I pantaloni nella vita quotidiana nel West

A cura di Mario Raciti
I pantaloni del cercatore d’oro – clicca per INGRANDIRE
Nella vita quotidiana del West la parola d’ordine per i vestiti era una sola: robustezza. Camicie, pantaloni, biancheria, stivali e cappelli dovevano resistere all’usura, al lavoro, all’ambiente e al tempo, proprio come coloro che li indossavano. In uno stile di vita in cui l’uomo della frontiera riusciva a guadagnare appena di che sfamarsi, comprare indumenti non era contemplato, anche per un fatto di comodità (meno tempo da dedicare al lavaggio e all’asciugatura, tempo che veniva impiegato a lavorare): infatti nessuno possedeva più di una coppia di ogni capo, e quella coppia spesso proveniva dai negozi dell’Est o dal paese d’origine di chi la indossava, e veniva usata fino a consumarsi (e rappezzata nel corso dei suoi vari gradi di usura). Inoltre, la scarsità, l’alto prezzo e la lentezza delle spedizioni non sempre permettevano a uomini e donne di acquistare i vestiti dai grandi negozi dell’Est (e nemmeno dagli empori delle cittadine di frontiera) e quindi si rimediava con la creazione homemade, fatta in casa. Leggi il resto

I trapper e la conquista del west

A cura di Sergio Mura
trapper
Hanno con sé due o tre cavalli o muli e sei trappole portate in una borsa di pelle detta sacco-porta-trappole. Non mancano le munizioni, alcune libbre di tabacco, pelli conciate di cervo per i mocassini che sono trasportate in una bisaccia di pelle conciate di bisonte detta sacco-delle-occorrenze.
Si vestono con una cacciatora di pelle conciata di cervo e ornata di lunghe strisce della stessa pelle; i pantaloni sono ugualmente di pelle di cervo con lunghe strisce di pelle ed aculei di porcospino nella parte esterna delle gambe. In testa portano un cappello floscio ed ai piedi hanno dei mocassini di foggia indiana. Leggi il resto

Moses Milner, detto “California Joe”

A cura di Sergio Mura

Un ritratto “sul campo” di California Joe
Nato nel Kentucky l’8 maggio del 1829, Moses Milner, colui che in seguito sarebbe divenuto famoso in tutta la frontiera come California Joe, trascorse la giovinezza come quasi tutti i ragazzi dell’epoca, imparando prestissimo le dure regole della vita del tempo e subendo in maniera smisurata il fascino della vita avventurosa della frontiera che era in grado di dare dignità a chiunque avesse fegato da conquistarla. Le prime notizie certe che abbiamo di California Joe risalgono alla fine degli anni ’40, quando lo troviamo diretto verso St. Louis, nel Missouri, per unirsi ad un gruppo di trapper impegnati in una lunga battuta di caccia. Leggi il resto

Le compagnie delle pellicce

A cura di Enrico Rizzo

Cacciatori di pellicce – clicca per INGRANDIRE
Le “compagnie delle pellicce” si svilupparono nel continente nord-americano per soddisfare le necessità commerciali delle potenze europee nell’ambito delle pelli da trattare, ad esempio, per la realizzazione di abiti o altri accessori. Inghilterra e Francia fecero certamente la parte del leone in quei traffici, almeno finché tra un conflitto e l’altro non divenne importante anche la presenza degli Stati Uniti che, alla fine, fagocitarono il mercato. Leggi il resto

Foto del vecchio west

A cura di Omar Vicari
Il vero West. Ecco come potrebbero essere definiti i contesti che sono ritratti nelle fotografie di questa specialissima galleria. Vero perchè non ha nulla a che fare con l’iconografia classica del west, quella di moltissimi quadri che anche in questo sito trovate spesso a corredo degli articoli.
Vero perchè non è ritoccato graficamente in alcun modo; le foto non sono state trasformate e le potete ammirare in tutta la loro imperfezione, ma sempre vi sembrerà di poter toccare i protagonisti dell’epopea che ci sta così tanto a cuore.
La galleria ospita le 71 foto che il nostro Omar Vicari ha raccolto, ripulito dalla polvere e proposto alla nostra attenzione e sono tutte incredibilmente belle e adatte a far volare la fantasia che è capace di dare loro persino il movimento; ma alcune sono più vere delle altre e sembra di potercisi tuffare dentro. Leggi il resto

Daniel Boone

A cura di Pietro Greco
Daniel Boone
Un ritratto di Daniel Boone
Iniziarono il viaggio nello stesso anno, attraversando il passo del Cumberland sui monti Appalacchi, sino ad arrivare al Kentucky, dove li attendeva un territorio bellissimo, incontaminato, pieno di verde e di tanta acqua. Abbondava anche la selvaggina con una forte presenza di bufali e tacchini selvatici.
Boone decise subito che un dì si sarebbe trasferito in quel Paradiso Terrestre con la sua famiglia. Leggi il resto

Jedediah Smith, scopritore di piste, trapper, impresario

A cura di Sergio Mura

Il grande Jedediah Smith è rimasto giustamente nella memoria della storia del west come il più famoso scopritore di piste, trapper, guida e persino buon partner di ben due aziende commerciali impegnate nel commercio e nei traffici collegati alle pellicce.
Fu grazie a queste peculiarità che Jedediah Smith ebbe modo e opportunità di esplorare lande che ai suoi tempi erano perlopiù sconosciute, oltreché considerate pericolose, nello Utah e più in generale nel West. Leggi il resto

Le armi corte dei mountain-men e dei primi pionieri

A cura di Marco Vecchioni

Esploratori, commercianti e montanari erano attratti dalle pistole per ragioni di maggior sicurezza, anche se spesso queste erano costose.
Di solito venivano vendute in coppia ma alcuni audaci individui ne possedevano anche di più ed avevano escogitato vari modi di portarle o nasconderle. Per quanto riguarda le dimensioni, si andava dai grossi tipi militari (50 e 70) di calibro alle pistole medie da portare alla cintura, ai tipi tascabili.
Le più eleganti erano le pistole Kentucky, generalmente da 40 a 54 di calibro, con canne da sei a dieci pollici, rigate o lisce. Leggi il resto

Le armi dei trapper

A cura di Gualtiero Fabbri

“Il trapper girava sempre con in mano il suo fucile, stesse seduto sull’uscio di una capanna, o si spostasse di pochi metri, dalla sua tenda al fuoco del vicino, scendesse al ruscello per l’acqua del caffè o per esigenze primarie, il fucile era sempre con lui, l’arma riposava tra le braccia del suo padrone tutte le notti, sia che fosse da solo all’addiaccio nel bosco, o tra amici al sicuro in un campo sorvegliato da sentinelle. Leggi il resto

Etienne Brulè, il primo Coureur de Bois

A cura di Paolo Brizzi

Etienne Brulè a contatto con gli indiani
Etienne (Stephan) Brulè nacque all’incirca nel 1592 a Champigny sur Marne. Non conosciamo nulla della sua infanzia e poco della sua vita adulta, ma questo precursore dei coureurs de bois fu il primo uomo bianco a raggiungere huronia e il primo a visitare la Pennsylvania e a vedere quattro dei cinque grandi laghi americani. Era forse analfabeta, e quello che sappiamo deriva dalle narrazioni di Champlain e dei preti Sagard e Brebeuf; compare e scompare nei loro racconti, eludendo ogni inseguimento, affascinante ed enigmatico allo stesso tempo. Leggi il resto

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