Queho, l’uomo nero dell’Ovest

A cura di Gian Mario Mollar
Amici della Frontiera, quella che vi proponiamo oggi è una cavalcata su sentieri di carta oscuri e violenti.
Con Queho, il nuovo romanzo di Christian Sartirana, siete invitati a partecipare a una spietata caccia all’uomo, sulle tracce di un serial killer che semina il terrore lungo le rive del fiume Colorado, in Nevada. Si dice che sia un indiano Cocopah, un gigante zoppo con una doppia fila di denti, proprio come gli squali. Intorno ai fuochi dei bivacchi si racconta che neanche le pallottole riescano a fermare la sua furia cieca: “ho sentito che ha squartato una vecchia a Stillwater, proprio qua vicino. Le ha strappato la testa dal tronco come se fosse l’ala di una mosca e poi l’ha usata per massacrare il marito. È più pazzo di un cavallo pazzo”.
Il villaggio di White Crow, un pugno di case e polvere con un saloon, ultimo avamposto prima della follia, è ormai ridotto a “un’alcova di silenzio e ombre frustate dal vento”. Nathan Butcher, un cacciatore di taglie alcolizzato e fanfarone, decide di mettersi sulle tracce del mostro, coinvolgendo nell’impresa suo nipote Jeremy, che ha soltanto dodici anni. Leggi il resto

Smith & Wesson

A cura di Gian Mario Mollar

La bellissima copertina del volume
“Quello coi baffi si chiama Smith; quello con la sciarpa si chiama Wesson. Nessuno sa se questi fossero i loro veri nomi. Nessuno sa perché fossero amici. Nessuno sa se erano davvero amici. Poi c’era Vance, il cacciatore di taglie; per lui una vita non valeva un cent. Nessuno sa perché odiava Wesson; nessuno sa se lo odiava davvero. Uno era Smith, l’altro Wesson, l’altro Vance: nessuno sa se fossero venuti per salvare il West o per distruggerlo.” Leggi il resto

26 ottobre 1881: sparatoria all’OK Corral

A cura di Cesare Bartoccioni

Rivisitazione romanzata di un evento divenuto leggenda.
Il colpo di tosse mi venne secco e aspro, ma ormai mi ci ero abituato.
Mi passai il dorso della sinistra sulle labbra. Scostandomelo dalla bocca, fissai la macchia densa e scura rimasta sulla fossa radiale. Ma non era tabacco. Anche a quello, ad ogni modo, mi ero abituato.
Ripulii la mano strofinandomela sulla giacca. Non era importante. Non sarebbe durata molto, probabilmente. Importante, invece, era non perdere la presa dell’arnese che tenevo, con la destra, sotto il lembo del soprabito. Leggi il resto

Cheyenne il popolo guerriero

A cura di Sergio Mura
La bella copertina del libro
Il popolo Cheyenne, indomito, fiero e guerriero merita un libro interamente italiano dedicato a lui. Ed ora abbiamo questo capolavoro, l’ennesimo di Domenico Rizzi, che riempie uno spazio lasciato quasi vuoto per chissà quale combinazione. Infatti, se si fa una ricerca tra i libri in lingua italiana in cui si parli di Cheyenne, risulta davvero poca roba.
La cosa che ci riempie di soddisfazione non è solo vedere e poter leggere un libro ben fatto sui Cheyenne, ma anche un discreto balenottero, ricco di capitoli e di note, tutto scritto con una prosa degna di nota e senza sbavature, capace di portarci in mezzo agli eventi fin quasi a guardarli dal vivo con i nostri occhi di appassionati di storia del west. Leggi il resto

Il linguaggio nel west – Tex nella storia 3

A cura di Lorenzo Barruscotto
Tutte le puntate: 1, 2, 3.

Hola, hermanos! E’ tempo di addentrarci ulteriormente nel mondo dello slang utilizzato da cowboys e pistoleri, sulle tracce di espressioni gergali e modi di dire che si potevano sentire tra gli avventori di un saloon in una cittadina di Frontiera.
Ed anche noi ci muoveremo su un confine: quello tra realtà e sogno, tra Storia e Leggenda, lungo la pista che porta verso il villaggio centrale della Riserva Navajo, per incontrare il sakem di una tribù di coraggiosi guerrieri, un uomo giusto e saggio, che non conosce la paura e che non accetta prepotenze o soprusi da parte di nessuno, il mitico “capo dalla pelle bianca ma dal cuore rosso”, chiamato Aquila della Notte da tutte le genti indiane. Leggi il resto

Il diavolo indiano

Ancora una conferma, un’ottima conferma, della vitalità del genere western in questo bel romanzo di esordio del giovane e talentuoso scrittore Marco Vaccher, classe 1982. Un bel libro, dicevamo, perché in esso si assommano alcuni punti che per noi di Farwest.it sono molto importanti: la ricerca storica, una buona prosa, una storia valida e credibile.
Ebbene, Marco Vaccher pare avere avuto bene in mente tutti questi elementi, visto che il suo libro è chiaramente frutto di uno studio, presenta una storia molto ben ricamata con l’inchiostro, personaggi credibili e immersi in un contesto accettabile da qualunque appassionato del genere western.
Siamo pertanto felici di presentarvi questo libro e, nel rispetto di una trama che non deve essere svelata, di anticiparvi perlomeno il contesto generale. Leggi il resto

