Tom Horn, un killer d’eccezione

A cura di Omari Vicari

I grandi allevamenti di bestiame intesi come modo e stile di vita cozzavano con l’idea dell’ordine che piano piano stava prendendo il sopravvento nel west. Era la civiltà che arrivava e il west che se ne andava.
Un mondo antico spazzato via da quello nuovo, un mondo che ha fatto sognare milioni di persone perché in quel mondo c’erano i nostri sogni e i nostri eroi. Leggi il resto

Isaac Parker, il giudice impiccatore

A cura di Sara Meotto

Furono le prime esecuzioni – talvolta frutto di notevole severità – a fruttare al giudice Isaac Parker il nomignolo che lo accompagnò tutta la vita ed una solida reputazione.
Il tre settembre 1875, giorno in cui sei uomini vennero impiccati a Fort Smith, Arkansas, il giudice Parker si guadagnò, infatti, il soprannome di “Giudice Impiccatore”, “The Hanging Judge”.
Non ricopriva il ruolo da molto, soltanto il dieci maggio dello stesso anno aveva iniziato a lavorare come giudice federale per il tribunale di prima istanza degli Stati Uniti d’America, nel distretto occidentale dell’Arkansas. Leggi il resto

Tom Horn, la vita e il suo Winchester 1894

A cura di Omar Vicari

L’arma rappresentata in figura conosciuta come “Winchester modello 1894 calibro .30” (nota anche come .30-30 Winchester) numero di serie 82667 è appartenuta a Tom Horn, personaggio famoso della frontiera, scout, detective per l’Agenzia Pinkerton e killer a pagamento per l’associazione degli allevatori di Iron Mountain del Wyoming. L’arma, uscita dalla fabbrica Winchester, può essere stata acquistata da Tom Horn con i profitti, 600 dollari per ogni persona uccisa, che intascava dagli allevatori. Quest’arma meravigliosa, una volta esposta al “National cowboy hall of fame” in Oklahoma City, è ora nuovamente di proprietà della famiglia Irwin. Leggi il resto

Le guerre Sioux – 2

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.

Mappa 3. La rivolta dei Sioux del Minnesota – agosto 1862
Nel 1862 i Santee Sioux (detti anche Dakota) avevano abbandonato i loro territori tradizionali, che comprendevano la maggior parte del Minnesota meridionale, in cambio di una riserva di dimensioni inferiori sulla riva sud del fiume Minnesota. In cambio della cessione delle loro terre, i Sioux dovevano ricevere una rendita annuale e provviste che li avrebbero messi in grado di vivere senza le risorse dei loro tradizionali territori di caccia. Tuttavia, a causa di ritardi burocratici, nell’estate del 1862 non erano arrivati né il denaro né le provviste. Leggi il resto

Il codice d’onore del selvaggio west

A cura di Matteo Pastore

La punizione per il ladro di cavalli
Ai tempi del west più selvaggio e della frontiera che avanzava, la legge era un qualcosa di inesistente, semplicemente non c’era o c’era poco. E quel poco era spesso amministrato con ingiustizia. Molto delle relazioni si basava sul rapporto tra deboli e forti e in genere prevalevano i forti sui deboli. Ma anche in una situazione così precaria e ingiusta (specialmente agli occhi di un occidentale dei nostri tempi) c’era bisogno di un certo equilibrio. Non era certo possibile per il forte annientare totalmente il debole, giacché altrimenti non avrebbe avuto alcuno su cui esercitare la propria prepotenza; né sarebbe stato possibile rubare o sottrarre se non ci fosse stato più alcuno contro cui agire. Leggi il resto

La legge del più forte


Nell’Ovest, la causa del problema della legge non era la mancanza di regole ufficiali, bensì l’inadeguatezza di queste.
Poiché l’Ovest fu «colonizzato» da persone provenienti dall’Est, ricevette le norme legali dalla parte orientale del Paese. Ma tali norme non potevano essere applicate in un territorio con problemi così diversi e con esigenze sociali differenti.
Ad esempio: il Texas orientale proibiva agli uomini di andare in giro armati, ma il Texas occidentale non poté approvare questa regola fintanto che gli Indiani rimanevano in quella porzione di territorio. Leggi il resto

La banda di Rufus Buck

A cura di Matteo Pastore

Naomi July, Sam Sampson, Rufus Buck, Lucky Davis e Louie Davis
Rufus Buck, il giovane Yuchi, non era per nulla un “Robin Hood” e nella sua carriera criminale è stato violento come Cherokee Bill. Insieme erano una depravazione rara anche tra i fuorilegge indiani.
Egli nacque e crebbe vicino a Okmulgee, nella Nazione Creek. Fu lì che commise le prime rapine, crimini minori ma di grande successo che attirarono a sé tre giovani Creek: Sam Sampson, Meome July e Lewis Davis. Un quarto uomo, Luke Davis di origine afroamericana, si unì a Rufus Buck. Leggi il resto

Giustizia e legge nel west

A cura di Valentina Magagnin

La giustizia praticata era talvolta quella sommaria
La giustizia nel West era molto diversa da come la conosciamo oggi. Spesso, ai primi coloni bastava che il giudice sapesse leggere e scrivere: non vi erano grandi pretese. L’importante era che in caso di bisogno, ci fosse un giudice. Spesso questi giudici erano personaggi molto stravaganti. Uno di questi è stato William B. Almond che dal 1849 ricoprì la carica di giudice conciliatore a San Francisco. Per ogni atto ufficiale, compreso il solo togliersi il cilindro, pretendeva un’oncia di polvere d’oro, inoltre interrompeva spesso le sedute con la motivazione: “la corte ha la gola asciutta”. Leggi il resto

La rivolta dei Dakota Sioux del 1862

A cura di Cesare Bartoccioni

Nella metà del 1800, la Nazione Sioux (1) si estendeva dal Minnesota ai Dakota e fin nel Wyoming e Montana. Le tribù Sioux dell’est, conosciuti come Santee, o Dakota, occupavano la parte occidentale del Minnesota e la parte superiore della valle del Mississippi. Le varie bande dei Sioux Dakota – i Mdewakantons, i Wahpetons, i Wahpekutes, e i Sissetons – furono i primi ad entrare in contatto con i bianchi e i primi a subire lo spossessamento delle loro terre tradizionali. Le loro esperienze dagli anni ’50 del 1800 in poi furono un esempio di ciò che i loro parenti delle pianure avrebbero sofferto in seguito.
Negli anni ’50 del 1800, i capi civili dei Nativi Americani (2) avevano ceduto la maggior parte del Minnesota in una serie di trattati molto controversi. Leggi il resto

Mary Schwandt e la grande rivolta dei Sioux del 1862

A cura di Paolo Scanabucci

Questa potrebbe essere l’ennesima storia di guerra tra nativi americani e coloni che tanto ci hanno appassionato e continuano ad appassionarci quando leggiamo un buon libro o vediamo un bel film sull’argomento. È invece la terribile vicenda in cui si è trovata coinvolta, suo malgrado, una ragazza, divenuta poi donna ed emblema del risvolto meno nobile e più crudo di ogni conflitto umano: il suo nome è Mary Schwandt. La sua unica “colpa” fu quella di trovarsi con la sua famiglia,emigrata dalla Germania, in Minnesota il 18 agosto. Mentre i suoi venivano massacrati dai Sioux ad eccezione del fratello che si salvò miracolosamente, lei si trovava in una fattoria vicina. Leggi il resto

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