Le guerre Sioux – 10

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.

Mappa 13. Le Pianure Settentrionali, 1868–75
La guerra Sioux del 1867-68 aveva chiaramente decretato la superiorità dei Sioux Oglala sulle forze statunitensi nel Nord Wyoming e Sud Montana ad est dei Monti Bighorn. Il trattato del 1868 tra la Nazione Sioux e gli Stati Uniti aveva di conseguenza riconosciuto il diritto dei Sioux a spostarsi e cacciare in un vasto tratto di territorio non ceduto agli U.S.A.
Questo territorio era denominato “non ceduto” in riconoscimento del fatto che sebbene gli stati Uniti non riconoscessero l’appartenenza ai Sioux del territorio, nemmeno negavano che i Sioux avessero diritto di caccia su quell’area. Il trattato stabiliva anche una riserva nel Territorio del Dakota dove «gli Stati Uniti ora concordano solennemente che nessuna persona eccetto quelle citate in questo documento designate e autorizzate a fare questo…avrà mai il permesso di attraversarla, stabilirvisi, o risiedere nel territorio descritto in questo articolo…e d’ora in poi gli Indiani con il presente documento rinunciano a ogni rivendicazione o diritto ad ogni e qualsivoglia porzione degli Stati Uniti o dei Territori, eccetto quanto è compreso entro i limiti sopra definiti ed eccetto quanto sarà previsto d’ora in poi.» Questo dispositivo stabiliva chiaramente i solenni diritti dei Sioux al possesso perpetuo della riserva. Sebbene il trattato riuscisse a mantenere la pace nelle Pianure del nord per diversi anni, esso venne condannato all’ insuccesso dall’avanzata apparentemente inarrestabile dei coloni verso ovest.


La mappa della Grande Riserva Sioux

L’intera regione era sotto la giurisdizione militare del generale Philip H. Sheridan, comandante della divisione militare del Missouri. L’area di sua competenza si estendeva dal corso del fiume Missouri alle Montagne Rocciose e dal Canada al Messico.
Nel 1873 i Sioux rifiutarono ogni apertura per un diritto di passaggio della ferrovia Northern Pacific Railroad. La loro opposizione ai gruppi che effettuavano sopralluoghi portarono Sheridan ad inviare nella valle dello Yellowstone una grande spedizione militare comandata dal colonnello David Stanley. Nel corso di questa spedizione il tenente colonnello George A. Custer, del 7° Reggimento Cavalleria, si scontrò due volte con i Sioux, il 4 e l11 agosto 1873.


Le Pianure Settentrionali 1868–75

Nella primavera dell’anno successivo Sheridan incaricò il suo subordinato, brigadiere generale Alfred H. Terry, che era a capo del Dipartimento del Dakota (vale a dire gli attuali stati del Montana, Nord Dakota, Sud Dakota e Minnesota), di inviare una pattuglia di ricognizione nelle Colline Nere (Sud Dakota) per accertare la fattibilità di installarvi una guarnigione dell’esercito. Questa pattuglia di ricognizione, comandata da Custer, non solo stabilì l’adeguatezza del terreno per una guarnigione, ma trovò tracce evidenti della presenza di oro. La notizia si propagò per tutta la nazione, scatenando una corsa all’oro verso le Colline Nere (nell’odierno Sud Dakota). La difficoltà stava nel fatto che la regione delle Colline Nere si trovava all’interno del territorio riservato ai Sioux col trattato del 1868. Nonostante ciò, nessun governo Americano, non importa quanto progressista, avrebbe cercato di trattenere il gran numero di cittadini nel loro perseguimento della felicità (che si manifestava nel loro sogno di trovare l’oro). La situazione imbarazzante che si presentava al presidente Ulysses Grant era che egli non poteva impedire agli Americani di entrare nelle Colline Nere; nello stesso tempo non poteva permettere loro di andarvi in modo legale. Trovare una scusa plausibile per dichiarare guerra ai Sioux sembrava la sola scelta possibile a Grant per risolvere il problema. Se il governo avesse combattuto i Sioux e avesse vinto, le Colline Nere sarebbero state cedute come bottino di guerra. Ma Grant scelse di non combattere i Sioux che erano rimasti nelle riserve; piuttosto, era determinato ad attaccare quella parte dei Sioux che si spostavano nel territorio non ceduto, con il pretesto che quelli stessero commettendo atrocità contro i coloni abitanti sul confine indiano. Di conseguenza, Grant ordinò al Bureau degli Affari Indiani di inviare un ultimatum agli Indiani perché ritornassero volontariamente alla riserva entro il 31 gennaio 1876, altrimenti sarebbero stati obbligati a farlo con un’azione militare.
C’erano due categorie di Indiani nomadi, al di fuori della riserva, la maggior parte dei quali ignorò l’ultimatum. Un gruppo, chiamato “nomadi invernali”, respingeva ogni sostegno da parte dell’uomo bianco e viveva nel territorio non ceduto.


Gold Seekers to the Black Hills – Howard Terpning

Quelli dell’altra categoria, chiamati “nomadi estivi”, accettavano i sussidi dell’uomo bianco in inverno, ma seguivano le loro vecchie abitudini in estate. Quando Sheridan fu incaricato della missione di avviare una campagna contro gli Indiani dell’area non ceduta, credeva che avrebbe dovuto combattere solo contro i “nomadi invernali”. Quando la stagione si fece più mite, il numero di “nomadi estivi” crebbe notevolmente nella zona non ceduta, creando una più grave minaccia contro i soldati.

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