Il Little Bighorn secondo Red Horse

144° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2020)
A cura di Michele De Concilio

Quello che segue è il racconto della battaglia del Little Bighorn per quello che fu dato vedere al coraggioso guerriero Red Horse (Cavallo Rosso), un Sioux piuttosto in vista tra la sua gente.
Cinque primavere fa io, con molti nativi Sioux, prendemmo ed arrotolammo i nostri tepee e ci spostammo dal fiume Cheyenne al fiume Rosebud, dove eravamo accampati da pochi giorni; quindi muovemmo il nostro campo verso il fiume Little Bighorn e mettemmo le nostre tende presso il grande campo dei Sioux. Leggi il resto

La battaglia di Little Bighorn nei ricordi degli indiani

144° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2020)
A cura di Sergio Mura
Quella mattina, una stupenda mattina estiva, Moving Robe era nella prateria della valle del Greasy Grass (Little Bighorn), appena fuori dal grande villaggio, per raccogliere rape. Con un bastone appuntito le estraeva dal terreno e le riponeva in una bisaccia. Ad un certo punto la sua attenzione venne distratta da una grande nuvola di polvere che saliva verso il cielo a est. La giovane figlia del guerriero Hunkpapa noto come Crawler aveva allora 23 anni. Si issò in piedi (1 – per le note si faccia riferimento alla cartina poco più sotto) e osservò con attenzione la nube ma ebbe pochi secondi per comprenderne il significato.
Passò un guerriero al galoppo urlando: “Stanno arrivando i soldati!” Leggi il resto

La stampa americana e la battaglia del Little Bighorn

144° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2020)
A cura di Cesare Bracchi

Il primo bianco ad avere notizia della battaglia di Little Big Horn e quindi della sconfitta del Generale Custer e delle sue truppe fu il Tenente Bradley del 7° Fanteria capo degli esploratori del comando di Gibbon il mattino del 27 giugno 1876.
Egli infatti, insieme ai suoi scout indiani, arrivando da nord, trovò dapprima i corpi dei soldati di Custer sparsi per le colline sovrastanti l’enorme campo indiano ormai abbandonato e, proseguendo, incontrò i soldati del Maggiore Reno. Questi, ignari di quanto accaduto a Custer e ai suoi, erano trincerati su una collina dopo aver subito un assedio di due giorni da parte dei Sioux e dei Cheyenne dopo averli inizialmente attaccati dalla estremità meridionale del campo. Leggi il resto

Sul campo insanguinato del Little Big Horn

144° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2020)
A cura di Franco Recanatesi
Libbie e George A. Custer
Ecco come un noto giornalista, appassionato di storia del west, vede e descrive alcuni tra i più noti protagonisti della battaglia di Little Big Horn.
George Armstrong Custer, 37 anni, soprannominato “Boy general” per avere raggiunto il più alto grado della cavalleria a soli 23 anni durante la guerra di Secessione. Nato a New Rumley (Ohio) nel 1839. Un coraggio da leone, ferocissimo con gli indiani, durissimo con i suoi soldati, innamorato pazzo della moglie Elizabeth Bacon, morta a 91 anni nel 1933: le spediva dalla frontiera anche due lettere al giorno, per lei – l’amata “Libbie” – finì sotto la Corte marziale per averla raggiunta a 300 miglia di distanza abbandonando il proprio distaccamento.
I disertori li faceva fucilare sul posto, nel massacro dei Cheyenne a Washita non risparmiò nè donne nè bambini. Leggi il resto

Tecumseh, Nuvola Rossa e Toro Seduto

A cura di Isabella Squillari

Tecumseh, Nuvola Rossa e Toro Seduto furono tre grandissimi capi indiani. Caratterizzarono la loro vita con un ampio uso di diplomazia, coraggio e carisma.
Molti capi indiani saggi e coraggiosi crearono per sé, e ottennero, rispetto e celebrità tra la fine del diciottesimo e l’inizio del diciannovesimo secolo. Soltanto qualcuno di essi, comunque, aveva capacità diplomatiche e carisma necessari per andare oltre la guida delle loro stesse bande e tribù, per arrivare a formare e condurre alleanze tra tribù diverse. Leggi il resto

La casa-museo di Doc Holliday (con un’intervista esclusiva)

