Il fucile Winchester 1897 a pompa

A cura di Gian Carlo Benedetti

Il primo fucile a canna liscia con funzionamento a pompa o “slide action” prodotto dalla Winchester fu il Modello 1893, ennesimo parto del grande inventore John Moses Browning (Brev. Nr, 441.390 del 25 Novembre 1890). In verità non fu il primo fucile del genere a comparire nel mercato nordamericano poiché esisteva sin dal 4 aprile 1882 il brevetto nr. 255894 rilasciato al noto Cristopher M. Spencer ed a Sylvester H. Roper. Si trattava dello Spencer-Roper Mod. 1882 offerto nei calibri 12 e 10 con cartucce a polvere nera poi migliorato nel Mod. 1886. Leggi il resto

I fucili Winchester, conquistatori del west

A cura di Gaetano Della Pepa. Note finali di Mario Raciti.

Del Winchester 73 un famoso esperto di armi, il capitano E. C. Crossman nel 1920 scriveva: “La carabina che… ha ucciso più selvaggina ed Indiani e più soldati degli Stati Uniti quando gli Indiani scoprirono i suoi pregi”. E’ noto che la verità fu piuttosto diversa: le carabine a leva della Winchester solo eccezionalmente comparvero nelle mani delle truppe di stanza sulle frontiere degli Stati Uniti, la strage dei bisonti che ridusse i Nativi alla fame fu operata dagli Sharps e nelle mani dei Sioux a Little Big Horn non c’erano dei modelli 1873 ma dei modelli 1866. Leggi il resto

Tom Horn, la vita e il suo Winchester 1894

A cura di Omar Vicari

L’arma rappresentata in figura conosciuta come “Winchester modello 1894 calibro .30” (nota anche come .30-30 Winchester) numero di serie 82667 è appartenuta a Tom Horn, personaggio famoso della frontiera, scout, detective per l’Agenzia Pinkerton e killer a pagamento per l’associazione degli allevatori di Iron Mountain del Wyoming. L’arma, uscita dalla fabbrica Winchester, può essere stata acquistata da Tom Horn con i profitti, 600 dollari per ogni persona uccisa, che intascava dagli allevatori. Quest’arma meravigliosa, una volta esposta al “National cowboy hall of fame” in Oklahoma City, è ora nuovamente di proprietà della famiglia Irwin. Leggi il resto

I Revolver della Winchester

A cura di Gian Carlo Benedetti

Winchester Swing-Out Cylinder
Il marchio Winchester evoca un arma lunga a leva e solo pochi sono a conoscenza di progetti della rinomata ditta per accedere al mercato dei revolvers i cui risultati pur innovativi non fuono coronati dal meritato successo. Questo fatto va inquadarato in una “guerra commerciale”, peraltro già iniziata sulla concorrenza nelle doppiette, con la rivale per eccellenza Colt MfG conclusasi con un accordo o “gentlemen’s agreement”.
Il tutto ebbe luogo dal 1869 alla scadenza del prorogato bevetto nr. 12648 del 3 aprile 1855 di Rollin White (1817-1892) concernente la foratura delle camere del tamburo dei revolvers trasformandoli a retrocarica. Leggi il resto

Il Winchester 1895

A cura di Gian Carlo Benedetti

Un modello di Winchester 1895
Nell’ultimo decennio del 1800 divenne chiaro non solo alla Winchester Repeating Arms Co. che la polvere nera era ormai relegata nel passato in quanto superata da quella infume.
L’U.S. Army nel 1892 aveva adottato il fucile sistema Krag Jorgensen di ideazione norvegese ad otturatore girevole nel calibro 30 – 40 Krag (30 Army), cartuccia studiata ed inizialmente prodotta dall’Arsenale di Frankford. La nuova ordinanza, poco apprezzata negli USA, fu distribuita a partire dal 1894 e vide il battesimo di fuoco nella guerra contro la Spagna e l’avventura coloniale nelle Filippine, confrontandosi suo malgrado col Mauser spagnolo. Leggi il resto

La cartuccia 44 – 40 (44 W.C.F.)

