Lo sterminio dei bisonti

A cura di Sergio Mura


Nel 1871, in un giorno particolarmente caldo di fine settembre, William “Buffalo Bill” Cody era con un gruppo di facoltosi newyorkesi su una collina erbosa nei pressi del fiume Platte, nel Nebraska. Erano lì per una battuta di caccia che per i ricconi dell’est doveva suonare come avventurosa, pur non riservando alcun rischio. Ad appena due miglia di distanza da loro c’erano sei enormi bestioni color marrone, i bisonti.
Buffalo Bill era già una leggenda della frontiera, e le sue gesta (assolutamente improbabili e perlopiù inventate di sana pianta o, perlomeno, gonfiate fino all’inverosimile) venivano narrate in romanzi da dieci centesimi, i “dime novel”. Leggi il resto

Sharps 1874, il fucile da bisonte

A cura di Massimo Castiglione

Il fucile Sharps 1874
Il fucile Sharps modello 1874 può essere considerato uno dei capisaldi fondamentali fra le armi progettate e costruite negli Stati Uniti, Paese ove ricoprì anche un ruolo storico non trascurabile. I motivi di tanto successo sono facilmente ricordabili: grande affidabilità di funzionamento, buona precisione di tiro, possibilità di impiegare munizioni di potenza tale da permettere la caccia a tutte le specie presenti nel Nord America. Lo Sharps è soprattutto ricordato come il fucile dei cacciatori di bisonti; nell’ultimo quarto del XIX secolo la caccia a questi ungulati nelle pianure dell’Ovest diventò un’attività economica importante che diede lavoro non solo a migliaia di cacciatori professionisti, ma anche a chi faceva lo scuoiatore di pelli o il commerciante. Certo, nel “ciclo di sfruttamento” del bisonte la figura che è entrata nella storia è il cacciatore: romantico personaggio che spesso rischiava la vita, ricordato per i bivacchi notturni mentre fondeva le palle dello Sharps e ne ricaricava le cartucce riempiendo i bossoli di polvere nera. Leggi il resto

Gli indiani e la conoscenza del bisonte

A cura di Gaetano Della pepa
Link dello speciale sui bisonti e gli indiani: 1) I bisonti, 2) Gli indiani e la conoscenza del bisonte, 3) Gli indiani a caccia del bisonte, 4) L’utilità del bisonte, 5) I mantelli di pelle di bisonte, 6) Ritualità della caccia al bisonte

Anche se gli indiani comprendevano abbastanza bene il comportamento del bisonte, alcuni elementi sfuggivano loro. Principale tra questi c’era il problema dei movimenti. A volte i bisonti coprivano le praterie in ogni direzione a perdita d’occhio, ma altrettanto improvvisamente sparivano da una regione, costringendo i cacciatori a lasciare il campo e a cercarli. Alcune tribù credevano che la terra semplicemente li inghiottisse e li risputasse fuori a intervalli irregolari. Anche oggi non sappiamo molto sui movimenti delle mandrie originarie. Leggi il resto

Caccia al bisonte: le testimonianze

A cura di Giovanni De Sio Cesari
Il momento della caccia era un momento di grande gioia e di eccitazione. La caccia al bisonte era una festa grande come lo sono sempre stati i giorni del raccolto delle civiltà agricole. Vediamo nei racconti di Alce Nero alcuni momenti importanti. Vi era tutto un cerimoniale gioioso nell’avvistamento delle mandrie e naturalmente grande onore spettava al cacciatore che li aveva localizzati per primo.
Una delle vedette rispose: “Sapete dove siamo stati? Siamo saliti fino in cima a una collina e abbiamo visto una mandria piccola di bisonti.” Leggi il resto

Curiosità sulla storia del west

A cura di Domenico Rizzi

Le molte curiosità generate dallo studio della storia del west restano spesso insoddisfatte per via della difficoltà a reperire documenti o ad approfondire le fonti. E anche quando si riesce a mettere le mani su quelli, è comunque difficile discernere tra verità, leggenda, falso storico ed esagerazioni. Gli stessi storici mostrano spesso di arrivare a ricostruzioni completamente diverse, pur partendo da basi identiche. Leggi il resto

