Fort Bowie

A cura di Angelo D’Ambra

Truppe in marcia da Fort Bowie
Uno dei siti militari più importanti del Southwest fu Fort Bowie, nel sud-est dell’Arizona. Questo forte sorgeva nel bel mezzo del territorio chiricahua e sorvegliava l’Apache Pass – noto anche con il nome spagnolo di Puerto del Dado – e la sua importante riserva d’acqua, l’Apache Springs. I suoi fondatori sicuramente erano consapevoli del carattere strategico della sua posizione e forse subito intuirono l’importanza che esso avrebbe un giorno avuto.
L’Apache Pass, ad un’altitudine di 5.110 piedi (1.560 metri), è un’insenatura poco profonda nella contea di Cochise che permetteva il passaggio tra i Monti Chiricahua e le Dos Cabezas Mountains.
Negli anni in cui Stati Uniti acquisirono l’area dal Messico, un percorso che collegava i territori orientali con la California divenne famoso a livello nazionale col nome di “Southern Overland Mail Road”. Tale rotta transitava in territorio apache, proprio presso la preziosa sorgente d’acqua dolce naturale di Apache Springs. Questa fonte era la sola in molte miglia di territorio desertico e secoli di storia l’avevano relegata all’importante compito d’essere speranza di sopravvivenza per migliaia di viaggiatori oltre che per i nativi, punto di riferimento per ogni itinerario, fulcro di molti sentieri provenienti da diverse direzioni.
In molti ritennero che l’Apache Pass e l’Apache Springs necessitassero di uno stabile presidio militare ma i tempi non erano ancora maturi. A farli maturare concorsero le ostilità tra nativi e bianchi.
Un primo scontro si ebbe nel gennaio del 1861, noto come Bascom Affair, e portò all’arresto di Cochise, accusato d’aver guidato un attacco al ranch di John Ward.


Fort Bowie nel 1866

Gli indiani rubarono il suo bestiame e rapirono suo figlio Felix, appena dodicenne. Ward informò rapidamente il tenente colonnello Morrison a Fort Buchanan, che a sua volta ordinò al tenente George Nicholas Bascom di trovare i predoni e recuperare il piccolo. Tuttavia il tenente Bascom non ci riuscì, non trovò mai il ragazzo né i nativi responsabili di quell’azione, ma Ward, che sostenne d’aver visto gli indiani dirigersi verso le Chiricahua Mountains, lo convinse che il responsabile fosse Cochise. Il capo indiano non sapeva nulla del raid, nè di Felix Ward, ma non fu creduto e fu fatto prigioniero.
Cochise riuscì a fuggire e da allora non si contarono più gli assalti, gli omicidi e le scaramucce tra indiani ed esercito. Anni dopo però si venne a sapere che il raid era stato condotto da apache coyotero e che Felix Ward era stato adottato da una famiglia di questa tribù. Il piccolo Felix aveva assunto il nome di Mickey Free e da adulto divenne uno scout apache ed un cacciatore di taglie per l’esercito degli Stati Uniti.
Dalla fuga di Cochise i rapportti con gli indiani furono segnati da continui scontri a distanza di una certa violenza, caratterizzati da atti di coraggio e spropositati sacrifici che culminarono nella Battaglia di Apache Pass del 16 luglio 1862. In quella circostanza un’imboscata colse di sorpresa il reggimento dell’Unione del generale di brigata James Henry Carleton diretto nel Nuovo Messico per scontrarsi coi confederati. Quel che ne seguì finì sui libri di storia.


Ancora Fort Bowie nel 1866

Finalmente i tempi erano maturi per installare un presidio militare a protezione di Apache Pass e Apache Springs.
Fort Bowie fu costruito qui dopo la Battaglia di Apache Pass dal 5° Reggimento della California Volunteer Infantry. Fu costruito per proteggere il passo e la sorgente, in modo rudimentale, con mura di pietra alte due metri. Il reggimento che vi si stabilì era guidato dal colonnello George Washington Bowie che dette nome al forte. Le mura racchiusero tredici tende ed un alloggio di guardia anch’esso in pietra. Sembrava una sistemazione temporanea eppure non erano previsti particolari progetti per questo forte. Con l’avvicinarsi dell’inverno, le truppe non ne poterono più delle tende e le sostituirono con costruzioni raffazzonate di sassi e fanghiglia. Fort Bowie era di fatti un insediamento primitivo, un tugurio rovente dimenticato da Washington.


Apache Spring

Da qui però partirono le spedizioni con le quali, durante i successivi sei anni, l’esercito tentò di sottomettere definitivamente gli apache di capo Cochise. Il generale James Carleton, comandante del Dipartimento del Nuovo Messico, ordinò perentoriamente al comandante del forte “di attaccare gli Apache ogni volta che li trovasse vicino al suo posto, di scortare tutti i treni e i corrieri attraverso il passo e ben fuori nella Mesa, e di prendersi la libertà di inviare distaccamenti forti per proteggere i soldati e uccidere quando ritiene opportuno farlo”. Con tali presupposti, il sangue non tardò a bagnare queste terre.
Le condizioni di vita al forte, però, restarono pessime. Isolati e travolti dal caldo, i soldati si confrontarono sempre con poco cibo, malattie e la minaccia degli indiani. Le autorità predisposero continue rotazioni dei contingenti, affidandosi all’entusiasmo di nuove reclute, pur di assicurare al forte un morale costantemente alto.


Resti del primo forte


Resti del secondo forte

Nel 1868, iniziò la costruzione di un secondo Fort Bowie, stavolta tutto in pietra, con caserme, case, un granaio, scuderie, magazzini ed un ospedale. Fu raggiunta la pace ed istituito un territorio di 9mila metri quadrati come riserva per i chiricahua, ma tutto durò appena quattro anni. Morto Cochise nel 1874, nuove tensioni agitarono gli indiani che furono tradotti a nord, nella Riserva di San Carlos.
Il pericolo allora assunse il nome di Geronimo e Fort Bowie divenne il centro direttivo delle operazioni militari che portarono gli yankee ad inseguire il capo ribelle sino in Messico.


Geronimo e gli apache a Fort Bowie

Nel 1866 Geronimo si arrese e fu condotto prigioniero a Fort Bowie, poi da qui spedito in Florida. Il forte conobbe da allora momenti di tranquillità, sino ad essere definitivamente chiuso il 17 ottobre del 1894. Al momento del suo abbandono Fort Bowie era molto diverso da ciò che era stato in origine. Entro le sue mura vi erano circa 38 edifici in ottimo stato, tuttavia un piccolo cimitero testimoniava la paura e l’orrore che si erano sempre respirati in quel luogo.


Cimitero di Fort Bowie

Per più di venti anni Fort Bowie vegliò su Apache Pass e Apache Springs e fu punto focale delle operazioni militari dell’esercito statunitense contro i chiricahua per il controllo della regione.
Oggi è riconosciuto come sito d’interesse storico e meta per turisti ed appassionati di storia americana.

Approfondimenti:
– “Fort Bowie National Historic Site” di Mark L. Gardner
– “Fort Bowie, Arizona: Combat Post of the Southwest, 1858–1894” di Douglas C. McChristian.

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