La battaglia e il massacro del fiume Washita (27 Novembre 1868)

A cura di Sergio Mura e Giuseppe Santini

Arrivò infine il tempo in cui i pionieri iniziarono a desiderare le terre popolate dagli indiani. Le desiderarono talmente tanto che le prime scintille di guerra scatenarono un incendio le cui conseguenze apparvero immediatamente incalcolabili.
Fatti e fatterelli si susseguirono accrescendo la diffidenza tra i due popoli, le recriminazioni, le lagnanze, al punto che il Governo Americano decise di indire una delle tante conferenze di pace che nella zona delle Grandi Pianure si alternavano periodicamente senza riscuotere grandi consensi, né grandi risultati.
Nell’ottobre del 1867 gli indiani si incontrarono con i commissari governativi, prima a Fort Laramie e poi a Medicine Lodge Creek, per discutere dell’assetto da dare alle terre reclamate a gran voce dai bianchi ma difese con archi e frecce dagli indiani. Leggi il resto

La frontiera delle praterie e la guerra delle pianure meridionali

A cura di Matteo Pastore

L’attacco indiano al Warren Wagon Train
Secondo i calcoli storici, i campi ondulati e i pascoli tra la West Fork del fiume Trinity e la Clear Fork dei Brazos abbracciano il territorio più pericoloso del nord del Texas. Il viaggiatore da Jacksboro a Throckmorton non deve deviare lontano dalla US Highway 380 per scoprire perché. Le intestazioni sui marcatori storici statali raccontano la storia: il Massacro del Warren Wagon Train, la lotta indiana di Little Salt Creek, il “Grave of Negro Frontiersman Britt Johnson” e il Raid indiano su Elm Creek. Leggi il resto

Stendardi, mostrine, divise

A cura di Luca Barbieri

Il guidone del 7° Cavalleria al Little Big Horn
Un pugno di uomini annidati in una buca nella sabbia, stanchi, coperti di polvere mista a sudore, probabilmente feriti. Un nugolo di indiani, invisibili come spettri, li circonda, li stuzzica, ne allunga sadicamente l’inevitabile agonia. D’improvviso lo squillo metallico di una tromba che suona la carica, e sull’orizzonte tremolante per la cappa d’afa si stagliano le sagome di dozzine di cavalleggeri lanciati al galoppo, le sciabole sguainate strette da mani foderate da guanti color panna. Sopra le loro teste, tesa al vento, la bandiera a stelle e strisce sembra gonfiare il petto e annunciare con voce tonante: “Arrivano i nostri!” Leggi il resto

Gli indiani Wampanoag e il “ringraziamento”

Un grazie a Andrea Chiodi

Era l’undici novembre del 1620 quando il galeone “Mayflower” approdò nella baia di Cape Cod con a bordo oltre un centinaio di emigranti, perlopiù puritani, i cosiddetti “Padri Pellegrini”, che erano salpati da Plymouth. Ogni quarto giovedì di novembre negli Stati Uniti d’America si festeggia il “Thanksgiving Day”, ossia la “Festa del Ringraziamento”, che è, probabilmente, la celebrazione più tradizionale e sentita di quella nazione.
Nelle rappresentazioni si rievoca anche la partecipazione alla festa degli indiani Wampanoag che avevano assistito ed aiutato i puritani a superare il primo durissimo inverno sul nuovo continente e gli avevano insegnato anche come coltivare le piante tipiche del nuovo mondo, oltre ad averli riforniti dei prodotti di quella terra. Nelle rievocazioni si vedono i buoni Padri Pellegrini invitare i Wampanoag e questi partecipare alla festa portando con se cacciagione e, in buona evidenza, i tacchini. In queste festose rievocazioni non viene mai raccontato il destino toccato a quegli amichevoli indiani e anche i libri di storia sono avari di parole circa gli avvenimenti successivi. Leggi il resto

Una nuova, incredibile foto di Billy The Kid

A cura di Sergio Mura

La nuova immagine che ritrae Billy The Kid
E’ di questi giorni l’incredibile notizia che una foto più unica che rara in cui sono ritratti il famosissimo fuorilegge del vecchio West Billy the Kid mentre è impegnato a giocare a carte con la sua banda sta per essere messa all’asta al prezzo di 1 milione di dollari.
La foto parrebbe essere del 1877 e sarebbe la seconda immagine “autentica” del giovane pistolero, il cui vero nome era William H. Bonney. Nella foto il giovane Billy The Kid, appena diciottenne, è seduto al tavolo da gioco con Richard Brewer, Fred Waite ed Henry Brown.
Billy The Kid indossa una camicia bianca, un gilet scuro e un curioso cappello a cilindro; la foto lo immortala mentre sta guardando le sue carte; sul tavolo si vede una bottiglia di whisky piena per un quarto. Leggi il resto

