Giustizia e legge nel west

A cura di Valentina Magagnin

La giustizia praticata era talvolta quella sommaria
La giustizia nel West era molto diversa da come la conosciamo oggi. Spesso, ai primi coloni bastava che il giudice sapesse leggere e scrivere: non vi erano grandi pretese. L’importante era che in caso di bisogno, ci fosse un giudice. Spesso questi giudici erano personaggi molto stravaganti. Uno di questi è stato William B. Almond che dal 1849 ricoprì la carica di giudice conciliatore a San Francisco. Per ogni atto ufficiale, compreso il solo togliersi il cilindro, pretendeva un’oncia di polvere d’oro, inoltre interrompeva spesso le sedute con la motivazione: “la corte ha la gola asciutta”.
Succedeva che i processi si prolungassero per delle ore, col risultato che giudice, giurati, pubblico ministero finissero tutti ubriachi.
Esisteva ancora la consuetudine di farsi giustizia da sé, soprattutto quando la sentenza del giudice contrastava con le esigenze della comunità. Un giudice conciliatore poteva contare sulle sue risorse personali: la propria forza di convinzione e credibilità e spesso sulla forza fisica.
Molti giudici mediocri vennero scavalcati da personalità più forti che possedevano una irremovibile forza di volontà. Nei tribunali, sia i giudici, sia gli imputati spesso imbracciavano il fucile, per l’esattezza un fucile a doppia canna caricato a pallettoni. I fucili carichi si dimostrarono ottimi deterrenti sia nelle cause penali, sia in quelle civili.
Gli uomini di frontiera erano sospettosi verso ciò che ritenevano una tutela ingiustificata. Nel 1837, Robert Williamson, giurista texano era stato inviato nella contea Shelby per stabilirvi un tribunale distrettuale ordinario.


Robert Williamson

Appena il giudice prese posto dietro una cassetta nella piazza del mercato, uno dei presenti conficcò vicino alla mano del giudice un lungo coltello. Fra gli applausi affermò che era quella la legge nella contea di Shelby. Per tutta risposta, Williamson puntò sull’uomo la sua Colt – Paterson a canna lunga stabilendo così le priorità.
Erano altri tempi e il codice d’onore della frontiera trasformava il diritto alla legittima difesa in un dovere morale. Idea fortemente sostenuta da Wesley Hardin (1853 – 1895) detto l’ultimo pistolero, e passato alla storia del West come peggior bandito e pistolero del Texas. Gli sono state attribuite quaranta vittime. Era convinto che autoconservazione e autodifesa fossero i più elementari di tutti i comandamenti. Morì nel 1895 a El Paso, durante una tragica partita a carte.
I resoconti delle autopsie, spesso erano “morte per mano di ignoti”, anche se si trattava di linciaggio. Vi furono verdetti molto strani nei primi anni di vita dei tribunali. Nel villaggio di Walnut Grove, in Arizona si stava dibattendo la causa di un furto di selle. I giurati, dopo un consiglio di mezz’ora avevano la sentenza: colpevole di omicidio di primo grado. Informati che l’accusa era di furto, tornarono a riunirsi e grazie al whiskey offerto dal fratello dell’accusato stabilirono che l’imputato rubò la sella per legittima difesa.
Parliamo ora delle prigioni. Se si trovavano in zone periferiche erano molto spartane: con tavole di legno e spesso erano fatte solo di terra. Solitamente erano composte di un solo vano, per questo motivo potevano ospitare detenuti per brevi periodi. Le pene più comuni erano la riparazione, l’espulsione e la morte.


