La costituzione di Mr. Colt: legge e ordine nel Far West

A cura di Luca Barbieri

Per affrontare correttamente questo tipo di argomento, bisogna partire da un dato imprescindibile: gli USA dell’800 erano un paese spaccato in due, da un lato l’Est civile e disciplinato, non dissimile da un qualunque paese europeo, dall’altro l’Ovest, dove era comunemente accettato che i cittadini girassero armati e risolvessero fra loro le questioni di diritto a colpi di pistola. Leggi il resto

Pierre-Jean De Smet, vita di un gesuita amico dei nativi

A cura di Angelo D’Ambra

Pierre-Jean De Smet con gli indiani
La frontiera conobbe pure il coraggio di uomini come Pierre-Jean De Smet che credevano sinceramente nella possibilità di convivenza e integrazione coi nativi. Il missionario De Smet divenne il bianco più stimato tra le varie tribù delle Montagne Rocciose grazie al suo impegno ed alle sue qualità umane. La sua ascendente fu anche decisiva in numerosi negoziati e nella preparazione di una serie di trattati, come quello di Fort Laramie.
De Smet era nato a Dendermonde, in Belgio, il 30 gennaio 1801, e nel 1821, lasciato Mechelen, dove aveva frequentato il seminario cattolico, era emigrato negli Stati Uniti, a Baltimora. Leggi il resto

I miti da sfatare sul massacro del Sand Creek

A cura di Renato Ruggeri

L’attacco al campo sul fiume Sand Creek
Sul famosissimo massacro del Sand Creek, talvolta definito anche battaglia del Sand Creek, sono stati spesi fiumi di inchiostro e, talvolta, da questo mare di parole ci si è allargati a vere e proprie mistificazioni o esagerazioni. Dalla testimonianza di Silas Soule e altri del tempo, è comunque emersa una drammatica verità che nessuna ulteriore ricostruzione a posteriori potrà mai cancellare: si è trattato di un massacro dai risvolti talvolta sadici. Negli Stati Uniti, però, alcuni studiosi – anche di notevole fama – si sono dedicati per lungo tempo a riordinare i fatti per quel che è stato possibile e senza la pretesa di arrivare alla verità assoluta. Leggi il resto

I cercatori d’oro del Klondike

A cura di Angelo D’Ambra

I cercatori d’oro del Klondike
Fin dall’inizio i cercatori d’oro che giunsero nel Klondike si spinsero attraverso differenti strade. Quelle meno costose attraversavano il Chilkoot Pass, iniziando da Deya, o il vicino White Pass, iniziando da Skagway. Si trattava di percorsi lunghi ed estenuanti perché si dipanavano su sentieri accidentati e prevedevano attraversamenti di laghi e corsi d’acqua. La strada più costosa, invece, prevedeva un viaggio in mare da Seattle o San Francisco attraverso il Nord Pacifico e il Mare di Bering fino St. Michel, alla foce del fiume Yukon. Da lì, uomini e merci erano poi trasferiti su un battello a vapore per un viaggio di millecinquecento miglia in acque canadesi. Leggi il resto

Gli indiani e il rapporto con i bianchi

A cura di Giovanni De Sio Cesari
Gli indiani ebbero sempre una pessima impressione della moralità dei bianchi, li considerarono sempre dei demoni e lo stesso colore pallido dei loro visi aumentava la suggestione che si trattasse effettivamente di spiriti malvagi
Due caratteristiche in particolare colpirono subito sfavorevolmente gli indiani: l’egoismo e la menzogna.
Essi videro con stupore che vi erano molte differenze economiche fra i bianchi e sembrava che gli uni non si curassero degli altri. Vedevano alcuni che avevano molto di più di quanto potesse servire loro e altri che non avevano niente e forse soffrivano essi stessi la fame. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 9

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 5, 7, 8, 9.

