Smith & Wesson Schofield model 1875

A cura di Gian Carlo Benedetti

Una Smith & Wesson Schofield model 1875
Nel 1870 l’esercito USA su pressante richiesta degli ufficiali decise di dismettere i gloriosi revolver ad avancarica del tamburo (cap & ball) della Guerra di Secessione, colmando il gap che si era venuto a creare con le moderne armi lunghe ormai a retrocarica. Grazie alla scadenza, il 3 aprile 1869, del brevetto di Rollin White (nr. 12648A del 3 aprile 1855), detenuto dalla sola Smith & Wesson, ed all’avvento delle cartucce metalliche rimfire e poi a percussione centrale, tutte le ditte ora potevano produrre revolvers a retrocarica del tamburo senza incorre in cause legali.
Furono acquistati lotti di mille pistole monocolpo cal. .50 tipo Remington Rolling Block per la Marina, mille revolver Remington New Model convertite a retrocarica cal. .46 e altri mille Smith & Wesson American cal. .44 per l’esercito. Ognuna aveva i suoi pregi e difetti.
La Remington Rolling Block era solidissima e potente ma sparava un solo colpo; la New Model era una conversione a retrocarica della vecchia cap & ball mentre la S&W Nr. 3, basculante, all’avanguardia tecnica con l’espulsione simultanea dei colpi sparati, veloce nel caricamento, aveva un meccanismo complicato e delicato; la cartuccia cal. 44 American poi era poco potente per le specifiche. Va tenuto in conto che il revolver militare doveva avere potenza tale da poter uccidere non solo il nemico ma abbattere se del caso il suo quadrupede, specifica logica poichè il revolver era appannaggio dell’Arma della Cavalleria.
Dalle prove militari tenute alla fine 1872 era emersa la superiorità del modello presentato dalla Colt, un miglioramento della Open Top 1872 realizzato dal valente tecnico William Mason aggiungendone il castello chiuso (Solid Frame), dispositivo già presente da un decennio sulle Remington-Beals.
La Colt 1873, “Single Acion Army” come fu poi battezzata, aveva dalla sua, oltre alla capacita promozionale della ditta, semplicità e robustezza ma soprattutto la potenza del nuovo calibro .45 Colt da allora divenuto la pietra di paragone di ogni arma corta americana. Tecnicamente era assai inferiore alla Nr. 3 della S&W ed il suo caricamento era lento ma una fisima degli Alti Comandi, non solo americani, era impedire lo spreco di munizioni del soldato, come dimostra la contestuale adozione del mono-colpo Springfield Allin mod. 1873 cal. 45 Gov.t.. D’altronde il cavalleggero aveva in dotazione solo 12 colpi per revolver ed uno sperimentato ufficiale, quale il Magg. Marcus Reno, che combattè al Little Big Horn, scrisse che una volta sparati i sei colpi la Colt diveniva pressochè inservibile in un reale combattimento.
La moderna ed elegante S&W nr. 3 Russian, pur battuta dalla Colt nelle prove, aveva da tempo uno strenuo sostenitore nel Magg. George Wheeler SCHOFIELD (1833 – 1882) in forza al X Rgt. di Cavalleria, i famosi Buffalo Solidiers, reparto in servizio nella frontiera in particolare contro i Comanches e Kiowas. Si comportava quasi come agente della ditta e ne vendette privatamente un centinaio di esemplari ad altrettanti suoi colleghi che l’apprezzavano più della Colt. Si era imposto di migliorarla per renderla più appetibile. Ridisegnò il fermo a cerniera superiore che ne comandava l’apertura, del tipo “top break”, spostandolo dalla costola superiore al castello rendendo l’apparato più solido ma soprattutto gestibile con una sola mano, circostanza utilissima per un cavaliere. Ne migliorò inoltre il sistema di espulsione, la tacca di mira e la calciatura. Rimaneva ancora il grosso problema della cartuccia
poiché il suo tamburo, nato per il 44 Russian, era troppo corto per contenere la .45 Colt di ordinanza.
Questi suoi tardivi sforzi, quando ormai l’U.S. Army aveva già ordinato un primo lotto di ottomila Colt 1873, sarebbero stati certamente vani se non avesse avuto un potente mentore. Suo fratello maggiore era nientemeno che il Gen. John Mc Allister Schofield, eroe della CW, repubblicano, amico dei potentissimi generali W. T. Sherman e P. Sheridan, nonché Ministro della Guerra ad interim per un anno, poi Governatore della Virginia e quindi capo dell’Accademia di West Point.
Grazie anche ad un manipolo di ufficiali che riteneva la Nr. 3 superiore alla Colt, ma soprattutto ai buoni uffici del fratello, ottenne che l’Ordnance Board nel 1874 ripetesse i test di adozione, cui partecipò senza fortuna anche la nuova Remington 1875. Alla fine dell’anno furono commissionati tremila revolver S&W Nr. 3 modificati da Schofield, divenuti noti come “Primo Modello”, da affiancare alle Colt SAA come secondaria ordinanza. Corta. Fu prodotta per una cartuccia leggermente più corta e meno potente: la 45 S&W Schofield che poteva essere sparata nella Colt in cal. 45 a cui fu quindi dato (impropriamente) il nome di 45 Long Colt per distinguerla. Per converso la Schofield non poteva camerare la 45 Long Colt, poiché, anche allungandone in teoria il tamburo, questa cartuccia aveva un rim sottile che sarebbe stato scavallato dall’estrattore a stella.
D’altronde la munizione .45 L.C., con i suoi 40 grani di BP dietro una palla da 255 grani, era esuberante e l’Arsenale già aveva iniziato a sottocaricarla con circa 30 grani di polvere nera, Per impedire che ad un reggimento giungesse la confezione sbagliata di cartucce si decise salomonicamente di fornire solo le .45 S&W. che vantavano una carica di 28 grani di polvere ed una palla in piombo da 200.
La soluzione era ragionevole anche se alcune Colt SAA a volte evidenziavano problemi nella scioltezza della rotazione del tamburo essendo il fondello (rim) della . 45 Short più spesso in quanto progettato per essere agganciato dall’estrattore “automatico” a stella della S&W.
L’errore comunque risiedeva a monte con l’adozione di due ordinanze, seppure una minoritaria, per di più con cartucce dimensionalmente diverse.


