I Nativi d’America – Pillole di storia del west 1

Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6.

Un’intera civiltà nativa esisteva in America prima dell’uomo bianco
No, l’uomo bianco non è stato il primo ad abitare i vasti territori del Nord America. Ben prima dell’arrivo dell’uomo bianco, il Nord America ospitava già una complessa civiltà di tribù, unite spesso da una rete di ancestrali legami talvolta così lontani nella memoria, che a stento queste si riconoscevano se non come potenziali nemiche; possedevano una cultura, abitudini e tradizioni ricchissime. La loro vita non era né romantica né idilliaca. Combattevano contro le stagioni, gli animali selvatici e frequentemente anche le une contro le altre. Alcune tribù vivevano di caccia e svilupparono grandi società guerriere. Leggi il resto

Gli indiani Monacan della Virginia

A cura di Gianni Albertoli

I Monacan
Gli indiani Monacan erano una popolazione di lingua Siouan stanziata a nord delle cascate del fiume James, presso l’odierna Richmond (Virginia), occupavano vasti territori delle Blue Mountains ed anche nella vallata del Shenandoah; essi anticamente formavano un Confederazione tribale di popolazioni affini comprendente anche i Tutelo, i Saponi e i Mannahoac. Questi ultimi avevano i loro insediamenti nelle zone dei fiumi Rappahannock e Rapidan, mentre i Monacan, i Saponi e i Tutelo lungo i corsi dei fiumi Rivanna e James. Sia i Monacan che i Mannahoac avevano parecchie piccole tribù a loro soggette che soggiacevano ai voleri dei loro capi; questa loro potenza li portava costantemente a scontrarsi con i gruppi Algonchini delle coste atlantiche e con gli indiani Cherokee, stanziati a sud-ovest delle loro terre. Leggi il resto

I Rangers del Texas

A cura di Mauro Cairo


La provincia del Texas fu fonte di notevole frustrazione per le autorità della Nuova Spagna nei primi decenni del XIX secolo. Le scorrerie continue degli indiani delle praterie rendevano la vita difficile ai pochi coloni d’origine spagnola e la vastità della regione rendeva impossibile la realizzazione di una catena di forti; un vero incubo furono i Comanche che, dai loro accampamenti a ovest dei Balcones Escarpements, calavano negli insediamenti dei bianchi per rubare cavalli e rapire donne e bambini. Leggi il resto

I Miti dell’Emersione nella cultura dei nativi americani

A cura di Marco Maculotti per Axis Mundi

Secondo molte tradizioni mitiche, in principio i primi membri della razza umana furono generati nelle viscere della Terra, all’interno di mondi sotterranei simili a uteri cavernosi. I miti di emersione, particolarmente diffusi tra le popolazioni native americane, ci forniscono i migliori esempi di tali regni sotterranei. I racconti mitici narrano di come i primi esseri umani vennero portati in superficie per vivere alla luce del sole solo dopo essere rimasti a lungo sotto la superficie terrestre, allo stato—per così dire—«larvale», e dopo aver sviluppato una forma fisica rudimentale e una coscienza umana. Secondo le popolazioni native, questa emersione dal mondo sotterraneo segna la nascita dell’uomo dell’era attuale—o, per usare una locuzione tipica delle popolazioni americane, del «Quinto Sole»—e rappresenta anche la transizione dall’infanzia e dalla dipendenza dal grembo della Madre Terra alla maturità e all’indipendenza. Leggi il resto

Le Noël Huron (Canto di Natale degli Huron)

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Natale tra gli Huron
Quest’inno fu scritto nel 1643 dal gesuita Jean de Brébeuf per la comunità di Huron da lui e altri convertita al cristianesimo.
Brébeuf, che visse tra gli Huron (Wyandot) tra il 1625-1629 e il 1634-49, morì ucciso, assieme al confratello Gabriel Lallemant, dagli Irochesi che avevano attaccato un villaggio Huron e la vicina missione di St. Ignace.
La traduzione italiana è stata condotta sulla versione inglese del linguista John Steckley (Teondecheron),più aderente all’originale Huron della notissima “Twas In The Moon of Winter Time” di Middleton.
In fondo all’articolo trovate un piccolo video in cui è possibile ascoltare dalla voce degli Huron questo Canto di Natale. Leggi il resto

Storia dei popoli del Nord-America – 12

A cura di Claudio Ursella
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 (ultima).


