Le guerre Sioux – 10

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.

Mappa 13. Le Pianure Settentrionali, 1868–75
La guerra Sioux del 1867-68 aveva chiaramente decretato la superiorità dei Sioux Oglala sulle forze statunitensi nel Nord Wyoming e Sud Montana ad est dei Monti Bighorn. Il trattato del 1868 tra la Nazione Sioux e gli Stati Uniti aveva di conseguenza riconosciuto il diritto dei Sioux a spostarsi e cacciare in un vasto tratto di territorio non ceduto agli U.S.A. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 9

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 12. La battaglia dei cassoni dei carri, 2 agosto 1867
Il posto di osservazione esterno di Fort Phil Kearny era la pineta situata 6 miglia ad ovest del forte. La compagnia del capitano James Powell, il 27° Fanteria, provvedeva alla difesa dei taglialegna civili nella pineta. Il soldati a guardia dei boschi da taglio operavano fuori di un corral situato su un altipiano tra Big e Little Piney Creeks. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 8

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 11. La battaglia di Hayfield, 1 agosto 1867
Nella primavera e nell’estate del 1867 gli Indiani ripresero le loro azioni di disturbo contro i forti C. F. Smith e Phil Kearny. Nessuno degli attacchi era stato portato a fondo seriamente e nessuna delle due parti aveva avuto perdite significative. In luglio Nuvola Rossa riunì la sua coalizione di tribù indiane nella valle del Rosebud per la sacra Cerimonia del Sole e per discutere le prossime mosse contro i forti della Pista di Bozeman. Leggi il resto

L’avanzata dei Sioux a ovest del Missouri

A cura di Gianni Albertoli

Nelle terre a ovest del Missouri gli americani vi trovarono i Tetons, i quali rappresentavano più della metà dell’intera nazione Sioux, ed erano a loro volta divisi in sette gruppi, alcuni dei quali abbastanza grandi da essere considerati delle sottotribù di notevoli dimensioni. Il gruppo centrale era rappresentato dagli Yankton e dagli Yanktonai, vicini occidentali degli “Issati” o “Santee”. I Mdewakanton erano noti da tempo ai bianchi avendo avuto contatti diretti con i francesi che esplorarono le terre dell’Upper Mississippi. Leggi il resto

Cedar Creek, 21 ottobre 1876

A cura di Sergio Mura

Dopo la grande battaglia di Little Bighorn erano cambiate molte cose per gli indiani liberi. L’uccisione di tanti soldati non poteva passare inosservata e, forse, qualcuno dei grandi capi dei bianchi era semplicemente in attesa di una buona scusa per abbandonare ogni remora e puntare decisamente alla violazione di tutti i trattati.
Subito dopo il 25 giugno 1876 si era scatenato un gran dibattito tra gli alti papaveri di Washington e volarono parole grosse tra i falchi (e le fazioni che ad essi poggiavano le speranze per grandi speculazioni nelle terre indiane) e le colombe (che ancora provavano a difendere i diritti degli indiani. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 7

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 8. Il Massacro di Fetterman
La mattina del 21 dicembre 1866, un venerdì, era un’alba fredda e grigia attorno a Fort Phil Kearny. La temperatura si aggirava attorno allo zero e la neve imbiancava le valli, i boschi di pini e le dorsali dei contrafforti delle montagne Bighorn. Verso le 10 il colonnello Carrington ordinò che i carri per il legname si mettessero in viaggio per la pineta, per la solita missione giornaliera di taglio degli alberi. Sapendo che era probabile un attacco contro il convoglio, egli mandò una pattuglia particolarmente folta assieme ai carri. Nel giro di un’ora, la sentinella dislocata sull’altura di Pilot Knob segnalava che il convoglio dei carri era sotto attacco; dal forte si potevano udire gli spari. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 6

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 7. L’assedio di Fort Phil Kearny
Nuvola Rossa, influente capo degli Oglala Sioux, si era fortemente opposto ai tentativi americani di costruire forti lungo la pista di Bozeman. Egli si era convinto, da episodi come l’“Affare di Grattan” e la ritorsione del generale Harney, che gli Oglala Sioux non avrebbero più potuto continuare a vivere nella regione del fiume Platte nelle vicinanze di Fort Laramie. Ragion per cui gli Oglala, verso la fine degli anni ’50 del XIX secolo, si spostarono ad ovest, nella piana del fiume Powder, sperando di restare lontani dalle continue migrazioni di Americani. Egli considerava la regione del Powder come l’ultimo rifugio del suo popolo contro quei bianchi invadenti. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 5

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 6. I Forti della Bozeman Trail, 1866–68
Il fallimento della Spedizione Connor spinse il governo a cercare una soluzione diplomatica e, nel giugno 1866, mentre un certo numero di capi delle tribù del fiume Powder si trovavano a Fort Laramie per negoziare un trattato che permettesse l’attraversamento sicuro della piana del Powder, il colonnello Henry B. Carrington condusse il 2° Battaglione del 18° Fanteria sulla Pista di Bozeman. Leggi il resto

Cavallo Pazzo, incubo dei bianchi, eroe dei Sioux

In ricordo della morte di Cavallo Pazzo, ucciso vigliaccamente il 5 settembre 1877
A cura di Nino Gorio

Quando nacque, sua madre lo chiamò Cha-o-Ha, che vuol dire Tra-gli-Alberi, perché l’aveva partorito in un bosco. Ma lui, una volta adulto, decise di assumere il nome di suo padre, morto prematuramente, Tashunka Wikto, che i bianchi tradussero in Crazy Horse, cioè Cavallo Pazzo. Ebbe una vita breve ma leggendaria: fu capo di una tribù dei Sioux, guidò con Toro Seduto la resistenza indiana, umiliò l’esercito degli Stati Uniti nella battaglia di Little Big Horn; infine si arrese, vinto da un inverno rigidissimo più che dalle Giubbe Blu. Leggi il resto

Cavallo Pazzo, il grande guerriero Lakota

In ricordo della morte di Cavallo Pazzo, ucciso vigliaccamente il 5 settembre 1877
Cavallo PazzoUn ritratto a lungo attribuito a Cavallo Pazzo
Sulla data di nascita del grande condottiero non vi è unanime accordo; c’é chi sostiene che sia nato nel 1844 e chi insiste sul 1849. Celebrato per il suo coraggio in battaglia, Cavallo Pazzo era visto tra la sua gente come un uomo sacro al quale “la visione” aveva dato incarico di preservare e difendere le tradizioni e il modo di vita dei Lakota Sioux.
Anche se giovane di età, Cavallo Pazzo era un guerriero leggendario.
In lingua lakota, Tašunka Witko significa letteralmente “Cavallo Pazzo” (da intendersi come imbizzarrito, ma anche come folle o, meglio, posseduto, essendo, la follia, per i Dakota, segno o frutto di un particolare rapporto col Grande Spirito. Leggi il resto

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