Etienne Brulè, il primo Coureur de Bois

A cura di Paolo Brizzi

Etienne Brulè a contatto con gli indiani
Etienne (Stephan) Brulè nacque all’incirca nel 1592 a Champigny sur Marne. Non conosciamo nulla della sua infanzia e poco della sua vita adulta, ma questo precursore dei coureurs de bois fu il primo uomo bianco a raggiungere huronia e il primo a visitare la Pennsylvania e a vedere quattro dei cinque grandi laghi americani. Era forse analfabeta, e quello che sappiamo deriva dalle narrazioni di Champlain e dei preti Sagard e Brebeuf; compare e scompare nei loro racconti, eludendo ogni inseguimento, affascinante ed enigmatico allo stesso tempo. Leggi il resto

Il Gold Bluff

A cura di Angelo D’Ambra

Cercatori d’oro sul fiume Klamath
Il più grande fiume nel nord-est della California è il Klamath che nasce in Oregon e sfocia nel Pacifico. È qui che prese vita la storia che stiamo per raccontare.
Tutto iniziò nell’estate del 1850 quando qualche esploratore riempì interi sacchetti di pelle di daino con sabbia carica d’oro brillante. Fu così che, negli ultimi giorni della “Corsa all’oro della California”, questo fiume conobbe frotte di cercatori d’oro che giunsero sulle sue sponde colmi di aspettative. Leggi il resto

Alamo, i miti da sfatare sulla battaglia

A cura di Renato Ruggeri


La battaglia di Alamo

Indiscutibilmente la battaglia di Alamo rappresenta uno dei momenti cardine della storia degli Stati Uniti d’America e in breve tempo questo episodio si è spostato dall’ambito storico più propriamente detto a quello, molto più confuso, in cui molti elementi appartengono più propriamente alla leggenda.
Restituire ai lettori e agli appassionati tutto il nitore della storia a qualcosa che è leggenda non è semplice, ma noi di Farwest.it ci abbiamo provato, affidando la ricerca al nostro Renato Ruggeri, noto per una serie di articoli dedicati proprio ai “miti da sfatare”.
Confidiamo che l’approfondimento che vi proponiamo sia gradito proprio perché riporta l’attenzione su ciò che veramente accadde ad Alamo.
Buona lettura! Leggi il resto

Pionieri, soldati e indiani

A cura di Domenico Rizzi

Indiani all’attacco di una carovana di pionieri
La storia della conquista del West è stata talmente modificata o travisata dal cinema, dalla letteratura, dalla stampa e dai fumetti che diventa sempre più difficile separare la verità dal falso. A questa considerazione non sfuggono ovviamente né gli eventi storici, né i personaggi che ne furono protagonisti.
Procedendo con un certo ordine e limitando il discorso al West tradizionale, comprendente i territori che dalla linea del fiume Mississippi si estendono fino alle coste dell’oceano Pacifico (in precedenza si indicavano con tale nome tutte le regioni ad occidente dei monti Allegheny e Appalachi) si può stabilire come data di inizio della conquista l’acquisto della “Grande Louisiana”, ceduta agli Stati Uniti dalla Francia napoleonica nel 1803. Leggi il resto

Un grido: arrivano i Cherokee!

A cura di Pietro Costantini

“The Cherokee are coming!”
I Cherokee usano riferirsi a sé stessi come Tsalagi o Aniyunwiya, che significa “Primo Popolo”. Vi sono molte teorie, sebbene nessuna provata, sull’origine del nome “Cherokee”. Potrebbe derivare dalla parola Choctaw Cha-la-kee, che significa “coloro che vivono sulle montagne”, oppure da Chi-luk-ik-bi (“quelli che vivono nel paese delle grotte”). La prima parola spagnola per riferirsi a loro fu Tchalaquei. Un’altra teoria è che Cherokee derivi da una parola dei Lower Creek, Cilò-kki, che designa qualcuno che parli un’altra lingua. La derivazione più comune, in ogni caso, è l’anglicizzazione del nome che danno a sé stessi nella loro lingua, cioè Tsalagi.
Sull’origine dei Cherokee prevalgono due teorie. Una è che i Cherokee, popolo di lingua irochese, potrebbero essere emigrati nel tardo periodo preistorico nel sud degli Appalachi, provenendo da regioni settentrionali, quelle che in tempi più recenti furono il territorio tradizionale delle Cinque Nazioni Irochesi e di altri popoli di lingua irochese. Leggi il resto