La distruzione delle mandrie di bisonti


Pellicce di bisonti accatastate
Le ferrovie (ben dopo il 1860), con gli enormi campi di lavoro che le circondavano, facevano fuggire i bisonti, rendendo stabile la separazione delle mandrie a nord e sud del Platte.
Il continuo attraversamento delle piste e l’utilizzo intenso dei treni, tra l’altro, inducevano ad una caccia spietata dei capi rimasti in zona, al fine di nutrire i pionieri ed i lavoranti che a migliaia costruivano le nuove tratte ferroviarie.
Pascoli che potevano essere considerati remoti divennero in breve tempo a portata di molte tasche: bastava pagare un biglietto di treno. Cacciatori e curiosi ricercavano le mandrie di bisonti per farsi fotografare a fianco ad un grosso maschio appena ucciso. Leggi il resto

Gli indiani a caccia del bisonte

A cura di Gaetano Della Pepa
Link dello speciale sui bisonti e gli indiani: 1) I bisonti, 2) Gli indiani e la conoscenza del bisonte, 3) Gli indiani a caccia del bisonte, 4) L’utilità del bisonte, 5) I mantelli di pelle di bisonte, 6) Ritualità della caccia al bisonte
La caccia al bisonte era per gli Indiani un’attività legata alla vita stessa dal momento che la sopravvivenza dipendeva completamente da questo animale. Nello stesso tempo era una competizione, una prova di coraggio e di abilità a cui ci si preparava fin da piccoli.
Quando gli studi erano terminati, per il piccolo indiano diventato adulto, arrivava il giorno degli esami: l’aula era la prateria e l’esaminatore il bisonte.
Catlin diceva: “I poveri bisonti sono perseguitati dal loro nemico, l’uomo, durante tutto l’anno e nei mille modi escogitati per ucciderli. Leggi il resto

Southern Pacific Railroad, la ferrovia che cambiò volto al West

A cura di Laura Baiardi

Al lavoro sulla Southern Pacific Railroad
A partire dai primi anni ’60 del XIX secolo, la costruzione di una rete ferroviaria transcontinentale fu il motore del progresso e dello sviluppo urbanistico del West: secondo la tesi espressa da Richard J. Orsi nel suo saggio “Sunset Limited: History of the Southern Pacific Railroad” (University of California Press, 2005), la costruzione di una rete ferroviaria molto estesa comportò la ricerca di fonti d’acqua disponibili sul territorio, indispensabili sia per la sopravvivenza della manodopera che per le opere di costruzione. Questo portò benefici diretti e indiretti all’agricoltura, tra cui l’introduzione di nuovi sistemi d’irrigazione, la costruzione di pozzi artesiani e dei primi acquedotti in zone aride. Leggi il resto

Gli indiani e il sentiero di guerra

A cura di Sergio Mura

Ai primi uomini bianchi che misero i piedi sul suolo americano, gli indiani dovettero certamente sembrare un qualcosa appena più in là dell’uomo primitivo. Non è una nostra opinione, ma una certezza derivante dalla lettura dei diari e delle relazioni del tempo. Agli europei che arrivavano in America interessava solo evidenziare tutto ciò che ai nativi mancava, trascurando deliberatamente tutto quel che erano in grado di esprimere attraverso la loro ricca cultura, molto incentrata sull’essere parte integrante della natura.
Erano tempi in cui gli indiani non possedevano cavalli, anche perchè non vi erano cavalli in tutto il continente. Leggi il resto

Storia dei popoli del Nord-America – 10

A cura di Claudio Ursella
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 (ultima).


LA NASCITA DELLA CULTURA DEL BISONTE E DEL CAVALLO

In tutto il Nord America il contatto con gli Europei, con le loro malattie, le loro merci, la loro religione, le loro armi, la loro politica e soprattutto, il loro numero, ebbe effetti devastanti sulla vita dei nativi, producendo un trauma demografico, distruggendone il modello di sussistenza, le credenze, la struttura sociale, e determinando dei processi di decadenza che a volte si consumarono in pochi anni, a volte durarono secoli. Sempre e comunque gli indiani non si trovarono nelle condizioni di poter cogliere le novità derivanti dal contatto con i bianchi, come opportunità per rivitalizzare e rinnovare la loro cultura. Leggi il resto

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