I fucili Sharps

Anche se non fu il primo fucile a retrocarica, lo Sharps fu il primo ad essere universalmente accettato e, con l’avvento della Guerra Civile Americana, ad essere prodotto su scala industriale.
Si dice che Christian Sharps, mentre lavorava alle dipendenze della Harpers Ferry Arsenal negli anni ’30 del 1800, ebbe modo di conoscere il fucile a retrocarica inventato dal capitano John Hall. Proprio le carenze di questo fucile lo stimolarono a studiare nuove soluzioni e ad introdurre parti completamente intercambiabili.
Sharps progettò un modello con una leva posta sotto il grilletto che abbassandosi sbloccava un congegno che otturava posteriormente la culatta. Scendendo, la leva rendeva accessibile la camera di scoppio alla cartuccia (completamente in carta) contenente polvere e proietto. Rialzandosi la leva spingeva verso l’alto il congegno richiudendo la culatta, mentre una piccola lama strappava la carta posteriore della cartuccia lasciando così la polvere a contatto con il canale di passaggio della fiammata dell’innesco. Il sistema limitava fortemente anche la fuoriuscita dei gas allo sparo. Leggi il resto

Feriti da una freccia

A cura di Maurizio Biagini


Avvelenata o no, essere infilzato da una freccia indiana era un affare serio. Se anche la freccia non ledeva un organo vitale, c’erano molte complicazioni che potevano insorgere, come le infezioni e la cancrena (la penicillina era ancora molto in là dall’essere scoperta) o le emorragie. Inoltre se la freccia non veniva estratta immediatamente dalla ferita, potevano insorgere conseguenze anche mortali. A contatto con il sangue i tendini usati per legare la punta all’asta tendevano a gonfiarsi e a tendersi, e se i tempi di estrazione erano troppo lunghi la punta resa scivolosa sarebbe rimasta nella ferita. Leggi il resto

I revolver basculanti del west

A cura di Gian Carlo Benedetti

Sopra, l’interessante arma di Moore era una “open top” (castello aperto)
Il primo revolver basculante (swing out) in USA fu prodotto per la Confederazione dalla  Moore’s Patent Firearm Co. dal 1861 al 1863 in calibro 32 Rimfire a 7 colpi. Il progetto era del prolifico inventore Daniel Moore. Naturalmente si scontrava col brevetto Rollin White sulla foratura del tamburo, e quindi retrocarica, ma il Sud aveva ben altri problemi che la causa legale!
Sin 1866 il grande, ma purtroppo poco noto progettista passato poi alla Colt, William Mason, che allora lavorava alla Remington, brevettò un revolver a tamburo basculante (swing out) con estrattore a stella,  simile a quelli moderni che la ditta però usò solo su alcune conversioni anni e anni dopo. Leggi il resto

Le armi corte dei mountain-men e dei primi pionieri

A cura di Marco Vecchioni

Esploratori, commercianti e montanari erano attratti dalle pistole per ragioni di maggior sicurezza, anche se spesso queste erano costose.
Di solito venivano vendute in coppia ma alcuni audaci individui ne possedevano anche di più ed avevano escogitato vari modi di portarle o nasconderle. Per quanto riguarda le dimensioni, si andava dai grossi tipi militari (50 e 70) di calibro alle pistole medie da portare alla cintura, ai tipi tascabili.
Le più eleganti erano le pistole Kentucky, generalmente da 40 a 54 di calibro, con canne da sei a dieci pollici, rigate o lisce. Leggi il resto

Il fucile Kentucky, un’arma micidiale

A cura di Gualtiero Fabbri

Il nome Kentucky, quindicesimo Stato dell’Unione, deriva dal termine indiano Ken-Tak-I, il cui significato parrebbe essere “regioni oscure”. Agli inizi del XVIII secolo, attorno al 1710-1720, diversi armaioli quasi tutti provenienti dal Centro Europa, Germania, Austria, Svizzera, Tirolo, emigrarono nel nuovo mondo e si stabilirono a Lancaster, in Pennsylvania, e laggiù ricominciarono a lavorare, ossia a costruire armi. Ovviamente, si basarono sulle armi dei loro luoghi di origine e l’arma principale dei cacciatori di grosse prede dell’Europa Centrale era lo Jaeger, un fucile a canna rigata, il vero progenitore del Kentucky americano. Leggi il resto

