Josey Wales, fuorilegge

A cura di Giuseppe Santini
“Josey Wales, fuorilegge” è un libro della serie I Grandi Autori Western dal quale è stato tratto il film “Il Texano dagli occhi di ghiaccio”.
La ragione precisa del perché non lo avessi ancora letto non la rammento davvero, ma penso sia stato perché temevo di provare una delusione avendo già visto più volte il film o forse perché desideravo prima allargare le mie conoscenze sullo scrittore; quel Forrest Carter di cui si vocifera si chiamasse in realtà Asa Carter (Piccolo Albero) e, nonostante la sua appartenenza alla Nazione Cherokee per la quale era narratore del Consiglio, fosse anche un “pezzo grosso” del KKK!
Ebbene, lo confesso, ho avuto torto marcio ad essere così prevenuto!
Dopo una breve esitazione iniziale, me lo sono davvero gustato fino all’ultima riga.
La trama si può sintetizzare in poche parole: finita la Guerra di Secessione durante la quale i nordisti gli hanno massacrato moglie e figli, un pacifico agricoltore del Missouri si da alla macchia, dirigendosi verso l’Ovest. Leggi il resto

La ballata di Colton Red, nuova recensione

A cura di Cesare Bartoccioni
Per chi è appassionato di western, imbattersi in un romanzo di questo filone è già di per sé una gradita sorpresa. Quando poi l’opera è scritta pure bene, la sorpresa diventa pura gioia.
“La ballata di Colton Red” è una storia che contiene tutti gli elementi caratteristici del genere: sceriffi e cowboy, banditi e trafficanti, indiani e cavalleria, duelli apache e sparatorie. Il tutto trattato in modo sapientemente studiato per accompagnare il lettore, da un colpo di scena all’altro, fino alla conclusione.
Due elementi ho particolarmente apprezzato in questo lavoro, al di là della narrazione coinvolgente. L’ambientazione e la caratterizzazione di luoghi e personaggi, fino alla precisione descrittiva (la pistola è una Colt Navy, il coltello è un Bowie…), sono perfettamente in sintonia con il periodo storico di riferimento, denotando una profonda padronanza degli autori di tematiche e argomenti e una conoscenza ben sedimentata dell’epopea narrata. Leggi il resto

La ballata di Colton Red

La copertina del libro
Cari appassionati di storia del west, oggi vi segnaliamo l’uscita di un nuovo romanzo del nostro genere preferito… il western. Quello che vi proponiamo è scritto a quattro mani (o forse dovremmo dire a quattro Colt!) dal nostro Gian Mario Mollar, grande talento ben noto a tutti voi che ci leggete qui e altrove, e dal giovane e validissimo sceneggiatore Marcello Bondi. Stiamo parlando de “La ballata di Colton Red”, edita da I Buoni Cugini Editori.
La storia è una vera e propria “spremuta” di western, centocinquanta pagine che si buttano giù tutte d’un fiato come un bicchiere di bruciabudella: all’interno troverete sparatorie, assalti alla diligenza, galoppate a rotta di collo, Apache sul piede di guerra, strade polverose e tramonti mozzafiato.
Protagonista della vicenda è Colton Red, un giovane cowboy che doma cavalli al Sunrise Ranch, al confine tra Texas e Messico. Leggi il resto

Assassinio sul Red River

Come ci siamo già detti più volte, la nuova vitalità del genere letterario western è oggi collegata a contributi di generi diversi, ma anche di tempi diversi da quelli tipici del vecchio west. Ciò che è western è western, a prescindere dall’anno in cui si svolge l’azione. Ed eccoci qui a presentare un gran bel romanzo edito da una coraggiosa casa editrice ben nota a noi appassionati di lingua italiana. Parliamo del romanzo “Assassinio sul Red River”, scritto da Marcie Rendon.
«Campi di grano inondati di sole. Il ritornello le passò per la mente intanto che apriva la porta a zanzariera del Casbah. Si fermò. Momentaneamente accecata, Cash aspettò che gli occhi si abituassero all’oscurità del bar. Fuori il sole si era posato sull’orizzonte, a ovest. All’interno della Casbah era sempre notte. La porta di legno a zanzariera si chiuse con un colpo sordo alle sue spalle. Gli odori del bar – birra stantia, fumo di sigaretta, segatura e gesso da biliardo – la accolsero nella sua dimora serale.»
Malboro, Bud e una stecca da biliardo sono ciò che la fa sentire a casa. Leggi il resto

L’eredità di Lincoln

La bella copertina del libro
Gli ingredienti per un buon libro che ci riporti ai tempi del west e della guerra civile americana e poi a spasso per il tempo quali sono?
– Una nave corazzata della Marina Confederata nascosta fra le coste dell’Irlanda.
– Un segreto custodito dalla Monarchia inglese.
– Una minaccia che potrebbe cambiare il volto dell’America.
La bella e avvincente trama inizia nel porto di Galveston, in Texas, il 4 Ottobre 1862, quando nelle acque della baia sta infuriando una tremenda battaglia tra la marina Unionista e quella Confederata. L’incredibile quantità di fumo nell’aria e un fitto strato di nebbia rendono ancora più difficile affrontare lo scontro.
L’Ironcled CSS Neptune, ancorata nel porto, approfitta della confusione per salpare e portare il suo prezioso segreto nella mani di Jefferson Davis, ma qualcosa va storto e la corazzata si perde nelle nebbie del mare. Leggi il resto

