La Colt 1873 in uniforme blu

A cura di Gian Carlo Benedetti

Il 3 aprile 1869 scadde brevetto nr. 12648 del 3 aprile 1855 di Rollin White concernente la retrocarica del tamburo posseduto della Smith &Wesson. Ciò fu di impulso alla progettazione dei revolvers rimasta ferma al sistema “cap&ball” (avancarica del tamburo) della Guerra Civile. Dalla conversione a cartuccia metallica “rimfire” si passò presto alla produzione ex novo delle retrocarica “centerfire”.
L’U.S. Army si risolse infine ad adottare un moderno revolver.
Il Cap. John EDDIE dell’Arsenale di Springfield il 27 dicembre 1872 esaminò il nuovo modello di Colt, miglioramento della Open Top 1872 sviluppata dai tecnici Richard Mason e Charles B. Richards, con castello solido, tamburo di diametro maggiore ma più corto, ruotato da due braccetti e bacchetta di espulsione avvitata sotto la canna. Quest’arma, camerata per il potente 45 Colt, uscìta vittoriosa dalle prove tenute nel 1872, venne adottata con la designazione “New Model Army Metallic Cartridge Revolving Pistol”, universalmente nota anni dopo come “Single Action Army”.
L’antagonista nei test militari era stata la Smith & Wesson nr. 3 cal. 44, una “top break” (castello basculante) tecnicamente più avanzata, con estrazione simultanea dei bossoli spenti ma con meccanismo complicato. Fu ordinato per il 1873 un primo lotto di 8 mila Colt con canna da sette pollici e mezzo da distribuire ai Reggimenti di Cavalleria con una cartuccia depotenziata (28 grani di polvere nera dietro palla da 230 grani) rispetto alla esuberante carica commerciale di 40 grani dietro palla da 255. Durante l’iniziale produzione si passò da sette a sei solchi di rigatura con passo di 1:16 pollici. L’arma fu contestualmente immessa, col fortunato nome commerciale di “Peacemaker” anche nel mercato civile dalla “B. Kitteridge e Co.” di Cincinnati (Ohio), storica agente della Colt MfG. I primi pezzi avevano la tacca di mira ottenuta mediante “pinzamento” della costola superiore del castello noti come “pinch frame”, presto abbandonata per la classica mira a “V”.
Nel 1874 furono rinnovati i tests in cui le rivali della Colt furono le nuove Remington 1875 e S&W “Schofield”: miglioramento della Nr, 3 grazie a brevetti del Magg. George W. Schofield concernenti l’apertura e la stella di estrazione. La Schofield, pur con parere contrario degli esaminatori, fu comunque adottata nel 1875 come arma corta secondaria di ordinanza nel cal. 45 S&W, più corto e meno potente del .45 ribattezzato perciò Long Colt. Questo strano modo di procedere va individuato nelle pressioni del potente fratello maggiore dell’inventore, Gen. John M. Schofield, eroe della CW e pure Ministro della Guerra ad interim nel 1868.
Si trattava di due ottimi revolvers ma la Colt era più robusta, con meno componenti in gioco e la lentezza di caricamento non era un cruccio. Gli Alti Comandi, con poca stima dei loro soldati, erano timorosi dello spreco di cartucce come dimostra la contestuale adozione del fucile mono-colpo Springfield Allin 1873. Tra l’altro la dotazione individuale era di due sole ricariche (12 colpi) contenute in una piccola “tasca” di cuoio appesa al cinturone.