Sopra: un primo Modello della S&W Schofield cal 45 S&W, canna da 7 pollici, avente matr, 2597. Può essere aperta con la pressione del pollice della stessa mano che la impugna ed espelle solo i bossoli spenti tramite l’estrattore a stella tipico di tutte le S&W Nr. 3.

Furono prodotti nel 1875 di questo “First Model” 3.035 esemplari di cui tremila andarono all’U,S. Army e solo 35 al mercato civile. Questi ultimi, privi della sigla “U.S”. sotto il calcio e dei punzoni di accettazione degli ispettori militari, sono introvabili e molto ambiti dai moderni collezionisti.


Sopra: Il brevetto di Schofield del 22 aprile 1873 rullato sul sottocanna lato sinistro all’interno due piccole croci di malta.
Sul lato destro dell’arma sono riportati i consueti brevetti delle S&W Nr. 3.


Confezione del 1876 di cartucce dell’Arsenale di Frankford: da sx una .45 Colt, una 45 S&W Schofield e la terza intrusa è una moderna .45 (Long) Colt. diversa dall’originale d’epoca per la lega del metallo, la forma maggiorata del fondello oltre alla sua polvere infume.

Per inciso i marchi di accettazione militari su tutti i revolver di ordinanza, Colt compresi, erano così articolati:
-sigla “US” sulla costola inferiore dello scheletro metallico del calcio;
-lettea “P” sul lato destro della canna e retro del tamburo;
-iniziali del sub-spettore civile accettante il pezzo sul lato destro del castello e sul legno del calcio in basso. Se l’ispettore aveva grado di Ufficiale allora la sua sigla nel calcio è sul lato sinistro sormontata dall’anno di accettazione;
-le armi rifiutate sono marcate con una “C” (condemned).


Sopra. Il cartiglio “DAL” di accettazione sulla Schofield matr. 8809 impresso come da regolamento sul lato sinistro del calcio. Acquisita dall’esercito nel 1877 la sigla appartiene all’ispettore militare L.ten. D.A. Lyle in servizio presso la S&W nel 1877/78.
Questi ispettori erano distaccati presso la ditta costruttrice e controllavano la qualità, conformità dei singoli pezzi, assemblaggio e corretto funzionamento.
Una stessa arma nei suoi singoli componenti poteva essere controllata da diversi ispettori e/o sub ispettori.


