Il tramonto del bisonte e il rifiuto del cambiamento

A cura di Pietro Costantini

Delegazione Brulé a Washington nel 1870. Da sinistra Quick Bear, Spotted Tail, Swift Bear e Yello
Nel 1867 quasi tutti i Sioux avevano un solo interesse: commerciare con i bianchi, vendere i mantelli di bisonte che si ammucchiavano da circa tre anni, in cambio di fucili, munizioni, coperte, pentole e altre merci. Per questo motivo, nonostante Nuvola Rossa fosse l’unico a comprendere l’importanza della contrattazione da posizioni di forza per far finire la guerriglia che viene chiamata con il suo nome, i Sioux furono ben contenti di firmare il Trattato di Laramie del 1868. Leggi il resto

Il sentiero delle lacrime

A cura di Sergio Mura

Il trasferimento dei Cherokee
Era il 1830 quando Coltello Affilato, ossia il Presidente Andrew Jackson, con mano decisa e grande convinzione firmava l’Indian Removal Act, una legge che di fatto obbligava tutte le tribù indiane orientali a spostarsi senza indugio ad ovest del fiume Mississippi in quello che allora veniva pomposamente definito il Territorio Indiano. Jackson era stato a suo tempo un tenace combattente di indiani e stavolta, con questa legge, intendeva porre fine per sempre al costante stato di tensione esistente tra bianchi e indiani a causa della persistente fame di nuove terre che scuoteva gli animi dei coloni. Leggi il resto

Mercanti di tappeti navajo

A cura di Angelo D’Ambra

Oltre a Lorenzo Hubell altre figure di commercianti bianchi concorsero al successo della tessitura navajo. Ricordiamo anzitutto Clinton Neal Cotton, l’uomo che trasformò la coperta in tappeto!
Clinton Neal Cotton divenne socio di Hubbell.
Cotton nacque il 12 aprile 1859 in una fattoria nel centro dell’Ohio. Adulto si diresse verso ovest e divenne un operatore telegrafico per la ferrovia. A Gallup, dove finì a lavorare, fece amicizia con Juan Lorenzo Hubbell che all’epoca era già proprietario del Pueblo Colorado Trading Post. Tre anni dopo i due erano in affari e restarono soci sino a quando Cotton aprì un suo negozio a Gallup, nel New Messico, a quasi 50 miglia da Ganado. Leggi il resto

Le guerre Cheyenne – 6

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5, 6.

La spedizione sul Republican River
«Le informazioni sono che il Republican sarà nuovamente occupato dagli Indiani l’estate prossima; sono segnalate bande di Cheyenne e Sioux nella zona…gli avamposti di Kearny e McPherson sono necessari in previsione che il Republican diventi territorio di caccia per gli indiani.»
– Brigadiere Generale Nelson Sweitzer.
Nella primavera del 1869 la valle del fiume Republican, terreno prediletto dai Cheyenne per la caccia e gli accampamenti, era uno degli ultimi loro capisaldi nelle Pianure Meridionali. Leggi il resto

Le guerre Cheyenne – 5

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate dell’articolo: 1, 2, 3, 4, 5.

La Battaglia di Soldier Spring
«Qualche giorno venne necessariamente perso per riorganizzare e riequipaggiare il reggimento del Kansas dopo la dura esperienza nei Canyons del Cimarron. Al termine di queste operazioni, il 7 dicembre la spedizione, dotata di razioni per 30 giorni, si mosse verso sud sotto il mio personale comando.»
– Maggiore Generale Phillip H. Sheridan. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 6

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6.

Altre battaglie (nell’immagine St. Louis, 1779)
Augustin Mottin de la Balme era un ufficiale francese di cavalleria che, durante la Guerra dei Sette Anni, aveva servito l’esercito francese in Europa. Poi era partito per il continente nord americano per arruolarsi nelle truppe degli Stati Uniti nella Guerra di Rivoluzione. Nel 1777 era stato nominato Ispettore Generale della Cavalleria nell’esercito coloniale. Leggi il resto

I Pawnee

A cura di Sergio Mura

Sui Pawnee si è sempre detto poco e talvolta persino a sproposito, al punto da ingenerare un equivoco diffuso tra gli appassionati di storia del west secondo il quale si sarebbe trattato di una tribù di “indiani cattivi”, compromessi brutalmente dal contatto con gli uomini bianchi e persino schierati con loro contro gli altri indiani. Un’icona che richiama questo concetto è il cameo in cui i Pawnee appaiono in “Balla coi lupi”, il famosissimo film con Kevin Costner. Lì, in quei brevi minuti, i Pawnee sono istantaneamente assimilati all’idea dei cattivi. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 5

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5.

La Spedizione Sullivan
Antefatti. Il massacro di Cherry Valley aveva convinto i coloni americani che era necessario per loro passare all’azione. La maggioranza della Lega Irochese stava creando parecchi problemi ai capi dei patrioti, in particolare al generale George Washington e ad un altro comandante, Philip Schuyler. Nell’aprile 1779 il colonnello Van Schaick aveva condotto una spedizione con più di 500 soldati contro gli Onondaga, distruggendo diversi villaggi. Quando, nel 1779, gli Inglesi avevano cominciato a concentrare le operazioni militari sulle colonie del sud, Washington approfittò dell’opportunità per lanciare una grande offensiva organizzata contro Fort Niagara. Leggi il resto

Un grido: arrivano i Cherokee!

A cura di Pietro Costantini

“The Cherokee are coming!”
I Cherokee usano riferirsi a sé stessi come Tsalagi o Aniyunwiya, che significa “Primo Popolo”. Vi sono molte teorie, sebbene nessuna provata, sull’origine del nome “Cherokee”. Potrebbe derivare dalla parola Choctaw Cha-la-kee, che significa “coloro che vivono sulle montagne”, oppure da Chi-luk-ik-bi (“quelli che vivono nel paese delle grotte”). La prima parola spagnola per riferirsi a loro fu Tchalaquei. Un’altra teoria è che Cherokee derivi da una parola dei Lower Creek, Cilò-kki, che designa qualcuno che parli un’altra lingua. La derivazione più comune, in ogni caso, è l’anglicizzazione del nome che danno a sé stessi nella loro lingua, cioè Tsalagi. Leggi il resto

I Comanche, foto dei grandi guerrieri delle pianure

I Comanche sono stati dei grandissimi guerrieri, indomiti e quasi invincibili. Erano tra i migliori cavalieri che si potessero incontrare nelle pianure del west ed erano temprati da una vita durissima, spesso fatta di stenti e sofferenze, specialmente queo “il popolo” era aggredito da più parti. La loro abilità, usata in battaglia, finì per far temere i Comanche quanto bastava per fare intervenire l’esercito americano in difesa dei coloni. I Comanche erano potenzialmente sempre in guerra con tutti i gruppi di nativi americani che vivevano nelle Grei Pianure, questo li portò ad essere oggetto delle manovre politiche dei poteri coloniali europei e degli Stati Uniti. IComanche riuscirono a mantenere la loro indipendenza a lungo e ad incrementare i loro territori, ma alla metà del 1800 furono decimati da un’ondata di epidemie introdotte dai coloni bianchi. Epidemie di vaiolo (1817, 1848) e di colera (1849) ridussero notevolmente la popolazione dei Comanche, che passò dalle 20.000 unità della metà del secolo, a poche migliaia intorno al 1870. Leggi il resto

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