Attacco alla carovana Warren

A cura di Sergio Mura

Il Generale William Tecumseh Sherman visitò il Texas nel 1871 per indagare su una serie di denunce che erano state fatte dalla popolazione bianca contro gli indiani della riserva di Fort Sill.
Il Governo centrale, fino a quel momento aveva tentato di circoscrivere e tenere a bada le intemperanze delle bande di guerrieri indiani attraverso una rete di postazioni fortificate poste strategicamente tutto intorno al Territorio Indiano (le riserve) e attraverso l’affidamento delle agenzie indiane alla “Society of Friends”. Questo approccio, sostanzialmente e ufficialmente pacifico, non aveva però sortito l’effetto desiderato. Leggi il resto

La riabilitazione di Custer

A cura di Enrico Franceschini

La riabilitazione del generale Custer passa per quelle colline del Montana che sovrastano il fiume Little Big Horn su cui un gruppo di archeologi americani ha effettuato per anni delle ricerche approfondite sulla famosissima battaglia tra Sioux e alleati contro le giacche blu. Studiando 4400 oggetti – pallottole, monete, ossa, brandelli di stivali e altro materiale – recuperati in due anni di paziente lavoro sul luogo di una delle più celebri battaglie della conquista del West, i ricercatori sono riusciti a ricostruire, almeno parzialmente, quel che davvero accadde nel pomeriggio del 25 giugno 1876. Leggi il resto

Il massacro dei Wiyot

A cura di Paolo Scanabucci

Parlando di nativi americani l’immaginario collettivo spesso li associa non solo a suggestivi usi e costumi e a struggenti canti tribali ma anche a incredibili ingiustizie subite ad opera dei bianchi. Quando pensi che quello che hai letto su qualche rivista specializzata sia l’estrema brutalità inflitta al popolo rosso, ecco che salta fuori l’ennesimo reportage di inaudita crudeltà contro i nativi americani che ti fa ribollire il sangue. E’ proprio ciò che si prova dopo aver appreso la tragica storia di una sfortunata comunità di indiani Wiyot. Leggi il resto

Sugar Point, l’ultima guerra indiana

A cura di Sergio Mura

Mentre nel resto degli Stati Uniti si erano ormai spenti per sempre gli ultimi fuochi delle guerre indiane e anche le bande più riottose erano state costrette ad accettare gli angusti confini delle riserve indiane, nel 1898 – precisamente il 5 ottobre – scoppiava l’ultimo incidente tra soldati e indiani. Il conflitto a fuoco venne chiamato “Battaglia di Sugar Point” e vide coinvolto il 3° Reggimento di Fanteria e alcuni indiani Chippewa della banda Pillager. Leggi il resto

Razzie di Comanche e Kiowa

A cura di Valentina Magagnin


La guerra di secessione era finita: nel 1870 la popolazione degli USA era di 39 milioni di abitanti. La rete ferroviaria si estendeva per 40.000 miglia, c’erano grandi industrie e gli allevamenti di bestiame prosperavano. Negli stati delle Grandi Pianure vivevano 1.350.000 persone concentrate soprattutto nell’odierno Kansas e Texas; le popolazioni di nativi ostili (Comanche, Kiowa, Arapaho, Cheyenne e qualche Lakota Sioux) erano di circa 10.000 individui, di cui 2.000 guerrieri. Leggi il resto

Il massacro di Wounded Knee

130° anniversario della battaglia di Wounded Knee (29-12-1890 / 29-12-2020)


Una distesa di cadaveri in ogni direzione – clicca per INGRANDIRE
La notizia dell’uccisione di Toro Seduto si diffuse nelle grandi pianure con la velocità del lampo ed arrivò anche, com’era logico, fino alla banda di Sioux Minneconjou di Piede Grosso (Si Tanka, 1825-1890).
Giunse portata da alcuni Hunkpapa della banda di Toro Seduto in fuga dai soldati.
Appena il capo apprese la notizia, sentì a tal punto l’imminenza del pericolo che preferì decidere lo smantellamento del campo e la partenza della sua gente verso Pine Ridge, nella speranza di potersi mettere sotto la protezione di Nuvola Rossa. Leggi il resto

