Le armi di Wes Hardin

A cura di Gualtiero Fabbri con la supervisione di Giuseppe Santini

Wes Hardin e la sua pistola
Dopo avere trattato l’autobiografia di Wess Hardin mediante una osservazione meticolosa, mirata alla ricerca di un effettivo riscontro sui suoi numerosi (ma spesso improbabili) omicidi, si cerca ora di fare una indagine anche sulle armi che utilizzò per queste “imprese”. Sebbene Hardin li nomini spesso, non è stato molto prodigo nella descrizione dei propri “ferri del mestiere”. Solo raramente accenna a loro fornendo qualche particolare in più. Attraverso questi pochi indizi è comunque possibile compiere un’analisi sufficientemente approfondita e attendibile. Si precisa che per la stesura di questo scritto sono state usate le memorie di Hardin “The Life of John Wesley Hardin As Written by Himself” in prevalenza nell’intento di capire quali armi abbia usato, poiché la trattazione cronologica dei suoi omicidi con la disamina volta a discernere nei limiti del possibile la realtà dalla fantasia, è già stata pubblicata precedentemente. Leggi il resto

Non solo Colt: le sei colpi fedeli compagne nel west

A cura di Sergio Mura da un lavoro di Marshall Trimble


Fedeli compagne di vita
Chi ha costruito la propria base di conoscenza dei fatti del vecchio e selvaggio west basandosi principalmente sui romanzi “pulp-western” o guardando i famosi “B-western-movies” potrebbe essere portato, accompagnato quasi per mano a ritenere e concludere che il revolver “Colt” fosse l’unica pistola disponibile e utilizzata nel turbolento Far-West.
Le cose, come noi appassionati di Farwest.it ben sappiamo, non stavano esattamente così. Ci sono state numerose e valide eccezioni e noi, qui, proviamo a parlarne. Leggi il resto

La seconda battaglia di Adobe Walls, mito e verità

A cura di Paolo Brizzi da un articolo di Mike Venturino


Adobe Walls, 1874 – clicca per INGRANDIRE

Il 27 Giugno 1874 un’orda di guerrieri delle tribù delle pianure meridionali attaccò all’alba un posto commerciale localizzato nel Texas Panhandle, ma furono respinti da solo ventotto uomini bianchi e da una donna. Si pensa normalmente che il motivo della vittoria dei bianchi sia da attribuire al fatto che essi erano cacciatori di bisonti armati coi migliori fucili a lunga gettata del tempo. Leggi il resto

Wild Bill Hickok e la Colt Navy modello 1851

A cura di Omar Vicari


Wild Bill e una delle sue Colt Navy

Le due magnifiche Colt Navy (foto sotto) modello 1851 calibro .36, numero di serie 204672 e 204685, con l’impugnatura d’avorio e finemente intarsiate presso la fabbrica Colt da Gustave Young sono stati gli “attrezzi” di uno dei più famosi gunfighter del west.
Dalle violente strade di Abilene sino al termine della pista a Deadwood, questo tipo di pistole fu l’orgoglio di Wild Bill Hickok. Leggi il resto

Le armi lunghe nell’epopea del west

A cura di Nino Polimeni


Armi lunghe – clicca per INGRANDIRE
Dopo aver parlato delle pistole e delle rivoltelle che erano più in uso all’epoca del selvaggio West, passiamo ad occuparci ora, per completare l’argomento oggetto della nostra ricerca, delle armi lunghe che sono state utilizzate in quello stesso periodo sulle frontiere dell’Ovest. Anche in questo settore è il caso di limitarsi a fornire un quadro d’insieme generale ed indicativo, ma, al contempo, abbastanza documentato ed esauriente, in quanto i contenuti di un articolo semplice e sintetico possono racchiudere e condensare solo gli elementi più significativi ed essenziali di un settore vastissimo: basti pensare, per intenderci, che soltanto su alcuni modelli della Colt e della Winchester esistono tutta una serie di testi e tante di quelle pubblicazioni da costituire una vera e propria letteratura. Leggi il resto

La conversione a retrocarica dei revolver a percussione

A cura di Alfredo Barattucci

L’Avventura americana svoltasi nel West dal 1820 al 1900 ancora affascina con le sue storie scontate di pistoleri, cow-boys, Indiani, sceriffi e con le sue spettacolari scenografie.
Forse perché il modo di essere di quei personaggi rappresenta un modello accattivante e in gran parte irripetibile al giorno d’oggi ? O forse perché si tratta semplicemente di un’avventura “bella da vedere e da sognare”?
Come per tutte le avventure – però – quando l’enfasi supera i livelli della pacata e fedele narrazione, il racconto scade in termini di fedeltà.
E’ il caso dei moltissimi “western commerciali” prodotti prevalentementi fuori dagli Stati Uniti. Le finzioni cinematografiche di questi film sono spesso esasperate e inverosimili, a cominciare dal modo con cui viene rappresentato l’uso delle armi, che trova pochi riscontri con quanto avvenne nella realtà. Leggi il resto

