La vecchia frontiera

A cura di Domenico Rizzi

L’avventura inglese nel continente nordamericano iniziò in maniera tanto strana quanto rocambolesca, quasi guidata dalla mano invisibile di una mente che avesse già tracciato il futuro dell’America. I Pellirosse avevano avuto presagi dell’arrivo degli uomini bianchi provenienti dalla “grande acqua” dell’Oceano Atlantico, ma l’uomo che doveva creare la prima colonia rischiò di non vedere neppure la posa della prima pietra.
John Smith (1580-1631) barbuto ventisettenne di Willoughby, nel Lincolnshire, già protagonista di mille imprese sui campi di battaglia d’Ungheria e di Russia, prigioniero dei Turchi ai quali era sfuggito grazie al fascino esercitato – così sosteneva – su un bella principessa, giunse in vista della Chesapeake Bay in catene, per avere sobillato l’equipaggio, rendendosi colpevole di ammutinamento.
Difatti il capitano Cristopher Newport – che comandava le tre navi “Susan Constant”, “Discovery” e “Godspeed”, con 143 uomini a bordo – lo aveva fatto mettere ai ferri, con la promessa di impiccarlo al primo albero incontrato dopo l’approdo. Leggi il resto

“Fleming Bastard”

A cura di Gianni Albertoli

“Gli Algonquins si trovarono sotto gli attacchi degli Iroquois, che scesero nel loro paese per distruggerli… non sentendosi abbastanza forti per difendersi, cercarono allora asilo nella colonia francese”. I francesi si erano nel frattempo uniti agli Huron, appoggiarono i profughi e “inviarono distaccamenti, piccoli e grandi, a volte vittoriosi e qualche volta sconfitti” contro gli invasori; “… quando gli Iroquois, perfidi ed astuti, chiesero la pace”, pur negoziando, continuarono i loro attacchi. Una spedizione di guerra discese il fiume Richelieu (Sorel River), gli Irochesi costeggiarono Three Rivers durante la notte senza essere scoperti, poi “scesero fino a Quebec con la stessa fortuna” (Nicolas Perrot) per procedere verso le terre degli Hurons. Il 18 maggio 1656, il giorno dopo, erano pronti ad attaccare, “volevano prendere di sorpresa gli Huron quando questi andavano a lavorare nei campi, perché in quel momento erano fuori dalle loro fortezze”. Leggi il resto

La guerra tra Ojibwa e Irochesi

A cura di Paolo Brizzi

Un guerriero Ojibwa
Per tutto il XVII secolo gli Irochesi delle Cinque Nazioni dello stato di New York hanno lottato instancabilmente contro i Francesi e le tribù indiane loro alleate, provocando in alcuni casa la dispersione o la scomparsa di intere unità native e creando in molti casi vaste estensioni di territorio vuoto, abbandonato, una sorta di no-man’s land dove i conquistatori potevano cacciare o stabilire accampamenti, come accadde nell’Ontario canadese, a nord dei laghi Erie e Ontario o a sud, nella valle del fiume Ohio. Approfittando di queste vaste lande, gruppi di guerra irochesi, costituiti anche da mille guerrieri, poterono operare incursioni verso nord e ovest, percorrendo anche migliaia di chilometri e rimanendo mesi o anni lontani da Iroquoia, per andare a colpire popoli lontani come gli Illinois, i Fox, gli Iowa o i Teton Sioux.
Nel nord il loro bersaglio, dopo la dispersione degli Huron e dei Petun, furono i popoli del concilio dei tre fuochi, gli Ojibwa, gli Ottawa e i Potawatomi, della famiglia linguistica algonchina, stanziati nella regione dei Grandi Laghi superiori. Leggi il resto

Ombre Rosse sulla Nuova Olanda

A cura di Pietro Costantini

Fin dal 1606 gli Olandesi esplorarono il fiume San Lorenzo in cerca di pellicce, sfidando il monopolio francese; in quell’area la nave Witteleeuw catturò due vascelli francesi e saccheggiò olio di balena, fucili e altre ricchezze da navi portoghesi e spagnole. In seguito presero avvio in America imprese più legittime: il 26 luglio 1610 Arnout Vogels di Amsterdam inviò con brevetto la nave de Hoope in risposta alle scoperte di Henry di Hudson che, solo l’anno prima, era stato al soldo degli Olandesi. Vogels si occupava anche del commercio delle pellicce con la Russia, ma gli era stato negato l’accesso alla Nuova Francia. Tentò perciò di superare il monopolio francese commerciando con gli Indiani direttamente risalendo il fiume Hudson appena scoperto e tramite due mercanti francesi che potevano commerciare con la Nuova Francia. Così iniziò la concorrenza e la cooperazione franco-olandese in Nord America nel commercio delle pellicce. Leggi il resto

La paura corre nelle foreste

A cura di Gianni Albertoli

Quando i francesi entrarono nel Canada, la notizia del loro insediamento si sarebbe diffusa da tribù a tribù. Gli Algonkins erano stanziati lungo il corso del fiume “Outaouas” (Ottawa River), mentre gli Huron “vivevano nel loro antico paese” (“Huronia”). Questi ultimi, dopo essere stati in guerra con gli Irochesi, nel 1624 si sarebbero riappacificati con i loro nemici storici, molti gruppi Huron avrebbero allora iniziato a visitare gli insediamenti francesi per poi entrare in contatto con i missionari. Nel 1644 i francesi avrebbero promesso agli Huron di difenderli dagli attacchi degli Irochesi, ma questi assalirono di sorpresa un loro villaggio, lo distrussero e catturarono una trentina di prigionieri; l’attacco fu veemente e molti Huron fuggirono verso altre terre, alcuni gruppi si spinsero a ovest fin nell’Illinois, altri raggiunsero le colonie francesi sul San Lorenzo. Leggi il resto

