26 ottobre 1881: sparatoria all’OK Corral

A cura di Cesare Bartoccioni

Rivisitazione romanzata di un evento divenuto leggenda.
Il colpo di tosse mi venne secco e aspro, ma ormai mi ci ero abituato.
Mi passai il dorso della sinistra sulle labbra. Scostandomelo dalla bocca, fissai la macchia densa e scura rimasta sulla fossa radiale. Ma non era tabacco. Anche a quello, ad ogni modo, mi ero abituato.
Ripulii la mano strofinandomela sulla giacca. Non era importante. Non sarebbe durata molto, probabilmente. Importante, invece, era non perdere la presa dell’arnese che tenevo, con la destra, sotto il lembo del soprabito. Leggi il resto

Black Hills

A cura di Gian Mario Mollar
È scritto nei libri di storia: nella tarda primavera del 1861 il presidente americano Abraham Lincoln fece un’offerta a Giuseppe Garibaldi, proponendogli di comandare un battaglione dell’esercito nordista nella Guerra Civile americana. L’eroe dei due mondi, che aveva già portato a termine l’impresa dei Mille e si era ritirato a Caprera, rifiutò l’offerta, un po’ per egocentrismo (voleva il comando assoluto dell’esercito americano), un po’ per sano idealismo (voleva che Lincoln gli desse garanzie precise sull’abolizione della schiavitù, ma il Presidente nicchiava).
Già, ma cosa sarebbe successo se, invece, Garibaldi avesse accettato? Se avesse attraversato l’oceano, sovrapponendo la giacca blu alla sua camicia rossa “che da Montevideo al Volturno aveva sanguinato di libertà”? Luca Mazza, nel suo “Black Hills”, pubblicato dalle edizioni Mosca Bianca, esplora questa possibilità, costruendo una storia alternativa in cui il patriota italiano approda a New York con un contingente di camicie rosse. Leggi il resto

Yellow Kid, pistolero

Ancora un romanzo western per tutti gli appassionati del genere nostro preferito. Ancora un libro, dunque, che c’è per testimoniare quanto la storia del west e tutto ciò che ad essa ruota intorno sia ben vivo e vegeto, sempre pronto a stupire, come questi volumetto molto agile e di lettura assai scorrevole.
Yellow Kid si presenta al lettore come l’uomo nuovo, l’americano fatto e finito. Lo invita a seguirlo nelle sue peripezie per gli Stati Uniti d’America, mentre, strada facendo, lo intratterrà raccontandogli la propria vita. A partire da quel suo strano soprannome. Chi gliel’ha dato?
I primi a chiamarlo così furono i suoi commilitoni durante la Guerra di Secessione, quando, ancora ragazzo, si unì all’esercito nordista, dopo aver rubato la divisa a un soldato morto. Fino ad allora si guadagnava qualche spicciolo cacciando ranocchie per i pasti del grasso Papa Emsworth, il più grande proprietario di coltivazioni di cotone di tutto lo Stato del Mississipi, oppure per altre piccole prestazioni di servizio presso la sua vasta tenuta. Leggi il resto

Che succede a Fort Defiance?

A cura di Cesare Bartoccioni
Arizona, tardo Ottocento. Fort Defiance è un avamposto isolato, ai margini della Riserva Navajo, dove vive un centinaio di persone e non succede mai niente. Quando viene ucciso l’agente indiano T.J.Milton, la piccola comunità ne è sconvolta. Il comandante del forte, per evitare che la quiete nel paese sia compromessa da un’inchiesta governativa, decide di investigare in forma privata, affidando le indagini al sottotenente Thornton e allo scout Hastíin. Tra imbrogli, superstizioni, diffidenze,gelosie, Thornton e Hastíin scoprono che il forte è molto meno tranquillo di quanto si creda. Eppure sembra proprio che non riescano a sopportarsi e tantomeno a scoprire chi ha ucciso Milton…
La recensione
Mi sono imbattuto in questo romanzo per caso, incuriosito dalla vetrina di Youcanprint. Fort Defiance, per un appassionato del West come me, è un nome che di per sé evoca un mondo intero di avventura, ricordi di letture passate, memorie di film che hanno segnato un’epopea. Leggi il resto

Ned Buntline, scrittore e avventuriero

A cura di Paolo Secondini

Ned Buntline
Il vero nome di Ned Buntline era Edward Zone Carroll Judson. Giornalista, era nato il 20 marzo 1823 ad Harpersfield, nei pressi di Stamford, nello Stato di New York.
Nel 1848, oltre agli articoli pubblicati su una rivista scandalistica, da lui fondata e diretta, cominciò a scrivere romanzi (il primo, in verità, lo aveva già composto nel 1838), specialmente di carattere marinaresco, incentrati sulle avventure di personaggi fittizi.
I suoi libri ebbero larga diffusione soprattutto perché costavano poco e, pertanto, tutti potevano acquistarli. Era infatti persuaso, Buntline, che occorreva scrivere per le masse, e che quanti scrivevano solo per compiacere i critici letterari erano destinati a morire di fame, se non avevano altri mezzi di sostentamento.
L’accoglienza favorevole dei suoi romanzi, da parte del pubblico, spinse l’intraprendente Ned a comporne ancora, in un modo infaticabile. Leggi il resto

