Cerimonie rituali dei Mandan

A cura di Pietro Costantini

Una cerimonia del popolo Mandan
I Mandan erano un gruppo di lingua Siuan che, al momento del loro primo contatto con gli Europei, risiedeva in villaggi circolari di capanne di terra che erano ubicati sulle rive del fiume Missouri, nel territorio che oggi è il Nord Dakota. Essi definivano sé stessi come Numangkake (uomini) e identificavano la loro discendenza aggiungendo il nome del villaggio. Gli studi archeologici suggeriscono che la cultura storica Mandan si era sviluppata probabilmente attorno al 1500 e che i loro villaggi erano divenuti importanti centri per il commercio per i nomadi (dapprima a piedi, poi a cavallo) delle Grandi Pianure del West. Leggi il resto

Cheyenne, il popolo eletto


Il grande e famoso popolo dei nativi Cheyenne è una popolazione indiana dell’area delle Grandi Pianure, situate nell’America Settentrionale. La Nazione Cheyenne si compone di due tribù unite, quella dei Só’taa’e (conosciuti come Sutai) e dei Tsé-tsêhéstâhese (al singolare: Tsêhéstáno; conosciuti come Tsitsistas). La popolazione totale, composta di 6.591 individui, si ritrova oggi nei 2 stati federali statunitensi dell’Oklahoma e del Montana. Leggi il resto

La rivolta di Memeskia

A cura di Pietro Costantini

Lo scambio di armi
Il commercio delle pellicce era un affare terribilmente serio. Memeskia, capo di un villaggio Miami, capeggiò una ribellione contro gli interessi commerciali francesi in Ohio a metà del XVIII secolo e, come uno sprovveduto che si introduca nel famoso Cartello Sinaloa, la potente organizzazione di trafficanti di stupefacenti messicani, pagò nella maniera più orribile.
L’episodio di Memeskia, nel 1752, può essere considerato come la salva di apertura della Guerra Franco-Indiana, ovvero la Guerra dei Sette Anni, da qualcuno considerata come la vera Prima Guerra Mondiale. Davvero un affare serio. Leggi il resto

L’avanzata dei Sioux a ovest del Missouri

A cura di Gianni Albertoli

Nelle terre a ovest del Missouri gli americani vi trovarono i Tetons, i quali rappresentavano più della metà dell’intera nazione Sioux, ed erano a loro volta divisi in sette gruppi, alcuni dei quali abbastanza grandi da essere considerati delle sottotribù di notevoli dimensioni. Il gruppo centrale era rappresentato dagli Yankton e dagli Yanktonai, vicini occidentali degli “Issati” o “Santee”. I Mdewakanton erano noti da tempo ai bianchi avendo avuto contatti diretti con i francesi che esplorarono le terre dell’Upper Mississippi. Leggi il resto

Gli indiani e il cavallo


Un indiano Yakima e il suo cavallo – clicca per INGRANDIRE
Chiunque si accosti con passione alla storia del west finisce rapidamente per ritenere che il cavallo e la bravura nell’utilizzarlo siano state prerogative degli indiani americani, che lo adoperavano egregiamente per andare a caccia del bisonte e per combattere contro i nemici. La realtà è un po’ diversa… Leggi il resto

Arizona 1872, massacro degli Yavapai a Skeleton Cave

A cura di Renato Ruggeri

Questa tragica, ma anche eroica storia, inizia nel 1871. Era un periodo molto pericoloso per le famiglie Yavapai, braccate dall’esercito che stava conducendo spietate campagne militari attraverso l’Arizona centrale.
Con l’aiuto di alleati Pima e Maricopa i soldati attaccavano i villaggi Yavapai senza alcun avvertimento e ne abbattevano gli abitanti mentre fuggivano. Per due secoli i Pima e i Maricopa avevano rapito i bambini Yavapai per poi venderli in schiavitù alle comunità della Nuova Spagna e del Messico. Nel 1871 i Pima catturarono un giovane Kwevkepaya di nome Wassaja e le sue due sorelle. Leggi il resto

I Comanche


Un guerriero Comanche
Sono piuttosto bassi di statura, diceva George Catlin riferendosi ai Comanche. “Ma da un’andatura sgraziata e goffa a piedi – continuava nella sua descrizione – passano rapidamente all’incredibile eleganza della loro postura a cavallo.
“Questa abilità, usata in battaglia, finì per far temere i Comanche quanto bastava per fare intervenire l’esercito americano in difesa dei coloni.”
Nulla contava il fatto incontestabile che i bianchi si trovavano nelle terre ancestrali delle popolazioni indiane. Leggi il resto

L’assalto dei Comanches alla grande città di Saltillo

A cura di Renato Ruggeri

Nel Dicembre 1840, i razziatori Comanches attraversarono il Rio Grande e entrarono nel Coahuila.
I guerrieri iniziarono la scorreria seguendo il corso del Rio Sabinas, vicino al confine del Nuevo Leon, colpendo i villaggi lungo la via, San Juan de Sabinas, Soledad Berroteran, Oballos e altri. Resoconti disperati si levarono dai ranches e dalle città quando gli invasori cambiarono direzione e puntarono a Sud. Descrivevano case saccheggiate e donne rapite a Santa Gertrudis, famiglie terrorizzate e piangenti, nascoste sui tetti a San Buenaventura, indiani dagli occhi selvaggi che correvano, urlando,nelle strade di Nadadores, case in fiamme villaggio dopo villaggio e mucchi di animali massacrati nel recinto di Don Vicente Arreola. Leggi il resto

Gli indiani e le penne d’aquila

A cura di Sergio Mura da uno studio di James White


Guerrieri Sioux ornati con piume d’aquila
Tra i molti animali tenuti in considerazione talvolta superstiziosa e talvolta religiosa, particolarmente apprezzata dagli indiani dell’America del Nord è l’aquila. Proprio l’aquila, grazie alla sua maestosa, solitaria e misteriosa natura, è diventata nel tempo un animale oggetto di un culto molto particolare. Gli indiani mostrano di fare culto dell’aquila fin nelle cose più piccole, come, ad esempio, l’utilizzo del corpo del grande volatile. Leggi il resto

La miniera perduta dei Navajos

A cura di Marco Aurilio

Tra il 1868 ed il 1884 la miniera di Peshlakai divenne una specie di leggenda tra la popolazione bianca del sud-ovest degli Usa. Ubicata in qualche remota area del territorio navajo, si aveva pochi dubbi sulla sua esistenza. La sua ricerca però costò quasi sempre la vita di chi tentò di trovarla. Leggi il resto

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