Tempesta su Fort Defiance

A cura di Marco Aurilio

Soldati all’interno del perimetro di Fort Defiance
La notte tra il 29 ed il 30 Aprile 1860 circa un migliaio di navajos, guidati da Manuelito, Barboncito ed Herrero Grande, attaccarono la postazione militare nota come Fort Defiance, nel cuore del loro territorio. Fondato il 18 Settembre 1851 dal Colonnello Edwin V. Sumner si trovava nei pressi di Canoncito Bonito, in un area chiamata dagli indiani “Tseotshoi”, la prateria fra le rocce. Prima dell’occupazione da parte dei soldati era uno dei loro luoghi di raduno preferiti. Qui gli uomini di medicina raccoglievano le erbe note come “Lè ezè” (medicina del cavallo) e le sorgenti gorgoglianti erano usate come santuari in cui venivano gettate offerte di conchiglie e turchese per l’ottenimento di benedizioni. Leggi il resto

Barboncito, capo, guerriero e oratore del popolo Navajo

A cura di Marco Aurilio

Un bel ritratto di Barboncito, tratto dalla sua foto originale
Barboncito nacque nel 1820, per il clan Ma’iides-gizhnii,(che accolse indiani del Pueblo di Jemez dopo la loro rivolta nel 1680) nel cuore del territorio navajo, il Canyon De Chelly. Della sua vita prima della guerra navajo del 1864 si sa poco. Ebbe due mogli e vari figli; Delgadito (Cachos Nez), El Sordo e Josè Pelon i soli fratelli noti. In gioventù si distinse come guerriero mentre in età più avanzata per la sua capacitò di leadership, la ricerca della pace e la conoscenza di canti e cerimonie tradizionali. Leggi il resto

Quando il vecchio Kit Carson fu richiamato in guerra

A cura di Sergio Mura

Un dipinto raffigurante Kit Carson
L’avvio dei movimenti che avrebbero condotto in brevissimo tempo alla terribile Guerra Civile Americana è del 1861. In particolare, c’è un momento in cui tutti si rendono conto che saranno tempi durissimi ed è quando il Governo federale ordina a tutti i reggimenti di stanza nel sud-ovest di abbandonare le postazioni per fare un rapidissimo ritorno ad est dove avrebbero combattuto per l’Unione. Leggi il resto

Gli skinwalkers

A cura di Gian Mario Mollar

Skinwalkers – clicca per INGRANDIRE
“Skinwalker”, “Colui che cammina nella pelle”, è una parola inglese che traduce in modo impreciso il termine navajo “Yenaldooshi” o “Naglooshi”, che significa letteralmente “con esso, cammina su tutte e quattro”. Entrambe queste definizioni si riferiscono a un particolare tipo di “mutaforma” del folklore Navajo, uno stregone in grado di assumere le forme di diversi animali indossandone la pelle. Gli Skinwalkers possono tramutarsi in lupo, cervo, corvo, gufo o anche in palle di fuoco sfreccianti nel cielo, ma la metamorfosi più ricorrente che viene a loro associata è quella in coyote. Leggi il resto

Blackhawk cavalca con Manuelito

A cura di Marco Aurilio

Blackhawk
Per buoni motivi i nemici dei Navajos i chiamavano “coltelli insanguinati”; erano senza pietà ed estremamente abili nel combattimento corpo a corpo.
Una mattina presto una donna Hopi, dal centro della piazza di Oraibi fisso’ con orrore l’orizzonte settentrionale. Lungo il bordo della mesa si vedevano le lance dei nemici allineate verso le stelle del mattino. Subito urlo’ “Navajos! predoni Navajos” e fuggi’. I guerrieri Hopi balzarono dalle loro pelli di pecora con le armi in pugno, ma era troppo tardi.. Gli invasori erano saliti su per le scale di legno dei tetti con i loro coltelli affilati. Grida agonizzanti risuonarono in tutto il villaggio. Quando gli Hopi scesero per le strade armati di bastoni, lance e fionde, gli arcieri Navajo, protetti dallo scudo fissato sul braccio sinistro, colpirono dalle loro postazioni. Feriti e confusi gli Hopi urlavano, molti in agonia. Dopo quasi un ora di lotta i Navajos avevano occupato posizioni di vantaggio e i loro guerrieri erano nella piazza. Le strette vie di ingresso erano occupate dai guerrieri Hopi, ma l’astuto capo di guerra Nabhai se lo aspettava. Leggi il resto

