Black Hills

A cura di Gian Mario Mollar
È scritto nei libri di storia: nella tarda primavera del 1861 il presidente americano Abraham Lincoln fece un’offerta a Giuseppe Garibaldi, proponendogli di comandare un battaglione dell’esercito nordista nella Guerra Civile americana. L’eroe dei due mondi, che aveva già portato a termine l’impresa dei Mille e si era ritirato a Caprera, rifiutò l’offerta, un po’ per egocentrismo (voleva il comando assoluto dell’esercito americano), un po’ per sano idealismo (voleva che Lincoln gli desse garanzie precise sull’abolizione della schiavitù, ma il Presidente nicchiava).
Già, ma cosa sarebbe successo se, invece, Garibaldi avesse accettato? Se avesse attraversato l’oceano, sovrapponendo la giacca blu alla sua camicia rossa “che da Montevideo al Volturno aveva sanguinato di libertà”? Luca Mazza, nel suo “Black Hills”, pubblicato dalle edizioni Mosca Bianca, esplora questa possibilità, costruendo una storia alternativa in cui il patriota italiano approda a New York con un contingente di camicie rosse. Leggi il resto

Yellow Kid, pistolero

Ancora un romanzo western per tutti gli appassionati del genere nostro preferito. Ancora un libro, dunque, che c’è per testimoniare quanto la storia del west e tutto ciò che ad essa ruota intorno sia ben vivo e vegeto, sempre pronto a stupire, come questi volumetto molto agile e di lettura assai scorrevole.
Yellow Kid si presenta al lettore come l’uomo nuovo, l’americano fatto e finito. Lo invita a seguirlo nelle sue peripezie per gli Stati Uniti d’America, mentre, strada facendo, lo intratterrà raccontandogli la propria vita. A partire da quel suo strano soprannome. Chi gliel’ha dato?
I primi a chiamarlo così furono i suoi commilitoni durante la Guerra di Secessione, quando, ancora ragazzo, si unì all’esercito nordista, dopo aver rubato la divisa a un soldato morto. Fino ad allora si guadagnava qualche spicciolo cacciando ranocchie per i pasti del grasso Papa Emsworth, il più grande proprietario di coltivazioni di cotone di tutto lo Stato del Mississipi, oppure per altre piccole prestazioni di servizio presso la sua vasta tenuta. Leggi il resto

Alce Nero un «beato» tra i Sioux

Quello che vi presentiamo oggi è un libro per certi versi straordinario perché partendo dalla vita religiosa di un grande nativo americano, tratta un intero spaccato di storia. E oltre agli aspetti legati alla conversione alla fede cattolica, a fare da fulcro della narrazione c’è anche la visione di Alce Nero quanto al destino del su popolo.
Sullo sfondo della grande epopea del West cresce il giovane Alce Nero, indiano della nazione Dakota e della tribù Oglala. A 13 anni combatte a Little Big Horn, nella battaglia che segna la sconfitta del Generale Custer. A 27 anni è ferito a Wounded Knee, durante il massacro che pone termine alle Guerre Indiane. Nello scontro con la civiltà dei bianchi il suo mondo, il cerchio della sua nazione, si sta spezzando. Ancora bambino, Alce Nero ha avuto delle visioni. Una “Grande Visione” che gli ha dato la speranza di poter ancora salvare il suo popolo.
Il filo conduttore della sua vita è la struggente nostalgia di un recupero della vita tradizionale e dell’unità del suo popolo ma neanche il viaggio in Europa con il circo di Bufalo Bill gli fa trovare nel mondo dei bianchi una “medicina”. Leggi il resto

Che succede a Fort Defiance?

A cura di Cesare Bartoccioni
Arizona, tardo Ottocento. Fort Defiance è un avamposto isolato, ai margini della Riserva Navajo, dove vive un centinaio di persone e non succede mai niente. Quando viene ucciso l’agente indiano T.J.Milton, la piccola comunità ne è sconvolta. Il comandante del forte, per evitare che la quiete nel paese sia compromessa da un’inchiesta governativa, decide di investigare in forma privata, affidando le indagini al sottotenente Thornton e allo scout Hastíin. Tra imbrogli, superstizioni, diffidenze,gelosie, Thornton e Hastíin scoprono che il forte è molto meno tranquillo di quanto si creda. Eppure sembra proprio che non riescano a sopportarsi e tantomeno a scoprire chi ha ucciso Milton…
La recensione
Mi sono imbattuto in questo romanzo per caso, incuriosito dalla vetrina di Youcanprint. Fort Defiance, per un appassionato del West come me, è un nome che di per sé evoca un mondo intero di avventura, ricordi di letture passate, memorie di film che hanno segnato un’epopea. Leggi il resto

Balla coi Sioux: Beltrami, un italiano alle sorgenti del Mississippi

A cura di Giuseppe Culicchia
«I Sioux sul piede di guerra», titolavano i giornali pochi mesi fa, riferendosi naturalmente non al 140° anniversario della battaglia di Little Big Horn ma alla lotta dei nativi americani – o per meglio dire di quel che ne resta oggi – contro il progetto della Energy Transfer Crude Oil, la compagnia responsabile del progetto dell’oleodotto destinato ad attraversare il North Dakota. Ma nel momento in cui alla parola Sioux tutti noi cresciuti coi film di John Ford pensiamo appunto a Toro Seduto, al generale – in realtà tenente-colonnello – George Armstrong Custer e all’ultima battaglia del suo Settimo Cavalleria, ricordandoci che il trombettiere di quello squadrone era l’italiano Giovanni John Martini, unico sopravvissuto perché mandato a chiedere rinforzi, non sappiamo che un altro italiano ebbe coi Sioux tutt’altro tipo di esperienze. Si chiamava Giacomo Costantino Beltrami, nato nel 1779 a Bergamo, magistrato, scrittore, carbonaro, massone iscritto al Grande Oriente d’Italia, nonché soldato agli ordini di Napoleone e quindi esule al tempo della Restaurazione. Leggi il resto