LE CULTURE NON AGRICOLE
Come in tutto il mondo, l’agricoltura in Nord America fu l’elemento che determinò lo svilupparsi di società più complesse e strutturate, il miglioramento delle tecniche artigianali e artistiche, la trasformazione delle prime forme di shamanesimo, in credenze religiose collettive; la sedentarietà e la possibilità di garantirsi scorte alimentari, permisero una prima embrionale divisione del lavoro e il conseguente emergere di prime forme di specializzazione nelle attività, in particolare in ambito spirituale e artigianale, mentre il sottrarsi dalla costante necessità della ricerca di cibo, liberava tempo da investire nella produzione di beni e nell’organizzazione della vita sociale. Leggi il resto

I Sioux


Guerrieri Sioux
Come in altri casi di tribù indiane, il nome con cui ci siriferisce a un popolo è diverso da quello con cui quel popolo si riferisce a se stesso. Così, il termine “Sioux” trae origine dal termine “piccolo serpente”, usata con volontà dispregiativa dagli Algonchini per additare le popolazioni che vivevano nelle grandi pianure centrali degli Stati Uniti e del Canada Meridionale, fra il fiume Platte fino al monte Heart e dal Missouri fino alle montagne chiamate Big Horn. Leggi il resto

Il massacro del fiume Sand Creek (29-11-1864)

L’attacco al Sand Creek
Mentre ad est le truppe americane si combattevano in una guerra fratricida, ad ovest nell’estate del 1864 il governo ordinò alle tribù di insediarsi nei dintorni di Fort Lyon, nel Colorado. Vuoi perchè alcuni gruppi non vennero a conoscenza dell’ingiunzione, vuoi perchè altri gruppi non si fidavano certo dei bianchi e vuoi, infine, perchè molti non intendevano obbedire alle ingiunzioni dei soldati, sta di fatto che gli indiani restarono prevalentemente dove si trovavano, senza preoccuparsi troppo. Perciò il colonnello Chivington organizzò il 3° Reggimento dei Volontari del Colorado, uomini senza troppi scrupoli reclutati per cento giorni soltanto, col compito di massacrare quanti più indiani possibile, rifacendosi ad un proclama di quell’anno del governatore di quel Territorio, Evans, che esortava la popolazione a cacciare ed eliminare il numero maggiore di Nativi. Leggi il resto

La battaglia e il massacro del fiume Washita (27 Novembre 1868)

A cura di Sergio Mura e Giuseppe Santini


Arrivò infine il tempo in cui i pionieri iniziarono a desiderare le terre popolate dagli indiani. Le desiderarono talmente tanto che le prime scintille di guerra scatenarono un incendio le cui conseguenze apparvero immediatamente incalcolabili.
Fatti e fatterelli si susseguirono accrescendo la diffidenza tra i due popoli, le recriminazioni, le lagnanze, al punto che il Governo Americano decise di indire una delle tante conferenze di pace che nella zona delle Grandi Pianure si alternavano periodicamente senza riscuotere grandi consensi, né grandi risultati.
Nell’ottobre del 1867 gli indiani si incontrarono con i commissari governativi, prima a Fort Laramie e poi a Medicine Lodge Creek, per discutere dell’assetto da dare alle terre reclamate a gran voce dai bianchi ma difese con archi e frecce dagli indiani. Leggi il resto

La Guerra Yamasee (1715 – 1717)

A cura di Pietro Costantini

“The Yamasee Indians in South Carolina” di Chester B. DePratter
La Guerra Yamasee fu uno dei conflitti più distruttivi e dirompenti dell’America coloniale. Fu una delle sfide più serie che gli Indiani americani lanciarono alla dominazione europea. Per oltre un anno la colonia della South Carolina fronteggiò la possibilità di essere annientata. Venne ucciso circa il 7% della cittadinanza bianca del territorio, rendendo questa guerra una seria aspirante al titolo di guerra più sanguinosa della storia americana in termini percentuali di popolazione uccisa. Leggi il resto

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