Zoologia di frontiera

A cura di Luca Barbieri

Mettetevi nei panni di uno zoologo di fine Ottocento e immaginatevi con il vostro salario mensile della Yale University, i vostri occhialini con lenti piccole e tonde, la vostra calvizie incipiente, e soprattutto il vostro taccuino sul quale segnare con una grossa V il nome dell’animale che stavate cercando una volta (finalmente!) visto con i vostri stessi occhi… Perfetto.
Immaginatevi ora la stessa scena, ma dopo aver ascoltato un paio d’ore di chiacchiere da campo, intorno al falò scoppiettante di un bivacco, circondato da rudi montanari del Minnesota, da barbuti trapper del Montana o magari da chiassosi vaccari texani.
Avete focalizzato la scena? Perfetto. Leggi il resto

Mike Fink, lo smargiasso della frontiera

A cura di Paolo Secondini

Mike Fink e il suo battello
Mike Fink (scritto anche Michel Phinck) sarebbe potuto diventare, grazie alla sua straordinaria abilità nel tiro col fucile, un provetto cacciatore; avrebbe potuto, essendo stato un valente esploratore durante la sua giovinezza, fare da guida ai coloni attraverso i territori ancora selvaggi e sconosciuti del West; infine, si sarebbe potuto dedicare, in modo sistematico, alla coltivazione dei campi, avendo svolto per anni e con buoni risultati il lavoro di contadino.
Egli scelse, invece, di fare il battelliere su vari fiumi, tra i quali l’Ohio e il Mississippi, dal momento che c’era da guadagnare abbastanza con il trasporto di merci e persone da un porto all’altro. Leggi il resto

The gunfighter: man or myth?

A cura di Mario Raciti

Per gli appassionati della figura del pistolero, per quelli che ne rimangono affascinati e vogliono saperne di più, questo è il libro perfetto. Joseph Rosa, in Italia conosciuto (dagli addetti ai lavori come noi) per la perla assoluta “I pistoleri. Armi e uomini sulla Frontiera, 1840-1900”, in questo agile libro tratteggia un’anatomia del pistolero con uno stile rapido, senza fronzoli e ben leggibile. Prende il modello base dell’uomo con la pistola, lo descrive, e poi ci scava dentro tirandone fuori ogni dettaglio che lo rende quel che è, e così troveremo prima di tutto una spiegazione culturale e storica del pistolero, poi Rosa si addentra ancor più nel dettaglio e ce lo fa vedere in azione, raccontando le sparatorie e gli sparatori delle città del bestiame, che videro il fiorire della violenza e furono praticamente la casa (e, a volte, la tomba) dei pistoleri più famosi del West (e anche di un’altra miriade meno famosa ma ugualmente letale). Leggi il resto

I trapper e la conquista del west

A cura di Sergio Mura
trapper
Hanno con sé due o tre cavalli o muli e sei trappole portate in una borsa di pelle detta sacco-porta-trappole. Non mancano le munizioni, alcune libbre di tabacco, pelli conciate di cervo per i mocassini che sono trasportate in una bisaccia di pelle conciate di bisonte detta sacco-delle-occorrenze.
Si vestono con una cacciatora di pelle conciata di cervo e ornata di lunghe strisce della stessa pelle; i pantaloni sono ugualmente di pelle di cervo con lunghe strisce di pelle ed aculei di porcospino nella parte esterna delle gambe. In testa portano un cappello floscio ed ai piedi hanno dei mocassini di foggia indiana. Leggi il resto

Giustizia e legge nel west

A cura di Valentina Magagnin

La giustizia praticata era talvolta quella sommaria
La giustizia nel West era molto diversa da come la conosciamo oggi. Spesso, ai primi coloni bastava che il giudice sapesse leggere e scrivere: non vi erano grandi pretese. L’importante era che in caso di bisogno, ci fosse un giudice. Spesso questi giudici erano personaggi molto stravaganti. Uno di questi è stato William B. Almond che dal 1849 ricoprì la carica di giudice conciliatore a San Francisco. Per ogni atto ufficiale, compreso il solo togliersi il cilindro, pretendeva un’oncia di polvere d’oro, inoltre interrompeva spesso le sedute con la motivazione: “la corte ha la gola asciutta”. Leggi il resto

Annie Oakley, “Piccolo Colpo Sicuro”