Gli indiani Navajo

Un guerriero Navajo
Gli indiani Navajo, conosciuti anche come Navaho, sono un forte e famosissimo popolo di Nativi Americani prevalentemente stanziato in una vasta area dell’Arizona settentrionale e in una parte dei territori dello Utah e del New Mexico. I Navajo sono oggi il gruppo etnico più numeroso tra tutti i Nativi Americani.
Il nome “Navajo” deriva dal termine “Navahuu” che nella lingua Tewa, parlata da alcune popolazioni del sud-ovest, significa Campo coltivato in un piccolo corso d’acqua. In lingua navajo si usa il termine Diné (talvolta citato nella letteratura come Dineh) che significa Il popolo. Leggi il resto

Tappeti navajo da record

A cura di Angelo D’Ambra

Una tessitrice Navajo
L’origine della tessitura navajo potrebbe non essere mai conosciuta, ciò che si sà delle origini è davvero poco. Gli spagnoli furono in guerra coi navajo da quando Francisco Vasquez De Coronado mise piede nel sud-ovest nel 1540. Sin da allora si hanno riferimenti alla tessitura navajo e a questo periodo risalgono pure i primi frammenti di tessuti navajo: quelli della “Grotta del massacro” a Canyon del Muerto. È una grotta sopra il livello del canyon, accessibile solo da una ripida parete. Con gli spagnoli alle calcagna, molti navajo si rifugiarono in questo luogo remoto, nascondendo donne, bambini e anziani. Leggi il resto

Mercanti di tappeti navajo

A cura di Angelo D’Ambra

Oltre a Lorenzo Hubell altre figure di commercianti bianchi concorsero al successo della tessitura navajo. Ricordiamo anzitutto Clinton Neal Cotton, l’uomo che trasformò la coperta in tappeto!
Clinton Neal Cotton divenne socio di Hubbell.
Cotton nacque il 12 aprile 1859 in una fattoria nel centro dell’Ohio. Adulto si diresse verso ovest e divenne un operatore telegrafico per la ferrovia. A Gallup, dove finì a lavorare, fece amicizia con Juan Lorenzo Hubbell che all’epoca era già proprietario del Pueblo Colorado Trading Post. Tre anni dopo i due erano in affari e restarono soci sino a quando Cotton aprì un suo negozio a Gallup, nel New Messico, a quasi 50 miglia da Ganado. Leggi il resto

La campagna militare di Kit Carson: l’ultima guerra dei Signori del New Mexico

A cura di Marco Aurilio

“I Mescaleros sono stati soggiogati; invierò l’intero reggimento del Colonnello Carson contro i Navajos che continuano a saccheggiare ed uccidere la popolazione”. Nella mente del Generale Carleton i piani di guerra contro “I Signori del Nuovo Messico” erano già chiari prima ancora che Carson avesse accettato e che la guerra ai Mescaleros fosse realmente conclusa. Per anni questa tribù di ceppo Athapaschan, stretti cugini dei popoli Apaches, aveva dominato una vasta area nel selvaggio sud-ovest. Gli spagnoli li chiamavano “Los Duenos del Mundo” “i Signori della Terra”, gli Americani “The Lords of New Mexico”. Leggi il resto

La tessitura navajo

A cura di Angelo D’Ambra


Quando gli spagnoli cominciarono a penetrare nel Sud Ovest, i navajo dell’area del Four Corners fuggirono spingendosi tra i canyon e qui riadattarono il loro stile di vita, riducendo l’interesse per l’agricoltura e divenendo allevatori di bestiame. A quanto pare dunque le prime generazioni di navajo nel Sud Ovest non erano esperte di filatura e tessitura, i navajo erano solo cacciatori e raccoglitori. Le prime pecore le rubarono o le acquistarono dagli spagnoli, ma per mangiare. Tutto cambiò sul finire del Seicento quando gli indiani pueblo, prevalentemente allevatori e tessitori, si ribellarono agli spagnoli ed i navajo si unirono a loro. Leggi il resto

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