Il mio west – intervista a Domenico Rizzi


Domenico Rizzi e un collage di alcune copertine di suoi libri
Domenico Rizzi, ormai storica colonna tra gli autori di Farwest.it, è anche un prolifico scrittore di libri di storia del west. Ne ha scritti tanti e in essi appare con grande precisione il suo amore per la realtà storica, insieme alla grande onestà con cui Domenico la ricerca e la propone. Si tratta di doni speciali, sopratutto quando sono applicati alla narrazione storica di periodo controversi come la storia del west.
Recentemente, Domenico Rizzi ha ampliato gli orizzonti della sua proposta letteraria dedicandosi con successo alla narrativa. Abbiamo voluto parlare con lui per parlare di west e della sua attività di scrittore. Leggi il resto

Westbrook e Satterthwait, epigoni di Tony Hillerman

A cura di Angelo D’Ambra

Le copertine dei libri di Westbrook e Satterthwait
Assai lontano dallo stile di Tony Hillerman, un giallo con nativi degno d’attenzione è Danza Funebre (Ghost Dancer) di Robert Westbrook.
In una immaginaria stazione sciistica del New Mexico due investigatori alla prima esperienza lavorativa, il lakota Howi Cervo della Luna, studente impegnato a completare una eterna tesi di laurea, e Jack Wilder, poliziotto congedato dopo un incidente che l’ha ridotto ad uno stato di cecità, si imbattono in un cadavere sepolto nella neve, trafitto da una freccia. Leggi il resto

Gli hopi di Martin Cruz Smith (L’ala della notte)

A cura di Angelo D’Ambra
La copertina del libro
La fortuna di Tony Hillerman è stata seminale, ha dato il via ad un filone di successo nel quale si sono cimentati più giallisti, pronti a cogliere nelle riserve indiane della seconda metà del Novecento un mondo di ombre e misteri. Tuttavia già nel 1970, anno in cui Hillerman pubblicò il suo primo thriller, “Il canto del nemico” (The Blessing Way), un altro autore intraprendeva la stessa strada. Parliamo di Martin Cruz Smith, di origini pueblo.
Dei suoi “thriller etnici”, il solo che ci risulta tradotto e pubblicato in Italia è “L’ala della notte”, una mistery novel profondamente imbevuta di tradizioni religiose hopi, che si sviluppa sui profili della loro riserva in Arizona, con canyon e caverne che assumono quasi le sembianze di cattedrali e cripte gotiche. Una spruzzata di horror rende la trama più avvincente.
Il vice sceriffo Youngman Duran si ritrova a indagare sulla morte di Abner Tasupi, uno stregone hopi novantenne che fa uso di datura, che stava conducendo un sortilegio per fermare le avide mani della El Paso Gas. Leggi il resto

I gialli western di Tony Hillerman

A cura di Angelo D’Ambra

Misteriose ombre si allungano su canyon scoscesi e desolazioni di sabbia e arenaria dalle infinite sfumature, dando vita a delitti avvolti nelle cupe credenze navajo. Questo è Tony Hillerman, il padre dei poliziotti navajo Joe Leaphorn e Jim Chee.
Il primo romanzo di Hillerman è “Il canto del nemico”, che è pure il primo racconto che porta alla ribalta un poliziotto navajo, il primo giallo etnico completamente ambientato in una riserva indiana. Il successo colse l’autore assolutamente impreparato. In una intervista, rimediabile anche in italiano, egli quasi si mostrò incapace di coglierne le ragioni dicendo che la scelta di questa peculiare ambientazione fu dovuta al fatto che era cresciuto da bambino a pieno contatto con gli indiani e che ciò avrebbe garantito ai suoi scritti delle descrizioni realistiche e coinvolgenti capaci anche di nascondere una trama debole. Eppure la trama di questo racconto non è affatto debole. Leggi il resto

I romanzi western di Paul Evan Lehman

A cura di Angelo D’Ambra
Paul Evan Lehman è molto di più che uno dei tanti scrittori americani che negli anni trenta legò il suo nome alla letteratura pulp-western. I suoi romanzi hanno un loro marchio di fabbrica. Ogni suoi scritto presenta sempre una fitta trama di segreti e delitti, una nebbia di sospetti che lentamente si dirada, una storia ben strutturata e tanta azione. I suoi eroi sono spesso coinvolti in un singolare gioco di maschere che non è mai però appesantito da aspetti psicologici. Essi cercano la loro rivalsa, hanno da guadagnarsi la loro identità e lo fanno muovendosi nelle pagine dei libri come dei detective. L’ambientazione preferita da Lehman, poi, concorre nel rendere i suoi lavori assolutamente riconoscibili. Paul Evan Lehman è infatti lo scrittore delle guerre per i pascoli, delle faide tra le famiglie di allevatori, dello scontro tra i ranch per acqua e confini. Leggi il resto

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