La Battaglia di Olentangy
Al sorgere del sole del 6 giugno circa 300 Americani avevano raggiunto il villaggio Wyandot abbandonato. Poiché il colonnello Crawford non si trovava, Williamson assunse il comando. Fortunatamente per gli Americani, l’inseguimento dell’esercito in ritirata era male organizzato in quanto Caldwell, comandante in capo delle forze indiane e inglesi, era stato ferito ad entrambe le gambe. Mentre la ritirata continuava, una forza indiana entrò in contatto con il gruppo principale degli Americani sul confine orientale dei Piani di Sandusky, vicino a un ramo del fiume Olentangy. Leggi il resto

La corsa all’oro nella Carolina del Nord

A cura di Angelo D’Ambra

Un cercatore d’oro nella Carolina del Nord
Pochi sanno che la prima corsa all’oro che esplose negli Stati Uniti si verificò nel North Carolina. Era il 1799 e John Reed si ritrovò tra le mani una strana pietra senza però rendersi esattamente conto di cosa fosse. Suo figlio, il dodicenne Conrad, l’aveva raccolta al Little Meadow Creek, il torrente che attraversava la fattoria, catturato dalla sua lucentezza mentre era intento a pescare. La famiglia usò l’insolita pietra come fermaporta fino al 1802, quando un gioielliere di Fayetteville, riconobbe che quella roccia era piena d’oro. La comprò per tre dollari e mezzo, denaro con cui Reed acquistò del caffè ed un abito per sua moglie. Solo più tardi il poveretto si rese conto che il valore di quella pietra superava i 3.500 dollari. Leggi il resto

Moses Milner, detto “California Joe”

A cura di Sergio Mura

Un ritratto “sul campo” di California Joe
Nato nel Kentucky l’8 maggio del 1829, Moses Milner, colui che in seguito sarebbe divenuto famoso in tutta la frontiera come California Joe, trascorse la giovinezza come quasi tutti i ragazzi dell’epoca, imparando prestissimo le dure regole della vita del tempo e subendo in maniera smisurata il fascino della vita avventurosa della frontiera che era in grado di dare dignità a chiunque avesse fegato da conquistarla. Le prime notizie certe che abbiamo di California Joe risalgono alla fine degli anni ’40, quando lo troviamo diretto verso St. Louis, nel Missouri, per unirsi ad un gruppo di trapper impegnati in una lunga battuta di caccia. Leggi il resto

Padre Antonio Ravalli, un gesuita tra gli indiani

A cura di Angelo D’Ambra

Padre Ravalli con gli indiani; sullo sfondo la chiesa e l’accampamento
Antonio Ravalli nacque a Ferrara nel 1812. Entrò nella Compagnia di Gesù intorno al 1833 e, con Louis Vercruyesse, Michele Accolti, Giovanni Nobili, Francis Huybrechts e sei suore della Congregazione di Notre Dame de Namur, raggiunse Fort Vancouver il 5 agosto del 1844 rispondendo all’appello di padre Pierre-Jean De Smet per evangelizzare i nativi del Nord America. Dopo un viaggio di otto mesi, soggiornò presso la missione di St. Paul sul fiume Willamette, in Oregon, qui apprese l’inglese e si dedicò alla cura degli ammalati e nella primavera del 1845, finalmente, con padre Adrian Hoeck, si unì alla missione di Sant’Ignazio tra i pend oreille, sul fiume Columbia. Leggi il resto

Il massacro di Camp Grant

A cura di Pietro Costantini

Un dipinto che mostra il massacro di Camp Grant
Il primo popolo moderno ad abitare l’attuale Arizona meridionale fu quello degli O’odham. Essi sono divisi in due branchie principali: gli Akimel O’odham, o popolo del fiume, e i Tohono O’odham, il popolo del deserto. Non erano genti nomadi. Erano coloni che si stanziavano lungo il corso dei fiumi, praticavano l’agricoltura e vivevano in piccoli villaggi. Gli Akimel O’odham risiedevano lungo il Gila e deviavano l’acqua del fiume mediante canali d’irrigazione come i loro antenati, gli Hohokam. I Tohono O’odham ed i loro immediati progenitori, i Sobaipuri, avevano colonizzato le zone lungo i fiumi San Pedro e Santa Cruz, che scorrevano verso nord, dal Messico all’Arizona. Leggi il resto

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