Gli indiani della Long Island

A cura di Armando Morganti
Gli indiani della Long Island (che gli olandesi chiamavano “Lange Eilandt”) avevano vissuto sulla loro splendida isola per migliaia di anni, ma la loro vita cambiò radicalmente quando giunsero i primi bianchi nel territorio, in particolare quando olandesi ed inglesi occuparono la penisola sud dell’isola. Leggi il resto

Gli Shoshoni, dalla Camas Prairie a Fort Hall

A cura di Armando Morganti

Gli indiani Shoshoni, il cui significato del nome è ancor oggi sconosciuto, erano geograficamente divisi nei due gruppi dei “Northern” e “Western” Shoshoni, ovvero in settentrionali ed occidentali. Questi indiani erano chiamati con vari nomi, fra i quali ricordiamo i termini menzionati dallo Swanton nel suo “The Indian Tribes of North America”. Li elenchiamo. Leggi il resto

Gli indiani e i loro cani

A cura di Sergio Mura

Parliamo dei cani in uso presso gli indiani prima che si diffondesse il cavallo. I cani chiamati Hare o “cani degli indiani”, qualunque fosse la loro provenienza – dai gruppi tribali dell’Alaska fino alla punta più a sud del Sud-America – si assomigliavano sostanzialmente tutti.
Erano cani di taglia media, quindi non particolarmente grandi (avrebbero richiesto più cure e sarebbero stati troppo pesanti), né troppo piccoli (non sarebbero stati adatti al traino e al trasporto delle masserizie che gli indiani gli caricavano). Leggi il resto

Origini, usi e costumi dei Seminole

A cura di Renato Ruggeri

Possiamo dire, ironicamente, che i Seminole sono stati un’invenzione dei bianchi. Svariate cause portarono alla formazione di questa nuova nazione indiana che, a differenza di altre tribù è anche ben studiata, essendo di origine relativamente recente. La decimazione delle popolazioni native (Timucuas, Calusas, Appalachees), fatta dagli Spagnoli e dalle epidemie rese il territorio della Florida libero per l’insediamento di nuovi colonizzatori indiani. Leggi il resto

Le guerre indiane del Texas

Comanche
Il Texas, inteso all’inizio della storia che stiamo per presentarvi come zona geografica, è sempre stato un luogo di tensioni estreme. Nelle cose della natura, ma naturalmente anche neli rapporti tra popoli.
Fin dagli anni ’50 del XVIII secolo i nativi delle grandi pianure arrivarono in Texas e gli scontri con i nuovi arrivati, i coloni europei, non tardarono a svilupparsi. Un gran numero di anglo-americani raggiunsero il Texas intorno al terzo decennio del XIX secolo e da quel momento, per circa cinquant’anni, cominciò una serie di confronti armati che videro opposti principalmente i Texani e i Comanche.
La prima battaglia degna di nota fu quella del cosiddetto massacro di Fort Parker nel 1836, nella quale un gruppo di Comanche, Kiowa, Wichita e Lenape attaccò i coloni stabilitisi nel forte. Nonostante il relativo basso numero di bianchi che persero la vita l’assalto destò una vampata di rabbia generalizzata contro i nativi principalmente dovuta al rapimento durante l’assalto di Cynthia Ann Parker. Leggi il resto

Razzismo, schiavitù e violenza contro gli indiani nella California della Gold Rush

A cura di Angelo D’Ambra

Violenza contro gli indiani
Prima dell’arrivo dei coloni europei, circa 300.000 nativi vivevano in California. Violenza, malattia e fame li travolsero soprattutto con la corsa all’oro. Nel 1870, i nativi in California erano appena 30.000 persone, la maggior parte chiuse in riserve.
L’orrore più grande s’era raggiunto nel 1850 con una legge dello Stato che prevedeva lavoro forzato per gli indiani vagabondi e orfani. Leggi il resto

La vera storia del crocifisso di Toro Seduto

A cura di Matteo Pastore da un lavoro di Karl Van Den Broeck

Sul crocifisso di Toro Seduto si sono scritte e lette molte cose, ma la gran parte di queste è sbagliata. Chi possiede oggi l’autentico crocifisso di Toro Seduto? La famosissima immagine (qui sopra) del capo Lakota-Hunkpapa Toro Seduto che indossa un crocifisso è divenuta così tanto iconica da essere enigmatica. La storia afferma che il missionario Pierre-Jean De Smet abbia dato il crocifisso a Toro Seduto. Leggi il resto

Le Noël Huron (Canto di Natale degli Huron)

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Natale tra gli Huron
Quest’inno fu scritto nel 1643 dal gesuita Jean de Brébeuf per la comunità di Huron da lui e altri convertita al cristianesimo.
Brébeuf, che visse tra gli Huron (Wyandot) tra il 1625-1629 e il 1634-49, morì ucciso, assieme al confratello Gabriel Lallemant, dagli Irochesi che avevano attaccato un villaggio Huron e la vicina missione di St. Ignace.
La traduzione italiana è stata condotta sulla versione inglese del linguista John Steckley (Teondecheron),più aderente all’originale Huron della notissima “Twas In The Moon of Winter Time” di Middleton.
In fondo all’articolo trovate un piccolo video in cui è possibile ascoltare dalla voce degli Huron questo Canto di Natale. Leggi il resto

La Gente di Petun

A cura di Armando Morganti
Nelle valli boscose delle Blue Mountains e sugli altopiani a sud e a ovest della Nottawassaga Bay del lago Huron, “dopo un viaggio di due giorni a ovest degli insediamenti di frontiera degli Huron vi sono nove villaggi della Nazione del Tabacco”, nota anche come “Tionnontates”. Questa popolazione viene ricordata dalle fonti con vari nomi e sinonimi quali “Etionontates”, “Tuinontatek”, “Dionondadies”, “Khionontaterrhonons”, “Peteneux”, “Nation du Petun” e “la Gens de Petun”. Leggi il resto

Il linguaggio dei segni e altri sistemi di comunicazione nelle grandi pianure

A cura di Gian Carlo Benedetti, da un libro di Jacob P. Dunn del 1886

Un esempio di comunicazione con i segni
Nonostante i frequenti contatti tra le tribù delle grandi pianure, suggellati anche da alleanze come quelle tra Sioux, Cheyenne ed Arapaho, ogni gruppo era geloso della propria lingua e raramente imparava il linguaggio degli altri. Il loro universale mezzo di comunicazione era il linguaggio dei segni, portato dagli indiani ad un livello rimarchevole. La peculiarità di tale linguaggio è probabilmente dovuta alla lingua degli Arapahoes, dura e gutturale quindi molto difficile da comprendere e parlare. Leggi il resto

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