Cerimonie rituali dei Mandan

A cura di Pietro Costantini

Una cerimonia del popolo Mandan
I Mandan erano un gruppo di lingua Siuan che, al momento del loro primo contatto con gli Europei, risiedeva in villaggi circolari di capanne di terra che erano ubicati sulle rive del fiume Missouri, nel territorio che oggi è il Nord Dakota. Essi definivano sé stessi come Numangkake (uomini) e identificavano la loro discendenza aggiungendo il nome del villaggio. Gli studi archeologici suggeriscono che la cultura storica Mandan si era sviluppata probabilmente attorno al 1500 e che i loro villaggi erano divenuti importanti centri per il commercio per i nomadi (dapprima a piedi, poi a cavallo) delle Grandi Pianure del West. Leggi il resto

Il popolo delle stelle

A cura di Cristina Uderzo

Capo Seattle
“Il cielo lontano, che ha pianto lacrime di compassione sul mio popolo per innumerevoli secoli e che ci appare senza cambiamenti ed eterno, può mutare. Oggi è bello. Domani può essere coperto di nuvole. Le mie parole sono come le stelle che non tramontano mai.”
E’ con queste parole profetiche che inizia il famoso discorso del capo indiano Seattle pronunciato nel 1854 in risposta al Governatore dello Stato di Washington, Isaac Stevens, nominato per dare il via alla colonizzazione della regione. Leggi il resto

Wolfkiller, custode della sapienza Navajo

A cura di Marco Aurilio

Un a fotografia che ritrae Wolfkiller
Nato intorno al 1855, Wolfkiller frequentò spesso il trading post di Louisa Wetherill alla quale insegnò molti aspetti della cultura del suo popolo, del modo di vivere e delle tradizioni. Fu tra i navajos che si arresero recandosi a Bosque Redondo, lui aveva una decina di anni ed era originario della Monument Valley. Queste le prime impressioni di Louisa Wetherill su di lui:” tra i lavoratori ce n’era uno in particolare che abbiamo notato. Sorrideva sempre ed era molto silenzioso. Si faceva i fatti suoi e usava i guadagni per comprare vestiti e cibo per la sua famiglia, mentre molti altri se li giocavano. Leggi il resto

Misticismo indiano


Generalmente nei racconti sugli indiani, e soprattutto nelle fiction, gli aspetti religiosi sono messi in secondo piano.
Gli indiani vengono presentati certamente con le loro credenze religiose, ma queste sembrano non interferire poi troppo con le loro azioni, quasi che essi fossero un popolo “laico”.
In realtà, come per tutte le culture primitive, le credenze religiose (qualcuno potrebbe dire superstizioni, ma si tratta di punti di vista) sono sempre di fondamentale importanza.L’indiano, come molti altri primitivi, ritiene di essere in continuo contatto con il mondo degli spiriti ai quali parla e che gli parlano.
Il contatto avviene attraverso uomini che hanno ricevuti dei doni particolari. Leggi il resto

Alce Nero un «beato» tra i Sioux

Quello che vi presentiamo oggi è un libro per certi versi straordinario perché partendo dalla vita religiosa di un grande nativo americano, tratta un intero spaccato di storia. E oltre agli aspetti legati alla conversione alla fede cattolica, a fare da fulcro della narrazione c’è anche la visione di Alce Nero quanto al destino del su popolo.
Sullo sfondo della grande epopea del West cresce il giovane Alce Nero, indiano della nazione Dakota e della tribù Oglala. A 13 anni combatte a Little Big Horn, nella battaglia che segna la sconfitta del Generale Custer. A 27 anni è ferito a Wounded Knee, durante il massacro che pone termine alle Guerre Indiane. Nello scontro con la civiltà dei bianchi il suo mondo, il cerchio della sua nazione, si sta spezzando. Ancora bambino, Alce Nero ha avuto delle visioni. Una “Grande Visione” che gli ha dato la speranza di poter ancora salvare il suo popolo.
Il filo conduttore della sua vita è la struggente nostalgia di un recupero della vita tradizionale e dell’unità del suo popolo ma neanche il viaggio in Europa con il circo di Bufalo Bill gli fa trovare nel mondo dei bianchi una “medicina”. Leggi il resto

