Il Trattato di Fort Wise (18-2-1861)


Black Kettle (secondo in basso da sinistra) e altri guerrieri delle pianure
Quando nel 1859 gli Stati Uniti inviarono numerosi prospettori, tecnici e cercatori alla scoperta dell’oro nel Territorio del Colorado, improvvisi scoppiarono numerosi conflitti, piccoli e grandi, tra i bianchi affamati del metallo prezioso e gli indiani che difendevano la loro terra da quell’invasione. Nel tentativo di arginare il rischio di una guerra continua con gli indiani delle pianure, gli emissari governativi proposero di incontrare i capi delle tribù a Fort Wise per discutere insieme di come restare in pace, garantendo agli indiani il loro spazio vitale e ai cercatori d’oro il diritto di restare nelle terre indiane. Leggi il resto

I misteri di Lewis & Clark

A cura di Gian Mario Mollar


Lewis e Clark incontrano gli indiani
Agli inizi dell’Ottocento, il West americano era ancora un mistero.
Prima della grande esplorazione di Meriwether Louis e William Clark del 1804-1806, erano pochi quelli che si erano avventurati a ovest del fiume Mississippi e molto spesso ne erano tornati con racconti incredibili e meravigliosi.
A partire dal Cinquecento e nel Seicento, i primi ad avventurarvisi furono soldati ed esploratori spagnoli. Celebri conquistadores, tra cui Cabeza de Vaca, si erano spinti ad ovest costeggiando il Golfo del Messico e si erano poi addentrati nel continente sconosciuto. Leggi il resto

Il trattato di Fort Laramie del 1851


La pittura che ricorda il Trattato di Fort Laramie del 1851 – clicca per INGRANDIRE
Se Fort Laramie è diventato famoso in maniera imperitura nella storia del vecchio west, non è propriamente per l’avanzata dei bianchi nelle terre indiane in sé e per sé che quel forte in qualche modo provvedeva a garantire, ma specialmente per i due importantissimi trattati che in esso vennero discussi e firmati. Ci sarebbe moltissimo da discutere sul sistema dei trattati, su quell’orribile modalità che non accettava che gli indiani in cuor loro sapessero di non poter negoziare a nome di tutti e tantomeno intorno a questioni vitali come la cessione di diritti vantati sulle loro terre… Leggi il resto

Il trattato di Fort Laramie del 1868


Il trattato di Fort Laramie del 1868 – clicca per INGRANDIRE
Tra tutti i trattati stipulati dagli Stati Uniti con gli indiani americani, quello cosiddetto di Fort Laramie del 1868 riveste un’importanza straordinaria perché ingloba in sé tutte le classiche caratteristiche dei trattati con i nativi e anche i germi per non rispettarli.
Questi trattati venivano gestiti dagli americani quasi si trattasse di veri e propri contratti d’affari in cui entrambe le parti rispettano i protocolli di legge che regolamentano la società dei bianchi. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: l’intermarriage – 14

A cura di Noemi Sammarco
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14.


L’intermarriage

Tanti sono gli argomenti trattati nelle dime novel, e tra questi troviamo i matrimoni interraziali. Il problema delle unioni tra uomini e donne che appartenevano uno al mondo indiano, e l’altro al modo occidentale accompagnò sin dall’inizio i coloni americani. Gli insediamenti sulla frontiera manifestavano una grave carenza di presenze femminili. Su 48.000 emigranti che nel 1848 si misero in marcia verso Ovest, solamente 5.000 erano donne. Quando nel 1859 venne scoperto l’oro nel Colorado e nacque la città di Denver, su circa 950 abitanti della nuova cittadina solamente cinque erano donne. Leggi il resto

Thomas “Peg Leg” Smith

A cura di Giovanni Vezzoni


Thomas Smith, detto “Peg Leg” (ossia, Gamba di Legno) è stato uno dei più grintosi “mountain men” del vecchio west alla pari con altri personaggi del calibro di Kit Carson, Bill Williams, Jim Bridger, Joe Walker, Jed Smith e Tom Fizpatrick. Purtroppo non abbiamo foto che lo ritraggano ma come loro e spesso insieme a loro, ha esplorato, cacciato pellicce, piazzato trappole e combattuto gli indiani. Leggi il resto

