La prigione di Yuma (1875 – 1909)

A cura di Angelo D’Ambra

All’interno della prigione di Yuma
Nell’immaginario western, alimentato da film e romanzi, la prigione di Yuma, in Arizona, è diventata l’inferno in terra, fatto di criminali recidivi ed efferati, manigoldi, scellerati banditi ancor più inviperiti dall’ impossibilità di fuga, guardie sadiche e più disumane dei detenuti, pronte a torture e pestaggi brutali. Scrittori e cineasti – pensiamo al classico “Quel treno per Yuma”, romanzo, film e remake, su tutti – hanno consegnato la prigione di Yuma al grande pubblico come una gabbia di supplizi e tormenti.
Ma era davvero così? Leggi il resto

Le guerre Sioux – 1

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1

Mappa 1. I Sioux e le Grandi Pianure
Uno dei più famosi fra tutti i nomi di tribù indiane è quello dei Sioux. Sebbene numerose tribù parlino un dialetto Siuan, il nome tribale Sioux è attribuito solo al più grande di questi gruppi. Il nome ebbe origine a causa dei Chippewa (oppure: Ojibwa), che modificarono il termine francese nadouessioux, a sua volta derivato da una parola algonchina che aveva il significato di “piccoli serpenti”, e lo applicarono ai loro nemici tradizionali, i Sioux. Leggi il resto

Calamity Jane, tra storia e leggenda

A cura di Antonio Pannullo, da Il Secolo d’Italia

Calamity Jane in un bel montaggio fotografico realizzato in studio
Calamity Jane? Forse è un’invenzione di Buffalo Bill per pubblicizzare il suo Wild West Show (che venne anche in Italia), ma probabilmente è vissuta davvero: ci sono le foto, documenti, data di nascita e morte, che però avrebbero potuto essere artefatti. Perché Calamity Jane, l’unica donna famosa del West, è entrata nell’immaginario collettivo? Perché a fine Ottocento circolavano, e avevano grande diffusione negli States, le cosiddette dime novel, dei libriccini in cui si raccontavano le avventure romanzate dei personaggi più leggendari del West, scritte perlopiù senza mai conoscere le biografie effettive dei personaggi trattati. Inoltre Calamity Jane scrisse lei stessa alcune autobiografie celebrative, per cui la leggenda si confonde sempre più con le realtà. Leggi il resto

Le ferrovie al tempo del West

A cura di Sergio Mura


La grandezza degli Stati Uniti, così come siamo abituati a considerarla, è diffusamente frutto delle innovazioni tecnologiche, specialmente in campo agricolo e ferroviario. Nel primo, la tecnologia consentì di domare milioni e milioni di acri di terra strappata agli indiani e il secondo, invece, consentì di trasportare ovunque i frutti del lavoro in agricoltura.
Il grande miracolo che ha consentito di creare una grande nazione in grado di sostenere oltre cento milioni di uomini resisi liberi con la conquista del west è in parte dovuto alla diffusione delle ferrovie e dei treni che consentirono di coprire le oltre 3.000 miglia di distanza da oceano ad oceano in tempi ragionevoli e in sicurezza. Leggi il resto

I saloon

A cura di Sergio Mura

Un cowboy entra a cavallo dentro un tipico saloon del west
Non è davvero possibile parlare di Far West senza menzionare le migliaia di saloon che ne hanno punteggiato la storia e lo sviluppo. Lo stesso termine “saloon” è un’icona del west, almeno nella nostra mente. Lo immaginiamo con la facciata di legno e l’insegna che invita ad entrare ed i classici vicoletti scuri ai lati della costruzione.
Immaginiamo anche le classiche porte cigolanti che si aprono e chiudono al passaggio dei cow-boys che cercano un sollievo nel whisky per le loro gole riarse dal sole e dalla polvere.
Quando l’America decise di diventare una grande nazione e di conquistare ogni spazio del suo territorio a ovest, ebbene i saloon si misero subito al seguito della gente che si spostava. Leggi il resto

Arriban los Navajos!

