La battaglia del fiume Little Big horn – 25 giugno 1876

A cura di Sergio Mura

La fase finale della battaglia di Little Bighorn
Il 25 giugno del 1876, nei pressi e lungo il fiume Little Bighorn, nel territorio statunitense del Montana, si svolse quella che è probabilmente la più conosciuta, studiata e famosa battaglia combattuta tra l’esercito degli Stati Uniti e una coalizione di indiani Sioux, Cheyenne e Arapaho. Essa va inserita nel contesto drammatico e più generale delle Guerre indiane, combattute a partire dal Settecento e fin tutto l’Ottocento tra i nativi americani e i coloni prima e successivamente tra i nativi americani e l’esercito statunitense poi. Leggi il resto

Toro Seduto, la vita e la storia

Il suo nome tradotto correttamente significa “Bisonte Seduto”.
“Se il grande spirito mi avesse voluto bianco, mi avrebbe creato così. Ha messo nei vostri cuori alcuni desideri ed altri nel mio… ben diversi. Non è necessario per un’aquila essere un corvo.”

Toro Seduto (in lingua lakota Tatanka Iyotanka, Sitting Bull in inglese), nato a Grand River nel 1831 e morto a Fort Yates il 15 dicembre 1890, è stato un grande e fiero condottiero indiano del popolo Sioux Hunkpapa. E’ stato un famoso capo indiano (chiamato anche “Lento”, a causa della sua abitudine di ben riflettere prima d’agire) ed è ricordato nella storia statunitense e dei nativi americani per aver mobilitato più di 3.500 guerrieri Sioux e Cheyenne nella famosa Battaglia di Little Big Horn, dove ottenne una schiacciante vittoria sul colonnello George Armstrong Custer del Settimo cavalleggeri, il 25 giugno 1876. Leggi il resto

Cadono con i piedi rivolti al cielo…


Il soldati cadono a testa in giù nel campo indiano
“Nella bianca luce del sole ho visto i soldati. Piombano su un villaggio come cavallette. Cadono con i piedi rivolti al cielo e la testa verso la terra. Anche i nostri guerrieri cadono. Poi, una voce. Il grande spirito. Questi soldati non hanno orecchie per ascoltare parole di pace. Io li consegno a voi.”
L’inizio del raduno delle tribù indiane aderenti alla grande coalizione che avrebbe battuto Custer al Little Big Horn era stato caratterizzato da una danza del sole durante la quale Toro Seduto ebbe una visione in cui si vedevano chiaramente le giacche blu che attaccavano l’accampamento indiano e venivano sterminate come cavallette, perché non potevano udire la voce del grande spirito. Le parole che abbiamo riportato all’inizio di questo articolo sono di Toro Seduto e sono state dette proprio a conclusione della visione. Leggi il resto

Cavallo Pazzo, fu delitto di Stato?

In ricordo della morte di Cavallo Pazzo, ucciso vigliaccamente il 5 settembre 1877
A cura di Antonio Pannullo

L’uccisione di Cavallo Pazzo
Cavallo Pazzo (Crazy Horse), di cui oggi ricorre l’anniversario dell’omicidio da parte di soldati statunitensi, è probabilmente uno dei capi indiani che più hanno colpito l’immaginario collettivo mondiale, insieme con Toro Seduto (si dovrebbe dire però Bisonte Seduto, nda), Geronimo, Cochise e pochi altri.
È ricordato per la sua partecipazione alla battaglia di Little Bighorn del giugno 1876, in cui una coalizione di Soux (termine improprio, si dovrebbe dire Lakota, nda) e Cheyenne capeggiata da Toro Seduto, Gall e lo stesso Cavallo Pazzo sconfissero la spedizione del 7° Cavalleggeri, guidato da George Armstrong Custer. Leggi il resto

Cavallo Pazzo, incubo dei bianchi, eroe dei Sioux

A cura di Nino Gorio

Quando nacque, sua madre lo chiamò Cha-o-Ha, che vuol dire Tra-gli-Alberi, perché l’aveva partorito in un bosco. Ma lui, una volta adulto, decise di assumere il nome di suo padre, morto prematuramente, Tashunka Wikto, che i bianchi tradussero in Crazy Horse, cioè Cavallo Pazzo. Ebbe una vita breve ma leggendaria: fu capo di una tribù dei Sioux, guidò con Toro Seduto la resistenza indiana, umiliò l’esercito degli Stati Uniti nella battaglia di Little Big Horn; infine si arrese, vinto da un inverno rigidissimo più che dalle Giubbe Blu. Leggi il resto

