Il trombettiere di Custer e la verità su Little Big Horn

A cura di Raffaele Di Stasio

Giovanni Martini e il Tenente W. Cooke
La vigilia di Natale del 1922, la neve riempì di sogni l’oscurità e le strade bianche di Brooklyn chiamarono a raccolta i ricordi. Dietro i vetri Giovanni aspettava con lo sguardo fermo, provando a domare un evento imbizzarritosi tanto tempo fa; arrivano, pensava, mò arrivano… In fondo sapeva che non dovevano essere molti, i ricordi; sarebbero potuti spuntare da un momento all’altro, magari tenendosi sottobraccio come quei tre che stanno attraversando adesso la strada e ridono di nulla, giusto per non morire di freddo.
Però, se così fosse, se davvero quei tre sbandati giù in strada rappresentassero in qualche modo la somma dei suoi ricordi, allora tra poco dovrebbe arrivare anche il pensiero grande, il ricordo vero. Leggi il resto

La scoperta della fine di Custer

A cura di Cesare Bracchi

La tremenda scoperta
Sulla battaglia di Little Big Horn si ormai detto e scritto di tutto, analizzando nei minimi dettagli ogni singola fase dell’evento.
Tuttavia, c’è un momento che non presenta nessuna valenza dal punto di vista militare né lascia spazio a interpretazioni fantasiose o misteriose, che però merita di essere proposto all’interesse degli appassionati.
Si tratta del momento in cui l’esercito scoprì l’esito della battaglia e la conseguente disfatta di Custer e del 7° Cavalleria. Leggi il resto

La battaglia del fiume Little Big horn – 25 giugno 1876

A cura di Sergio Mura

La fase finale della battaglia di Little Bighorn
Il 25 giugno del 1876, nei pressi e lungo il fiume Little Bighorn, nel territorio statunitense del Montana, si svolse quella che è probabilmente la più conosciuta, studiata e famosa battaglia combattuta tra l’esercito degli Stati Uniti e una coalizione di indiani Sioux, Cheyenne e Arapaho. Essa va inserita nel contesto drammatico e più generale delle Guerre indiane, combattute a partire dal Settecento e fin tutto l’Ottocento tra i nativi americani e i coloni prima e successivamente tra i nativi americani e l’esercito statunitense poi. Leggi il resto

John Martin, lo “scampato al Little Big Horn”

A cura di Marian Cecchi

John Martin (Giovanni Martini) riceve il biglietto da Cooke
Le tre e mezzo del pomeriggio del 25 giugno del 1876, nella zona del Little Big Horn.
Scopo della missione: rintracciare i Sioux e dar loro una “severa lezione” per l’allontanamento abusivo dalle riserve. Il capitano Benteen, comandante del 1° gruppo squadroni del 7° reggimento cavalleria, mentre stava ripensando, dubbioso, agli ordini del “generale” Custer, che gli erano sembrati improvvisati e cervellotici, sentì il suo primo sergente che lo chiamava: “Signore! Guardate là avanti!”. Leggi il resto

I molti miti da sfatare sulla battaglia di Little Big Horn

A cura di Renato Ruggeri

Al riguardo della grande battaglia svoltasi al Little Big Horn tra il 7° Cavalleria e la coalizione di indiani comprendente, tra gli altri, Sioux, Cheyenne e Arapaho, si sono dette e scritte molte cose. All’inizio, al tempo della battaglia, la stampa difettava di informazioni di prima mano e, comunque, viziava i resoconti con un’incredibile farcitura di emozioni e luoghi comuni. In seguito non sono stati fatti grandissimi passi avanti, se non abbastanza recentemente con un fitto intreccio di archeologia, studio delle fonti e il semplice ragionamento storico. Leggi il resto

Le lettere di George A. Custer dal territorio Sioux

A cura di Carla Marchetti


Custer venne inviato nel cuore del territorio dei Sioux per ben due volte, in occasione di altrettante missioni, entrambe abbastanza importanti. La prima, nel 1874, alla guida di una spedizione scientifica che si prefiggeva di tracciare la mappa di quei posti allora completamente sconosciuti alla quasi totalità dei bianchi e di verificare la voce circolante secondo la quale c’era l’oro nelle Black Hills, le colline sacre dei pellerossa. Leggi il resto

Gall (Pizi)

A cura di Carla Marchetti

Gall (c. 1840-1894) fu un grande capo Hunkpapa-Sioux ed ebbe un ruolo di primo piano nella lunga guerra dei Lakota contro gli Stati Uniti, ma quando il suo popolo fu infine confinato nelle riserve, egli lo incoraggiò ad accettare l’assimilazione.
Gall, che in inglese significa fiele, deve il suo insolito soprannome al fatto che, orfano e affamato, fu capace di cibarsi del fiele di un animale che un suo vicino aveva ucciso.
Egli conquistò fama come guerriero Lakota durante le campagne di Nuvola Rossa, ma, scontento del Trattato di Fort Laramie del 1868 che aveva posto fine alle ostilità, si alleò con Toro Seduto e altri indiani che si erano rifiutati di rimanere confinati nel territorio loro assegnato. Leggi il resto

Black Kettle (Pentola Nera)

A cura di Marco Chiornio

Black Kettle, Pentola Nera
Si hanno a disposizione solo poche note sulla vita del capo dei Cheyenne del Sud Pentola nera (????-1868), ma i suoi ripetuti sforzi per assicurare al suo popolo una pace dignitosa, nonostante le promesse non mantenute dall’uomo bianco e diversi attentati di cui fu vittima, ci fanno capire che grande condottiero sia stato e ci insegnano quanto fosse determinata la sua fiducia nella coesistenza tra la società dei bianchi e la cultura dei popoli delle pianure. Leggi il resto

Custer, il 7° Cavalleria e le guerre contro gli indiani

A cura di Dario Fidora

Il generale George Armstrong Custer
Reso leggendario da innumerevoli film western, Custer è il comandante del 7° Cavalleria morto alla testa del suo distaccamento, sterminato dagli indiani Sioux di Cavallo Pazzo e Toro Seduto nella battaglia di Little Big Horn. Uno spirito ribelle, una “testa calda”, ultimo del suo corso per allievi ufficiali (34º su 34, con un ammontare record, per West Point, di 726 note di demerito).
Conosciuto come “Generale Custer”, in realtà George Armstrong Custer (5 dicembre 1839 – 25 giugno 1876) morì con il grado effettivo di tenente colonnello. Leggi il resto

Cavallo Pazzo, il grande guerriero Lakota

In ricordo della morte di Cavallo Pazzo, ucciso vigliaccamente il 5 settembre 1877
Cavallo Pazzo
Sulla data di nascita del grande condottiero non vi è unanime accordo; c’é chi sostiene che sia nato nel 1844 e chi insiste sul 1849. Celebrato per il suo coraggio in battaglia, Cavallo Pazzo era visto tra la sua gente come un uomo sacro al quale “la visione” aveva dato incarico di preservare e difendere le tradizioni e il modo di vita dei Lakota Sioux.
Anche se giovane di età, Cavallo Pazzo era un guerriero leggendario. Leggi il resto

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