Addio a Portis, autore de Il Grinta

A cura di Domenico Rizzi

Charles Portis e Il Grinta
Forse gli eroi solitari non se ne vanno sempre da soli. Dopo la recentissima scomparsa di Kirk Douglas, un altro grande del western ha abbandonato il campo.
Si tratta di Charles McColl Portis, noto semplicemente come Charles Portis, uno scrittore che gli appassionati del genere dovrebbero conoscere soprattutto per il romanzo “True Grit”, scritto nel 1968, pubblicato inizialmente a puntate sul Saturday Evening Post e tradotto per la prima volta in Italia con il titolo “Un vero uomo per Mattie Ross”, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1969. Leggi il resto

Il primo dizionario Italiano-Lakota

Non c’è un solo appassionato di storia e cultura del popolo Sioux che non abbia desiderato conoscere la lingua Lakota. Alcuni si sono arrangiati attraverso alcuni supporti esistenti in internet o attraverso scambi epistolari con Nativi Americani. Ma tutti indistintamente abbiamo desiderato poter disporre di un vero dizionario italiano-lakota… Ebbene, adesso possiamo finalmente averlo e di ottima qualità, grazie alle bravissime autrici Raffaella Milandri e Myriam Blasini che hanno curato l’edizione che vi proponiamo in questo articolo. E’ infatti uscito “Lessico Lakota”, il primo dizionario in italiano della lingua Lakota, pubblicato dalla casa editrice di San Benedetto del Tronto, Mauna Kea. L’obiettivo, come ci hanno spiegato le autrici, è quello di contribuire a salvare una preziosa lingua nativa americana con una edizione in italiano del dizionario. Leggi il resto

La leggenda di Jesse James

A cura di Sergio Mura
Il 2019 non si è ancora chiuso e noi siamo qui, ancora una volta, a segnalarvi una nuova brillante uscita editoriale del nostro genere preferito, la storia del west.
Stavolta si tratta di una gran bella biografia del famosissimo fuorilegge Jesse James, raccontata con una prosa che ci riporta al romanzo e che probabilmente è tra le più adatte ad una vita in costante movimento e con continui colpi di scena.
In un crescendo di colpi di scena, ne La leggenda di Jesse James si racconta la parabola della vita agitata del più famoso fuorilegge americano di tutti i tempi, a capo di una banda che per oltre un decennio dettò legge nel Missouri, all’indomani della guerra di Secessione, in un clima di aperta complicità da parte delle popolazioni locali. Leggi il resto

Il diavolo indiano

Ancora una conferma, un’ottima conferma, della vitalità del genere western in questo bel romanzo di esordio del giovane e talentuoso scrittore Marco Vaccher, classe 1982. Un bel libro, dicevamo, perché in esso si assommano alcuni punti che per noi di Farwest.it sono molto importanti: la ricerca storica, una buona prosa, una storia valida e credibile.
Ebbene, Marco Vaccher pare avere avuto bene in mente tutti questi elementi, visto che il suo libro è chiaramente frutto di uno studio, presenta una storia molto ben ricamata con l’inchiostro, personaggi credibili e immersi in un contesto accettabile da qualunque appassionato del genere western.
Siamo pertanto felici di presentarvi questo libro e, nel rispetto di una trama che non deve essere svelata, di anticiparvi perlomeno il contesto generale. Leggi il resto

Black Hills

A cura di Gian Mario Mollar
È scritto nei libri di storia: nella tarda primavera del 1861 il presidente americano Abraham Lincoln fece un’offerta a Giuseppe Garibaldi, proponendogli di comandare un battaglione dell’esercito nordista nella Guerra Civile americana. L’eroe dei due mondi, che aveva già portato a termine l’impresa dei Mille e si era ritirato a Caprera, rifiutò l’offerta, un po’ per egocentrismo (voleva il comando assoluto dell’esercito americano), un po’ per sano idealismo (voleva che Lincoln gli desse garanzie precise sull’abolizione della schiavitù, ma il Presidente nicchiava).
Già, ma cosa sarebbe successo se, invece, Garibaldi avesse accettato? Se avesse attraversato l’oceano, sovrapponendo la giacca blu alla sua camicia rossa “che da Montevideo al Volturno aveva sanguinato di libertà”? Luca Mazza, nel suo “Black Hills”, pubblicato dalle edizioni Mosca Bianca, esplora questa possibilità, costruendo una storia alternativa in cui il patriota italiano approda a New York con un contingente di camicie rosse. Leggi il resto

Yellow Kid, pistolero

Ancora un romanzo western per tutti gli appassionati del genere nostro preferito. Ancora un libro, dunque, che c’è per testimoniare quanto la storia del west e tutto ciò che ad essa ruota intorno sia ben vivo e vegeto, sempre pronto a stupire, come questi volumetto molto agile e di lettura assai scorrevole.
Yellow Kid si presenta al lettore come l’uomo nuovo, l’americano fatto e finito. Lo invita a seguirlo nelle sue peripezie per gli Stati Uniti d’America, mentre, strada facendo, lo intratterrà raccontandogli la propria vita. A partire da quel suo strano soprannome. Chi gliel’ha dato?
I primi a chiamarlo così furono i suoi commilitoni durante la Guerra di Secessione, quando, ancora ragazzo, si unì all’esercito nordista, dopo aver rubato la divisa a un soldato morto. Fino ad allora si guadagnava qualche spicciolo cacciando ranocchie per i pasti del grasso Papa Emsworth, il più grande proprietario di coltivazioni di cotone di tutto lo Stato del Mississipi, oppure per altre piccole prestazioni di servizio presso la sua vasta tenuta. Leggi il resto