Gli Algonchini del Labrador

A cura di Giampaolo Galli

L’intero Canada orientale, ad eccezione della striscia di terre irochesi che orlano il corso del fiume San Lorenzo, era dominio esclusivo delle genti algonchine.
A differenza degli attuali Stati Uniti, dove si assiste ad un vero e proprio overlapping linguistico tra le varie famiglie aborigene, gli immensi spazi della taiga e della tundra canadese ospitano invece due grandi gruppi sostanzialmente omogenei: ad est gli Algonchini, e ad ovest gli Athabaska.
La penisola del Labrador, territorio immenso e ancora oggi spopolato, è abitato nella sua parte più settentrionale dai Quebec Inuit e dai Labrador Inuit, mentre la parte orientale costituisce il territorio degli Innu, cioè Naskapi e Montagnais, entrambi algonchini, come i Cree orientali detti anche Attikamek, che popolano la parte più interna della penisola attorno alla Baia di James. In realtà, alcuni studiosi associano gli Innu agli stessi Cree per la notevole affinità linguistica. Leggi il resto

Gli indiani della Long Island

A cura di Armando Morganti

Gli indiani della Long Island (che gli olandesi chiamavano “Lange Eilandt”) avevano vissuto sulla loro splendida isola per migliaia di anni, ma la loro vita cambiò radicalmente quando giunsero i primi bianchi nel territorio, in particolare quando olandesi ed inglesi occuparono la penisola sud dell’isola.
Da allora tutto cambiò e gradatamente gli indiani furono costretti a cedere sempre più terre, così, nel 1764, un nativo della tribù Montauk (o Montaukett), di nome Silas Charles, scriveva una lettera a Cadwallader Golden, un Funzionario dello Stato di New York, firmandola con una “X”. L’indiano chiedeva un posto sicuro per la sua gente, ma la storia di New York non registra alcuna risposta del Golden, gli indiani del territorio, come al solito, “erano stati dimenticati”. Leggi il resto

Algonquins

A cura di Gianni Albertoli

Gli Algonkin erano gli abitanti originari della Ottawa Valley, occupavano le terre sulle due rive dell’Ottawa, nelle attuali province canadesi dell’Ontario e del Quebec. Il 31 maggio 1613, remando sul Two Mountains Lake, il Champlain e i suoi attraversarono le rapide che gli indiani chiamavano “Quenechouan”, i francesi entravano nei domini degli Algonkins che, prima dell’arrivo degli europei, si estendevano dall’attuale Montreal fino al Lake Nipissing, e dai Rideau Lakes fino all’alto corso dell’Ottawa.
Prima del decennio 1650-60 il fiume era chiamato “Kichesippi” (“Kije-sibi”) dagli Algonkin e “Grand Rivière des Algoumequins” dai francesi. Con l’arrivo dei bianchi, le continue guerre, le vaste epidemie e i liquori introdotti da commercianti senza scrupoli avrebbero portato alla quasi disintegrazione di questi indiani che, alla fine del XIX secolo erano ormai ridotti a circa 1.300 anime. Il termine “Algonkin” è stato spesso confuso, da alcuni studiosi, con il termine “Algonkian”. Leggi il resto

Etnostoria della valle dell’Ohio

A cura di Gianni Albertoli

Questo grande e vastissimo territorio ha visto nei secoli vari spostamenti di popolazioni; quando gli indiani Muskhogean sono entrati nel sud-est americano, i gruppi Sioux sono stati sospinti verso nord fino al fiume Cumberland, e poi si sono mossi prevalentemente verso la valle occidentale del fiume Ohio, anticamente noto come “il fiume degli Akansea”. Spostatisi gradatamente verso ovest, sotto la spinta degli Irochesi dall’est, e dei vari gruppi algonchini dal nord, i Sioux sono stati infine spinti verso le pianure. Così, gli Algonchini sono diventati i veri padroni del territorio, difendendolo accanitamente dalle mire espansionistiche degli Irochesi. L’antica storia della valle dell’Ohio è ancor oggi sconosciuta e soltanto i Rapporti dei gesuiti francesi vengono in nostro aiuto.
Padre Gabriel Dreuillettes ebbe modo di raggiungere un insediamento indiano che poi chiamerà Saint Michel. Leggi il resto

Il massacro di Deerfield

A cura di Pietro Costantini

La Nuova Inghilterra era luogo di coloni tenaci e ricchi di propositi, gente solida e produttiva. Ma ciò presenta anche la sua parte di tensioni interne e di sconvolgimenti, anche di mortale violenza.
La Nuova Inghilterra fu un luogo di guerre ricorrenti, soprattutto nei cento anni che precedono la Rivoluzione Americana.
Molte di questi erano conflitti intercoloniali, anche internazionali, cui la Nuova Inghilterra si univa alla madrepatria come un partner molto giovane.
I Francesi a nord in Canada e le varie tribù indigene in ogni direzione erano nemici determinati e insieme formidabili.
L’elenco delle guerre è piuttosto lungo: King Philip’s War (1675-76), King William’s War, o Guerra della Grande Alleanza (1689-97), Queen Anne’s War, o Guerra di successione Spagnola (1702-13), Father Rasle’s War (1724-26), King George’s War (1744-48), e la French and Indian War, o Guerra dei Sette Anni (1754-63). Leggi il resto

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