Il Dipartimento dal 1873 al 1893 ne acquistò con vari capitolati 37,075 esemplari, distribuendone 29.041. Nel 1875 altri 10.017 revolvers Colt furono acquisiti dalle Milizie Statali ed a partire dal 1879 qualche migliaio fu comprato da vari Dipartimenti del Governo Federale. Molti pezzi delle Milizie si ritiene siano però da computare nei contratti militari. Ne consegue che l’esatto complessivo numero di Colt 1873 di proprietà del Governo dell’Unione è ignoto.
Le acquisizioni dell’U.S Army sono le seguenti:
anno numero pezzi
1874 8000
1875 6400
1876 670
1877 2003
1879 3000
1880 2000
1881 1000
1882 1000
1883 1000
1884 2002
1885 2000
1886 2000
1887 2000
1890 1000
1891 3000
———
totale 37075
Da notare che la distribuzione alle truppe non era immediata e fu complessivamente di 29741 revolvers mentre i rimanenti rimasero di riserva.
Per inciso il numero delle rivali S&W Schofield dell’Esercito fu di 8285 (3000 del Primo e 5285 del Secondo Modello).
Un cenno particolare meritano le prime diecimila (8 mila acquistate col Primo Contatto nel 1874 e 6400 col Secondo nel 1875) distribuite ai Reggimenti di Cavalleria prima del fatidico giugno 1876 (rispettivamente 6801 del Primo e 2750 del Secondo Contratto). Tra esse si celano le ricercatissime (una fu venduta in asta a mezzo milione di dollari) “Custer Range” che avrebbero (in teoria) potuto partecipare alla battaglia del “Little Big Horn”. Siccome venivano distribuite ai vari Reggimenti in lotti sfalzati, in casse di legno da 50 pezzi cadauna, non è dato sapere con certezza le matricole di quelle in dotazione al Settimo Cavalleria.
Si ritiene che oscillino tra le matricole 4500 e 7527 con marchi del sub-ispettore Orville W. Ainsworth (sigla “OWA”).
Il tasso di sopravvivenza delle più antiche è naturalmente molto basso.
La manìa collezionistica delle Custer Range si estende anche alle carabine Springfield Allin “trap door” mod. 1873 cal. 45 Govt.
Appartengono tutte alla “Prima Generazione”, cal. 45 Colt, “Black Powder Frame” (vite di fermo dell’alberino del tamburo dal basso del castello), canna da 7 pollici e mezzo: specifica nota come “Cavalry Model”. A complicare la faccenda molte di esse pochi decenni dopo furono ritirate e ricondizionate.
Nel 1895/96 un lotto di 1200 ebbe la canna accorciata a 5 pollici e mezzo. Nel 1901/2 altre 2600 ebbero lo stesso trattamento: 550 di queste furono inviate nelle Filippine per rilevare le D. A. 38 Long Colt carenti di “stopping power” contro gli invasati partigiani ribelli “Moros Juramentados”.
Nel 1903 un altro lotto di 2600 fu accorciato e ricondizionato.
Quelle con la canna accorciata a 5 pollici e mezzo vengono definite “Artillery Model”. Vari revolver nati come d’obbligo Cavalry ed usati nelle Guerre Indiane vennero richiamati nel 1893 presso gli Arsenali e solo alcuni ridistribuiti.


