Le guerre Sioux – 14

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16.

Mappa 24. La Campagna di Terry, 10–24 giugno 1876
Ignaro dell’azione di Crook, ma in possesso delle informazioni fornite dalle staffette di Gibbon, Terry finalmente aveva una specifica, anche se in qualche modo datata, idea, in merito alle posizioni degli Indiani, che egli pensava si trovassero in qualche punto del Rosebud Creek. Queste nuove informazioni richiedevano nuovi ordini, che Terry emanò in 10 giugno (vedi mappa A). Il maggiore Marcus A. Reno, della truppa di Custer, doveva prendere sei compagnie di cavalleria per una ricognizione dei bacini dei fiumi Powder e Tongue e del Mizpah Creek e dare conferma che i Sioux non si erano spostati ad est.
Per nessun motivo doveva avventurarsi ad ovest del Tongue, in modo da non allarmare gli Indiani che si riteneva fossero sul Rosebud. Reno doveva terminare la sua ricognizione alla bocca del Tongue, dove si sarebbe ricongiunto con Custer e il resto del 7° Reggimento Cavalleria. Seguendo la ricognizione di Reno, Terry intendeva dirigersi a sud in colonne parallele, la cavalleria di Custer sul Tongue e le unità di fanteria di Gibbon sul Rosebud. Dopo aver risalito il Tongue per un lungo tratto, la truppa di Custer (più mobile) avrebbe voltato ad ovest verso il Rosebud e disceso il torrente spingendo i Sioux verso le unità di Gibbon.
Nello stesso tempo Reno non riusciva a perlustrare tutto il Mizpah Creek: seguì gli ordini di Terry fino al 15 giugno, dopo di che, disceso il Tongue per sole 8 miglia, decise di voltare ad ovest per cercare eventuali tracce del nemico sul Rosebud. Benché avesse disobbedito alle dirette istruzioni di Terry, avanzando risalendo il Rosebud, Reno aveva compreso che il piano di Terry di avanzare con colonne parallele non avrebbe funzionato: gli Indiani avevano già raggiunto la zona che stava al di là dell’area abbracciata dal movimento a tenaglia di Terry.
La notizia dei risultati della variazione della ricognizione da parte di Reno fece sì che Terry formulasse un altro piano d’azione (vedi mappa B). Mentre tutte le truppe si riunivano allo sbocco del Rosebud nello Yellowstone, egli progettò un secondo movimento a tenaglia simile al primo. Gli ordini scritti di Terry prevedevano piena libertà d’azione per Custer di scostarsi dalle disposizioni date; paradossalmente gli stessi ordini enumeravano anche tutta una serie di prescrizioni da seguire. Se Custer abbia disobbedito agli ordini è una controversia che continua fino ai nostri giorni. Gli ordini di Terry prevedevano che Custer risalisse il Rosebud e seguisse il cammino degli Indiani.

Se questa traccia si fosse allontanata dal Rosebud verso ovest, ciò nondimeno Custer avrebbe dovuto continuare a seguire il torrente per assicurarsi che gli Indiani non fuggissero verso sud. In vicinanza delle sorgenti del Rosebud, Custer doveva attraversare lo spartiacque per portarsi nel bacino del fiume Little Bighorn. Nel frattempo gli uomini di Gibbon avrebbero risalito il fiume Yellowstone, voltato a sud seguendo il Bighorn e fermarsi allo sbocco del Little Bighorn.
Il 21 giugno Custer partì con il suo reggimento di 12 compagnie (652 uomini). Da lì a poco Terry e Gibbon guidarono le truppe restanti, 4 compagnie di cavalleria e 5 di fanteria (723 uomini in totale), in direzione ovest lungo lo Yellowstone, percorso che li avrebbe portati alla bocca del Little Bighorn. Ciascuna delle due colonne seguì alla lettera il piano d’azione di Terry fino alla sera del 24 giugno.

