I Pima


I Pima (il cui vero nome è Akimel O’odham) sono gli indiani americani che abitano nella fetta di territorio compreso tra l’Arizona centrale e meridionale, negli Stati Uniti, e lo stato del Sonora in Messico.
Il nome Akimel O’odham significa “Popolo del fiume”, tali popolazioni sono strettamente collegate con i Tohono O’odham (che significa “popolo del deserto”, già noti col nome di Papago), e con gli Hia C-ed O’odham, e gli Sobaipuri, attualmente estinti.
Invece il termine “Pima” sempra significare la contrazione della frase “non so” o “non capisco” pronunciata ripetutamente nella loro lingua nei loro primi contatti con gli europei, probabilmente invece parlanti lo spagnolo. Leggi il resto

Il problema indiano


Alexis De Tocqueville e gli indiani
L’inattesa morte del famosissimo capo indiano Tecumseh, sul finire di una parte importante delle prime guerre indiane di frontiera, non lasciò tutti i bianchi indifferenti o felici. In quegli anni si trovava in America Alexis De Tocqueville, il famoso filosofo, storico e politico francese. L’osservazione diretta dei maltrattamenti che venivano riservati agli indiani e, in generale, la constatazione che a monte vi fosse una sorta di piano preordinato per spazzare via gli indigeni da quel continente, spinse De Tocqueville a scrivere pagine durissime. Leggi il resto

Gall (Pizi)

A cura di Carla Marchetti

Gall (c. 1840-1894) fu un grande capo Hunkpapa-Sioux ed ebbe un ruolo di primo piano nella lunga guerra dei Lakota contro gli Stati Uniti, ma quando il suo popolo fu infine confinato nelle riserve, egli lo incoraggiò ad accettare l’assimilazione.
Gall, che in inglese significa fiele, deve il suo insolito soprannome al fatto che, orfano e affamato, fu capace di cibarsi del fiele di un animale che un suo vicino aveva ucciso.
Egli conquistò fama come guerriero Lakota durante le campagne di Nuvola Rossa, ma, scontento del Trattato di Fort Laramie del 1868 che aveva posto fine alle ostilità, si alleò con Toro Seduto e altri indiani che si erano rifiutati di rimanere confinati nel territorio loro assegnato.
Gall divenne quindi il capo militare di Toro Seduto e condusse gli attacchi contro le truppe dell’esercito lungo il fiume Yellowstone nel 1872 e 1873.
Nella battaglia di Little Big Horn nel 1876, fu a capo dei guerrieri Hunkpapa che per primi respinsero il maggiore Marcus Reno dall’accampamento dei Lakota e poi si precipitarono a nord per unirsi a Cavallo Pazzo e alle sue truppe nell’attacco contro Custer. Leggi il resto

Quanah Parker e la via dei bianchi


Quanah Parker
Quanah Parker, figlio di un indiano e di una donna bianca, coraggioso guerriero e capo riconosciuto dei Comanche, seppe vivere e combattere da indiano contro i bianchi che si insediavano negli antichi territori dei Comanche. Combatté per trenta lunghissimi anni tra alterne vicende, ma si seppe rendere conto in tempo che tutto il suo popolo – che non era composto solo da guerrieri, ma anche di semplici famiglie, vecchi e bambini – era stanco di guerre che non si potevano vincere e che non solo avevano ridotto la sua gente ad una condizione di grave difficoltà, ma che persino avrebbero potuto portare al completo annientamento della sua Nazione. Leggi il resto

Il Bufalo e il Corvo: Crazy Head e Toro Seduto

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Toro seduto nel 1885
Nell’agosto 1886 una notizia improvvisa sconvolse i responsabili dell’agenzia dei Crow: Toro Seduto, il vecchio nemico degli Apsalooka, si apprestava a “visitare” la zona del Little Big Horn accompagnato da un gruppo di 100 Lakota e sperava di trascorrere qualche giorno con i suoi “amici” Crow. L’agente dei Crow Henry Williamson si sentì raggelare a quella prospettiva, e non tanto per il timore che potesse riesplodere il vecchio rancore tra i suoi protetti e i Sioux, ma perché, con tutta probabilità, al termine della visita centinaia di Crow avrebbero richiesto il permesso di andare a loro volta a trovare i Sioux di Toro Seduto a Standing Rock.
Nonostante le suppliche di Williamson, Toro Seduto riuscì sorprendentemente a strappare all’agente McLaughlin il permesso di recarsi al Little Big Horn.
I primi giorni della due settimane di visita si recò al vecchio campo di battaglia dove dieci anni prima i suoi Lakota avevano sconfitto Custer “Lunghi Capelli” e dove ora sorgevano dei monumenti commemorativi eretti da poco. Leggi il resto