Quaranta frustate meno una

A cura di Gian Mario Mollar
Arizona, 1909: il famoso carcere di Yuma sta per chiudere i battenti, ma rimane comunque un posto infernale. Soprattutto per quelli che, come Harold Jackson e Raymond San Carlos, hanno la pelle di un colore diverso. Il primo, Harold, è un soldato afroamericano che ha disertato durante la guerra di Cuba e ha ucciso un uomo con un tubo di ferro, il secondo, Raymond, ha sangue apache nelle vene e ha sparato un uomo che si era spinto troppo oltre nel prendersi gioco di lui.
Ben presto i due vengono ostracizzati dai carcerati bianchi, capitanati dal viscido Frank Shelby, che li manipola contrabbandando alcol e tabacco tra le mura della prigione con il beneplacito di un secondino corrotto. Indotti a combattere l’uno contro l’altro, i due vengono internati nella “tana dei serpenti”, una cella angusta e senza luce concepita per domare i prigionieri più riottosi.
A Yuma, però, è arrivato un nuovo sovrintendente, il signor Manly, un’anima candida che ha passato gli ultimi anni a cercare di convertire gli indiani e ora si trova a gestire, non senza difficoltà, i cinici e spietati abitanti del carcere. Leggi il resto

Sangue selvaggio – Incubi dal profondo West

A cura di Gian Mario Mollar
Sangue selvaggio è una raccolta di racconti che esplora un territorio davvero insolito e poco noto per i lettori italiani: il cosiddetto weird wild west, un ambito narrativo in cui le tematiche e i cliché del western si fondono e dialogano con l’horror. Di che cosa si tratti, ce lo spiega in modo magistrale la quarta di copertina: “esistono territori, a Ovest, al di là dei sogni, in cui il mondo si sfalda in fantastici inferni popolati da demoni e spettri, pistoleri d’oltretomba e antiche divinità assetate di vendetta”.
Nicola Lombardi, autore de La Cisterna, uno dei più interessanti romanzi horror italiani degli ultimi anni, ha assoldato una posse di otto tra i migliori scrittori horror italiani per esplorare queste terre al confine tra sogno e incubo. L’horror italiano è un genere, purtroppo, poco conosciuto e al di fuori delle rotte mainstream, eppure estremamente vivace e in continua evoluzione. Nel suo alveo si trovano autori capaci di dare vita, come oscuri demiurghi, ad atmosfere inquietanti e tenebrose, che rimangono incollate all’immaginario del lettore. Questa antologia può essere una buona occasione per scoprirne alcuni. Leggi il resto

Shadow, la prima missione

A cura di Sergio Mura
La copertina del libro
Ancora una bella uscita western, ancora un romanzo! E’ decisamente un bel periodo per tutti noi, un periodo di grandi uscite per il genere western.
Stavolta festeggiamo il primo romanzo di una nostra firma, il bravo Lorenzo Barruscotto, appassionato di storia del west e vero esperto di fumetti della scuderia Bonelli e, in particolare modo di Tex Willer.
Lorenzo ha scritto un bel romanzo in cui si racconta di una pericolosa missione da compiere, di uomini di legge e banditi senza scrupoli, di un piano ardito, di una donna in pericolo, di un vile agguato e di furiose sparatorie tra uomini coraggiosi e viscidi serpenti. Dalla main street di una cittadina di Frontiera alle polverose piste del Texas, sarete coinvolti in un crescendo di emozioni e colpi di scena. Armi pronte ed occhi aperti, hombres: ne va della pelle!
Al riguardo di questa novità libraria abbiamo sentito Lorenzo Barruscotto e gli abbiamo posto le seguenti domande. Leggi il resto

Il messia di Orogrande

Oggi vi presentiamo un nuovo romanzo western, sempre con il desiderio di testimoniare la mai sopita vitalità del genere letterario nostro preferito, intorno al quale continua incessante la serie di novità.
“Il messia di Orogrande” è un libro veloce e avvincente, ricco nella trama e sorprendente nella conclusione che qui, per ovvi motivi, non intendiamo rivelarvi. Inoltre esce in formato digitale e dunque riesce a proporsi con un costo veramente contenuto.
L’epoca è quella della fine delle grandi illusioni, dell’estinzione della febbre dell’oro, della conclusione dell’epopea della frontiera a favore di una nuova era americana inaugurata dalla ferrovia, che accorcerà le distanze tra stato e stato, tra costa e costa. La storia si svolge a Orogrande, un piccolo centro abitato ai confini con il Messico, nato in fretta e furia intorno a una miniera d’oro, presto rivelatasi una falsa promessa, così da gettare gli abitanti del luogo nel più triste degrado. Leggi il resto

Il falco, un western metafisico

A cura di Gian Mario Mollar
Håkan Söderström è un gigante, fatto della stessa sostanza delle leggende. Lo chiamano Hawk, il Falco, perché incapaci di pronunciare le aspre vocali che compongono il suo vero nome. È “grande quanto lo può diventare un essere umano pur restando tale” e avvolto in un mantello fatto di pelli cucite insieme, da cui pendono teste e zampe di diversi animali. Sul suo conto, si narrano storie incredibili: pare abbia strangolato un puma a mani nude e ucciso donne e bambini, si dice che sia stato un capo indiano e abbia trascorso lunghi anni vagando nel deserto e nascondendosi in canyon profondi e irraggiungibili.
L’equipaggio della Formidable, una nave rimasta incagliata in prossimità dell’Alaska, lo guarda emergere dai ghiacci affascinata e intimorita, e lo ascolterà raccontare la sua storia: la storia meravigliosa e al contempo desolante di un migrante, sbarcato tanti anni prima nella neonata San Francisco, un porto spettrale, fatto di relitti di imbarcazioni, per sfuggire al freddo e alla fame della propria patria, la Svezia. Leggi il resto

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