A cura di Lorenzo Barruscotto

L’interno della casa di Doc Holliday
Cos’è il West?
Sentendo questa parola tutti noi spolveriamo dai meandri della nostra memoria sensazioni, emozioni e ricordi legati ad un film, un libro o un fumetto. Ognuno di noi ha un modo diverso di approcciarsi a quel periodo crudele, selvaggio ma affascinante.
C’è anche chi sostiene che il West che è giunto fino a noi, proprio perché filtrato dalle percezioni di altri, non sia quello vero, che quello autentico non avesse nulla in comune nemmeno con l’idea più brutta, sporca e cattiva che il più pessimista degli appassionati contemporanei possa costruirsi nella mente in merito a quegli anni. Beh, come per molte cose la verità bisogna ricercarla nel mezzo tra i due estremi. Leggi il resto

I mormoni nello Utah

A cura di Angelo D’Ambra

I mormoni diretti verso gli insediamenti in Utah
Quando i mormoni arrivarono per la prima volta nello Utah, la regione non faceva ancora parte del territorio statunitense. Il Messico la cedette poco dopo ed i mormoni videro una grande opportunità per la loro comunità. Con gioia accolsero la notizia che il presidente Millard Fillmore aveva nominato come governatore territoriale Brigham Young, il capo della loro chiesa, e sperarono di aver finalmente trovato la loro terra promessa.
I mormoni erano stati spesso vittima di cruente persecuzioni e di folli discriminazioni. Il loro fondatore, Joseph Smith, convinto che il Missouri fosse la nuova Sion destinata alla prosperità della sua comunità religiosa, aveva dapprima condotto lì tutti i suoi seguaci andando però incontro ad aspri conflitti. Leggi il resto

La battaglia del Rosebud

A cura di Sergio Mura

Nel corso dei primi mesi del 1876 fu chiaro a tutti, ad eccezione degli indiani considerati ostili dal governo degli stati Uniti, che si stava muovendo la più grande forza militare contro gli ultimi resistenti delle pianure del nord-ovest.
L’ingiunzione a tutte le bande ancora fuori dagli stretti ambiti delle riserve, a farvi rientro (o ad entrarvi se era la prima volta) abbandonando la vita libera, fu la mossa decisiva.
Una pretesa che considerava solo l’esigenza della gente bianca e del governo americano, ma assai poco rispettosa delle usanze e delle necessità delle tribù indiane.
L’ordine, infatti, fu emanato intimando tempi molto ristretti e imponendo l’obbedienza degli indiani in pochissime settimane, cosa impossibile con l’inverno alle porte. Leggi il resto

Wyatt Earp giorno per giorno

A cura di Omar Vicari
Wyatt Earp
Una domanda che mi sono spesso posto come curioso di storia del west, è quella riguardante la vita quotidiana di qualche mostro sacro della frontiera. Le cronache riguardanti la loro vita sono spesso sommarie, quattro o cinque date circa la nascita, le imprese compiute, la data della loro morte e poi niente più.
La curiosità invece mi ha spinto spesso a chiedermi come viveva e cosa faceva ad esempio Wyatt Earp (tanto per citarne uno) nel periodo finale della sua vita. Dopo lo scontro all’OK Corral nel 1881 e la relativa fuga dall’Arizona, di cosa si occupava? E nel 1910 o nel 1915 o, se volete, nel 1920 o 1925, dove viveva e che cosa faceva giornalmente? Leggi il resto

Geronimo, l’Apache che difese la cultura del suo popolo

A cura di Luigi Mascheroni
Nella sua lingua nativa, il chiricahua, fu chiamato Goyaalé, «colui che sbadiglia». Mai nome fu meno appropriato. Geronimo, come lo ribattezzarono suoi avversari e come lo conosce la Storia, fu uno dei più feroci e coraggiosi guerrieri che il continente americano conosca.
E che ancora a un secolo dalla morte non smette di incutere timore. Demonio per alcuni e mistico per altri, il capo Apache che ha difeso la cultura dei pellerossa combattendo contro americani e messicani, continua a far discutere. Martedì, anniversario della morte (il 17 febbraio 1909, in Oklahoma), la tribù di San Carlos Apache dell’Arizona renderà omaggio a Geronimo con l’obiettivo di riscattare la sua eredità spirituale e cancellare l’immagine negativa che ancora circola nella cultura popolare degli Stati Uniti attorno all’antico capo guerriero. Apache Chiricahua, Geronimo era nato il 16 giugno 1829 nella tribu Bedonkohe, vicino al fiume Gila, in Arizona. Leggi il resto

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