A cura di Luca Barbieri

Annie Oakley in un poster
Esiste una bellissima fotografia che ritrae una ragazza minuta, non molto alta di statura, in piedi di fronte ad uno sfondo di cartone dipinto che raffigura un villaggio indiano; questa affascinante e misteriosa giovane donna imbraccia orgogliosa un Winchester ed ha uno Stetson calcato sui folti riccioli scuri e la camicetta appuntata con un paio di medaglie.
E’ Annie Oakley, probabilmente la più famosa tiratrice al mondo, resa leggendaria dalle imprese compiute nel Wild West Show di Buffalo Bill e che lo stesso Toro Seduto, ammirato per le prodezze balistiche alle quali assisteva con i propri occhi, soprannominò “Little Sure Shot” e cioè “Piccolo Colpo Sicuro”. Leggi il resto

Cacciatori di pellicce


Nella storia del west la caccia organizzata agli animali da pelliccia fu alla base di gran parte delle esplorazioni di zone sconosciute ai bianchi, di una larga fetta dei primissimi contatti con i gruppi tribali che risiedevano nelle regioni occidentali degli attuali USA, di una forte incentivazione al movimento di massa che avrebbe caratterizzato, infine, gran parte del XIX secolo. Talvolta i cacciatori venivano in qualche modo reclutati dalle compagnie alle quali finivano per fare riferimento in maniera pressoché esclusiva. Le compagnie delle pellicce, poi, talvolta si pestavano i piedi l’un l’altra arrivando persino a muoversi guerra. Leggi il resto

Bande di fuorilegge, pistoleri e assassini

A cura di Valentina Magagnin

Fuorilegge all’attacco
Se c’è stata una costante nella vita difficile, avventurosa e pericolosa della frontiera, ebbene quella è certamente la presenza dei fuorilegge. A volte lupi solitari, altre volte riuniti in pericolosissime e fameliche bande, i fuorilegge imperversavano nel west tutto sommato senza dover temere i rigori della legge. Non temevano perché spesso la legge ancora non aveva raggiunto le terre in cui i banditi si stabilivano per perseguire i loro illeciti traffici. Quando la legge arrivava, spesso i banditi si spostavano. Ma era sempre e comunque necessario lo sfoggio e l’uso della forza e della violenza. I banditi non avevano alcuno scrupolo e vivevano con lo scopo elementare di arricchirsi velocemente a danno dei deboli e degli indifesi. Leggi il resto

Nelle terre degli Ottawa

A cura di Armando Morganti

Con i Chippewa e i Potawatomi, gli Ottawa, nel XV secolo, provenienti da terre dell’est, raggiunsero i territori a est del lago Huron; ma mentre gli altri due gruppi si spinsero ulteriormente verso occidente, fino a stabilirsi nelle zone di Sault Marie, gli Ottawa rimasero nelle vicinanze del fiume Francois per poi espandersi anche sulle grandi isole del lago Huron, pur considerando sempre l’isola di Manitoulin come la loro patria originaria. Negli anni successivi gli Ottawa avrebbero poi occupato anche Mackinac, nel Michigan superiore (1630-40); a partire dal 1649, pur subendo gli attacchi irochesi, la tribù cercò sempre di mantenere le sue posizioni. Leggi il resto

Pittori nel west

George Catlin, famosissimo pittore del west
Con l’acquisto della Louisiana da parte degli Stati Uniti nel 1803, il west ha cominciato ad essere un tema di ispirazione prima per pittori e scultori e solo successivamente resa popolare anche da spettacoli itineranti come Wild West di Buffalo Bill.
Lo spirito celebrativo tipico di queste espressioni artistiche avrebbe influito non poco anche in letteratura e, nel XX secolo, nel cinema ed in televisione e perciò vantano un reale diritto di primogenitura sul genere western.
In generale, inoltre, tanto la pittura che la scultura sono stati sempre ad esclusivo appannaggio di artisti americani o di europei trasferitisi negli Stati Uniti.
In molti casi il committente dei pittori era lo stesso Governo come per James Otto Lewis (1799-1858) al quale nei primi anni venti del XIX secolo fu richiesto View of the Great Treaty Held at Prairie Due Chien (scena dal grande trattato firmato a Pairie Due Chien) che documenta l’incontro dominato da una grande bandiera americana. Leggi il resto

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