Gli Apache Jicarilla

A cura di Gianni Albertoli

Gli indiani Jicarillas, il cui nome è un termine spagnolo-messicano significante “piccolo canestro”, in quanto le loro donne erano abilissime nella costruzione di cestini e canestri, erano conosciuti con varie terminologie. Lo Swanton ne riportava alcune. “B’ai” o “Pe’-g” nome Navajos; “Kinya-inde” nome Mescaleros; “Kop-tagúi” nome Kiowas significante “Apaches delle montagne”; “Pi’-ke-e-wai-i-ne” nome Picuris; “Tan-nah-shis-en” nome usato dallo Yarrow (1879) e significante “Uomini dei boschi”; “Tashi’ne” altro nome Mescaleros; “Tinde” termine usato dagli stessi Jicarillas; e “Tu-sa-be’” nome Tesuque. Leggi il resto

Big Dry Wash, 17 Luglio 1882

A cura di Paolo Brizzi
Un guerriero Apache
Il 17 Luglio 1882 circa duecento soldati al comando del Capitano Chaffee e del Maggiore Evans affrontarono con successo una banda di cinquantaquattro guerrieri Apache al comando del capo Natiotish in una foresta di pini situata sul lato nord dell’East Clear canyon, a circa 65 miglia a sud di Winslow, Arizona centro-settentrionale. Fu l’ultima significativa battaglia combattuta contro gli Apaches in Arizona e, sebbene oscurata dalla grande spedizione del Generale Crook in Messico dell’anno successivo, essa fu un punto di svolta nella lotta agli Apaches ribelli ed un momento importante per i rapporti tra l’uomo bianco e quello rosso nel Sud-ovest. Leggi il resto

Geronimo racconta la sua ultima battaglia


Dopo il tradimento e il massacro di Casa Grande non ci radunammo di nuovo per molto tempo; quando ci raccogliemmo, ritornammo in Arizona. Vi rimanemmo per un certo periodo, vivendo nella riserva di San Carlos, in un luogo che ora si chiama Geronimo. Leggi il resto

Un uomo chiamato Geronimo

A cura di Paolo Brizzi

Yanosha, Chappo, Fun e Geronimo nel marzo 1886
L’uomo era imbronciato. Passeggiava a testa bassa attorno alla sua capanna, con le mani unite dietro la schiena. Bofonchiava e ogni tanto calciava via un sassolino. Stava ribollendo di rabbia per l’impensabile rimprovero che aveva appena ricevuto.
Il suo nome era conosciuto in due emisferi ed era sinonimo di energia, elusività, per gli spietati raids compiuti su agricoltori, allevatori, minatori e viaggiatori su entrambi i lati del confine tra due grandi nazioni. Oggi non riusciamo nemmeno ad immaginare il terrore provocato dal grido che squarciava la notte: “Geronimo! Geronimo!” Leggi il resto

L’irriducibile Rafael

A cura di Josephine Basile

Nella prima decade del 1800 in Messico, pochi capi Apaches furono così tanto famosi come l’Indio Rafael: indomito, crudele, sanguinario, che manifestò tutto il suo odio nei confronti dei bianchi, fino a che questi lo massacrarono unitamente al suo più fedele compagno di scorreria, José Antonio. Rafael e i vagabondi Apaches che lo seguivano, furono confinati sul finire del secolo XVIII nelle vicinanze del Presidio Militare di Santa Maria de las Caldas di Guajoquilla (oggi Ciudad Jimenez, nel Chihuahua), per ordine dell’Ecc.mo generale Jacobo de Ugarte y Loyola, Governatore e Comandante Generale delle cosiddette “Provincias Internas” della Nuova Spagna. Leggi il resto

