I desperados della Miniera di Morgan

A cura di Angelo D’Ambra

James H. Carson era un sergente del First New York Volunteers, reggimento diretto dal colonnello Stevenson, membro dell’equipaggio a bordo della US Lexington che, nel 1846, toccò Rio de Janeiro e Capo Horn per poi dirigersi a Monterey, in California.
Erano gli anni della febbre dell’oro e, giunti in California, molti soldati di questo reggimento disertarono per cercare le pietruzze gialle. Così fece pure Carson, ma, a differenza dei suoi commilitoni, fu l’unico ad avere fortuna. Leggi il resto

I Mandan

A cura di Alessandra Pedrazzini

I Mandan in una loro cerimonia

I Mandan erano una nazione indiana che abitava il Nord America. Avevano una lingua appartenente al ceppo linguistico “Siouan”; erano indiani sedentari dell’area delle grandi pianure ed erano strettamente collegati ai loro “vicini” del fiume Missouri, gli Arikara e gli Hidatsa. I Mandan erano caratterizzati da certi tratti culturali tra cui una particolare rilevanza ricopriva il cosiddetto “mito delle origini” in cui si narrava che i loro antenati erano risaliti da sotto la terra, arrampicandosi sulle radice della vite. Secondo quanto tramandatoci, i Mandan abitavano la riva orientale del fiume Missouri, ma successivi movimenti li portarono lungo quella occidentale. Leggi il resto

I forti della frontiera

Fort Laramie nel 1837
Un vento forte che spazza la pianura, l’erba alta che si piega e, sullo sfondo, nuvoloni grigi gonfi di pioggia e la palizzata marrone scuro di un forte della frontiera americana. Uno dei tanti forti delle giacche azzurre, l’esercito americano che fu incaricato di difendere l’inarrestabile avanzata dei bianchi verso ovest, nelle terre degli indiani. Così ci immaginiamo, da vecchi lettori di fumetti e appassionati di west, la frontiera americana protetta da baluardi fortificati sparsi qua e là nei punti strategici delle piste. Leggi il resto

Esploratori, viaggiatori e mountain-men

A cura di Domenico Rizzi
Mentre erano impegnati a debellare le sacche di resistenza indiana ancora attive negli Stati dell’Est, gli Americani stavano già creando le basi del loro futuro, spingendosi oltre il Mississippi.
Nel 1803 riuscirono ad acquistare la Louisiana – molto più estesa dell’omonimo Stato attuale – che dal delta del grande fiume si estendeva fino ai confini dell’Oregon britannico, delimitata a sud e ad ovest dai possedimenti spagnoli (Texas, Nuovo Messico, Arizona, Colorado meridionale, Utah, Nevada e California). I suoi abitanti erano 400.000 Indiani, in buona parte nomadi che cacciavano il bisonte, e circa 40.000 Bianchi per lo più di origine francese o spagnola, concentrati per l’ottanta per cento nell’area sud-orientale del territorio. Leggi il resto

Il governo federale e la spinta verso il west

A cura di Sergio Mura
Se gli americani si sono spinti sempre più a ovest fino a creare il mito della conquista del west e della colonizzazione di porzioni immense di territorio sottratte ai popoli nativi, questo è certamente per via della forte spinta esercitata dal governo federale affinché ciò avvenisse. A ciò si è arrivati per via della coesistenza contemporanea di una serie di motivi, ma tra i tanti possiamo certamente sottolinearne un paio rilevantissimi; questi sono un’idea di politica estera mossa dalla necessità di agire in fretta e l’idea di profitto privato che animava certe fasce sociali emergenti. Leggi il resto

South Pass, la porta del west


Esther McQuigg Morris
South Pass “è il West in un microcosmo: gli indiani, gli esploratori, i trappers, i minatori e gli emigranti. Tutti usavano questo passaggio attraverso le Montagne Rocciose.” Così scrive lo storico americano Gary Topping in un suo testo sulle Ghost Town.
Oggi, infatti, South Pass City (Wyoming) è solo una città museo, ben restaurata, con i suoi vecchi edifici compresi di mobilia d’epoca e le grandi costruzioni delle miniere, meta obbligata per i turisti appassionati del vecchio West. Leggi il resto

I bianchi verso la frontiera – Pillole di storia del west 9

Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9.

Una famiglia di coloni in viaggio verso la frontiera
L’America, il “crogiolo” di razze, non cominciò realmente a ribollire se non prima del XIX secolo, quando immigranti da tutta Europa cominciarono a riversarsi nei fertili e ampi spazi del Nordovest e, dopo la guerra civile, nelle pianure e nelle praterie. Arrivarono a milioni, spinti dalla necessità e dai sogni. Una cultura poliglotta, che non sarebbe mai emersa fra i rigidi confini delle nazioni europee, qui esplose rapidamente, anche se la gente manteneva i propri costumi e tradizioni. Leggi il resto

Oregon Trail, la pista degli emigranti

A cura di Sergio Mura


Il sentiero dei migranti conosciuto come Oregon Trail dovrebbe in realtà essere chiamato Oregon-California Trail. E’ una pista attraverso cui, infatti, si snodava l’infinita peregrinazione che partiva più a Est e terminava nei territori dell’Ovest, in Oregon e, appunto, in California. La pista era immensa, lunga circa 2.170 miglia, e venne inaugurata dai primi emigranti a compiere il lunghissimo viaggio, Marcus e Narcissa Whitman, nel 1836. Tuttavia, la migrazione di massa non si è verificata fino al 1843, quando circa 1.000 pionieri fecero il viaggio in una sola volta. Leggi il resto

I Nativi nella Guerra di Rivoluzione Americana – 3

A cura di Pietro Costantini
Tutte le puntate: 1, 2, 3.

La battaglia di Wyoming
Dopo la vittoria della forze della Pennsylvania contro il New England nella “Prima Guerra Yankee-Pennamite” (1769-1771) (1), i coloni del Connecticut continuarono a infiltrarsi nella Valle del Wyoming. Negli anni seguenti si verificò un’altra serie di duri scontri nella valle del Susquehanna superiore, con perdite modeste e definizione non chiara su che fossero i vincitori o i perdenti. Le ostilità culminarono nel giorno di Natale del 1775, con la battaglia di Rampart Rocks, nel pressi dell’attuale West-Nanticoke, dove gli Yankees sconfissero una forza della Pennsylvania di circa 600 uomini. Leggi il resto

I battelli lungo i fiumi – Pillole di storia del west 8

Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8.

Un battello a vapore scivola lungo il fiume
Ben prima dell’avvento della prima ferrovia e della sua imposizione come modo migliore per raggiungere il west e la frontiera, i battelli a vapore erano il mezzo di trasporto più comodo e in genere più rilassante di tutto il West» Se si era disposti a ignorare gli aspetti più squallidi (giocatori, prostitute e altro), e se ci si poteva permettere di farlo, si viaggiava in prima classe mangiando bene, ascoltando bella musica, bevendo buon vino e usufruendo di altre comodità. Ma non si rifiutavano passeggeri meno abbienti: piano e banjo abbondavano e più tardi arrivò anche Porgano a vapore, uno strumento molto apprezzato, anche se i musicisti rischiavano di essere ustionati dalle canne che esplodevano. Leggi il resto

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