Sopra: la Colt Pinch o Pinched Frame matricola 154. Questo tipo di mira si trova solo sulla prima produzione del 1873 con matricole inferiori a 200.


Sopra: fermo del tamburo moderno post 1892 (a sinistra) ed ante (a destra) detto anche “Black Powder Frame”, presente in tutte le militari.


Sopra: vari tipi di guancette della Colt 73. Quello militare monopezzo in noce è la nr. 14.


Rigatura a sei solchi della canna dal 1874 al 1940. Nel 1873 aveva sette solchi.

Le Colt 73 militari sono riconoscibili per i seguenti marchi:
– “U.S” sul lato sinistro del fusto dopo la data dei brevetti;
– lettera “P” (marchio di prova Colt) sotto la canna e sul cilindro;
– iniziali del Sub Ispettore: accanto alla matricola, sulla canna sotto la “p”, sul
tamburo, sul “back strap” con un cartiglio sul calcio lato destro in basso;
– se controllata da un Ispettore con qualifica di Ufficiale allora il cartiglio nel
calcio è posto sul lato sinistro e sormontato dall’anno di accettazione;
– se è presente una “C” (condemned) sul cilindro significa trattarsi di arma
scartata per difetti.
Segue l’elenco degli Ispettori e Sub Ispettori col periodo del servizio: . OWA – Orville W. Ainsworth (1831 – 1884);
. JCB – Cap. James C. Butler (1886 – 1887);
. SEB – Cap. Stanhoper E. Blunt (1886 – 1890);
. DFC – David C, Clark ( 1861 – 1886); . FTC – Frank T. Cleveland (1875);
. JTC – John T, Cleveland ( 1875);
. RAC – Rinaldo A. Carr ( 1889 – 1909); . LD – Louis Draper (1876);
. JRE- Cap. John R. Eddie (1874);
. JPF – Cap. J. P. Farley (1874 – 1876);
. JEG – Cap. John E, Grier (1873 – 1883);
. FH – Cap. Frank Heat (1883 – 1884);
. OCH – Ten. Odus C. Horney (solo le Artillery) (1901 – 1902); . DAL – Ten, David A. Lyle (1876 – 1880);
. SL – Samuel Leonard (1862 – 1875);
. CCM – Ten, Charles C. Morrison (1879 – 1882);
. HN – Henry Nettleton (1876 -1880);
. CWS – C. W. Snook (1876).
Le prime 8 mila Colt accettate O. W. Ainsworth, hanno però il cartiglio “OWA” sul lato sinistro del calcio pur sub-ispettore. Sulle parti metalliche hanno una sola iniziale in caratteri piccoli a somiglianza del periodo della Guerra Civile. Il sistema fu modificato rullando le due o tre iniziali del nome dell’accettante per differenziarle dai marchi della ditta e per evitare confusione con la “C” posta sulle armi scartate per difetti nelle quote o nel materiale.
Fu poi prescritto, dopo la matricola 19500 ma attuato in pieno solo dopo la nr. 30 mila (ma discontinuamente nei lotti compresi tra 47 mila e 50.500), che il cartiglio del sub-ispettore (un tecnico civile) fosse impresso sul lato destro del calcio mentre quello dell’ispettore (un Ufficiale) sul sinistro sormontato dall’anno di accettazione. Naturalmente nei 16 anni di produzione per l’U.S. Army (la vita della Colt SAA è molto più lunga) si riscontrano diverse tipologie nelle indicazioni e date dei brevetti e piccole migliorie, similmente ai coevi modelli civili, su componenti minori quali
l’estrattore, il percussore e gli scassi di blocco del tamburo, ecc.. Trattasi di modifiche la cui data di applicazione non è sempre pacifica ma pur sempre utili per una generica datazione e l’originalità di uno specifico esemplare.


Sopra: Colt Cavalry del 1878 marcata HN (sub-ispettore Henry Nettleton)


Sopra: Colt Cavalry matr. 119034 con cartiglio “DAC” del sub – ispettore David A. Clark).lato destro del calcio in basso.


Sopra: lato sinistro del calcio della stessa Colt matr. 119034 col cartiglio “JGB” (Ispettore Cap. John G. Butler) sormontato dall’anno di adozione 1887.


Sopra: “Artillery Model” matricola 4653. Si tratta quindi di una c.d. “Altered Custer Range”, nata come una Cavalry ma ricondizionata in Arsenale e con la canna accorciata dalla Colt a 5 pollici e mezzo. Oggi sarebbe una “cannibalizzazione” ma all’epoca il collezionismo non esisteva ancora.


Sopra: indicazione del produttore sulla canna in caratteri “Italics” tra due crocette su una sola linea dal 1873 al 1875.


Sopra: iscrizione sulla canna in caratteri “Block” usati dal 1875 al 1940.


Sopra: una Colt militare del primo lotto con il Proofmark “P” sotto la canna e la sigla “A”, iniziale del sub – ispettore Orville W. Ainsworth.


Sopra: serie di zigrinature e tipi di cani delle Colt nel tempo: quello sulle militari è il primo da sinistra (nr. 9) detto “Long Knurl” montato dal 1873 al 1905.


Sopra: la Colt marziale matr. 803 con i marchi di accettazione dell’Ainsworth prodotta nel 1873. Date dei brevetti su due linee (manca naturalmente quello nr. 158937 di W. Mason del 19 gennaio 1875), cartiglio “OWA” sul calcio lato sinistro, ricondizionata in Arsenale verso il 1895 e, fortunatamente per i posteri, lasciata con la canna lunga delle Cavalry.


Sopra: “Black Powder Frame” (usato dal 1873 al 1892) con la vite di serraggio dal basso. Notare il forellino (indicato dalla freccia) che fu abbandonato nel 1903. Tutte le militari originali appaiono come questa. La Colt della “First Generation” fu prodotta dal 1873 sino alla Seconda Guerra Mondiale. Dal 1892 (matricola 144 mila) la vite fu sostituita da un più funzionale perno caricato a molla con ingresso laterale dal castello che, grosso modo, indicherebbe la transizione dalla polvere nera alla più potente infume che però fu garantita dalla ditta solo a far data dall’anno 1896 (matricola 192 mila circa).
Esistono pertanto revolver Colt prodotti dal 1892 al 1896 con il moderno fermo a molla (“transverse cylinder latch”) ma forse testati per la sola polvere nera.


