I vampiri del New England

A cura di Gian Mario Mollar


Un kit anti-vampiri venduto a Boston intorno al 1840

“Da quando ho iniziato a cercare, mi sono convinto a perseverare nella ricerca… e questa mattina ho aperto la tomba di mia figlia… che è morta… – la più giovane delle mie tre figlie – quasi sei anni fa… Nell’esaminare il cadavere, i polmoni non si erano disfatti, ma contenevano ancora del sangue, sebbene non fosse fresco, ma grumoso. I polmoni non apparivano come si potrebbe supporre potrebbero apparire in un corpo appena deceduto, ma erano di gran lunga più vicini a uno stato di solidità di quanto ci si sarebbe aspettati. Il fegato, mi hanno riferito, era sodo come i polmoni. Leggi il resto

La schiavitù presso gli indiani del west

A cura di Gian Carlo Benedetti, da un libro di Jacob P. Dunn del 1886

Nel 1850 la parte americana della Commissione sui Confini con il Messico, diretta da Mr. J. R. Bartlett decise di porre il suo quartier generale per qualche tempo presso le miniere di rame di Santa Rita ed una forza di trecento uomini prese possesso del luogo. I Mimbrenos, sotto il comando del grande capo di guerra Coltello Nero (Cuchillo Negro, Black Knife) erano intenzionati a resistere ma, ci pensarono meglio, e ricevettero gli americani con grande professione di amicizia. Poco tempo dopo la stabilirsi della Commissione nei quartieri giunsero tre commercianti messicani, che erano stati tra gli Apache Pinal, ed avevano acquistato da loro una giovane messicana di nome Inez Gonzalez. Leggi il resto

Le ultime ore del Generale Custer

A cura di Gian Mario Mollar


Ultimi istanti di battaglia al Little Big Horn

Potrà starvi simpatico o meno, potrà apparirvi arrogante e smargiasso, ma George Armstrong Custer non era uno sprovveduto. Il giorno della fatidica battaglia lungo il fiume Little Bighorn, il 25 giugno del 1876, Pahuska, Lunghi Capelli – così lo chiamavano usualmente i nativi – aveva 36 anni e un considerevole numero di battaglie alle spalle, che gli avevano conferito una certa notorietà. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 4

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4.


Il cowboy, ovvero l’uomo americano

L’eroe principale del nuovo mito della fondazione americana diventa il cowboy, la personificazione del nuovo americano. La figura del cowboy non è affatto una figura metastorica come molti credono, ma è legata a un’attività lavorativa molto specifica e poco gratificante diffusasi negli Stati Uniti in un lasso di tempo piuttosto breve, dalla fine della Guerra civile fino al durissimo inverno tra 1887 e 1888: insomma, poco più di vent’anni. Nella mitologia western quegli anni si sono dilatati a dismisura dando origine a migliaia di testi romanzeschi e cinematografici, raccontandoci di eroi che hanno attraversato il paese in sella a un cavallo ininterrottamente, dall’infanzia alla senilità (1). Leggi il resto

I comancheros

A cura di Sergio Mura


I comancheros in un quadro di Joe Beeler

Alcuni storici e scrittori hanno detto che i “Comancheros” erano dei commercianti messicani. In realtà i commercianti provenienti dal Messico furono coinvolti solo occasionalmente nei traffici dei Comancheros, mentre è ampiamente dimostrato che la maggior parte di essi proveniva dal New Mexico, oppure erano ispanici o persone di etnia mista.
Qualunque fosse la loro provenienza, se mai c’è stata una figura veramente controversa agli occhi della gente della frontiera, ebbene questa figura è incarnata pienamente dai “Comancheros”. Leggi il resto

Il ranch e l’allevamento del bestiame

A cura di Sergio Mura


Un classico ranch del vecchio west
Il ranch è quel luogo in cui i cowboy vivevano e lavoravano e, in fondo, alla vita di ogni cowboy era sempre associato un ranch. Il ranch era una casa, in cui viveva il proprietario con la sua famiglia, circondata da altri edifici in cui vivevano i cowboy e in generale tutti i lavoranti. Vi erano poi le aree per il ricovero del bestiame, i magazzini ed i corral. Intorno agli edifici ed alle strutture vi erano i pascoli di pertinenza del ranch.
Nei ranch si allevava prevalentemente il bestiame che per una lunga fase della storia del west era costituito da manzi o cavalli; in seguito, in tempi diversi, l’allevamento venne esteso agli ovini. Leggi il resto

Tom Horn, un killer d’eccezione

A cura di Omari Vicari

Tom Horn in un raro ritratto
I grandi allevamenti di bestiame intesi come modo e stile di vita cozzavano con l’idea dell’ordine che piano piano stava prendendo il sopravvento nel west. Era la civiltà che arrivava e il west che se ne andava.
Un mondo antico spazzato via da quello nuovo, un mondo che ha fatto sognare milioni di persone perché in quel mondo c’erano i nostri sogni e i nostri eroi. Ma prima che il sipario calasse per sempre sulle vicende dei coloni e dei grandi allevatori, un altro personaggio doveva recitare una parte importante sulle questioni del libero pascolo. Considerate come erano andate le cose nel 1892, i baroni del bestiame credettero di regolare i conti con i coloni affidandosi a un killer d’eccezione: Tom Horn.
Il suo compito era appunto quello di ripulire il territorio eliminando quelli che, secondo gli allevatori, erano probabili ladri di bestiame. Leggi il resto

A cavallo con il Pony Express

A cura di Luciano Guglielmi


Nella seconda metà degli anni 50 del 19° secolo, L’estremo Ovest dava segni d’impazienza nei riguardi del governo centrale dell’unione. Erano in atto anche i fermenti negli stati del Sud, che avrebbero portato alla guerra civile.
Nell’Ovest serpeggiava il malcontento, le comunicazioni con il resto degli stati erano pessime, una lettera o non arrivava o impiegava da sei mesi ad un anno per arrivare. Leggi il resto

Hell on Wheels, l’inferno su ruote al seguito della ferrovia

A cura di Sergio Mura


Un agglomerato di tende in un contesto di sporcizia e pericolo

“Hell on Wheels”, l’inferno su ruote. E di vero inferno si trattava! Un inferno composto da un circo itinerante di case da gioco, sale da ballo, saloon e bordelli, che seguivano il vasto esercito dei lavoratori ferroviari della Union Pacific durante la costruzione della prima ferrovia transcontinentale negli anni ’60 Nord America. Erano le famigerate cittadine che nascevano man mano che il tracciato della ferrovia procedeva lungo il suo tracciato. Leggi il resto

Dal grigio al blu: i Galvanized Yankee

A cura di Mario Raciti

Due “Galvanized Yankee”
Sembrerà strano, e forse anche un po’ tirato per i capelli, ma la chimica ha dato una mano nella storia del West e della Guerra Civile fornendo la definizione, entrata poi nell’uso corrente, per uno degli elementi che hanno reso mitico l’ottocento americano, e uno dei rari che collega pienamente la storia della Guerra Civile con quella del West, pure se semisconosciuto ai più.
Stiamo parlando della curiosa storia dei Galvanized Yankee, letteralmente “Yankee Galvanizzati”. È il termine con cui vennero invariabilmente nominati i prigionieri confederati che, per varie ragioni, scelsero di vestire la giubba unionista, e passare così dalla parte del nemico.
L’appellativo venne riportato per la prima volta dal giornalista Samuel Bowles del Republican di Springfield (Massachusetts), nel 1865. Leggi il resto

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