Blackhawk cavalca con Manuelito

A cura di Marco Aurilio

Blackhawk
Per buoni motivi i nemici dei Navajos i chiamavano “coltelli insanguinati”; erano senza pietà ed estremamente abili nel combattimento corpo a corpo.
Una mattina presto una donna Hopi, dal centro della piazza di Oraibi fisso’ con orrore l’orizzonte settentrionale. Lungo il bordo della mesa si vedevano le lance dei nemici allineate verso le stelle del mattino. Subito urlo’ “Navajos! predoni Navajos” e fuggi’. I guerrieri Hopi balzarono dalle loro pelli di pecora con le armi in pugno, ma era troppo tardi.. Gli invasori erano saliti su per le scale di legno dei tetti con i loro coltelli affilati. Grida agonizzanti risuonarono in tutto il villaggio. Quando gli Hopi scesero per le strade armati di bastoni, lance e fionde, gli arcieri Navajo, protetti dallo scudo fissato sul braccio sinistro, colpirono dalle loro postazioni. Feriti e confusi gli Hopi urlavano, molti in agonia. Dopo quasi un ora di lotta i Navajos avevano occupato posizioni di vantaggio e i loro guerrieri erano nella piazza. Le strette vie di ingresso erano occupate dai guerrieri Hopi, ma l’astuto capo di guerra Nabhai se lo aspettava. Leggi il resto

I Pawnee e l’omicidio McMurty

A cura di Paolo Brizzi
Il 20 Giugno 1869 il corpo di un colono bianco, Edward McMurty, fu ritrovato sulla grande isola del fiume Platte, in Nebraska, da un gruppo di uomini di Platte County. In una pozza, lo sfortunato trentenne giaceva a faccia in giù, legato ad un tronco, irriconoscibile dopo un mese e mezzo dal violento decesso. Solo i suoi abiti furono subito riconosciuti da suo cognato, George Grant e dal suo vicino ed amico Isaac Clark. L’esame del corpo ormai decomposto e rigonfio mostrò che l’uomo era stato colpito da colpi di arma da fuoco, da coltellate alla schiena e al fianco. Leggi il resto

La tortura tra gli Apache

A cura di Josephine Basile

Negli anni 1970, uno studioso degli Apaches-Chiricahua che vivevano a Mescalero e a Fort Sill scoprì un fatto rivelatore: la maggioranza di loro era più a conoscenza del cattivo comportamento del tenente Bascom con Cochise e del vile assassinio di Mangas Coloradas per mano dei soldati del generale West, che del bombardamento giapponese a Pearl Harbour. Questo nonostante i fatti di questi due grandi capi ebbero luogo più di un secolo prima. L’impatto dell’assassinio e, sopratutto, della decapitazione di Mangas Coloradas fu particolarmente profondo. Tre generazioni dopo, i portavoce del popolo Chiricahua giurano che la mutilazione di vittime bianche per mano degli Apache era un eccezione. Leggi il resto

Le 500 Nazioni: il misterioso nord-est


Coperta in origine da una fitta vegetazione, l’area delle foreste orientali (comprendente le regioni temperate degli Stati Uniti e del Canada orientali, dal Minnesota e Ontario fino all’oceano Atlantico a Est e fino alla Carolina del Nord a Sud) era abitata inizialmente da cacciatori: intorno al 7000 a.C. vennero introdotte l’agricoltura, la pesca, la lavorazione della pietra e, nella zona dei Grandi Laghi, del rame.
I nativi di quest’area comprendevano gli Irochesi e popolazioni di lingua algonchina, tra cui i Lenape (o Delaware), i Micmac, i Narragansett, gli Shawnee, i Potawatomi, i Menominee, gli Illinois. Alcuni di questi gruppi emigrarono a Ovest nel IX secolo, altri invece rimasero nella regione, raccolti di solito in piccole comunità. Leggi il resto

Capo Charlo e la lotta dei Flathead per la loro terra

A cura di Angelo D’Ambra

Capo Charlo dei Flathead
I salish hanno combattuto poche guerre nella loro storia, pochissime prima di acquisire cavalli. Solo allora la guerra è diventata per loro abituale e degna d’essere attentamente preparata.
Questo popolo si è sempre mostrato d’indole buona. Il ricorso alle armi per la soluzione delle loro controversie intertribali sembra essere stato molto raro. Leggi il resto

