La Guerra Civile: un conflitto terribile, anche sui mari!

A cura di Raimondo Luraghi. Trascrizione e montaggio di Claudio Collu

Il terribile conflitto che insanguinò l’America Settentrionale dal 1861 al 1865, che noi europei chiamamiamo correttamente “Guerra di Secessione” e gli americani designano piuttosto invece come “Guerra Civile”, raggiunse proporzioni apocalittiche: oltre un milione di uomini di entrambe le parti caddero sui vari fronti; più di quattro milioni e mezzo furono i chiamati in vario modo nel Nord e nel Sud; la guerra vide l’uso degli strumenti bellici più perfezionati e moderni, impiegati  su una scala fino allora mai conosciuta.
Per la prima volta nella storia l’industria, l’economia e la tecnologia furono mobilitate al servizio di uno sforzo bellico totale. L’umanità non aveva mai visto alcun conflitto di tali immani proporzioni prima delle due guerre mondiali. In questo quadro, alcune tra le pagine più sorprendenti e straordinarie furono scritte durante la lotta sui mari; e fu poi che comparvero le innovazioni belliche più sensazionali. Leggi il resto

La USS Carondelet

A cura di Renato Panizza

“A Richmond! A Richmond!” era la voce che si levava allo scoppio della guerra. La gente del Nord fremeva perché i “ribelli” fossero battuti con un colpo decisivo e la capitale della Confederazione cadesse al più presto. Ma il vecchio generale Winfield Scott, che tredici anni prima aveva guidato l’esercito dell’Unione nella vittoriosa guerra contro il Messico, ed era considerato uno dei migliori uomini di guerra della nazione, sapeva bene che non sarebbe stato così facile: ci sarebbero probabilmente voluti alcuni anni, moltissimi soldati, tanti sacrifici e molto sangue versato. In qualità di Capo dell’esercito dell’Unione, l’ormai settantacinquenne generale, aveva pensato che la strategia migliore per piegare l’immenso Sud fosse di “soffocarlo” lentamente, bloccando da un lato tutti i suoi principali porti sulle coste dell’Atlantico e del Golfo del Messico; e dall’altro, impadronendosi di tutto il corso del Mississippi, per tagliare in due la Confederazione e chiuderla in una stretta mortale. Leggi il resto

La marina confederata

A cura di Romano Campanile

Del conflitto fratricida americano, molte imprese piccole o grandi sono state raccontate, ma la vita insegna che il potenziale umano spesso va oltre l’immaginabile. Questo è senz’altro vero riguardo alla storia della Marina Confederata. Nel 1861 allo scoppio delle ostilità, e col blocco navale imposto dal nord, tutto lasciava presagire il fatto che la Confederazione Sudista dovesse rinunciare alla lotta sui mari per il semplice fatto che non vi era una Marina, né navi da combattimento per il sud. Ma rinunciare in partenza a lottare sui mari e fiumi significava perdere la guerra già dall’inizio. Tuttavia riuscire – nonostante il blocco – a creare in breve tempo navi, formare marinai (in una terra di contadini), insomma, una marina dal nulla da mettere in mare contro le centinaia di navi armate che già componevano la Marina del Nord, era davvero un impresa al limite dell’impossibile. Leggi il resto