Sopra: data dei tre brevetti su tre righe in uso dal 1875 al 1890. Gli esemplari del 1873/74 riportano solo le date dei due brevetti (Patent) del 19 settembre 1871 (di C. B. Richards) e del 2 luglio 1872 (di W. Mason) su due sole linee,
La sigla “U.S” ne indica la proprietà governativa.


Sopra: tamburo della produzione anni 1873/74 senza “invito” del dente di bloccaggio.


Sopra: tamburo di produzione 1874 – 1895 con invito piccolo (Small Bolt Guide). Dal 1895 fu sostituito dal tipo Large.


Sopra: tacca di mira a “V” (V Notch) in uso dal 1873 al 1931.
E’ diversa dall’altra rarissima tacca di cui si è detto che fa definire l’arma come una “Pinched Fame” presente solo sui primissimi esemplari del 1873 (tutti sotto la matricola 200). Questa configurazione è pressochè introvabile e viene definita dai collezionisti come “l’Araba Fenice” delle Colt.


Sopra: il percussore conico spinato al cane in uso dal 1873 al 1905, poi sostituito dal tipo semi-conico.


Sopra: testa dell’estrattore manuale tonda (detta “Bull’s Eye”) usata nelle militari sotto la matricola 113 mila (1884), nelle civili sotto la 73 mila (1882).


Sopra: presa dell’estrattore semi-ovale (tipo a testa ampia) detta “Half Moon” riscontrabile dopo il 1882 nelle civili e 1884 nelle militari. Alcune modifiche nelle militari furono comprensibilmente attuate dopo quelle per il mercato civile.

Le “Colt Martially Marked”, specie le “Custer Range” hanno un elevato valore collezionistico e sono pertanto oggetto di pubblicazioni specializzate. Rammento quelle del massimo esperto John A. KOPEC, secondo il cui autorevole parere gran parte degli esemplari di Colt 1873 della “First Generation” (militari ma anche civili) sopravvissute è, se non falsificata, almeno non completamente originale in ogni sua parte avendo fruito di qualche “aiutino”, vale a dire la sostituzione di componenti rovinate, specie molle, viti e minuterie
I modelli perfettamente originali sarebbero quindi eufemisticamente poco comuni ma va aggiunto che il Kopec effettua perizie dietro congruo pagamento.

La Colt Cavalry (sopra) matr. 6223 (prodotta a metà anno 1874), marchi di O. W. Ainsworth, con componenti sostituiti e nichelatura degli anni ’20 o ’30 del 1900. Secondo J. A. Kopec potrebbe essere appartenuta al Settimo Cavalleria e catturata dai Sioux. I revolvers con matricole da 6198 a 6241, sempre secondo l’esperto, sarebbero stati distribuiti al Settimo oppure al Secondo RGT di Cavalleria. La pistola fu rinvenuta in cattive condizioni nel Saskatchewan canadese nei pressi dell’accampamento usato da Toro Seduto durante la effimera fuga oltre confine. L’assenza dei richiami di Arsenale del 1893 operati su tutte le vecchie ordinanze appare come indizio trattarsi di preda bellica. Molte armi corte e lunghe appartenenti al Settimo erano state catturate al Litlle Big Horn dai vincitori che saggiamente se ne disfecero prima della resa incondizionata.


Sopra: porta-colpi in cuoio della ditta Wilkinson usato dal 10° RGT U.S Cavalry.
Si tratta di accessorio della CW ma riadattato per contenere cartucce metalliche cal. 45. I “Buffalo Soldiers” avevano in dotazione revolvers S&W Schofield.


Sopra: fondina militare modello 1881 (con modifica del 1890 sul passante) prodotta dalla ditta “Lanz, Owen & Co,” di Chicago. Grazie alle due asole di chiusura della patta (half flap) poteva indistintamente contenere una Colt SAA (canna da 7 pollici e mezzo) oppure una S&W Schofield (canna da sette pollici).


Sopra: originale confezione militare da 12 colpi cal. 45 dell’Arsenale di Frankford (anno 1876).
La prima cartuccia da sx è una .45 (Long) Colt, la seconda una .45 S&W Schofield (Short), la terza una moderna .45 Long Colt.

La Colt poteva sparare sia il .45 Long che Short mentre la S&W solo la sua cartuccia a causa del tamburo più corto. A tutti i reparti dal 1875 furono quindi distribuite solo le cartucce corte (.45 S&W) per impedire pericolose disfunzioni nell’approvvigionamento.

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