Toro Seduto, il profeta dei Sioux

A cura di Rino Albertarelli

Toro Seduto
Il destino ha voluto che Toro Seduto (Tatanka Iyotanka) vivesse l’epoca più difficile della conquista bianca: l’ultima. E che il suo nome splendesse nella stessa costellazione di personaggi leggendari, quali George Armstrong Custer, Buffalo BIll, Phlltp Sherldan, Nelson A. Miles, George Crook, Nuvola Rossa (Makhpiya-Luta), Cavallo Pazzo (Tashunka Witko) e altri forse meno suggestivi, ma altrettanto importanti nell’ordito della cosiddetta Epopea Americana. Forse per questo è il capo indiano più universalmente conosciuto. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 15

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.

La Battaglia di Little Bighorn
Dopo aver ricevuto le istruzioni e lasciato Custer per l’ultima volta, Reno attraversò ancora il Reno Creek, approdando sulla sponda sinistra e seguì la corrente fino alla confluenza con il Little Bighorn, dove si fermò per breve tempo per abbeverare i cavalli. Cinque minuti dopo il battaglione di Reno guadò il Little Bighorn e si schierò in linea attraverso la valle. Per la prima volta Reno poteva vedere il limitare di quello che appariva come un enorme villaggio indiano. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 14

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 24. La Campagna di Terry, 10–24 giugno 1876
Ignaro dell’azione di Crook, ma in possesso delle informazioni fornite dalle staffette di Gibbon, Terry finalmente aveva una specifica, anche se in qualche modo datata, idea, in merito alle posizioni degli Indiani, che egli pensava si trovassero in qualche punto del Rosebud Creek. Queste nuove informazioni richiedevano nuovi ordini, che Terry emanò in 10 giugno (vedi mappa A). Il maggiore Marcus A. Reno, della truppa di Custer, doveva prendere sei compagnie di cavalleria per una ricognizione dei bacini dei fiumi Powder e Tongue e del Mizpah Creek e dare conferma che i Sioux non si erano spostati ad est. Leggi il resto

Il generale George Armstrong Custer

A cura di Omar Vicari
George Amstrong Custer
Una mattina d’estate del 1857, un giovane piuttosto lentigginoso s’avviava con passo spedito per i viali della prestigiosa accademia di West Point (N.Y.). Portava con se una lettera di presentazione redatta dall’onorevole John A. Bingham, rappresentante dello stato dell’Ohio.
La lettera , firmata di pugno dall’onorevole Bingham, descriveva il latore come un ragazzo di 17 anni, altezza metri 1,75, buona salute, ottimo parlato e scritto, eccellenti qualità morali nonché fisiche. Leggi il resto

Wooden Leg e i Cheyenne

A cura di Maurizio Biagini

Il nome di questo guerriero ai non appassionati non dirà molto, eppure la sua testimonianza, raccolta in un libro del medico americano Thomas Marquis, è un documento di straordinaria importanza per la descrizione della vita dei popoli delle praterie. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 11

A cura di Pietro Costantini
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Mappa 14. Il piano della Campagna di Sheridan
Nel 1876 l’esercito della Frontiera aveva accumulato anni d’esperienza nelle Grandi Pianure americane. Tuttavia la maggiore esperienza nella guerra offensiva era stata acquisita dall’esercito nelle Pianure Meridionali contro Cheyenne, Comanche e Kiowa. Il generale Sheridan aveva orchestrato con successo due grandi campagne nelle pianure del sud, la Guerra delle Pianure Meridionali (1868-69) e la Guerra del fiume Rosso (1874). Nella prima Sheridan condusse una coraggiosa campagna invernale. Leggi il resto

Le ultime ore del Generale Custer

A cura di Gian Mario Mollar


Ultimi istanti di battaglia al Little Big Horn

Potrà starvi simpatico o meno, potrà apparirvi arrogante e smargiasso, ma George Armstrong Custer non era uno sprovveduto. Il giorno della fatidica battaglia lungo il fiume Little Bighorn, il 25 giugno del 1876, Pahuska, Lunghi Capelli – così lo chiamavano usualmente i nativi – aveva 36 anni e un considerevole numero di battaglie alle spalle, che gli avevano conferito una certa notorietà. Leggi il resto

La battaglia e il massacro del fiume Washita (27 Novembre 1868)

A cura di Sergio Mura e Giuseppe Santini

Arrivò infine il tempo in cui i pionieri iniziarono a desiderare le terre popolate dagli indiani. Le desiderarono talmente tanto che le prime scintille di guerra scatenarono un incendio le cui conseguenze apparvero immediatamente incalcolabili.
Fatti e fatterelli si susseguirono accrescendo la diffidenza tra i due popoli, le recriminazioni, le lagnanze, al punto che il Governo Americano decise di indire una delle tante conferenze di pace che nella zona delle Grandi Pianure si alternavano periodicamente senza riscuotere grandi consensi, né grandi risultati.
Nell’ottobre del 1867 gli indiani si incontrarono con i commissari governativi, prima a Fort Laramie e poi a Medicine Lodge Creek, per discutere dell’assetto da dare alle terre reclamate a gran voce dai bianchi ma difese con archi e frecce dagli indiani. Leggi il resto

Carlo De Rudio, il terrorista e l’eroe

A cura di Domenico Rizzi
Carlo De Rudio
Quando si parla del Risorgimento, si è soliti riferirsi a Camillo Cavour, Garibaldi, Mazzini e Vittorio Emanuele II, ignorando la miriade di personaggi minori –spesso ritenuti erroneamente come tali – che popolano il complesso panorama storico-politico italiano dal 1848 al 1866. Il conte Carlo Camillo de Rudio appartiene a questa schiera, sebbene con il suo gesto insensato avesse messo in pericolo la stabilità dello scacchiere politico europeo, minacciando la vita dell’imperatore Napoleone III. La sua esistenza si svolse in due fasi e fra due continenti diversi. La prima lo vide patriota mazziniano, difensore di Venezia e della Repubblica Romana ed infine esule in Gran Bretagna; la seconda, combattente della guerra di secessione americana, ufficiale di cavalleria nelle campagne contro gli Indiani, per concludere i suoi giorni nella tranquilla California circondato dagli affetti familiari più cari. Leggi il resto

Black Kettle (Pentola Nera)

A cura di Marco Chiornio

Black Kettle, Pentola Nera
Si hanno a disposizione solo poche note sulla vita del capo dei Cheyenne del Sud Pentola nera (????-1868), ma i suoi ripetuti sforzi per assicurare al suo popolo una pace dignitosa, nonostante le promesse non mantenute dall’uomo bianco e diversi attentati di cui fu vittima, ci fanno capire che grande condottiero sia stato e ci insegnano quanto fosse determinata la sua fiducia nella coesistenza tra la società dei bianchi e la cultura dei popoli delle pianure. Leggi il resto

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