La battaglia di Maricopa Wells

A cura di Paolo Brizzi
Questa battaglia rappresenta l’ultimo scontro campale combattuto in Arizona tra tribù nemiche ed ha avuto uno spettatore d’eccezione, un uomo bianco che l’ha osservata direttamente e ne ha fatto un preciso resoconto, Isaiah C. Woods.
Woods aveva ottenuto l’incarico di supervisore della linea postale San Antonio (Texas) – San Diego (California), che in Arizona centrale seguiva la pista carovaniera aperta nel Novembre 1846 dal generale Kearney, durante la guerra col Messico, quando si dirigeva con la propria armata verso l’Alta California meridionale.
La pista si portava a Nord di Tucson verso il Gila di cui seguiva il percorso verso il fiume Colorado. La stazione della linea postale era posta a Maricopa Wells, zona così chiamata per la presenza di pozzi scavati dai viaggiatori per l’approvvigionamento idrico, nelle vicinanze dei due villaggi Maricopa. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 10

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 5, 7, 8, 9, 10.

L’assedio di Bryan Station
I combattimenti continuavano lungo la frontiera occidentale. Con l’aiuto della guarnigione inglese di Fort Detroit, gli Indiani che abitavano a nord del fiume Ohio raddoppiavano i loro sforzi per scacciare i coloni americani fuori dal territorio della West Virginia (che oggi comprende Kentucky e West Virginia). Nel luglio 1782, si tenne un incontro nei villaggi Shawnee vicini alle sorgenti del fiume Mad, nel Territorio dell’Ohio, cui presero parte Shawnee, Delaware, Mingo, Wyandot, Miami, Ottawa, Ojibwa e Potawatomi. Il risultato fu che 150 rangers inglesi, al comando del capitano William Caldwell e circa 1100 guerrieri indiani coordinati dai lealisti della Pennsylvania Alexander McKee, Simon Girty e Matthew Elliot stabilirono di attaccare Wheeling, sul corso superiore dell’Ohio. Leggi il resto

Le cause della guerra civile americana

A cura di Paolo Brizzi

Il razzismo fu la causa delle guerra civile americana, puro e semplice razzismo, che trascendeva le culture, i confini geografici, e l’orientamento politico e che divenne avviluppato nella Costituzione e nell’Unione. Il commercio degli schiavi iniziò subito dopo i viaggi di Colombo ed era già la regola al tempo della creazione di Jamestown. Alla metà del 1700 la schiavitù ed il commercio degli schiavi erano un affare enorme, con cui si arricchivano imprenditori indigeni della costa dell’Africa Occidentale e armatori del New England. Al suo culmine questo commercio interessò sette milioni di schiavi.
Al tempo della stesura della Costituzione degli Stati Uniti l’attitudine degli americani che vivevano al di sopra della linea Mason Dixon si stava consolidando verso una intesa abolizione della schiavitù. Leggi il resto

Fiamme nel Montana: la ribellione di Sword Bearer

A cura di Anna Maria Paoluzzi

La fine di settembre preannunciava un nuovo, freddo inverno nella riserva Crow del Montana. Le giornate si accorciavano sempre di più e, già intorno alle sette di sera, il sole iniziava a calare infreddolito dietro le montagne.
Quel venerdì 30 settembre 1887, l’agente degli Absaroka Henry Williamson e sua moglie, seduti nella veranda della loro residenza, erano così presi dai loro sforzi volti a catturare l’ultimo filo di luce che non prestarono molta attenzione alle grida e al rumore di cavalli in corsa proveniente dalla zona opposta dell’agenzia. Il giorno dopo era prevista la distribuzione settimanale delle razioni e gli indiani, sempre affamati e pronti a protestare per la scarsità dei beni distribuiti, dovevano evidentemente già aver iniziato a radunarsi intorno ai carri in attesa di essere scaricati. Leggi il resto

Comanches all’attacco: il raid di Elm Creek

A cura di Renato Ruggeri

Nell’autunno del 1864 vi fu un grande attacco comanche alla frontiera texana. Le cause che portarono a questo raid sono, però, precedenti. La sconfitta del Gen. Sibley a Glorieta Pass, aveva provocato la distruzione quasi completa di tre reggimenti Texani. E ciò ebbe tragiche conseguenze sulle counties occidentali della Stato. Alla fine del 1862 il Texas aveva già inviato più di 62000 giovani alle armate sudiste, rimanevano solo 27000 maschi di età compresa tra i 17 e i 60 anni in tutto lo Stato. Leggi il resto