Chuck Wagon, il carro-cucina del west

A cura di Paolo Scanabucci

I cowboys intorno al loro chuck wagon
Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Charles Goodnight!
Probabilmente questa esortazione farà sorridere i veri esperti del West ma coloro ai quali, invece, questo nome non dice assolutamente nulla ora potranno appagare la propria curiosità in merito ad una delle cose che Mr Goodnight ha fatto.
Al di là delle mirabolanti avventure che possano aver vissuto, i cowboys erano gente come noi, con le loro esigenze naturali e avevano bisogno di mangiare. Leggi il resto

A. Frank Randall: catturare gli Apaches

A cura di Paolo Brizzi


In caccia degli Apache – clicca per INGRANDIRE
A. Franklin Randall aveva 29 anni quando, nel Maggio 1883, partecipò alla grande spedizione di Crook in Sonora, per invadere i rifugi dei Chiricahuas ribelli sulla Sierra Madre; il suo compito era quello di corrispondente, la sua speranza quella di ritrarre gli Apaches in campagna. Randall, nativo del Massachusetts, portava il suo equipaggiamento fotografico a dorso di uno dei 266 muli della spedizione. In Messico, Bourke riferisce, Randall portava un piccolo gufo sulla sella, per la costernazione degli scouts, che consideravano l’animale come uno spirito cattivo. Leggi il resto

La “Dodge City Gang” di Las Vegas

A cura di Omar Vicari


Rapinatori all’opera
Nell’estate 1879 una banda di “desperados“ conosciuta in seguito come la “Dodge City Gang“, fece la sua comparsa a Las Vegas, una cittadina sorta ai piedi delle “Sangre de Cristo Mountain“ nel New Mexico.
Col primo treno a vapore che quell’estate raggiunse il territorio, arrivarono alcuni individui noti alle cronache del west come la “Dodge City Gang“, così chiamata per la provenienza dalla nota città del Kansas dei suoi componenti. Leggi il resto

Le colpe di Custer e quelle degli altri

A cura di Domenico Rizzi

Quando leggiamo un romanzo giallo o assistiamo alla proiezione di un film poliziesco, ci aspettiamo ovviamente che alla fine venga scoperto il colpevole, sebbene nella realtà ciò non avvenga sempre in maniera scontata. Spesso, purtroppo, per dare un volto all’omicida o al delinquente, viene condannato un innocente, appagando in tal modo la coscienza collettiva e dando una dimostrazione di efficienza nella repressione del crimine.
Il medesimo principio viene seguito anche nei “processi” storici, dai quali necessariamente deve emergere la colpevolezza di qualcuno, ma se ciò risulta abbastanza agevole nei casi di crimini collettivi di portata mondiale – come il nazismo hitleriano e il feroce stalinismo – meno agevole è definire le responsabilità di un singolo individuo in relazione ad un preciso evento storico, quale può essere la battaglia del Little Big Horn combattuta il 25 e 26 giugno 1876 nel Montana meridionale. Leggi il resto

La battaglia del fiume Little Big horn – 25 giugno 1876

143° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2019)
A cura di Sergio Mura


La fase finale della battaglia di Little Bighorn
Il 25 giugno del 1876, nei pressi e lungo il fiume Little Bighorn, nel territorio statunitense del Montana, si svolse quella che è probabilmente la più conosciuta, studiata e famosa battaglia combattuta tra l’esercito degli Stati Uniti e una coalizione di indiani Sioux, Cheyenne e Arapaho. Essa va inserita nel contesto drammatico e più generale delle Guerre indiane, combattute a partire dal Settecento e fin tutto l’Ottocento tra i nativi americani e i coloni prima e successivamente tra i nativi americani e l’esercito statunitense poi. Leggi il resto

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