Il Dawes Act e il frazionamento delle terre indiane

A cura di Sergio Mura

Gli effetti del Dawes Act
Il “General Allotment Act”, conosciuto anche come “Dawes Severalty Act” o più semplicemente come “Dawes Act”, era un atto (avente valore di legge) emanato dal Presidente degli Stati Uniti l’8 febbraio 1887. Il Dawes Act prendeva il nome dal suo principale ispiratore politico, il senatore del Massachusetts Henry L. Dawes. Il Dawes Act – successivamente modificato nel 1891 e nel 1906 e infine annullato nel 1934 – consentiva al Presidente degli stati Uniti di ribaltare completamente l’allora politica nei confronti dei nativi, consentendo al suddivisione delle terre tribali in lotti di massimo 160 acri (0.65 km²) di terra ad ogni capofamiglia. Questa parcellizzazione sarebbe stata garantita dal governo per 25 anni, trascorsi i quali gli indiani “avrebbero guadagnato la proprietà a pieno titolo della terra” (sic), e con esso anche la piena cittadinanza statunitense.
Le terre che non fossero state distribuite seguendo le disposizioni dell’atto, sarebbero state vendute ai coloni bianchi. Leggi il resto

Neither Wolf Nor Dog


Neither Wolf Nor Dog, la locandina del film
È record di programmazione, nel 2017, per il lungometraggio “Neither Wolf Nor Dog”, l’adattamento di Steven Lewis Simpson del romanzo bestseller, omonimo. Si tratta di un viaggio attraverso la vita, la cultura e la storia contemporanea dei Lakota; è stato girato a Pine Ridge e l’attore protagonista è il 95enne Dave Bald Eagle purtroppo deceduto nel 2016 all’età di 97 anni. Leggi il resto

La Guerra dei Jicarilla

A cura di Pietro Costantini


A partire dall’anno 1849 iniziò una serie di conflitti armati fra l’esercito statunitense e gli Apache, scontri che perdurarono fino all’anno 1886. Nel 1848 si era conclusa la guerra contro il Messico e, con il trattato di Guadalupe Hidalgo, gli U.S.A avevano acquisito un vasto territorio che comprendeva l’intero Texas, la California, il Nevada, lo Utah e parti di Colorado, Arizona, Nuovo Messico e Wyoming. Leggi il resto

Gli Apache Jicarilla

A cura di Gianni Albertoli

Gli indiani Jicarillas, il cui nome è un termine spagnolo-messicano significante “piccolo canestro”, in quanto le loro donne erano abilissime nella costruzione di cestini e canestri, erano conosciuti con varie terminologie. Lo Swanton ne riportava alcune. “B’ai” o “Pe’-g” nome Navajos; “Kinya-inde” nome Mescaleros; “Kop-tagúi” nome Kiowas significante “Apaches delle montagne”; “Pi’-ke-e-wai-i-ne” nome Picuris; “Tan-nah-shis-en” nome usato dallo Yarrow (1879) e significante “Uomini dei boschi”; “Tashi’ne” altro nome Mescaleros; “Tinde” termine usato dagli stessi Jicarillas; e “Tu-sa-be’” nome Tesuque. Leggi il resto

La Guerra delle Black Hills del 1876-1877

A cura di Massimo Bencivenga


Con la Grande Guerra Sioux del 1876, nota anche come guerra per le Black Hills, si va ad intendere una serie di battaglie e negoziazioni occorse tra il 1876 ed il 1877 che coinvolsero i Sioux Lakota e i Cheyenne settentrionali contro gli Stati Uniti d’America.
Da quelle parti, una prima guerra tra Governo e Nativi si era già conclusa con il trattato di Fort Laramie (1868) che trasformò una parte del territorio Lakota in grande riserva Sioux, istituendo altresì un ampio “territorio non ceduto” in Wyoming e Montana, il Powder River Country, come territorio di caccia Cheyenne e Lakota, con restrizioni d’accesso a tutti i non nativi, eccezion fatta per gli ufficiali governativi. Leggi il resto

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