Cuore di tenebra: la guerriglia dei “border states”

Bloody Bill AndersonLa Guerra di Secessione Americana non fu solo, come semplicemente amiamo pensare, un conflitto combattuto sostanzialmente fra gli eserciti regolari di Nord e Sud per l’emancipazione degli schiavi (una guerra di stampo europea ma che viene considerata a tutti gli effetti la prima guerra moderna) ma soprattutto fu il confronto-scontro fra un mondo antico, basato su privilegi ormai obsoleti (lo schiavismo inserito in una società molto simile alla Francia pre-rivoluzione francese), sull’orlo del baratro ed un mondo nuovo, non necessariamente migliore, fondato sul progresso tecnologico in tutti campi, sulla presunta innovazione culturale, sulla modernizzazione industriale del Paese, simboleggiata dalla ferrovia che collega tutta la nazione.
La vittoria del Nord fu garantita dall’industria in espansione che seppe votarsi quasi interamente alla produzione bellica; dai grandi monopoli finanziari che avevano rivolto da tempo lo sguardo alla definitiva colonizzazione dell’Ovest, ponendo già le basi per il futuro espansionismo americano dettato dalla dottrina Monroe del 1823 Leggi il resto

Jesse e Frank James, una storia familiare

A cura di Omar Vicari

Jesse e Frank James
Negli Stati Uniti di oggi o quantomeno negli Stati del profondo Sud, la gente tende a considerare Jesse James e il fratello Frank come due dei più grandi “eroi“ del folclore americano.
Questi “eroi“, seppure macchiati dei crimini più spaventosi, li ritroviamo nella storia di quasi tutte le nazioni e spesso essi vengono partoriti dalla mente popolare per giustificare farneticanti ingiustizie sociali (vedi l’esempio italiano del bandito Giuliano).
Nati lungo il confine tra il Missouri e il Kansas, figli di un ministro del culto Battista, Jesse e Frank James iniziarono il loro percorso nella leggenda combattendo durante la guerra civile nelle file confederate a fianco di personaggi come Quantrill e Bill Anderson.
Finita la guerra, le circostanze li spinsero a valicare i confini della legalità rapinando treni e banche, atti criminosi che lasciarono una scia di sangue interrotta solo dal piombo dei fratelli Ford. Leggi il resto

Jesse James

A cura di Omar Vicari

Jesse JamesUna fotografia di Jesse James
A volte, nelle notti di luna piena passando per le sterminate pianure del midwest, può capitare all’improvviso di sentire tra il silenzio di quei luoghi un rumore sordo nel cielo. Nessuno ci fa caso, ma se chiedete a qualcuno del posto vi sentirete rispondere che è Jesse che cavalca ancora sul suo destriero, il volto coperto e le pistole in pugno, ultimo difensore degli ideali del Sud.
Questa romantica rappresentazione, figlia della leggenda del desperado fuorilegge, ha radici profonde nella realtà drammatica degli Stati Uniti attorno agli anni 1850-1860.
Furono quelli gli anni in cui maggiormente si fecero sentire le differenze tra il Nord industrializzato e il Sud prevalentemente agricolo.
La rivoluzione industriale infatti, che all’inizio dell’ottocento investì gli stati americani, accentuò ancora di più il divario già esistente tra due realtà e modi di vita diversi. Leggi il resto

Jesse James e la saga dei Cavalieri del Cerchio d’Oro

A cura di Andrea Carlucci

Cherokee confederati presumibilmente affiliati ai Cavalieri
L’ordine dei Knights of the Golden Circle (i Cavalieri del Cerchio d’Oro) o K.G.C. fu una società segreta americana del XIX secolo, probabilmente ispirata ad una loggia scozzese. Questa confraternita, nel celebrare i propri rituali, univa giuramenti ispirati alla Massoneria con riti presi in prestito dalla magia popolare e letture di brani della Bibbia. I suoi membri erano conosciuti come Copperheads e durante il periodo della guerra civile l’espressione “testa di rame” venne usata per definire tutti i gruppi pacifisti sospettati di sovversione ed i gruppi militanti che cospiravano per rovesciare il governo federale (1).
La nascita dei Cavalieri del Cerchio d’Oro.
Al di là del folklore si ritiene però attendibile la teoria che ignoti cospiratori abbiano pianificato una guerra civile, forse già a partire già dal 1837. Di certo l’obiettivo del K.G.C. era quello di preparare la strada per l’annessione agli Stati del Sud di territori in Messico, America Centrale e nei Caraibi, al fine di creare uno stato schiavista: un’area di circa 2400 miglia quadrate, il cosiddetto Circolo/Cerchio d’oro appunto. Leggi il resto