Alce Nero un «beato» tra i Sioux

Quello che vi presentiamo oggi è un libro per certi versi straordinario perché partendo dalla vita religiosa di un grande nativo americano, tratta un intero spaccato di storia. E oltre agli aspetti legati alla conversione alla fede cattolica, a fare da fulcro della narrazione c’è anche la visione di Alce Nero quanto al destino del su popolo.
Sullo sfondo della grande epopea del West cresce il giovane Alce Nero, indiano della nazione Dakota e della tribù Oglala. A 13 anni combatte a Little Big Horn, nella battaglia che segna la sconfitta del Generale Custer. A 27 anni è ferito a Wounded Knee, durante il massacro che pone termine alle Guerre Indiane. Nello scontro con la civiltà dei bianchi il suo mondo, il cerchio della sua nazione, si sta spezzando. Ancora bambino, Alce Nero ha avuto delle visioni. Una “Grande Visione” che gli ha dato la speranza di poter ancora salvare il suo popolo.
Il filo conduttore della sua vita è la struggente nostalgia di un recupero della vita tradizionale e dell’unità del suo popolo ma neanche il viaggio in Europa con il circo di Bufalo Bill gli fa trovare nel mondo dei bianchi una “medicina”. Leggi il resto

Che succede a Fort Defiance?

A cura di Cesare Bartoccioni
Arizona, tardo Ottocento. Fort Defiance è un avamposto isolato, ai margini della Riserva Navajo, dove vive un centinaio di persone e non succede mai niente. Quando viene ucciso l’agente indiano T.J.Milton, la piccola comunità ne è sconvolta. Il comandante del forte, per evitare che la quiete nel paese sia compromessa da un’inchiesta governativa, decide di investigare in forma privata, affidando le indagini al sottotenente Thornton e allo scout Hastíin. Tra imbrogli, superstizioni, diffidenze,gelosie, Thornton e Hastíin scoprono che il forte è molto meno tranquillo di quanto si creda. Eppure sembra proprio che non riescano a sopportarsi e tantomeno a scoprire chi ha ucciso Milton…
La recensione
Mi sono imbattuto in questo romanzo per caso, incuriosito dalla vetrina di Youcanprint. Fort Defiance, per un appassionato del West come me, è un nome che di per sé evoca un mondo intero di avventura, ricordi di letture passate, memorie di film che hanno segnato un’epopea. Leggi il resto

Quaranta frustate meno una

A cura di Gian Mario Mollar
Arizona, 1909: il famoso carcere di Yuma sta per chiudere i battenti, ma rimane comunque un posto infernale. Soprattutto per quelli che, come Harold Jackson e Raymond San Carlos, hanno la pelle di un colore diverso. Il primo, Harold, è un soldato afroamericano che ha disertato durante la guerra di Cuba e ha ucciso un uomo con un tubo di ferro, il secondo, Raymond, ha sangue apache nelle vene e ha sparato un uomo che si era spinto troppo oltre nel prendersi gioco di lui.
Ben presto i due vengono ostracizzati dai carcerati bianchi, capitanati dal viscido Frank Shelby, che li manipola contrabbandando alcol e tabacco tra le mura della prigione con il beneplacito di un secondino corrotto. Indotti a combattere l’uno contro l’altro, i due vengono internati nella “tana dei serpenti”, una cella angusta e senza luce concepita per domare i prigionieri più riottosi.
A Yuma, però, è arrivato un nuovo sovrintendente, il signor Manly, un’anima candida che ha passato gli ultimi anni a cercare di convertire gli indiani e ora si trova a gestire, non senza difficoltà, i cinici e spietati abitanti del carcere. Leggi il resto

Sangue selvaggio – Incubi dal profondo West

A cura di Gian Mario Mollar
Sangue selvaggio è una raccolta di racconti che esplora un territorio davvero insolito e poco noto per i lettori italiani: il cosiddetto weird wild west, un ambito narrativo in cui le tematiche e i cliché del western si fondono e dialogano con l’horror. Di che cosa si tratti, ce lo spiega in modo magistrale la quarta di copertina: “esistono territori, a Ovest, al di là dei sogni, in cui il mondo si sfalda in fantastici inferni popolati da demoni e spettri, pistoleri d’oltretomba e antiche divinità assetate di vendetta”.
Nicola Lombardi, autore de La Cisterna, uno dei più interessanti romanzi horror italiani degli ultimi anni, ha assoldato una posse di otto tra i migliori scrittori horror italiani per esplorare queste terre al confine tra sogno e incubo. L’horror italiano è un genere, purtroppo, poco conosciuto e al di fuori delle rotte mainstream, eppure estremamente vivace e in continua evoluzione. Nel suo alveo si trovano autori capaci di dare vita, come oscuri demiurghi, ad atmosfere inquietanti e tenebrose, che rimangono incollate all’immaginario del lettore. Questa antologia può essere una buona occasione per scoprirne alcuni. Leggi il resto

Pagina successiva »