La notte del corvo

A cura di Gian Mario Mollar
Un villaggio del West.
Una vecchia leggenda, con baffi e stella sul petto, che ambisce a diventare sindaco.
Un giovane giornalista con un’irrefrenabile passione per l’alcol e le donne, venuto da San Francisco per documentare le elezioni.
Il naufragio di una nave di immigrati sudamericani.
Un terribile killer con una maschera da corvo.?Questa, in poche parole, la ricetta con cui Marco Galli ha cucinato un western originale e dissacrante: La notte del corvo. Una ballata anarchica del West, edito da Coconino Press – Fandango nel febbraio 2019. ?Agli ingredienti di base, però, l’autore ha saputo aggiungere qualche spezia: per esempio, l’oracolo cinese dell’I-Ching per stabilire il momento giusto per iniziare una caccia all’uomo, oppure una sfumatura di peyote nel bel mezzo di una sparatoria, per fare passare la tremarella e rendere tutto più colorato. Neanche troppo nascosto tra le righe, un pizzico di riflessione sociale sulla contemporaneità, che aggiunge sapore alla finzione. Leggi il resto

Misteri: il lato oscuro della frontiera americana

A cura di Gian Mario Mollar

Fin da quando ero bambino, le mie storie di Tex preferite sono quelle in cui entrano in ballo elementi soprannaturali: scimmioni tagliatori di teste, dinosauri, alieni naufragati nel deserto, maghi spaventosi come Mefisto e famiglia, satanisti inquietanti come padre Crandall e così via. Insomma, le storie in cui non bastava far parlare le colt, ma era necessario cavalcare fino al confine con il Messico e bussare alla porta della strana casa di El Morisco, panciuto e sapiente esperto dell’occulto e del mistero. Non sapevo ancora che questo genere si chiama Weird Wild West, eppure ne ero già innamorato… Leggi il resto

Il linguaggio nel west – Tex nella storia 2

A cura di Lorenzo Barruscotto
Tutte le puntate: 1, 2.

Il linguaggio nel west
Peste e corna, gran Putifarre, che mi venga un colpo, per la barba di Matusalemme, fulmini, giuggiola, beccaccione, ferro da tiro, concerto per clarinetti…
Queste sono alcune espressioni colorite e divertenti che si possono leggere nei dialoghi tra Tex Willer ed i suoi compagni, sparse nelle pagine degli albi.
Ce n’è per tutti i gusti, dalle manifestazioni di sorpresa e stupore alla presa in giro nei confronti di un fuorilegge, dall’atteggiamento spavaldo di chi non conosce la paura fino al modo “amichevole” di chiamare gli strumenti del mestiere, quali Colt e Winchester.
Ma come parlavano in realtà alla Frontiera? Leggi il resto

Misteri del Far West

A cura di Sergio Mura
La bella copertina dello speciale
Da tempo noi di Farwest.it abbiamo accettato che oggi l’amore per la storia del west e per l’avventura che in essa è insita non passano più per i soli canoni essenziali e più noti, ma che si è fatto strada attraverso nuove passioni che vanno a intrecciarsi e che conducono comunque al selvaggio west. Una delle strade più diffuse oggi è quella strana alchimia che mescola i generi, ne ricerca il meglio, centrifuga e filtra tutto, proponendo cose spesso interessantissime. Chi vi scrive non è certamente un appassionato del genere horror, ma nel tempo ho dovuto accettare che esso sia oggi talvolta mescolato alle atmosfere western. Con il mistero mi trovo più a mio agio. E così quando l’autore ed editore Mario Fontana, direttore di Misteri, mi ha contattato per raccontarmi della sua nuova incursione nel campo del west sono stato molto contento.
Ed oggi ci siamo. Lo speciale prodotto dalla rivista “Misteri” sui… misteri del west è ora una realtà editoriale che atterra nelle edicole italiane. Leggi il resto

Quaranta frustate meno una

A cura di Gian Mario Mollar
Arizona, 1909: il famoso carcere di Yuma sta per chiudere i battenti, ma rimane comunque un posto infernale. Soprattutto per quelli che, come Harold Jackson e Raymond San Carlos, hanno la pelle di un colore diverso. Il primo, Harold, è un soldato afroamericano che ha disertato durante la guerra di Cuba e ha ucciso un uomo con un tubo di ferro, il secondo, Raymond, ha sangue apache nelle vene e ha sparato un uomo che si era spinto troppo oltre nel prendersi gioco di lui.
Ben presto i due vengono ostracizzati dai carcerati bianchi, capitanati dal viscido Frank Shelby, che li manipola contrabbandando alcol e tabacco tra le mura della prigione con il beneplacito di un secondino corrotto. Indotti a combattere l’uno contro l’altro, i due vengono internati nella “tana dei serpenti”, una cella angusta e senza luce concepita per domare i prigionieri più riottosi.
A Yuma, però, è arrivato un nuovo sovrintendente, il signor Manly, un’anima candida che ha passato gli ultimi anni a cercare di convertire gli indiani e ora si trova a gestire, non senza difficoltà, i cinici e spietati abitanti del carcere. Leggi il resto

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