Wild Bill Hickok, Rock Creek Station e il massacro McCanles

A cura di Mario Raciti e Sergio Mura

Rock Creek Station fu aperta nel 1857 sulla pista che portava all’Oregon e alla California.
Adagiato beatamente lungo la riva occidentale del Rock Creek, un torrentello del Nebraska, il posto di scambio veniva utilizzato regolarmente dai viaggiatori isolati e dalle carovane che cercavano l’ovest con marce infinite.
Rock Creek Station non era un granchè come costruzione…
Era un piccolo agglomerato di baracche di legno sistemato meglio che si poteva con i mezzi di fortuna a disposizione di un certo S. C. Glenn.
Non mancavano uno spaccio sempre aperto e ben rifornito di liquori, bevande varie e viveri, ed una sorta di magazzino adibito a granaio in cui Glenn vendeva grano e provviste a tutti quelli che si fermavano alla sua “stazione”. Leggi il resto

Jim Miller, killer per antonomasia

A cura di Omar Vicari

Una fotografia che ritrae Jim Miller
La storia del vecchio west intesa come la conquista di quel vasto territorio che va dal fiume Mississipi alla costa del Pacifico, è stata sicuramente scritta col sangue dei pionieri che avanzavano verso ovest, con il sistematico sterminio delle tribù indiane, con i trattati mai rispettati dall’uomo bianco, con lo sterminio dei bisonti e con l’abnegazione e spesso il sacrificio di uomini che tentavano di portare l’ordine nelle città di frontiera come Dodge City o Abilene.
C’erano uomini come Bat Masterson, Wild Bill Hickok, Wyatt Earp, Bill Tilghman e tanti altri che possiamo collocare nel gruppo dei “gunfighter”, uomini che affrontavano e a volte uccidevano altri uomini a viso aperto. Leggi il resto

The gunfighter: man or myth?

A cura di Mario Raciti

Per gli appassionati della figura del pistolero, per quelli che ne rimangono affascinati e vogliono saperne di più, questo è il libro perfetto. Joseph Rosa, in Italia conosciuto (dagli addetti ai lavori come noi) per la perla assoluta “I pistoleri. Armi e uomini sulla Frontiera, 1840-1900”, in questo agile libro tratteggia un’anatomia del pistolero con uno stile rapido, senza fronzoli e ben leggibile. Prende il modello base dell’uomo con la pistola, lo descrive, e poi ci scava dentro tirandone fuori ogni dettaglio che lo rende quel che è, e così troveremo prima di tutto una spiegazione culturale e storica del pistolero, poi Rosa si addentra ancor più nel dettaglio e ce lo fa vedere in azione, raccontando le sparatorie e gli sparatori delle città del bestiame, che videro il fiorire della violenza e furono praticamente la casa (e, a volte, la tomba) dei pistoleri più famosi del West (e anche di un’altra miriade meno famosa ma ugualmente letale). Leggi il resto

Foto del vecchio west

A cura di Omar Vicari

Il vero West. Ecco come potrebbero essere definiti i contesti che sono ritratti nelle fotografie di questa specialissima galleria. Vero perchè non ha nulla a che fare con l’iconografia classica del west, quella di moltissimi quadri che anche in questo sito trovate spesso a corredo degli articoli.
Vero perchè non è ritoccato graficamente in alcun modo; le foto non sono state trasformate e le potete ammirare in tutta la loro imperfezione, ma sempre vi sembrerà di poter toccare i protagonisti dell’epopea che ci sta così tanto a cuore.
La galleria ospita le 71 foto che il nostro Omar Vicari ha raccolto, ripulito dalla polvere e proposto alla nostra attenzione e sono tutte incredibilmente belle e adatte a far volare la fantasia che è capace di dare loro persino il movimento; ma alcune sono più vere delle altre e sembra di potercisi tuffare dentro. Leggi il resto

Johnny Ringo, una vita agitata

A cura di Omar Vicari


Un ritratto di Johnny Ringo con Curly Bill Brocius
Philip Jansen Ringo fu il primo dei Ringo a venire in America. Nacque in Olanda attorno al 1600. Si sposò a New Amsterdam, la città che in seguito prese il nome di New York.
La famiglia Ringo si diffuse presto su tutto il territorio dell’ovest. Philip Jansen Ringo ebbe cinque figli. Da uno di questi, Albertus Ringo (1656-1679), discende direttamente il futuro pistolero.
Nel 1848 Martin Ringo sposa Mary Peters nella contea di Clay nel Missouri. Per inciso tale contea sarà per lunghi anni il teatro delle gesta della banda James-Younger. Leggi il resto