Colt e Winchester alla conquista del west

A cura di Sergio Mura
Colt e Winchester, le armi che conquistarono il west
Nel corso del periodo di massima spinta verso ovest, verso la “frontiera”, quello della seconda metà del XIX secolo, tra i molti produttori di armi – artigianali o industriali – che hanno inventato e prodotto armi da fuoco a cartuccia, certamente due nomi spiccano su tutti e sono rimasti ben impressi nella memoria collettiva e fanno parte integrante della leggenda: Colt e Winchester. Colt, come sappiamo benissimo tutti, ha prodotto revolver leggendari, mentre Winchester ha realizzato e diffuso i leggendari fucili a ripetizione a leva. Leggi il resto

Samuel Colt, l’armaiolo che “rese gli uomini uguali”

A cura di Antonio Pannullo

Samuel Colt e, alle sue spalle, le famose pistole da lui inventate
La data del 4 gennaio 1847 rappresenta qualcosa di molto più importante che un semplice contratto tra il War Department americano e l’azienda di Samuel Colt per la fornitura di mille revolver, le Colt Paterson con grilletto pieghevole, ai Rangers del Texas. Per la cronaca il prezzo era di 28 dollari a pistola Army Model. In realtà, con la diffusione di massa della Colt cambia tutto negli Stati Uniti e, di conseguenza anche nel mondo. E non sembri un’esagerazione. In precedenza, tutte le armi da fuoco leggere disponevano di un solo colpo, al massimo due, per cui le armi a pietra focaia e a colpo singolo necessitavano di un certo tempo per essere ricaricate. Leggi il resto

Confronto tra revolver: Schofield e Colt

A cura di Giovanni Vezzoni


Il confronto che vi proponiamo nasce dalla semplice constatazione che entrambe le armi furono scelte tra quelle disponibili sul mercato e utilizzate in maniera privilegiata dalla Cavalleria degli Stati Uniti durante la maggior parte delle Guerre Indiane e poiché ognuno de due revolver ha le sue peculiarità, abbiamo provato a comprendere le possibili ragioni della scelta fatta dai comandi generali del tempo. Naturalmente sappiamo bene che una condizione determinante fu quella del costo, ma sappiamo che ciò non fu al primo posto. Leggi il resto

Trovato un coltello appartenuto al fratello di Jim Bowie

A cura di Sergio Mura


Il Bowie knife ritrovato
Recentemente, tra la sorpresa di tutti gli appassionati di storia del west, il museo “Texas Ranger Hall of Fame and Museum” ha ricevuto un coltello modello “Bowie Knife” che si ritiene sia appartenuto nientemeno che al fratello di James “Jim” Bowie, ossia colui che quel tipo di coltellaccio ha reso famoso ai tempi del west e che non a caso porta il suo stesso nome.
Il pugnale è lungo ben 43 cm (17 pollici), la sua elsa è realizzata in corno di bisonte e la lama è in acciaio al carbonio con la caratteristica “Texas clip” resa famosa da James Bowie, l’eroe di Alamo. Leggi il resto

Le armi di Wes Hardin

A cura di Gualtiero Fabbri con la supervisione di Giuseppe Santini

Wes Hardin e la sua pistola
Dopo avere trattato l’autobiografia di Wess Hardin mediante una osservazione meticolosa, mirata alla ricerca di un effettivo riscontro sui suoi numerosi (ma spesso improbabili) omicidi, si cerca ora di fare una indagine anche sulle armi che utilizzò per queste “imprese”. Sebbene Hardin li nomini spesso, non è stato molto prodigo nella descrizione dei propri “ferri del mestiere”. Solo raramente accenna a loro fornendo qualche particolare in più. Attraverso questi pochi indizi è comunque possibile compiere un’analisi sufficientemente approfondita e attendibile. Si precisa che per la stesura di questo scritto sono state usate le memorie di Hardin “The Life of John Wesley Hardin As Written by Himself” in prevalenza nell’intento di capire quali armi abbia usato, poiché la trattazione cronologica dei suoi omicidi con la disamina volta a discernere nei limiti del possibile la realtà dalla fantasia, è già stata pubblicata precedentemente. Leggi il resto

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