Il primo dizionario Italiano-Lakota

Non c’è un solo appassionato di storia e cultura del popolo Sioux che non abbia desiderato conoscere la lingua Lakota. Alcuni si sono arrangiati attraverso alcuni supporti esistenti in internet o attraverso scambi epistolari con Nativi Americani. Ma tutti indistintamente abbiamo desiderato poter disporre di un vero dizionario italiano-lakota… Ebbene, adesso possiamo finalmente averlo e di ottima qualità, grazie alle bravissime autrici Raffaella Milandri e Myriam Blasini che hanno curato l’edizione che vi proponiamo in questo articolo. E’ infatti uscito “Lessico Lakota”, il primo dizionario in italiano della lingua Lakota, pubblicato dalla casa editrice di San Benedetto del Tronto, Mauna Kea. L’obiettivo, come ci hanno spiegato le autrici, è quello di contribuire a salvare una preziosa lingua nativa americana con una edizione in italiano del dizionario. Leggi il resto

Iron Shield


Iron Shield (Scudo di Ferro, inizio XIX secolo – 7 settembre 1876) è stato un valoroso e stimato guerriero Lakota Sioux durante il lungo periodo di guerra contro i bianchi che va dal 1860 al 1876, anno in cui morì. La sua cattura e la morte sono state parte di una lunga serie di sconfitte patite dai Sioux dopo la storica vittoria nella battaglia di Little Big Horn (25 giugno 1876). Leggi il resto

Chi “Ha Paura Dei Suoi Cavalli”? I nomi tra i Lakota

A cura di Anna Maria Paoluzzi

I nomi indiani, specie quelli dei Lakota (Teton Sioux), così straordinariamente affascinanti ed evocativi troppo spesso nelle traduzioni inglesi (e di riflesso, anche in quelle italiane) sono stati oggetto di interpretazioni errate e fuorvianti. Nel caso particolare della letteratura sui nativi americani in italiano va anche aggiunto il fatto che, a parte poche eccezioni, non c’è uno standard unico per la traduzione di questi nomi e talvolta agli inizi è difficile orientarsi per comprendere l’identità di un personaggio.
L’interpretazione errata di un nome, oltre a pregiudicare la comprensione da parte dei lettori di un testo storico o antropologico, in un certo senso snatura anche l’essenza del personaggio, considerando il valore sacro che il nome personale possedeva e ancora possiede nella società Lakota. Leggi il resto

Crazy Horse Memorial


«Quando morirò dipingetemi tutto di rosso e gettatemi nel fiume: così ritornerò. Se non lo farete ritornerò lo stesso, ma come pietra.» (Cavallo Pazzo, poco prima di morire).
Anche l’altro giorno presso il Crazy Horse Memorial, sulle Black Hills, è stata usata la dinamite per sgretolare pezzi di montagna. Lassù si lavora spesso con la dinamite perché il Crazy Horse Memorial, il gigantesco monumento dedicato al grande condottiero dei Lakota Sioux, Cavallo Pazzo, è talmente grande che occorrono letteralmente i botti per definire l’immagine sul monte. Con la dinamite migliaia di tonnellate di roccia e di terra piombano fragorosamente al suolo e ci consegnano quella che a oggi è l’immagine abbozzata di Cavallo Pazzo. Scoppi e applausi. Leggi il resto

Black Elk primo santo Sioux?


Black Elk con alcuni bimbi della sua tribù
È cominciato, a sorpresa, negli USA il processo di beatificazione di uno dei leader spirituali dei pellerossa più famosi, il Lakota Sioux Alce Nero che si era convertito in età adulta al cattolicesimo. La decisione non è condivisa da tutta la comunità Sioux, ma c’è il via libera dai vescovi statunitensi, per cui il processo di beatificazione per Black Elk (Alce Nero) si farà e ciò potrebbe portare al primo santo Sioux della storia della Chiesa cattolica. Leggi il resto

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