Gli indiani e l’uso di piante stimolanti e allucinogeni


Una cerimonia che prevedeva l’uso del peyote
E’ noto a tutti gli studiosi delle culture native americane che gli indiani americani usavano una gran varietà di piante, tra cui alcune selvatiche ed altre coltivate, sia per scopi religiosi, sia pratici sia per semplice piacere o gusto. Per quanto riguarda la religione e i molti rituali che caratterizzavano la vita comunitaria dei nativi, le qualità allucinogene di certe sostanze facilitarono certamente la ricerca di visioni e del “contatto” con il mondo degli spiriti. Altre applicazioni erano puramente medicamentose, in quanto le piante psicotrope – così si chiamano scientificamente – vennero usate quali rimedi e antidolorifici o stimolanti, nei casi in cui le stesse sostanze erano usate per aumentare l’energia e il coraggio; infine, avevano anche una funzione sociale perché l’uso delle sostanze in comune, creava legami di amicizia e di lealtà. Leggi il resto

La religione nella vita degli indiani americani


Una cerimonia religiosa
Il tema della religione pervade tutti gli studi sulla cultura indiana. Gli indiani erano un popolo particolarmentè pio e devoto, che considerava se stesso un’estensione della natura animata ed inanimata. La religione e il rituale erano quindi in funzione di qualsiasi attività: la ricerca del cibo e gli altri modi di sopravvivenza, la tecnologia, l’organizzazione sociale e politica, la guerra e l’arte. La religione e la magia erano connesse con la scienza pratica, in quanto la preghiera era usata in collegamento con le tecniche della caccia e della pesca, e gli incantesimi accompagnavano i rimedi a base di erbe per curare le malattie. Per gli indiani i fenomeni naturali erano inseparabili da quelli sovrannaturali. Leggi il resto

I Miti dell’Emersione nella cultura dei nativi americani

A cura di Marco Maculotti per Axis Mundi

Secondo molte tradizioni mitiche, in principio i primi membri della razza umana furono generati nelle viscere della Terra, all’interno di mondi sotterranei simili a uteri cavernosi. I miti di emersione, particolarmente diffusi tra le popolazioni native americane, ci forniscono i migliori esempi di tali regni sotterranei. I racconti mitici narrano di come i primi esseri umani vennero portati in superficie per vivere alla luce del sole solo dopo essere rimasti a lungo sotto la superficie terrestre, allo stato—per così dire—«larvale», e dopo aver sviluppato una forma fisica rudimentale e una coscienza umana. Secondo le popolazioni native, questa emersione dal mondo sotterraneo segna la nascita dell’uomo dell’era attuale—o, per usare una locuzione tipica delle popolazioni americane, del «Quinto Sole»—e rappresenta anche la transizione dall’infanzia e dalla dipendenza dal grembo della Madre Terra alla maturità e all’indipendenza. Leggi il resto

La vera storia del crocifisso di Toro Seduto

A cura di Matteo Pastore da un lavoro di Karl Van Den Broeck

Sul crocifisso di Toro Seduto si sono scritte e lette molte cose, ma la gran parte di queste è sbagliata. Chi possiede oggi l’autentico crocifisso di Toro Seduto? La famosissima immagine (qui sopra) del capo Lakota-Hunkpapa Toro Seduto che indossa un crocifisso è divenuta così tanto iconica da essere enigmatica. La storia afferma che il missionario Pierre-Jean De Smet abbia dato il crocifisso a Toro Seduto. Leggi il resto

Il Natale nel vecchio west

A cura di Sergio Mura


Una scena natalizia nel west
A partire dalla metà del 1800 la tradizione cristiana del Natale era ben diffusa anche nel vecchio west esattamente come la conosciamo oggi. Più o meno si usava decorare l’albero di Natale, fare i regali, aspettare Babbo Natale (Santa Claus), spedire qualche cartolina o lettera con gli auguri, trascorrere le festività in un clima di generale allegria e festa e divertimento. Leggi il resto

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