Sopra. Lo stesso revolver matr. 8809, un Secondo Modello, con sul lato opposto, il destro, del calcio reca la sigla “CW” del sub – ispettore accettante. Si tratta del tecnico civile ma sotto contratto militare Charles Woodman Smith in servizio presso la ditta dal 1876 al 1878.
I pezzi rifiutati (Condemned) qualora possibile venivano riaggiustati dalla stessa ditta e sottoposti a nuovo collaudo oppure, se funzionanti, ceduti sul mercato civile

Sopra: John McAllister Schofield (1831 – 1906) militare, politico e potente fratello di George, nella foto è in divisa da Magg. Generale dell’Unione.
L’Ordnance Board nel 1876/77 acquisì con un secondo contratto un ulteriore lotto di revolver Schofield sempre con canna da sette pollici e cal. 45 S&W. Bruniti con pochi esemplari nichelati e leggere migliorie, sono noti come “Secondo Modello”. Recoil plate ridotto, grilletto piatto. Immediato segno identificativo è il nottolino semicircolare sporgente ai lati dello sblocco di apertura per facilitarne la presa.
La miglioria più importante è comunque invisibile e riguarda l’uso di acciaio più moderno (Steel Frame) tanto che alcuni definiscono impropriamente il primo modello come “Iron Frame”, seppure anche questo fosse di acciaio magari inferiore: nessuna arma veniva prodotta usando ferro vero e proprio (Iron).
La matricola del Secondo, consecutiva al Primo Modello, inizia dal 3036 sino al numero 8969.
Anche in questo caso l’esercito la fece da padrone con 5285 esemplari, lasciandone solo 650 per il mercato civile,
Il Magg. Schofield ricevette un compenso quale “royalty” di $ 0.50 per ogni esemplare del secondo modello ma nulla ebbe per il primo contratto.


Sopra: particolare distintivo “ictu oculi” del Secondo Modello. Lo sgancio per l’apertura, posto subito sopra il cane, ha un nottolino rotondo sporgente da entrambi i lati per facilitare la presa, miglioria assente nel Primo Modello che lo aveva piatto.


Sopra: spiegazione del sistema “Top Break” della S&W Nr. 3 su Schofield First Model, L’estrattore a stella espelle simultaneamente solo i bossoli spenti, In caso di incompleta chiusura il percussore spinato sul cane non può raggiunge l’innesco

Il Revolver fu dato in dotazione al Quarto, Nono e Decimo Reggimento di Cavalleria. Gli ultimo due RGT erano i famosi “Buffalo Soldiers” mentre il Quarto operò contro gli Apaches e durante la resa di Geronimo.
Vari Schofield, dismessi dall’Esercito come vedremo, armarono le milizie Statali di New York (2 mila nel 1877); Michigan (536 nel 1878/79); Indiana (378 nel 1878/79); Territorio di Washington (180 nel 1182 e 1891); California (100 o forse 300 nel 1880); Kansas (100 nel 1879); West Virginia (79 nel 1878), altre piccole quantità (si ritiene almeno sette esemplari) andarono ad armare il Colorado, Florida, Maine, Nevada, Nord Carolina, Georgia, Illinois e Pennsylvania.
La Banda James Younger ne possedeva alcune: le matricola nr. 3444 e 5476 appartenevano a Frank James, la 2341 al cugino Cole Younger e le nr. 366 e 243 allo stesso Jesse W. James. All’atto della resa Frank James consegnò una Remington 1875. Anche i famoso Marshal William “Bill” Tighman possedeva una Schofield.
Pare che nel duello all’OK Corral Wyatt Earp usasse una Smith e Wesson Nr. 3 in 44 American mentre consta che una delle vittime, Frank McLaury, abbia posseduto una Schofield.
Un Revolver Schofield risulta essere stato usato alla battaglia del Little Big Horn ma si sconosce da quale parte della barricata. Il Settimo Cavalleria aveva in dotazione solo le Colt mentre G. A, Custer portava un suo revolver tipo “bull dog” inglese a doppia azione, vuolsi un “Royal Irish Constabulary”.


Fondina militare in cuoio prodotta dalla “Lanz, Owen & Co.” per l’U.S. Cavalry.
Si tratta del mod. 1881 con la modifica del 1890 per il cinturone in canapa Mill’s Belt. Sull’“Half Flap” (mezza patta) di chiusura si notano due distinti buchi del fermo a piolo poiché poteva contenere sia la Colt 1873 con canna da 7 pollici e mezzo che la S&W Schofield con la canna di 7 pollici.