Uno stabile adibito a prigione nel west

La prima esecuzione capitale nel Texas, quella di John Quick e di David Jones venne motivata dal giudice con la spiegazione che il tribunale propose la condanna alla reclusione, ma poiché la prigione versava in condizioni penose si optò per il sonno dei giusti mediante impiccagione. Con buona pace dei diritti dei prigionieri.
Altro problema era la sicurezza delle prigioni. Lo sceriffo della contea di Gilpin (in Colorado) poiché sprovvisto di prigione, fece dormire i detenuti sotto il suo letto matrimoniale, con mani e piedi legati al letto, fino al processo. Spesso i prigionieri erano calati sul fondo di pozzi prosciugati, legati a tronchi d’albero, a mulini. Quando le prigioni c’erano si poneva il problema della facilità con cui un uomo robusto poteva fuggire: dal tetto o scavando un cunicolo.
Anche la conservazione degli atti processuali era problematica. Inizialmente erano custoditi nelle abitazioni di giudici, cancellieri e sceriffi, in seguito in capanne di tronchi o argilla. Erano frequenti i furti o gli incendi. In Texas, tra il 1860 e il 1880 quasi ogni giorno dei tribunali finivano in cenere. Gli incendiari seguivano la Legge non scritta secondo la quale il sangue versato non trovava più posto tra le memorie. Fu con la fondazione degli ultimi stati sell’Ovest che il paese si dotò di una rete sempre più fitta di distretti giurisdizionali.
Nell’estate 1882 la direzione ferroviaria della Southern Pacific chiese aiuto al generale King per frenare i quotidiani omicidi, aggressioni e rapine.
Roy Bean, secondo la leggenda si auto-elesse giudice. In lui si fondevano caparbietà, intelligenza, avidità: tutte caratteristiche che gli procurarono considerazione e rispetto. Prestò servizio fino alla sua morte, fu giudice di pace, coroner, giurato e funzionario esecutivo.
Il giudice federale Parker nacque nel 1838. Studiò diritto e letteratura inglese e divenne avvocato. Durante la guerra Civile lottò contro lo schiavismo e in seguito, nel 1870 difese i diritti dei Nativi.


Una classica impiccagione dopo un rapido processo

Il successo sorrise sia al giudice Parker, sia al giudice Bean. In modo diverso. Entrambi iniziarono la loro carriera a 21 anni. Bean aveva un carattere ben preciso e fu ricordato anche per le sue stravaganze, come quella di possedere un orso. Parker incarnò lo spietato meccanismo di una giustizia inflessibile, fu il più giovane giudice federale degli Usa, nominato nel 1875 dal presidente Grant al tribunale distrettuale dell’Arkansas occidentale. Copriva l’intera zona del Territorio Indiano con le cinque tribù civilizzate. Queste tribù avevano una giustizia autonoma che non valeva per i bianchi, sui quali non venivano applicate quelle leggi. Questo attrasse innumerevoli criminali. Il giudice Parker arrivò in questi territori il dieci maggio 1875: il banditismo stava frenando lo sviluppo dello stato: nessun uomo lasciava la propria casa, le partorienti morivano dissanguate perché i medici non uscivano dai loro studi. Tre mesi dopo la sua entrata in carica vennero condannati a morte sei delinquenti e il numero crebbe nei mesi seguenti. Tra il 1875 e il 1896 ci furono 172 condanne a morte.
I costi dell’apparato Giustizia raggiunsero cifre enormi, nonostante gli stipendi dei funzionari fossero bassi. Il giudice Parker in un anno guadagnava 35 dollari, stipendio inferiore a quello del suo cancelliere. Andavano poi considerati i costi dei poliziotti e quelli per il boia.
Molto diversi sono stati i giudizi su Parker. C’è chi lo vedeva un sanguinario fanatico nella religione come nella Legge, altri come braccio destro di Dio. Dai verbali dei suoi processi emerge un uomo sensibile e religioso. I suoi contemporanei lo descrivono come un tenero padre di famiglia e che dopo ogni condanna a morte era profondamente scosso e versava lacrime durante l’esecuzione.