A cura di Marco Aurilio

Guerrieri Navajo
L’insediamento di Cebolleta, New Mexico, ebbe un ruolo di primo piano nello sviluppo della storia dei navajos. Fondata a metà settecento nei pressi degli omonimi monti, la sua nascita fu come benzina sul fuoco in un contesto già molto teso tra spagnoli e indiani. Bande di western navajos la reclamavano come loro territorio, frequentato assiduamente ma non in maniera stanziale. Un altro gruppo accettò di vivere in maniera stabile a contatto con gli stranieri, arrivando a scindersi dal loro stesso popolo ed esser considerati “nemici”. Leggi il resto

I rapinatori


Frank e Jesse James rapinano una banca
Quando si parla di rapinatori del West, la prima banda che viene in mente è quella dei fratelli James, celebrati dalle cronache, dalle ballate popolari e dal cinema, e passati alla storia come prototipi dei fuorilegge romantici che rapinano i ricchi (yankee) per dare ai poveri (del Sud).
Ma la loro storia presenta ancora molti punti oscuri. Ai James furono attribuite, tra il 1866 e il 1881, venticinque rapine, a un ritmo di due all’anno fino al 1874, quando diventano improvvisamente sei, due delle quali consecutive (7 e 8 dicembre), una nel Mississippi e l’altra nel Kansas! Leggi il resto

L’altra metà della paura: fantasmi, demoni e presenze al femminile nel folklore americano.

A cura di Gian Mario Mollar

La donna cervo
È risaputo che il folklore americano è popolato da numerosi fantasmi, da storie oscure che infestavano l’inconscio collettivo tanto dei nativi quanto dei coloni europei sopraggiunti in seguito. In molti casi, come vedremo, le leggende del vecchio continente si intersecavano con quelle preesistenti sul territorio, dando vita a oggetti folklorici estremamente interessanti da studiare e approfondire.
L’articolo che state per leggere esplora questo territorio, una “zona d’ombra” che sta al crocevia tra storia, antropologia e folklore, concentrandosi su un aspetto ancora più insolito di questo tema già di per sé piuttosto lontano dall’ordinario: i suoi protagonisti, o meglio, le sue protagoniste, sono spettri e manifestazioni inquietanti al femminile. Leggi il resto

Il vero West

A cura di Arrigo Petacco

L’uomo cavalca nella polvere rovente, tetro, vestito di nero come un pastore battista, col cappellaccio che gli scende fin sugli occhi e le due grosse Colt che gli ballonzolano ai fianchi. Il mulo che lo segue porta legato sul basto un fardello ingombrante, di forma rettangolare, avvolto in una coperta. Quando smonta di sella davanti al «Mammouth Palace» di Ellisworth, nell’Idaho, e scarica il suo mulo, il grosso fardello risulta essere una bella cassa da morto verniciata di nero e ornata di filettature d’argento. L’uomo entra nel saloon, deposita la bara accanto alla porta, ordina da bere e quindi si rivolge agli astanti che lo osservano incuriositi. Leggi il resto

La guerra dei Cayuse

A cura di Sergio Mura

Un guerriero Cayuse

Il cosiddetto “Massacro dei Whitman”, avvenuto il 29 novembre del 1847, fu la causa principale dello scoppio della terribile Guerra dei Cayuse, un susseguirsi di episodi sanguinosi e scontri selvaggi tra il popolo dei Cayuse e il Governo Americano e i coloni bianchi. Questo lungo periodo durò 7 lunghissimi anni.
Tutto iniziò nel 1836 con l’arrivo dei coniugi Whitman, Marcus e Narcissa, nelle terre dei Cayuse, a circa 7 miglia da Walla Walla (attuale stato di Washington). Leggi il resto

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