Comunque l’arma corta militare più usata nella ultime guerre indiane fu la Colt 1873 con 37063 esemplari acquisti in otto contratti dal 1873 al 1893 mentre la Schofield assomma a 8275 (di cui 3 mila del primo e 5285 del secondo contratto).
La Colt SAA avendo meno meccanismi in gioco, il castello più rigido e la possibilità di sparare il 45 Long e Short era però lenta nel caricamento specialmente da cavallo. La Schofield, pure in azione singola, più moderna, con telaio incernierato e basculante, era molto veloce da scaricare e caricare.
Le fecce della polvere nera e la scarsa pulizia dopo un certo numero di colpi sparati tendevano a grippare la rotazione dei tamburi prima nelle S&W che avevano delle tolleranze più strette delle Colt. Inoltre il fondello (rim) di una cartuccia poteva sempre scavallare la stella di estrazione ed incepparne temporaneamente il meccanismo: inconveniente facilmente risolvibile meglio se in situazioni tranquille. Si tratta di due ottime armi ma considerate le teorie sul risparmio delle munizioni, la scarsa pulizia delle armi tra i soldati delle Grandi Pianure per lo più poco professionali e le poche esercitazioni a fuoco, facevano pendere la bilancia in favore della Colt.
A decorrere dal 1880 e sino al 1890 l’US Army continuò a disfarsi delle Schofield cedendole alle Milizie Statali e Guardia Nazionale oppure a rivenditori di ex ordinanze quali i newyorchesi Schuyler, Hartley & Graham e, soprattutto, all’imperatore dei “militaria” Francis Bannerman che si vantava di poter armare di tutto punto, artiglieria leggera compresa, l’armata di uno stato medio.
Varie centinaia di Schofield, con la canna accorciata a cinque pollici, furono acquistate dalla famosa ditta di trasporti Well’s & Fargo per le scorte delle sue diligenze spesso oggetto di “sgradite” attenzioni.
Questi revolver, ambiti dai collezionisti, sono reimmatricolati e marcati con il logo della ditta vergato con distinte tipologie che ne permette la datazione.
Il logo ante 1898 è “WF&CO’S – EX seguito dalla matricola,” mentre quello successivo, a causa di variazioni societarie, è “WF&CO – EX seguito dalla matr.” . Anche i caratteri di stampa usati nella rullatura permettono la generica datazione.


Sopra: le tre tipologie dei marchi apposti della Wells & Fargo sulle sue Schofield.
a) caratteri Italics con “CO” al singolare e numeri di matricola piccoli indicano le post 1898, più comuni;
b)caratteri Block con la “CO’S” e numeri formato medio indicano quelle in dotazione della sede di Chicago della ditta;
c) caratteri Block, con la “CO’S” e numeri di matricola molto grandi sono
quelle ante 1898 e quindi le più ricercate.

Una partita di Schofield, con le matricole da 1 a 300, aggiunte alle originali e rullate sul back-strap, fu acquistata dalla Polizia di San Francisco. Hanno sulla costola del calcio inscritto”San Franciso Police” e furono usate dalle forze dell’ordine durate i tre giorni del vergognoso pogrom contro gli operai cinesi noti come “Sandle Riots”.


Sopra: esemplare nichelato di Schofield Secondo Modello della “Wells & Fargo.


Sono molto rare le Schofield vestite a festa. Questa sopra è la First Model nr. 2171, dorata, incisa e con guancette in avorio vecchio a cura della “Tiffany & Co”.
Nata militare e poi convertita civile con canna accorciata a quattro pollici fu impreziosita con il classico “scroll engraving” nel 1876/77 dalla famosa gioielleria di New York il cui titolare era intimo amico di Daniel B, Wesson.

George W. Schofield aveva seguito le orme del fratello nell’esercito come volontario nell’armata nordista scalando i vari gradi sono a giungere a Brevet Brigadier General. Domenica 17 maggio 1882 si trovava in servizio col Sesto Cavalleria di stanza a Fort Apache col grado effettivo di Tenente Colonnello. Mentre si pettinava nel bagno fece uscire dall’alloggio il suo servitore e chiuse a chiave la porta. Si udì un’esplosione. Si era sparato alla tempia con una delle sue creature. La ragione del suicidio non fu chiarita ma la vita nei posti di frontiera era solitaria, noiosa ed alienante e qualcosa doveva aver incrinato il suo equilibrio psichico.
L’arma compare in numerosi films non solo western anche molto vecchi, ad iniziare dal “Prigioniero di Zhenda” del 1937 ed il cult movie “Shane “ del 1953, ma ha avuto una nuova vita grazie alla produzione delle ottime repliche delle ditte italiane che, finalmente, l’anno camerate elettivamente nel 45 Long Colt.


Sopra: in mano allo sceriffo Hunt (Kurt Russel) nel poco noto “Bone Tomahawk” del 2015.


Sopra: esibita davanti a Will Munny (Clint Eastwood) dal giovane improbabile pistolero Kid Schofield in “Unforgiven” (Gli Spietati) del 1992.

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