Una posse organizzata per la caccia ai banditi

Il comitato di Vigilanza sarebbe l’espressione della fede, molto sviluppata in America, nel Diritto dei governanti di esercitare un controllo costante sul Governo. Avrebbe lo scopo di dare un appoggio alla Legge e, se necessario, permetterebbe il ricorso a mezzi illegali. Il problema è che nel momento in cui vigilanti e vendicatori cominciarono a prendere la Legge nelle loro mani, difficilmente riuscivano a rinunciarvi. Entrò in gioco l’ebbrezza del potere, l’orgoglio: meccanismi che presto trasformarono il pretesto di instaurare la legge in Terrore, che richiamò altri vigilanti e vendicatori innescando atti di sterminio.
L’autorità dei giudici di Pace rassomigliava alla Legge della Giungla, chiamata anche Giustizia a Pelle Grezza. Era una giustizia popolare dei primi tempi del West il cui obiettivo era trovare una soluzione utile alla comunità: in questo contesto il Giudice di Pace viene insediato nel suo ufficio dall’amministrazione comunale. Sulla base delle leggi di quella comunità il giudice di pace presiedeva cause di natura civile e processi in cui l’ammontare del danno non superava i 150 dollari.
Il giudice distrettuale veniva eletto per un termine che andava dai due ai quatto anni. Aveva giurisdizione sui processi civili e penali di una contea e applicava l’intera legislazione.
Il medico legale aveva l’onere di fare il primo esame del cadavere di un uomo e indicava le cause del decesso chee potevano portare alla formulazione di una denuncia.


Il lavoro dei vigilantes si concludeva sempre con l’uccisione dei fuorilegge

Lo sceriffo era un funzionario esecutivo di un tribunale o di una amministrazione distrettuale. Eseguiva i mandati di cattura o comparizione; eseguiva le sentenza legali (trasportava il condannato in carcere, eseguiva le sentenza capitali, riscuoteva le imposte (dalle quali poteva trattenere il cinque percento: motivo per cui la carica era molto ambita). Lo sceriffo veniva eletto dalla popolazione e la sua carica durava quattro anni. I suoi vice, i Deputy, erano impiegati a termine.
Il Marshal era il capo supremo della polizia della città o del paese, veniva assunto dall’amministrazione cittadina o comunale e poteva essere licenziato in qualunque momento. E’ responsabile dell’ordine e della tranquillità della città.
Il Marshal Usa è il capo della polizia nominato dall’Autorità federale: uno per ogni stato federato e territorio federale. Aveva il compito di far osservare le leggi federali. Di sua competenza erano i crimini contro il servizio postale federale, gli assalti alle diligenze postali o ai treni. Anche i delitti commessi nelle riserve indiane erano di sua competenza. Aveva dei collaboratori che controllavano un determinato territorio. Nel 1828 il Messico aveva permesso l’ingresso di immigrati anglo americani nella provincia di Coahula, nel Texas, che era controllata da tribù selvagge di indiani, di ranchero e vacquero messicani. Nel 1830 si contavano 30.000 americani in Texas: erano numericamente superiori agli indiani e messicani messi insieme. Poco dopo, il governo messicano chiuse le frontiere, così da impedire le immigrazioni. Gli americani fondarono i Texas Ranger: una milizia col compito di proteggere le zone della colonizzazione, nella parte orientale del Texas, dagli indiani e dai messicani. Il ranger venne addestrato a muoversi da solo, a provvedere a se stesso e a sparire senza lasciare tracce. Fu con l’inizio della rivoluzione dei texani contro il Messico che i Texas Ranger divennero un corpo di polizia ufficiale.


I Texas Rangers

La rivoluzione finì nel 1836 con il Texas che ottenne l’indipendenza; i Texas Ranger divennero una regolare Polizia di frontiera della Repubblica del Texas. Il 28 dicembre 1838 una legge costituì il reggimento dei ranger: era composto da 840 uomini con otto distaccamenti che comprendevano quindici compagnie di 56 uomini l’una. Vennero impiegati nella guerra contro il Messico del 1846/1848, fecero prigioniero il presidente messicano a Monterey ed entrarono in Messico City. Vennero anche assegnati alle riserve indiane dell’Oklahoma e come polizia statale ausiliaria nei conflitti civili interregionali. Erano sempre sottoposti alle autorità locali: sceriffo, Marshal e Marshal usa. Oggi la divisione ha sede ad Austin e ha giurisdizione nello stato del Texas. Dal 1935 i Texas Ranger sono diventati una divisione del dipartimento della pubblica sicurezza del Texas, col compito di investigatori statali del Texas.
I tribunali del vecchio west erano fonti di leggende quasi incredibili. Secondo il codice dell’Old West i ladri di cavalli erano impiccati sui due piedi, mentre la legge prevedeva la condanna a quattro settimane di prigione. Era un periodo in cui la legge si mischiava con codice d’onore, non esistevano i diritti dei condannati.

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