Resa dei conti per Bob Ford, l’assassino di Jesse James

A cura di Omar Vicari

Bob Ford
Non fosse stato per la scoperta dell’argento, nel1892 la città di Creede sarebbe rimasta un anonimo punto sulla cartina del Colorado.
In seguito alla scoperta del prezioso minerale invece, la città si riempì di uomini decisi a strappare tale ricchezza alla terra. Oltre a quell’esercito di minatori, la città ospitava un nutrito numero di giocatori, truffatori, prostitute, ladri e assassini. Vi erano saloon in gran numero, ma uno di questi spiccava se non altro per il nome del proprietario, protagonista dieci anni addietro, di un fatto la cui risonanza aveva raggiunto anche gli angoli più lontani degli Stati Uniti : l’assassinio di Jesse James, l’uomo più ricercato d’America.
La persona in questione, proprietario di uno dei saloon di Creede rispondeva al nome di Bob Ford. Leggi il resto

I rapinatori

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Frank e Jesse James
Quando si parla di rapinatori del West, la prima banda che viene in mente è quella dei fratelli James, celebrati dalle cronache, dalle ballate popolari e dal cinema, e passati alla storia come prototipi dei fuorilegge romantici che rapinano i ricchi (yankee) per dare ai poveri (del Sud).
Ma la loro storia presenta ancora molti punti oscuri. Ai James furono attribuite, tra il 1866 e il 1881, venticinque rapine, a un ritmo di due all’anno fino al 1874, quando diventano improvvisamente sei, due delle quali consecutive (7 e 8 dicembre), una nel Mississippi e l’altra nel Kansas!
Quanto all’ammontare dei colpi, non c’è mai nulla di certo.
Per esempio, quello della rapina al treno del 21 luglio 1873 è stato valutato da alcuni giornali dell’epoca in duemila dollari, da altri in seimila.
Esiste persino un sito internet in cui sono elencati e minutamente descritti e discussi tutti i venticinque “exploits” della banda. Leggi il resto

Le leggende non muoiono mai

A cura di Luca Barbieri

Jesse James
Il fatto che le leggende non muoiano mai è particolarmente vero per gli americani che neppure di fronte alla realtà dei fatti vogliono ammettere che i “loro” personaggi leggendari possano morire come qualsiasi altro essere umano (quale vero fan di Elvis Presley ammetterebbe mai che il “dio del rock’n’roll” è davvero defunto e non circola invece a piede libero sotto falsa identità?).
La storia del West è costellata di simili luoghi comuni; in questa sede vorrei dare un’occhiata alle voci riguardanti la “presunta” e chiacchieratissima morte di Jesse James.
Immediatamente dopo il suo omicidio cominciò a circolare la voce che l’uomo ucciso a tradimento il 13 Aprile 1882 da Bob Ford non fosse affatto il famoso fuorilegge, bensì un banditello da strapazzo, un tale Charlie Bigelow, che, sfruttando una vaga somiglianza con James, si spacciava spesso per lui per sfruttarne la fama. Leggi il resto

Big Nose George

A cura di Sergio Mura

Big Nose George
La storia degli stati Uniti vanta un solo caso di un uomo (un bandito omicida) che dopo la morte si sia tragicamente trasformato in un paio di scarpe regolarmente utilizzate: è George Manuse, alias George Parrot, alias George Curry, alias Big Nose George. La sua pelle, infatti, venne letteralmente utilizzata per creare un paio di scarpe che vennero usate dal medico che ricevette il suo corpo dopo la morte. Per inciso, questo medico dagli alti principi morali, divenne in seguito Governatore!
Com’è possibile vedere nelle foto che lo ritraggono, Big Nose George aveva davvero una naso sproporzionato e di notevoli dimensioni e questo gli procurò il soprannome con cui è conosciuto. Leggi il resto

Gli irresistibili cavalieri del male

A cura di Domenico Rizzi

La banda dei James
È nota a tutti la vicenda, largamente romanzata da letteratura e cinema, di Robin Hood, l’imprendibile bandito della foresta di Sherwood che toglieva ai ricchi per donare ai poveri, inutilmente contrastato dagli uomini del bieco sceriffo di Nottingham. Probabilmente si trattava di Robin di Loxley, un nobile decaduto della contea di Yorkshire, oppure, più verosimilmente Hood derivò dalla fusione di varie figure del XIII secolo che la fantasia popolare mise insieme per elaborare un mitico personaggio che si opponeva alla prepotenza dei signori. Certo è che il suo esempio venne imitato nel tempo in diversi Paesi, diventando spesso il simbolo della ribellione allo sfruttamento e ai soprusi commessi dal potere. Diversamente non si spiegherebbe perchè personaggi come l’americano Jesse James, il messicano Pancho Villa, gli italiani Stefano Pelloni e Carmine Crocco e l’australiano Ned Kelly ottenessero tanto appoggio dalla popolazione, che li protesse con la più assoluta omertà, ospitandoli talvolta nelle proprie case e favorendone la fuga quando erano braccati. Leggi il resto