A cura di Gian Carlo Benedetti

Winchester 1873 Sporting Rifle cal. 44 – 40 canna da 24 pollici
Il 1873 fu un anno veramente fecondo per le armi e munizioni nordamericane. Ne vennero alla luce ben tre, tutte diventate icone di un epoca mitica: la Colt “Peacemaker” cal. 45, lo Springfield Allin “trapdoor” cal. 45 – 70 ed il Winchester ’73 cal. 44 WCF.
Il Winchester ’73 enfaticamente, ma non senza buona dose di verità, fu poi reclamizzato come “L’arma che conquistò il West”. Mutuava, con leggeri miglioramenti (chiusura e leveraggio irrobustiti e “dust cover”), la meccanica dello snodo a ginocchio dal suo predecessore “Yellow boy” mod. 1866 che, a sua volta, l’aveva ereditata dall’Henry 1860. Leggi il resto

Le armi dei corrieri

A cura di Marco Vecchioni

Sin dall’inizio, i trasporti organizzati e le prime spedizioni di beni di valore richiesero un potente sistema di difesa. Diceva Granville Stuart, subito dopo la Guerra Civile: “Un gruppo di passeggeri ammassati in una diligenza hanno poche speranze di uscire indenni da un incontro con qualche bandito armato di pistole”. Il fucile shogun era la migliore arma di difesa per la protezione dei passeggeri, della posta e dei preziosi.
J. T. Morley lavorò come postiglione per la Wells Fargo, California, tra il 1870 e il 1880 circa. Leggi il resto

Il “dust cover” nei Winchester

A cura di Gian Carlo Benedetti

Il Winchester 73 con in vista il dust cover
Un annoso problema delle armi, specialmente quelle militari, è l’ingresso della sporcizia nel meccanismo attraverso la finestra di espulsione. Durante la Prima Guerra Mondiale, essenzialmente combattuta nelle fangose trincee, molti Stati cercarono di ovviare a tale inconveniente mediante l’apposizione di “carter” mobili a protezione dell’otturatore in metallo leggero e persino in stoffa irrigidita, come sperimentò la famosa Mauser che però presto si accorse che il problema veniva acuito invece che risolto a causa dal tessuto che si imbeveva di olio e fango. Leggi il resto

La saga del Winchester “Yellow Boy”

A cura di Gian Carlo Benedetti

Il primo luglio del 1865 Oliver Fisher Winchester, in società col figlio William Wirth e l’amico John M. Davies, rilevò la decotta ditta armiera New Haven Arms Co., di cui era il maggior azionista, fondando a Bridgeport (Connecticut) la Winchester Arms Co. e ponendola sotto la sovrintendenza del capace capo tecnico Nelson King. L’avveduto uomo d’affari aveva rilevato la New Haven produttrice della carabina Henry mod. 1860 la quale, pur avendo dato buona prova durante la guerra civile, non ne aveva però risollevato le sorti finanziarie a causa del surplus di armi a buon mercato della fine del conflitto fratricida ed alla preferenza accordata dall’U.S. Army alla rivale carabina ideata da Cristopher M. Spencer. Leggi il resto

Il Winchester “Uno su Mille”

A cura di Gian Carlo Benedetti

Il Winchester “Uno su Mille”
Verso la metà degli anni ’70 del 1800 le carabine a leva della Winchester si apprestavano ad acquistare la imperitura fama di “The Gun that Won the West”. In questa frase c’è una parte di verità ma anche una buona dose di pubblicità che la ditta intelligentemente, come la rivale Colt di Hartford, faceva. In ciò erano avvantaggiate dal fallimento di diverse ditte dopo la fine della Guerra Civile che aveva saturato di armi a buon mercato la frontiera. Leggi il resto

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