Mappa 25. Avvicinamento di Custer a Crow’s Nest

Alle 19,45 del 24 giugno 1876 Custer si accampò a Busby Bend, sul Rosebud Creek. Per tutta la durata del cammino di quel giorno, lui, i suoi soldati e le guide avevano notato segni sempre più evidenti del villaggio Sioux. Non era ancora chiaro se gli Indiani avessero proseguito lungo il Rosebud o avessero voltato ad ovest in direzione del Little Bighorn. Alle 21 quattro guide Crow tornarono al campo con la notizia che le tracce dei Sioux portavano ad ovest, oltre la valle del Rosebud. Ora Custer era di fronte a un dilemma. Gli ordini di Terry erano di seguire il Rosebud fino alla sorgente, poi svoltare a ovest verso il Little Bighorn. Tramite questa manovra Terry intendeva intrappolare gli Indiani fra le truppe di Custer e la colonna di Gibbon. D’altro canto, proseguire lungo il Rosebud implicava molti rischi: possibilità di essere scoperti da esploratori nemici, perdita del contatto con il villaggio indiano e possibilità che le unità di Gibbon rimanessero da sole a fronteggiare gli Indiani. Valutate queste opzioni, Custer decise di mantenere il contatto seguendo la pista Sioux oltre lo spartiacque. Alle 21,20 Custer e il capo degli scout, tenente Charles A. Varnum, erano su un punto di osservazione naturale, chiamato Crow’s Nest, per individuare la posizione del villaggio Sioux. Mentre Varnum era assente, Custer decise di muovere la colonna per oltrepassare nottetempo lo spartiacque fra Rosebud e Little Bighorn. La sua truppa avrebbe dovuto poi nascondersi qui per tutto il giorno 25, in una piccola sacca annidata alla base di Crow’s Nest. Quella sera pianificò di avvicinarsi al villaggio, assumere la posizione di attacco prima dell’alba del 26 giugno e attaccare gli Indiani alle prime luci. Poco dopo la mezzanotte del 25 giugno, Custer portò i suoi soldati fuori dall’accampamento di Busby Bend, verso lo spartiacque. Dopo una lenta. Faticosa e disagevole marcia notturna durata quasi 3 ore, Custer fermò la colonna un’ora circa prima dell’alba, per preparare la colazione. Alle 7,30 Custer ricevette un messaggio da Varnum, che si trovava sulla cima del Crow’s Nest. Sebbene Varnum non avesse visto personalmente segni del villaggio Sioux (che ora si trovava nella valle del Little Bighorn), le guide indiane asserivano il contrario. Non volendo agire prima di aver fatto personalmente un sopralluogo, alle 8 Custer con un piccolo gruppo di soldati partirono per Crow’s Nest, mentre Reno portava avanti il reggimento.
Mentre Varnum era in attesa di Custer sul Crow’s Nest, le sue guide scorsero due gruppi di Indiani ostili che parevano essersi accorti della colonna di Custer. Custer raggiunge Crow’s Nest alle 9 ma, come Varnum, non era in grado di sorgere tracce del villaggio Sioux.

Tuttavia gli scouts indiani di Varnum convinsero Custer che i Sioux erano presenti nella valle del Little Bighorn. Le guide aggiunsero ancora che il movimento della colonna era compromesso e che un avvicinamento al villaggio senza essere visti adesso era impossibile. Custer respinse con cocciutaggine questo avvertimento e decise di continuare con il suo piano di nascondere il reggimento ed attaccare ai primi albori.