Cadono con i piedi rivolti al cielo…


Il soldati cadono a testa in giù nel campo indiano
“Nella bianca luce del sole ho visto i soldati. Piombano su un villaggio come cavallette. Cadono con i piedi rivolti al cielo e la testa verso la terra. Anche i nostri guerrieri cadono. Poi, una voce. Il grande spirito. Questi soldati non hanno orecchie per ascoltare parole di pace. Io li consegno a voi.”
L’inizio del raduno delle tribù indiane aderenti alla grande coalizione che avrebbe battuto Custer al Little Big Horn era stato caratterizzato da una danza del sole durante la quale Toro Seduto ebbe una visione in cui si vedevano chiaramente le giacche blu che attaccavano l’accampamento indiano e venivano sterminate come cavallette, perché non potevano udire la voce del grande spirito. Le parole che abbiamo riportato all’inizio di questo articolo sono di Toro Seduto e sono state dette proprio a conclusione della visione. Leggi il resto

Il massacro del fiume Sand Creek (29-11-1864)

L’attacco al Sand Creek
Mentre ad est le truppe americane si combattevano in una guerra fratricida, ad ovest nell’estate del 1864 il governo ordinò alle tribù di insediarsi nei dintorni di Fort Lyon, nel Colorado. Vuoi perchè alcuni gruppi non vennero a conoscenza dell’ingiunzione, vuoi perchè altri gruppi non si fidavano certo dei bianchi e vuoi, infine, perchè molti non intendevano obbedire alle ingiunzioni dei soldati, sta di fatto che gli indiani restarono prevalentemente dove si trovavano, senza preoccuparsi troppo. Perciò il colonnello Chivington organizzò il 3° Reggimento dei Volontari del Colorado, uomini senza troppi scrupoli reclutati per cento giorni soltanto, col compito di massacrare quanti più indiani possibile, rifacendosi ad un proclama di quell’anno del governatore di quel Territorio, Evans, che esortava la popolazione a cacciare ed eliminare il numero maggiore di Nativi. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 11

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11.

L’assedio di Fort Henry
Fort Henry era un avamposto americano lungo il fiume Ohio, nel punto dove oggi si trova la cittadina di Wheeling, in West Virginia, in prossimità del confine sud est dello stato dell’Ohio. Il forte era stato fondato nel 1774 e denominato inizialmente Fort Patrick Henry. Aveva un muro di circa 360 metri come perimetro, con una torre di legno a ciascun angolo. Ogni torre aveva feritoie per i moschetti e i fucili ed era collegata alle altre da solide passatoie in legno di quercia e di noce. Negli attacchi e negli assedi quasi tutti i combattenti prendevano posto su queste torri. Leggi il resto

Illinois 1812, il massacro di Fort Dearborn

A cura di Renato Ruggeri

La mattina di sabato 15 agosto 1812 una forza composta da circa 500 guerrieri, in gran parte Potawatomi, assalì un gruppo di soldati, miliziani e civili che stavano evacuando Fort Dearborn, costruito sul luogo dove, oggi, sorge la grande metropoli di Chicago ma che, a quel tempo, era nominalmente il Territorio dell’Illinois ma, a tutti gli effetti, ” Indian Country” o “ Wilderness”. La battaglia che ne seguì è conosciuta come “il massacro di Fort Dearborn”.
Nel corso del 1600 i Potawatomi furono scacciati dallo loro patria ancestrale nel Michigan centro-meridionale e spinti a ovest dagli Irochesi durante le guerre del castoro, una serie di conflitti che causarono un massiccio spostamento di tribù Indiane e provocò lo spopolamento di un vasto territorio compreso tra i Grandi Laghi e il fiume Ohio, un’area che oggi chiamiamo Indiana, Ohio, Michigan e Illinois, in parte. Leggi il resto

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