Giustizia e legge nel west

A cura di Valentina Magagnin

La giustizia praticata era talvolta quella sommaria
La giustizia nel West era molto diversa da come la conosciamo oggi. Spesso, ai primi coloni bastava che il giudice sapesse leggere e scrivere: non vi erano grandi pretese. L’importante era che in caso di bisogno, ci fosse un giudice. Spesso questi giudici erano personaggi molto stravaganti. Uno di questi è stato William B. Almond che dal 1849 ricoprì la carica di giudice conciliatore a San Francisco. Per ogni atto ufficiale, compreso il solo togliersi il cilindro, pretendeva un’oncia di polvere d’oro, inoltre interrompeva spesso le sedute con la motivazione: “la corte ha la gola asciutta”. Leggi il resto

Quel giorno in cui Wyatt e Doc litigarono

A cura di Omar Vicari

Doc Holliday e Wyatt Earp
Wyatt e Doc, due tra i più noti personaggi del west, erano grandi amici, eppure una volta litigarono tra loro per una faccenda non del tutto chiara neppure oggi.
Quando Wyatt Earp assieme a Sherman Mc Master, Turkey Creek Johnson, Texas Jack Vermilion e Doc Holliday raggiunse Albuquerque (New Mexico) il 16 aprile 1882 dopo aver lasciato l’Arizona, trovò ad attenderli Frank Mc Lain, una vecchia conoscenza dei tempi di Dodge City. Mc Lain, marshal della città, prese la squadra sotto la sua protezione. La circostanza è stata avvalorata da un appunto del 1920 di John H. Flood, l’uomo che stette vicino a Wyatt Earp negli ultimi anni della sua vita. Leggi il resto

Wild Bill Hickok contro Dave Tutt

A cura di Paolo Brizzi

Wild Bill Hickok e Dave Tutt
Il cinema di Hollywood ci ha sempre fatto credere che i pistoleri fossero come cavalieri erranti e i duelli venissero combattuti in modo “sportivo”, cavalleresco, uno di fronte all’altro. Nella realtà pochissimi furono i duelli combattuti tra eguali, a parità di condizioni.
Invece uno o l’altro potevano essere ubriachi, o inesperti, il che avrebbe potuto costar loro la vita; e a molti non veniva data la chance di difendersi, perchè venivano colpiti alla schiena. E il duello non era uno sport, ma solo il mezzo per disporre dell’avversario e ucciderlo. Leggi il resto

La legge del più forte. Storia dei pistoleri del Far West

A cura di Sergio Mura

Me l’aveva anticipato, sia pure con la consueta discrezione che lo contraddistingue, e l’ha fatto. Luca Barbieri, notevole e poliedrico scrittore di cose del west ha messo in stampa il suo libro dedicato ai pistoleri. Nel corso di un recentissimo incontro, ne avevamo parlato diffusamente e mi aveva colpito il fatto che quello sui pistoleri sarebbe stato un librone. “Dalle ricerche che ho svolto per Five Fingers” – mi aveva detto Luca – “sono saltate fuori autentiche montagne di materiale relativo al mondo dei pistoleri e sto riorganizzando il tutto in un’opera che mi pare proprio manchi nel panorama italiano.” La casa editrice è la Odoya, un nome tutto sommato abbastanza “nuovo” per noi appassionati di storia del west, degli indiani e della guerra civile, ma un nome che ci sentiamo di scommettere che diventerà presto molto conosciuto. Leggi il resto

Wild Bill Hickok, la sua storia

A cura di Massimo Rossi

I colori del primo mattino rendono Deadwood particolarmente affascinante. Lungo la strada principale, così come 100 anni fa, passeggiano delle persone, alcuni indossano ancora dei vecchi cappelli, hanno dei grossi baffi spioventi e le pistole alla cintura.
Così come 100 anni fa, lungo la strada principale c’è una porticina con un’insegna: “Saloon No. 10”.
All’interno la luce è scarsa, c’è un grosso bancone sulla sinistra, dei tavoli e delle sedie nella sala. L’atmosfera è carica di magia e di mistero.
Le pareti sono piene di cimeli del vecchio West: fotografie d’epoca, armi, attrezzature.
C’è addirittura una sedia, in una nicchia in alto su una parete, una sedia speciale. In un’altra parete, più in basso, ci sono esposte delle carte da Poker: una coppia di assi ed una coppia di otto con su scritto “la mano del morto”.
Improvvisamente passato e presente si mescolano, il tempo ed il luogo ti rapiscono, si iniziano a sentire delle voci in sottofondo, la sala si anima, c’è del fumo, ci sono delle persone che bevono, altre che parlano, altre ancora che giocano a poker proprio ad un tavolo poco distante. Leggi il resto

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