Duello tra prostitute o lite tra sbandati?

A cura di Paolo Scanabucci

La scena ci è stata consegnata da uno scrittore che l’ha descritta nel suo libro attingendo alle fonti del tempo e si svolge a Denver, nel Colorado, e la data è il 24 agosto del 1877. Un’insolita brigata sta partecipando ad una festa piuttosto allegra, si potrebbe dire “selvaggia”, ai margini della città.
Il West è spesso popolato da personaggi strani e questo party sembra riunirli tutti o quasi intorno ad un evento molto particolare che è quello che ci accingiamo a narrarvi. Citiamo, tra i tanti convenuti, una certa Mattie Silks, una prostituta che dirige un bordello, e anche il suo mantenuto, un certo Corteze Thomson (e non Thompson come viene per errore citato da alcuni scrittori), un aitante giocatore d’azzardo ed esperto corridore.
E’ un festino di quelli che si direbbero “a luci rosse”? Per certi versi sembrerebbe proprio di sì… L’alcool scorre a fiumi e i convenuti si abbandonano a divertimenti licenziosi. Leggi il resto

I saloon

A cura di Sergio Mura

Un tipico saloon del west
Non è davvero possibile parlare di Far West senza menzionare le migliaia di saloon che ne hanno punteggiato la storia e lo sviluppo. Lo stesso termine “saloon” è un’icona del west, almeno nella nostra mente. Lo immaginiamo con la facciata di legno e l’insegna che invita ad entrare ed i classici vicoletti scuri ai lati della costruzione.
Immaginiamo anche le classiche porte cigolanti che si aprono e chiudono al passaggio dei cow-boys che cercano un sollievo nel whisky per le loro gole riarse dal sole e dalla polvere.
Quando l’America decise di diventare una grande nazione e di conquistare ogni spazio del suo territorio a ovest, ebbene i saloon si misero subito al seguito della gente che si spostava. Erano onnipresenti.
Sebbene posti come Taos e Santa Fe, nel New Mexico, ospitassero alcune “cantinas” messicane, questo era nulla rispetto al pullulare di saloon veri e propri che spuntarono ovunque qualche gruppo di pionieri si stabiliva o dove le piste si incrociavano. Leggi il resto

I Cinesi nel west

A cura di Sergio Mura

Nel 1861, la compagnia ferroviaria Central Pacific si trovava di fronte alla difficile impresa di attraversare con i suoi binari i massicci della Sierra Nevada e i deserti dello Utah. Gli immigrati irlandesi non gradivano questo spossante lavoro. Così Charles Crocker, uno dei “baroni” della ferrovia, provò a reclutare una cinquantina di lavoratori cinesi, al principio come semplice appoggio, cioè in qualità di cavatori di pietre, lavandai e servitori domestici.
In breve, gli operai cinesi della sola Central Pacific diventarono 14.000. Tra la fine degli anni 40 e il 1870, la popolazione cinese del solo Stato della California raggiunse la cifra di 71.000 anime, più di metà delle quali vivevano a S. Francisco.
Un uomo minuscolo con la guancia rigata da cicatrici e piccoli occhi vivaci, “John John”, era l’addetto alla lavanderia di Weaverville, in California. Per mesi lavò i vestiti sporchi dei minatori bianchi senza ricevere un soldo in cambio e, anzi, venendo preso in giro in maniera feroce.
Gli americani pensavano che fosse un po’ tocco e credettero giusto approfittarne alla grande. Leggi il resto

Curiosità sulla storia del west

A cura di Domenico Rizzi

Le molte curiosità generate dallo studio della storia del west restano spesso insoddisfatte per via della difficoltà a reperire documenti o ad approfondire le fonti. E anche quando si riesce a mettere le mani su quelli, è comunque difficile discernere tra verità, leggenda, falso storico ed esagerazioni. Gli stessi storici mostrano spesso di arrivare a ricostruzioni completamente diverse, pur partendo da basi identiche. Questo è lo scotto da pagare quando si tenta di documentarsi su un periodo epico e leggendario come quello della storia del west del quale fin da quando era ancora cronaca c’era l’abitudine di infarcire i resoconti con montagne di dettagli (e non solo) assolutamente inventati!
Lo scopo di questo articolo è di raccogliere alcune tra le curiosità più diffuse tra quelle irrisolte e provare a soddisfarne alcune. Leggi il resto

Donne nel west

A cura di Mario Raciti

Le donne, nel vecchio West, erano senza dubbio la classica eccezione alla regola. In un immenso territorio qual era il West, selvaggio e solitario, duro e violento, abitato quasi esclusivamente solo da uomini, le rappresentanti del sesso femminile erano le cosiddette “mosche bianche” della situazione. Vi arrivavano semplicemente come componenti delle numerosissime carovane che partivano dall’Est e dovevano raggiungere l’Ovest, più raramente (ma è successo), come “merce” per cercatori d’oro, cowboy, avventurieri e proprietari di saloon e bordelli che le richiedevano per poterci guadagnare sopra qualcosa assumendole come ballerine o come “lucciole”.
In alcuni casi vennero organizzate comitive di donne in grandi città dell’Est che viaggiavano verso il West con l’intenzione di stabilirvisi e alleviare così la solitudine degli uomini di frontiera che le prendevano come mogli. Leggi il resto

La prostituzione nel vecchio west

A cura di Mario Raciti

Una donna in un saloon
All’epoca dei primissimi stanziamenti del West (dalla corsa all’oro in California in poi, con una pausa in corrispondenza della Guerra di Secessione all’Est che bloccò il flusso di emigranti verso il West) il problema della prostituzione non si poneva, anche perchè le donne erano molto poche.
I minatori isolati e solitari erano contenti di vedere una qualsiasi donna venire nel loro accampamento o nella loro cittadina e la loro sola presenza era accettata con grande entusiasmo. L’obiettivo di queste donne era molto spesso ricominciare una nuova vita, poiché nell’Est, se si era un’emarginata sociale, non c’era possibilità di redimersi. Nel West, invece, un mondo nuovo e ancora disordinato, ricostruirsi una realtà era più facile, anche se molte tornavano indietro e trovavano lavoro nei bordelli o nelle case di piacere. Leggi il resto

I proibizionisti

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Un manifesto del 1873
Il pastore metodista George Channing Haddock è una figura storica che cercò a suo modo di moralizzare la turbolenta città di Sioux City negli anni 1885-86 per finire poi ucciso a tradimento nel fango di una strada da un proiettile sparatogli nel collo dal capo-reparto di una fabbrica di birra.
Haddock, all’inizio del suo ministerio, nella città di Sheboygan (Wisconsin), aveva già dovuto subire le conseguenze della sua predicazione proibizionista: sgherri pagati dai proprietari dei saloon gli avevano sparato addosso per intimidirlo e lo avevano pestato a sangue per dimostrargli che facevano sul serio. Leggi il resto