Il fuoco e gli indiani

A cura di Gaetano Della Pepa

L’accensione del fuoco
Parlare oggi di come accendere il fuoco può sembrare una cosa banale. Abbiamo a disposizione ogni genere di supporto per facilitarci il lavoro. Ad esempio, i fiammiferi! Questi, già dal 1805 a Parigi, venivano fabbricati bastoncini di legno ricoperti ad una estremità di una miscela di facile combustione.
Solo nel 1840 vennero prodotti i primi fiammiferi che si accendevano per sfregamento, la cui capocchia era formata prevalentemente da un composto di fosforo. Gli svedesi, invece, fecero la prima comparsa, proprio in Svezia, nel 1855. Leggi il resto

La Missione perduta di San Sabà

A cura di Pietro Costantini

Un guerriero Lipan Apache
All’inizio del ‘700 gli Spagnoli costruirono una serie di missioni e forti in modo da dare supporto ai coloni spagnoli, convertire le tribù ben disposte e fortificare il confine con la colonia francese del Territorio della Louisiana. I missionari spagnoli ebbero qualche successo con alcune tribù sedentarie del sud ovest, ma ebbero problemi con le frequenti incursioni di Apaches e Comanches. Ciò accadeva con tale frequenza che nel Texas spagnolo e nel Nuovo Messico le incursioni erano diventate parte della vita coloniale spagnola. Leggi il resto

Milton Sharp, il gentiluomo che assaliva diligenze

A cura di Angelo D’Ambra

Milton Sharp mentre rapina una diligenza
Milton Anthony Sharp è uno dei più celebri assalitori di diligenze della frontiera. Avrebbe rapinato più di venti diligenze cariche d’oro e di argento lungo il confine tra California e Nevada, e la sua vita è diventata fonte per storie e personaggi di cinema, romanzi, fumetti.
Dove c’era l’oro c’erano fuorilegge, si sà, e così nelle regioni investite dalle migrazioni di disperati cercatori d’oro c’erano banditi efferati che, per far fortuna, trovavano molto più facile usare una pistola piuttosto che un piccone. Leggi il resto

Carlo De Rudio, il terrorista e l’eroe

A cura di Domenico Rizzi
Carlo De Rudio
Quando si parla del Risorgimento, si è soliti riferirsi a Camillo Cavour, Garibaldi, Mazzini e Vittorio Emanuele II, ignorando la miriade di personaggi minori –spesso ritenuti erroneamente come tali – che popolano il complesso panorama storico-politico italiano dal 1848 al 1866. Il conte Carlo Camillo de Rudio appartiene a questa schiera, sebbene con il suo gesto insensato avesse messo in pericolo la stabilità dello scacchiere politico europeo, minacciando la vita dell’imperatore Napoleone III. La sua esistenza si svolse in due fasi e fra due continenti diversi. La prima lo vide patriota mazziniano, difensore di Venezia e della Repubblica Romana ed infine esule in Gran Bretagna; la seconda, combattente della guerra di secessione americana, ufficiale di cavalleria nelle campagne contro gli Indiani, per concludere i suoi giorni nella tranquilla California circondato dagli affetti familiari più cari. Leggi il resto

La fine di Quantrill

A cura di Renato Panizza

Sul finire del 1864 il Generale sudista Sterling Price, vistosi battuto a Westport (Missouri) e poi a Mine Creek (Kansas), pose termine al suo raid in Missouri e ritirò il suo Esercito in Texas. Le speranze per la Confederazione di riprendere un minimo il controllo del Missouri erano definitivamente tramontate e i guerriglieri della banda di William Clarke Quantrill, che i Missouriani filo-sudisti avevano elevato a salvatore della patria, ridotti a poco più di una quarantina, ormai potevano fare ben poco.
Furono molto probabilmente questi fatti che spinsero Quantrill a iniziare uno spostamento a Est, al di là del fiume Mississippi, verso il Kentucky, anche se rimangono piuttosto misteriose le sue reali intenzioni in quel periodo. Leggi il resto

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