Le armi da fuoco degli Apaches

A cura di Gian Carlo Benedetti, da uno studio di D. C. Cole

Un guerriero Apache con fucile e pistola
Pochi popoli nativi americani si sono guadagnati una reputazione di fieri ed indomabili guerrieri come avvenuto per le genti Apache dell’arido Sud Ovest statunitense e Nord messicano. Per più di tre secoli le varie divisioni della tribù hanno tenacemente ostacolato con le armi in pugno l’espansione degli Spagnoli, Messicani e poi dei coloni nordamericani. Durante questo lungo periodo sono divenuti esperti nell’arte del cavalcare (superati solo dai Comanches), nell’uso delle armi da fuoco e maestri nelle tattiche di guerriglia, favorita questa dalla conformazione arida e montagnosa del territorio, che ne ha forgiato anche il proverbiale carattere duro e, per certi versi, spietato quasi sempre a causa di provocazioni ed ingiustizie subite. Leggi il resto

Guai nella Riserva di Camp Verde

A cura di Gian Carlo Benedetti

Il Ten. Col. (poi Generale di Brigata) George Crook, inviato in Arizona dal Presidente Grant su richiesta del Governatore Anson Safford per una campagna militare contro i razziatori Apache del Tonto Basin (1872-73) aveva ben chiare le idee sulla conduzione delle operazioni. Nessuna tregua ed ampio uso di Scouts indiani, gli unici in grado di scovare i rivoltosi nelle loro inaccessibili rancherie anche in inverno. Le formazioni combattenti, autorizzate con l’Ordine Generale nr, 10 del 21 Novembre 1871, indiani collaborazionisti che appartenevano alle stesse genti degli ostili il cui concetto di nazione si fermava però alla banda. Leggi il resto

Il sanguinoso raid di Chato

A cura di Paolo Brizzi
Chato
Alla fine dell’inverno del 1883 i Chiricahuas si trovavano al sicuro nella Sierra Madre messicana. Nel riprendere le proprie abituali attività di razzia, molti guerrieri seguirono Geronimo e Chihuahua in un grosso raid in Sonora, sopratutto attorno ad Ures, facendo molte vittime – più di novanta secondo una fonte – e procurandosi molti cavalli e bestiame.
Quasi contemporaneamente, un numero minore di guerrieri seguì la leadership di Chato in un raid diretto verso l’Arizona sud-orientale e il New Mexico sud-occidentale, con lo scopo di procurarsi armi e munizioni. Leggi il resto

La storia di Jimmy McKinn, rapito dagli Apache

A cura di Sergio Mura
Il piccolo Jimmy McKinn
Nulla nasceva dal nulla, neppure nella polverosa e assetata frontiera del sud-ovest americano. Nel 1875 gli Apache fronteggiavano tempi durissimi, attaccati dai bianchi da tutte le parti e costretti in zone sempre più remote, sempre più povere, sempre più impervie. Americani e Messicani stringevano “il popolo” in una morsa dalla quale fuggire era sempre più difficile e a cui reagire era sempre più costoso. In quell’anno tutti gli Apache a ovest del Rio Grande avevano ricevuto l’ingiunzione di trasferirsi senza esitazione nella riserva di San Carlos. Leggi il resto

Chihuahua e Ulzana, Cosacchi della Sierra Madre

A cura di Anna Maria Paoluzzi. Articolo di Anton Nikonov
Le note sono raccolte a pagina 5. La bibliografia a pag. 6.

Poche sono le personalità importanti delle guerre Apache a cui non siano stati dedicati studi esaustivi dalla storiografia americana. Tra questi personaggi possiamo ricordare i leader dei White Mountain Apache Diablo e Pedro, gli scout (sergenti) Apache Alchise e Chato e i capi Chiricahua Loco, Nana e Kahtennay. Gli studiosi hanno anche trascurato – a mio avviso ingiustamente – altri due leader Chiricahua che ebbero un ruolo importante nella “Campagna di Geronimo”, ma finirono per essere messi in ombra da Geronimo stesso: il capo Chihuahua e il suo compagno Ulzana, meglio noto agli americani come Josanie. Leggi il resto

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