I battelli lungo i fiumi – Pillole di storia del west 8

Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8.

Un battello a vapore scivola lungo il fiume
Ben prima dell’avvento della prima ferrovia e della sua imposizione come modo migliore per raggiungere il west e la frontiera, i battelli a vapore erano il mezzo di trasporto più comodo e in genere più rilassante di tutto il West» Se si era disposti a ignorare gli aspetti più squallidi (giocatori, prostitute e altro), e se ci si poteva permettere di farlo, si viaggiava in prima classe mangiando bene, ascoltando bella musica, bevendo buon vino e usufruendo di altre comodità. Ma non si rifiutavano passeggeri meno abbienti: piano e banjo abbondavano e più tardi arrivò anche Porgano a vapore, uno strumento molto apprezzato, anche se i musicisti rischiavano di essere ustionati dalle canne che esplodevano.
Il suono lontano di un fischio, l’acqua battuta dalle pale della ruota, l’apparire nell’ansa del fiume di una grande nave dal fondo piatto con alti fumaioli e la ruota a poppa o sulle fiancate facevano scappare velocemente le piccole imbarcazioni, perché i battelli a vapore avevano il diritto di precedenza; essi resistettero sul Mississippi, sul Missouri e su altri fiumi per più di cinquant’anni.


Battelli a vapore a Bismarck nel 1877

L’era dei battelli a vapore fu un aspetto veramente molto affascinante dell’America che cresceva. Furono importanti sia per l’economia sia per il progresso sociale, oltre a dare un tocco di romanticismo e di colore che non riavremo mai più. Lunghi, bassi “palazzi galleggianti”, che contenevano ogni lusso allora conosciuto, che erano anche ritrovo di giocatori d’azzardo e di altri personaggi ansiosi di alleggerire i passeggeri paganti delle loro ricchezze. La confraternita dei giocatori d’azzardo avrà anche potuto causare dei problemi, ma i capitani sapevano bene che, se questi fossero stati controllati e tenuti a freno, la diminuzione della loro attività sarebbe costata 4 mila o 5 mila dollari l’anno.


Una bolla relativa al battello “Generale Custer”

Nonostante un simile rischio, i battelli a vapore attiravano i membri più importanti della società, alcuni dei cuochi migliori e dei più noti musicisti, talvolta provenienti dall’Europa. Molti capitani possedevano il proprio vaporetto, e questi, negli anni precedenti o’immediatamente successivi alla guerra civile, erano trattati quasi come dei sovrani.
Alla pari (o quasi) per importanza con quella del capitano era la romantica figura, insieme reale e romanzesca, del pilota delle imbarcazioni fluviali. Questi uomini trascorrevano anni sul fiume, del quale (così dicevano) conoscevano ogm secca, ogni ostacolo, ogni rischio.


Il famosissimo battello “Far West”

Uno dei più famosi fu Samuel L. Clemens, meglio conosciuto e noto come Mark TWain (il soprannome deriva dall’urlo dello scandagliatore che grida “mark twain” (segna due), cioè due braccia quando la pesante catena immersa nel fiume per sondarne la profondità indica, appunto, due braccia (poco più di tre metri).
Twain diceva che solo chi avesse urtato contro ogni spuntone, si fosse incagliato o avesse fatto ogni tipo di errore possibile poteva ritenersi un timoniere esperto!


Una brochure della linea di battelli “Benton Line”

Dal punto di vista della meccanica, i battelli a ruota, se paragonati con quelli attuali, erano primitivi; comunque, a quei tempi erano decisamente efficienti. Dagli alti fumaioli uscivano potenti sbuffi che – se il motore funzionava a legna – impedivano alle faville di raggiungere lo scafo. Infatti, quando questo tipo di battello trasportava spesso balle di cotone, venivano impiegati ben otto uomini, con secchi d’acqua a portata di mano, per tenere sotto controllo i frammenti incandescenti che scendevano a cascata come in uno spettacolo di fuochi d’artificio.
Ma c’era anche il pericolo che esplodesse la caldaia!


L’esplosione di un battello a vapore nel 1859

Charles Dickens, nel 1842, fece un viaggio su una nave a vapore e gli fu detto che quel tipo di imbarcazione “generalmente esplode a prua”, il che era vero. Così, per evitare ogni contatto con le caldaie, fu alloggiato a poppa.
Il combustibile utilizzato più spesso era il carbone, piuttosto che il legno, ma se si svolgeva una gara, sia contro il tempo sia contro un altro battello, venivano gettate nelle fornaci barilotti di resina, trementina e persino grasso di maiale.


Una cartolina trasportata su un battello a vapore nel 1866

Era ben nota la rivalità fra capitani di queste imbarcazioni, ma forse la disputa più famosa fu quella fra il capitano John W. Cannon, della Robert E. Lee, e Thomas P. Leathers, padrone della Natchez.
I due proprio non si piacevano e rifiutavano l’idea che l’imbarcazione del rivale potesse essere più veloce della propria. Il pubblico, da parte sua, si domandava quale dei due vascelli potesse battere il record di traversata da New Orleans a Saint Louis ottenuto dalla J. M. White in tre giorni, ventitré ore e nove minuti.


Il battello a vapore “Iron City”

I capitani negavano che ci fosse una gara all’orizzonte; in realtà la sfida ci fu e vinse la Robert E. Lee con un tempo di diciotto ore e quattordici minuti, record tuttora imbattuto.

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