Virginia City e l’argento della Comstock Lode

A cura di Davide Castelli


Minatori di Virginia City
“Poco fa ho sentito chiaramente cinque spari giù in strada… li ho contati! Due miei amici sono stati feriti gravemente… nel giro di tre minuti sono morti entrambi. La pistola ha fatto il proprio sporco lavoro.”
Così Samuel Clemens descriveva la vita a Virginia City in una lettera indirizzata alla madre. Trasferitosi in città nel 1862 per lavorare come corrispondente presso il giornale locale Territorial Enterprise, un anno dopo, il 3 febbraio 1863, cominciò a firmare gli articoli con lo pseudonimo che lo renderà famoso: Mark Twain. Leggi il resto

Jesse e Frank James, una storia familiare

A cura di Omar Vicari

Jesse e Frank James
Negli Stati Uniti di oggi o quantomeno negli Stati del profondo Sud, la gente tende a considerare Jesse James e il fratello Frank come due dei più grandi “eroi“ del folclore americano.
Questi “eroi“, seppure macchiati dei crimini più spaventosi, li ritroviamo nella storia di quasi tutte le nazioni e spesso essi vengono partoriti dalla mente popolare per giustificare farneticanti ingiustizie sociali (vedi l’esempio italiano del bandito Giuliano).
Nati lungo il confine tra il Missouri e il Kansas, figli di un ministro del culto Battista, Jesse e Frank James iniziarono il loro percorso nella leggenda combattendo durante la guerra civile nelle file confederate a fianco di personaggi come Quantrill e Bill Anderson.
Finita la guerra, le circostanze li spinsero a valicare i confini della legalità rapinando treni e banche, atti criminosi che lasciarono una scia di sangue interrotta solo dal piombo dei fratelli Ford. Leggi il resto

Gli irresistibili cavalieri del male

A cura di Domenico Rizzi

La banda dei James
È nota a tutti la vicenda, largamente romanzata da letteratura e cinema, di Robin Hood, l’imprendibile bandito della foresta di Sherwood che toglieva ai ricchi per donare ai poveri, inutilmente contrastato dagli uomini del bieco sceriffo di Nottingham. Probabilmente si trattava di Robin di Loxley, un nobile decaduto della contea di Yorkshire, oppure, più verosimilmente Hood derivò dalla fusione di varie figure del XIII secolo che la fantasia popolare mise insieme per elaborare un mitico personaggio che si opponeva alla prepotenza dei signori. Certo è che il suo esempio venne imitato nel tempo in diversi Paesi, diventando spesso il simbolo della ribellione allo sfruttamento e ai soprusi commessi dal potere. Diversamente non si spiegherebbe perchè personaggi come l’americano Jesse James, il messicano Pancho Villa, gli italiani Stefano Pelloni e Carmine Crocco e l’australiano Ned Kelly ottenessero tanto appoggio dalla popolazione, che li protesse con la più assoluta omertà, ospitandoli talvolta nelle proprie case e favorendone la fuga quando erano braccati. Leggi il resto

Quanah Parker e la via dei bianchi


Quanah Parker
Quanah Parker, figlio di un indiano e di una donna bianca, coraggioso guerriero e capo riconosciuto dei Comanche, seppe vivere e combattere da indiano contro i bianchi che si insediavano negli antichi territori dei Comanche. Combatté per trenta lunghissimi anni tra alterne vicende, ma si seppe rendere conto in tempo che tutto il suo popolo – che non era composto solo da guerrieri, ma anche di semplici famiglie, vecchi e bambini – era stanco di guerre che non si potevano vincere e che non solo avevano ridotto la sua gente ad una condizione di grave difficoltà, ma che persino avrebbero potuto portare al completo annientamento della sua Nazione. Leggi il resto

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