William “Bill” Gay, uomo di frontiera

A cura di Claudia Verardi

La giustizia criminale nel Vecchio West era talvolta scrupolosa ed esauriente quasi quanto quella dei giorni nostri. Forse troppo!
Un esempio interessante è quello del processo legale, avvenuto nel Montana, contro William “Bill” Gay. Il caso, interessante e molto particolare, riguardava Gay, abitante di una zona di frontiera che divenne un esperto uomo d’affari e, in seguito, fu sospettato essere un assassino.
Quando Gay venne arrestato, gli venne trovata addosso una Colt modello 1878 e, infilata nel fodero, attaccata alla cintura, una pistola modello New Line Colt, con rifiniture in nickel e l’impugnatura di madreperla.
Dopo aver assistito alla sua esecuzione per impiccagione, l’8 giugno del 1896 ad Helena, Montana, una sua vecchia conoscenza, lo sceriffo dell’Idaho, William Ryan, osservò: “Bill Gay è stato uno degli uomini più coraggiosi che abbia mai conosciuto e ho visto tantissimi uomini coraggiosi nel West, durante la mia vita. È cresciuto nella zona di frontiera ed è stato un tipico abitante delle Grandi Pianure, uno di quelli che vanno scomparendo. Uno di quelli sempre pronto a usare una pistola.” Leggi il resto

La Colt Single Action di Bill Tilghman

A cura di Omar Vicari

La Colt di Bill Tilghman
La “Colt Single Action Army” è probabilmente la pistola di maggior successo mai uscita da una fabbrica di armi. Stacanovista della frontiera, semplice, robusta e affidabile oltre misura, la Colt Single Action fu prodotta per la prima volta nell’ottobre 1873 e chiamata “The New Model Army Metallic Cartrige Revolving Pistol “. L’arma entrerà nella storia con i nomi di “Peacemaker”, “Single Action Army” o “Single Action Frontier”. Ovviamente il meccanismo di sparo del revolver è, come suggerisce il nome, a singola azione. Con questo s’intende che per sparare, il revolver deve essere armato. In altre parole, prima di premere il grilletto che farà partire il colpo, bisogna che sia sollevato il cane. L’azione del sollevamento del cane, oltre ad armare la pistola, permette al cilindro di ruotare ponendo in tal modo la camera di scoppio successiva in linea con lo spillo del cane.
Il cilindro, diversamente dai moderni revolver, non esce fuori dal castello dell’arma per il caricamento delle cartucce. Leggi il resto

Chi ha realmente inventato… la Colt?

A cura di Lello Caravano

La Colt Paterson del 1836
Tex Willer impugnò la sua Broccu… No, purtroppo quel fumetto non è mai stato disegnato, la storia era sul punto di imboccare la strada che porta al Gennargentu, ma poi è andata diversamente. Scherzi del destino. Quel genietto di Francesco Antonio Broccu da Gadoni, nato e cresciuto tra i boschi di castagni e noccioli, probabilmente arrivò primo alla clamorosa scoperta, ma mister Colt fu più veloce. Per dirla sempre con Tex – il ranger più famoso e amato delle strisce, nato dalla penna di Gianluigi Bonelli e dalla matita del sardo Aurelio Galleppini, il mitico Galep – l’americano sparò per primo, impallinando per la vita l’ingegnoso fabbro del paese sul Flumendosa e relegandolo nella lunga lista degli inventori beffati. Non fu un duello all’Ok Corral, ma una sfida a distanza, peraltro senza che l’uno sapesse dell’altro. Vinse il marinaio Samuel Colt, che fu più rapido a brevettare l’arma che avrebbe rivoluzionato l’Ottocento, la più famosa dell’epopea western: la pistola a tamburo. Leggi il resto

Armi del west all’italiana con i Fratelli Pietta

Pietta Reb Nord Carbine, Navy & Confederate
II nome Pietta è, per gli appassionati, sinonimo delle più fedeli e ricercate riproduzioni di armi storiche. Tutto questo oggi. Ma di quanta volontà, dedizione al lavoro, voglia di emergere, passione e di quanto impegno è lastricato il cammino che ha portato questa famiglia di imprenditori, a conquistare il valore che dopo quasi cinquant’anni viene loro riconosciuto? A testimoniarcelo è il fondatore della “F.A.P. Fabbrica Armi-Fratelli Pietta” a Gussago, Giuseppe Pietta, classe 1938, un uomo solido, molto più a suo agio quando parla della sua azienda, che non quando parla di sé.
In un’occasione ha detto che «…mio padre non si poteva permettere di farmi studiare, ma mi dato molto di più, mi ha trasmesso quei sani valori di onestà, di volontà e di rispetto per gli altri che erano i fondamenti della sua vita ed alla base della nostra famiglia, e io sono cresciuto con tanta voglia di impegnarmi e di emergere». Leggi il resto

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