Victorio, il grande capo Apache

A cura di Josephine Basile
Victorio
Victorio ebbe fama tra i suoi contemporanei, amici e nemici, come valoroso capo degli Apache Mimbres, appartenenti alla famiglia dei Chiricahua. Nacque nel 1825 in tempi in cui ancora la vita degli Apache scorreva lungo binari certamente difficili, ma ancora accettabili, tra lotte con altre tribù indiane e Messicani. I tempi, però mutarono molto presto e già dagli anni ’50 del secolo XIX gli Apache furono impegnati sul fronte della dura sopravvivenza, stretti tra l’invasione incontrollabile dei coloni bianchi e la voglia di rivalsa dei Messicani, sempre in caccia di scalpi e ben disposti a pagarli pur di avere la conferma della morte di più Apache possibile. Leggi il resto

I miti da sfatare sul massacro del Sand Creek

A cura di Renato Ruggeri

L’attacco al campo sul fiume Sand Creek
Sul famosissimo massacro del Sand Creek, talvolta definito anche battaglia del Sand Creek, sono stati spesi fiumi di inchiostro e, talvolta, da questo mare di parole ci si è allargati a vere e proprie mistificazioni o esagerazioni. Dalla testimonianza di Silas Soule e altri del tempo, è comunque emersa una drammatica verità che nessuna ulteriore ricostruzione a posteriori potrà mai cancellare: si è trattato di un massacro dai risvolti talvolta sadici. Negli Stati Uniti, però, alcuni studiosi – anche di notevole fama – si sono dedicati per lungo tempo a riordinare i fatti per quel che è stato possibile e senza la pretesa di arrivare alla verità assoluta. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 9

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 5, 7, 8, 9.

La Battaglia di Olentangy
Al sorgere del sole del 6 giugno circa 300 Americani avevano raggiunto il villaggio Wyandot abbandonato. Poiché il colonnello Crawford non si trovava, Williamson assunse il comando. Fortunatamente per gli Americani, l’inseguimento dell’esercito in ritirata era male organizzato in quanto Caldwell, comandante in capo delle forze indiane e inglesi, era stato ferito ad entrambe le gambe. Mentre la ritirata continuava, una forza indiana entrò in contatto con il gruppo principale degli Americani sul confine orientale dei Piani di Sandusky, vicino a un ramo del fiume Olentangy. Leggi il resto

Guerre e atrocità contro gli indiani a causa dell’oro

A cura di Angelo D’Ambra

La corsa all’oro per i nativi significò patimenti e morte, guerre e rinunce.
Anche in Idaho andò in questo modo, nonostante tutta la pazienza degli indiani nell’accettare di convivere con gente accecata dalla polvere gialla. Nel febbraio del 1860 Elias D. Pierce, che commerciava coi Nez Pierce (Nasi Forati), trovò oro dove l’Orofino Creek incontra il Canal Creek, in pieno territorio indiano, e si fiondò nell’area, con un pugno di uomini, a più riprese, nonostante l’opposizione dell’agente federale competente. Al sopraggiungere dell’inverno, sebbene non si potessero costruire strutture permanenti nella riserva, era sorta la città di Pierce e l’intero territorio era tutto picchettato di concessioni. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 8

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 5, 7, 8.

Il massacro di Long Run
Il fatto avvenne il 13 settembre 1781, all’intersezione del torrente Floyd’s Fork con il Long Run Creek, sul “Falls Trace”, un sentiero che percorre l’attuale Contea di Jefferson, nel Kentucky.
Il giorno precedente i coloni della Painted Stone Station, una postazione fondata da Squire Boone, avevano appreso che il forte stava per essere assalito da un grande gruppo di guerra indiano, comandato dal capitano inglese Alexander McKee. La maggior parte degli abitanti avevano scelto di abbandonare il luogo per uno meglio fortificato, vicino a Beargrass Creek, lasciando indietro il ferito Boone ed un’altra famiglia. Altri coloni avevano esitato per due giorni, prima di partire per la Linn’s Station, quindi si erano trovati a non avere almeno una minima protezione da parte di un presidio militare. Questo gruppo cadde in un’imboscata a circa 13 chilometri da Linn’s Station. Diversi coloni rimasero uccisi, mentre non si conoscono le perdite degli Indiani. Leggi il resto

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