Mappa 26. Avvicinamento di Custer al Little Bighorn

Durante l’assenza di Custer, Reno aveva mosso la colonna in avanti, in una posizione appena a nord di Crow’s Nest. Al suo ritorno, Custer aveva appreso di un’ulteriore minaccia alla sicurezza delle sue truppe. Nella marcia notturna uno dei muli aveva perso parte del suo carico. Il drappello inviato per il recupero scoprì molti Indiani ostili che stavano frugando nel contenuto. I soldati fecero fuoco sugli Indiani, disperdendoli ma non causando vittime. Accoppiata alle osservazioni delle guide di Varnum, questa ultima breccia nella sicurezza obbligò Custer a scartare il suo piano originale in cambio di un approccio più nascosto. Invece di occultare le truppe per tutta la giornata del 25 giugno, avrebbe voluto avvicinarsi e attaccare il villaggio immediatamente. Per ironia della sorte, nessuno degli Indiani che avevano individuato la colonna riferì la scoperta al villaggio fin dopo la battaglia, ma Custer non aveva modo di saperlo.
Alle 10,50 Custer radunò i suoi ufficiali e spiegò il suo nuovo piano e l’organizzazione della colonna. Diede disposizione ad ogni comandante di compagnia di fornire un sottufficiale e sei uomini per accompagnare il convoglio dei rifornimenti. Le compagnie si sarebbero mosse nell’ordine in cui finivano i preparativi per la partenza. I soldati ripresero la marcia alle 11,45, con la compagnia del capitano Frederick W. Benteen che stava all’avanguardia. Non avevano proceduto più di un miglio e mezzo oltre lo spartiacque, quando Custer ordinò di arrestarsi. A questo punto riorganizzò gli uomini in quattro sezioni: il battaglione di Benteen con le compagnie D, H e K (120 uomini); il battaglione di Reno con le compagnie A, G ed M (175 uomini); il battaglione di Custer con le compagnie C, E, F, I ed L (221 uomini); e la Compagnia B del capitano Thomas M. McDougall insieme al convoglio (in totale 136 uomini). Custer ora distaccò Benteen, ordinandogli di pattugliare l’area a sud per determinare se gli Indiani fossero fuggiti in quella direzione. Non appena avesse accertato che gli Indiani non se ne erano andati, Benteen doveva ricongiungersi alle truppe al più presto possibile.


George Armstrong Custer con i suoi scouts Arikara – foto del 1874

Custer e Reno continuavano la loro avanzata seguendo il torrente che oggi si chiama Reno Creek, con il battaglione di Custer sulla riva destra e quello di Reno sulla sinistra.
Benteen aveva cominciato la sua ricognizione con entusiasmo, ma dopo aver attraversato una serie di alture senza trovare tracce di Indiani, ne concluse di essere stato deliberatamente escluso dai combattimenti. Come conseguenza, non avvertiva più il senso dell’urgenza che provava prima. Nel frattempo Custer e Reno avevano continuato l’avanzata seguendo il Reno Creek, finché si erano ricongiunti sulla riva destra, presso un tepee solitario, che conteneva il corpo di un guerriero che era stato mortalmente ferito nella battaglia del Rosebud. Fu in quel punto che le guide di Custer riferirono di aver potuto avvistare la mandria dei pony dei Sioux e alcuni Indiani che correvano in distanza. Alle 14,15 Custer e Reno lasciarono la posizione del tepee solitario al passo di trotto e avanzarono per circa 3 miglia, raggiungendo un’area piana tra il Reno Creek e il suo ramo settentrionale (The Flats). Qui furono avvistati molti Sioux, due dei quali stavano valicando una collina per dare l’allarme. A questo punto Custer ordinò a Reno di seguire il Reno Creek fino al Little Bighorn, guadare il fiume e assalire il villaggio in fuga con una carica a cavallo.

Custer promise a Reno che avrebbe supportato l’attacco con gli altri reparti della truppa. Dopo la partenza di Reno, Custer seguì brevemente lo stesso percorso, raggiungendo la biforcazione superiore del Reno Creek alle 15.
Qui Custer ricevette una serie di sorprendenti rapporti di Reno, che indicavano che gli Indiani non si stavano ritirando come ci si aspettava. Ancora una volta, Custer fu costretto a rivedere i suoi piani.

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