulo. Dopo essere usciti dal tumulo, i Chahta appena creati erano “bagnati e umidi”, ed allora il Grande Spirito “li appese su una corda per panni”, in modo che il sole potesse asciugarli. Leggi il resto

Cabezas

A cura di Gianni Albertoli

Il don Santiago Alonso nacque nei primi decenni del XVII secolo, nel territorio dove negli anni ‘30 venne fondata la missione gesuita di El Tizonazo, sarebbe poi deceduto nella missione francescana delle Cuatro Ciénegas. Il capo venne battezzato in data sconosciuta, “poiché i nomi con cui era conosciuto erano tutti cristiani”, comunque era anche chiamato “Santiaguillo”, un diminutivo che indicava “grande disprezzo, molto usato per denominare gli indigeni”. Oltre alla sua lingua madre, aveva imparato a parlare spagnolo e “messicano” (Nahuatl), essendo stato in contatto con i missionari che ne diffusero l’uso negli insediamenti nativi della Nuova Spagna settentrionale, o avendo avuto contatti con i Tlaxcalans nella regione del Parras. Leggi il resto

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