Le guerre Sioux – 8

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.

Mappa 11. La battaglia di Hayfield, 1 agosto 1867
Nella primavera e nell’estate del 1867 gli Indiani ripresero le loro azioni di disturbo contro i forti C. F. Smith e Phil Kearny. Nessuno degli attacchi era stato portato a fondo seriamente e nessuna delle due parti aveva avuto perdite significative. In luglio Nuvola Rossa riunì la sua coalizione di tribù indiane nella valle del Rosebud per la sacra Cerimonia del Sole e per discutere le prossime mosse contro i forti della Pista di Bozeman.
I capi tribali schieravano qualcosa come 1.000 guerrieri, ma questa confusa confederazione di tribù non riusciva ad accordarsi su quale forte portare l’attacco e finì per sparpagliare le proprie forze.
La maggioranza dei Cheyenne, con alcuni Sioux, si diresse contro Fort C. F. Smith, mentre il resto dei Sioux, con altri Cheyenne, decise di attaccare un gruppo di tagliaboschi vicino Fort Phil Kearny. Forse perché l’azione contro i forti era stata sporadica, gli Indiani ignoravano che, all’inizio di luglio, era arrivato ai forti un carico di nuovi fucili Springfield-Allin M-1866 a retrocarica, calibro 50-70. Lo Springfield-Allin era una modifica dello Springfield ad avancarica calibro 58, l’arma da spalla standard della Guerra Civile. Sebbene a colpo singolo, la nuova arma, che usava la Martin bar-anvil, center-fire-primed, cartuccia calibro 50, era altamente affidabile ed era in grado di fare fuoco accuratamente e rapidamente. Assieme ai fucili erano arrivate 100.000 munizioni.
Entrambi i forti, Smith e Kearny, erano sufficientemente difesi, non temendo un attacco diretto contro i loro bastioni. Comunque entrambi avevano punti di osservazione esterni. A Fort C. F. Smith era il campo di fieno (hayfield) situato a due miglia e mezza a nord est del forte.
Nel campo i lavoratori a contratto avevano costruito un improvvisato corral, libero da tronchi e cespugli, come area protetta per il deposito dei loro equipaggiamenti ed animali e come posizione difensiva, se necessario. 19 soldati, comandati dal tenente Sigismund Sternberg, erano a guardia dei sei tagliatori di fieno nel campo. La mattina del 1 agosto 1867 gli Indiani attaccarono gli uomini distaccati a lavorare nel campo di fieno. Lavoratori e militari si precipitarono a rifugiarsi nel corral e, eccettuato il tenente, si ripararono dietro i tronchi che delimitavano il perimetro del corral.


La battaglia di Hayfield

Il tenente Sternberg, di addestramento ed esperienza militare formale europea, avendo militato nell’esercito prussiano prima che in quello degli Stati Uniti, non considerava appropriato al protocollo militare che gli ufficiali combattessero in posizione prona e così decise di combattere i stando in piedi. Il tenente, dell’età di 29 anni, si trovava a Fort Smith da soli sette giorni e non aveva precedente esperienza nel combattimento contro gli Indiani.
Non è nota la consistenza numerica degli attaccanti, è probabile che gli Indiani fossero circa 500. L’attacco iniziale avvenne verso mezzogiorno. Gli Indiani fecero parecchi attacchi d’assaggio contro il corral, sperando di indurre i soldati ad inseguirli. Fallita questa tattica, passarono a condurre un attacco in massa. I guerrieri seguivano il solito sistema: aspettavano una scarica di fucileria da parte dei soldati, che era seguita da una pausa, necessaria ai soldati per ricaricare i loro goffi fucili ad avancarica. Di questa pausa i guerrieri avrebbero approfittato per precipitarsi nel corral e sopraffare i soldati. Ma questa pausa non si verificò, perché i soldati riuscivano a ricaricare rapidamente i loro nuovi fucili. Anche se i soldati non erano ancora riusciti ad abituarsi del tutto alle nuove armi, la massa di fuoco da loro sprigionata respinse l’attacco. Durante l’attacco il fuoco dei guerrieri aveva ucciso il tenente Sternberg con un colpo alla testa. Anche il vice comandante del reparto era stato colpito, e ferito seriamente ad una spalla. Per cui il comando fu assunto da Don A. Colvin, uno dei civili lavoranti nel campo, che nella Guerra Civile era stato ufficiale. Dopo il fallimento dell’attacco, i Sioux e Cheyenne presero posizione dietro le rocce che si trovavano a circa 250 metri a sud del corral e da quella posizione tennero i nemici sotto tiro fino alla fine della giornata.
Il secondo attacco partì dalle rocce e fu ancora respinto dal massiccio fuoco dei soldati. Quel pomeriggio di nuovo per due volte gli Indiani lanciarono attacchi a cavallo dal terreno sopraelevato in cui si erano appostati sperando di sopraffare i difensori.


Posizione dei combattenti nella battaglia di Hayfield

Tutte le cariche impetuose venivano fermate dal fuoco incessante dei soldati, che obbligò infine gli Indiani a ritirarsi. Gli Indiani cominciarono a portare l’attacco finale contro la palizzata sud del corral arrivando a piedi; riuscirono a guadare il torrente, poco profondo, ma non riuscirono a portarsi fino alla palizzata del corral. Al forte il colonnello Luther P. Bradley, con le 5 compagnie disponibili di fanteria (10 ufficiali e 250 soldati), non poteva vedere né sentire il combattimento che avveniva al corral. La notizia dell’attacco arrivò qualche tempo dopo pranzo, quando gli addetti al treno dei carri, che avevano lavorato a sud ovest del forte, riferirono che avevano potuto vedere un gran numero di Indiani che attaccavano gli uomini del campo di fieno. Dapprima il colonnello di dimostrò riluttante ad inviare aiuti. Forse temeva che un’imboscata come quella subita da Fetterman stesse aspettando il gruppo di soccorso. Comunque verso le 15,30 fece uscire un gruppo di ricognizione a cavallo, che ritornò rapidamente al forte e riferì della serietà della situazione. Il rapporto della pattuglia, insieme alla disperata richiesta di aiuto da parte di un corriere che era riuscito a uscire dal corral e a correre al forte, spinse il colonnello a organizzare una forza di soccorso di due compagnie da mandare in aiuto ai combattenti del campo di fieno. Alle 16 circa, l’apparizione dei rinforzi e soprattutto il crepitare degli howitzer che li accompagnavano, convinsero gli assalitori ad abbandonare l’assalto e a ritirarsi. Colvin e i suoi sparuti difensori erano riusciti a tenere la posizione per più di sei ore. La forza civile-militare aveva subito la perdita di tre uomini uccisi e tre feriti. Sebbene l’esercito stimasse fra i 18 e i 23 i guerrieri uccisi, gli Indiani riconobbero solo di aver perso otto guerrieri e avere avuto parecchi feriti.

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