La battaglia di Maricopa Wells

A cura di Paolo Brizzi
Questa battaglia rappresenta l’ultimo scontro campale combattuto in Arizona tra tribù nemiche ed ha avuto uno spettatore d’eccezione, un uomo bianco che l’ha osservata direttamente e ne ha fatto un preciso resoconto, Isaiah C. Woods.
Woods aveva ottenuto l’incarico di supervisore della linea postale San Antonio (Texas) – San Diego (California), che in Arizona centrale seguiva la pista carovaniera aperta nel Novembre 1846 dal generale Kearney, durante la guerra col Messico, quando si dirigeva con la propria armata verso l’Alta California meridionale.
La pista si portava a Nord di Tucson verso il Gila di cui seguiva il percorso verso il fiume Colorado. La stazione della linea postale era posta a Maricopa Wells, zona così chiamata per la presenza di pozzi scavati dai viaggiatori per l’approvvigionamento idrico, nelle vicinanze dei due villaggi Maricopa. Leggi il resto

Gli indiani Navajo

Un guerriero Navajo
Gli indiani Navajo, conosciuti anche come Navaho, sono un forte e famosissimo popolo di Nativi Americani prevalentemente stanziato in una vasta area dell’Arizona settentrionale e in una parte dei territori dello Utah e del New Mexico. I Navajo sono oggi il gruppo etnico più numeroso tra tutti i Nativi Americani.
Il nome “Navajo” deriva dal termine “Navahuu” che nella lingua Tewa, parlata da alcune popolazioni del sud-ovest, significa Campo coltivato in un piccolo corso d’acqua. In lingua navajo si usa il termine Diné (talvolta citato nella letteratura come Dineh) che significa Il popolo. Leggi il resto

I Flathead

A cura di Angelo D’Ambra

Un guerriero Flathead-Salish
Furono chiamati Flathead, ovvero “Teste piatte”, da Lewis e Clark che ebbero con loro contatti tra il 1805 ed il 1806, trovando riparo, cibo e coperte. I nativi conosciuti con questo nome, però, non si impegnarono mai in pratiche di appiattimento della testa. Perché allora il nome di “Teste piatte”?
Padre Lorenzo Palladino, genovese di Badia di Tiglieto, che a lungo visse con loro scrisse: “Le loro teste sono normali e ben fatte, e quindi il nome Flathead nel suo significato ovvio e letterale non può essere applicato a loro, se non come un termine improprio o una diffamazione”. Leggi il resto

Comanche, i signori delle praterie


Guerrieri Comanche
Comancheria. Con questo termine si intende iI punto di partenza, la provenienza del popolo Comanche, una tribù di nativi americani piuttosto nota e bellicosa che dominò per decenni i territori su cui si trovava. La Comancheria è un territorio che comprende attualmente la parte orientale del Nuovo Messico, quella sud-orientale del Colorado e Kansas, tutto l’Oklahoma e molto del nord-ovest e sud-ovest del Texas. Gli storici hanno buon motivo di ritenere che questo popolo bellicoso abbia raggiunto all’apice della sua presenza le 20.000 persone. Oggi, invece, i Comanche sono circa 10.000; la metà del “popolo” vive in Oklahoma (soprattutto a Lawton) e l’altra metà è distribuita tra Texas, California e New Mexico. I Comanche parlano una lingua Uto-Azteca che gli studiosi dicono essere anche un dialetto Shoshone. Leggi il resto

Gli indiani Kiowa

A cura di Sergio Mura

Two Hatchet, Kiowa
I Kiowa sono una grande nazione indiana che vive attualmente nell’Oklahoma sud-occidentale e che lì è giunta dalle floride pianure nord-occidentali dopo lunghi e tribolati spostamenti e – condividendo il triste destino di quasi tutte le tribù indiane – dopo lunghe e dolorose lotte con il popolo bianco che per mille motivi e con mille interessi si era trovato a sciamare lungo le stesse piste di caccia dei Kiowa. Nella riserva in cui vivono, i Kiowa sono riconosciuti come tribù e vivono sotto la protezione federale del Governo. Leggi il resto

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