Black Hills

A cura di Gian Mario Mollar
È scritto nei libri di storia: nella tarda primavera del 1861 il presidente americano Abraham Lincoln fece un’offerta a Giuseppe Garibaldi, proponendogli di comandare un battaglione dell’esercito nordista nella Guerra Civile americana. L’eroe dei due mondi, che aveva già portato a termine l’impresa dei Mille e si era ritirato a Caprera, rifiutò l’offerta, un po’ per egocentrismo (voleva il comando assoluto dell’esercito americano), un po’ per sano idealismo (voleva che Lincoln gli desse garanzie precise sull’abolizione della schiavitù, ma il Presidente nicchiava).
Già, ma cosa sarebbe successo se, invece, Garibaldi avesse accettato? Se avesse attraversato l’oceano, sovrapponendo la giacca blu alla sua camicia rossa “che da Montevideo al Volturno aveva sanguinato di libertà”? Luca Mazza, nel suo “Black Hills”, pubblicato dalle edizioni Mosca Bianca, esplora questa possibilità, costruendo una storia alternativa in cui il patriota italiano approda a New York con un contingente di camicie rosse. Leggi il resto

Yellow Kid, pistolero

Ancora un romanzo western per tutti gli appassionati del genere nostro preferito. Ancora un libro, dunque, che c’è per testimoniare quanto la storia del west e tutto ciò che ad essa ruota intorno sia ben vivo e vegeto, sempre pronto a stupire, come questi volumetto molto agile e di lettura assai scorrevole.
Yellow Kid si presenta al lettore come l’uomo nuovo, l’americano fatto e finito. Lo invita a seguirlo nelle sue peripezie per gli Stati Uniti d’America, mentre, strada facendo, lo intratterrà raccontandogli la propria vita. A partire da quel suo strano soprannome. Chi gliel’ha dato?
I primi a chiamarlo così furono i suoi commilitoni durante la Guerra di Secessione, quando, ancora ragazzo, si unì all’esercito nordista, dopo aver rubato la divisa a un soldato morto. Fino ad allora si guadagnava qualche spicciolo cacciando ranocchie per i pasti del grasso Papa Emsworth, il più grande proprietario di coltivazioni di cotone di tutto lo Stato del Mississipi, oppure per altre piccole prestazioni di servizio presso la sua vasta tenuta. Leggi il resto

Alce Nero un «beato» tra i Sioux

Quello che vi presentiamo oggi è un libro per certi versi straordinario perché partendo dalla vita religiosa di un grande nativo americano, tratta un intero spaccato di storia. E oltre agli aspetti legati alla conversione alla fede cattolica, a fare da fulcro della narrazione c’è anche la visione di Alce Nero quanto al destino del su popolo.
Sullo sfondo della grande epopea del West cresce il giovane Alce Nero, indiano della nazione Dakota e della tribù Oglala. A 13 anni combatte a Little Big Horn, nella battaglia che segna la sconfitta del Generale Custer. A 27 anni è ferito a Wounded Knee, durante il massacro che pone termine alle Guerre Indiane. Nello scontro con la civiltà dei bianchi il suo mondo, il cerchio della sua nazione, si sta spezzando. Ancora bambino, Alce Nero ha avuto delle visioni. Una “Grande Visione” che gli ha dato la speranza di poter ancora salvare il suo popolo.
Il filo conduttore della sua vita è la struggente nostalgia di un recupero della vita tradizionale e dell’unità del suo popolo ma neanche il viaggio in Europa con il circo di Bufalo Bill gli fa trovare nel mondo dei bianchi una “medicina”. Leggi il resto

Che succede a Fort Defiance?

A cura di Cesare Bartoccioni
Arizona, tardo Ottocento. Fort Defiance è un avamposto isolato, ai margini della Riserva Navajo, dove vive un centinaio di persone e non succede mai niente. Quando viene ucciso l’agente indiano T.J.Milton, la piccola comunità ne è sconvolta. Il comandante del forte, per evitare che la quiete nel paese sia compromessa da un’inchiesta governativa, decide di investigare in forma privata, affidando le indagini al sottotenente Thornton e allo scout Hastíin. Tra imbrogli, superstizioni, diffidenze,gelosie, Thornton e Hastíin scoprono che il forte è molto meno tranquillo di quanto si creda. Eppure sembra proprio che non riescano a sopportarsi e tantomeno a scoprire chi ha ucciso Milton…
La recensione
Mi sono imbattuto in questo romanzo per caso, incuriosito dalla vetrina di Youcanprint. Fort Defiance, per un appassionato del West come me, è un nome che di per sé evoca un mondo intero di avventura, ricordi di letture passate, memorie di film che hanno segnato un’epopea. Leggi il resto

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