Ipotesi su Custer e uniformi al Little Bighorn

A cura di Andrea Carlucci
L’immagine popolare della cavalleria americana nel West è stata fortemente condizionata prima dalla stampa popolare, poi dal circo ed infine sopratutto dal cinema, di cui il fumetto e la televisione ne rappresentano una sintesi. La settima arte, da sempre, ha amato rappresentare i soldati cavallo in un’iconografica uniforme mutuata dal ricordo della Guerra Ispano-Americana, assai più vicina a se nel tempo rispetto alle guerre indiane, piuttosto che agli omaggi artistici di Remington. Leggi il resto

Il 7° Cavalleria al tempo delle guerre indiane


Custer e il 7° Cavalleria
Il 7° Cavalleria è un reggimento di cavalleria dell’esercito americano nato e divenuto famoso durante i decenni più duri delle guerre indiane. A porre le basi per la nascita del 7° Cavalleria ci pensò il presidente Andrew Johnson (1808-1875) con la legge del 1866, promulgata al termine della guerra civile americana.
Con quella legge si ristrutturava in maniera decisa l’esercito statunitense, rendendolo di fatto un organismo di polizia militare avente particolari poteri e compiti di controllo dell’ordine negli stati che avevano aderito alla Confederazione e negli sconfinati e in parte sconosciuti territori del west. Leggi il resto

La battaglia e il massacro del fiume Washita (27 Novembre 1868)

A cura di Sergio Mura e Giuseppe Santini


Arrivò infine il tempo in cui i pionieri iniziarono a desiderare le terre popolate dagli indiani. Le desiderarono talmente tanto che le prime scintille di guerra scatenarono un incendio le cui conseguenze apparvero immediatamente incalcolabili.
Fatti e fatterelli si susseguirono accrescendo la diffidenza tra i due popoli, le recriminazioni, le lagnanze, al punto che il Governo Americano decise di indire una delle tante conferenze di pace che nella zona delle Grandi Pianure si alternavano periodicamente senza riscuotere grandi consensi, né grandi risultati.
Nell’ottobre del 1867 gli indiani si incontrarono con i commissari governativi, prima a Fort Laramie e poi a Medicine Lodge Creek, per discutere dell’assetto da dare alle terre reclamate a gran voce dai bianchi ma difese con archi e frecce dagli indiani. Leggi il resto

Il Generale William T. Sherman


Il temutissimo Generale Sherman
Il Generale Sherman, famoso come tattico durante la guerra civile americana, trasferì i suoi modi di operare nel West dove alla fine ottenne di soggiogare tutte le tribù native delle pianure.
Sherman nacque nell’Ohio nel 1820 e gli fu dato come secondo nome Tecumseh, in onore del capo indiano che nella prima decade del XIX secolo tentò invano di coalizzare le tribù della valle del fiume Ohio contro le frequenti intrusioni dell’uomo bianco nelle loro terre.
Quando suo padre morì nel 1829, crebbe con un amico di famiglia. Leggi il resto

La riabilitazione di Custer

A cura di Enrico Franceschini

La riabilitazione del generale Custer passa per quelle colline del Montana che sovrastano il fiume Little Big Horn su cui un gruppo di archeologi americani ha effettuato per anni delle ricerche approfondite sulla famosissima battaglia tra Sioux e alleati contro le giacche blu. Studiando 4400 oggetti – pallottole, monete, ossa, brandelli di stivali e altro materiale – recuperati in due anni di paziente lavoro sul luogo di una delle più celebri battaglie della conquista del West, i ricercatori sono riusciti a ricostruire, almeno parzialmente, quel che davvero accadde nel pomeriggio del 25 aprile 1876. Leggi il resto

Il Little Bighorn secondo Red Horse

143° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2019)
A cura di Michele De Concilio


Quello che segue è il racconto della battaglia del Little Bighorn per quello che fu dato vedere al coraggioso guerriero Red Horse (Cavallo Rosso), un Sioux piuttosto in vista tra la sua gente.
Cinque primavere fa io, con molti nativi Sioux, prendemmo ed arrotolammo i nostri tepee e ci spostammo dal fiume Cheyenne al fiume Rosebud, dove eravamo accampati da pochi giorni; quindi muovemmo il nostro campo verso il fiume Little Bighorn e mettemmo le nostre tende presso il grande campo dei Sioux. Leggi il resto

La scoperta della fine di Custer

142° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2018)
A cura di Cesare Bracchi


La tremenda scoperta
Sulla battaglia di Little Big Horn si ormai detto e scritto di tutto, analizzando nei minimi dettagli ogni singola fase dell’evento.
Tuttavia, c’è un momento che non presenta nessuna valenza dal punto di vista militare né lascia spazio a interpretazioni fantasiose o misteriose, che però merita di essere proposto all’interesse degli appassionati.
Si tratta del momento in cui l’esercito scoprì l’esito della battaglia e la conseguente disfatta di Custer e del 7° Cavalleria. Leggi il resto

John Martin, lo “scampato al Little Big Horn”

143° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2019)
A cura di Marian Cecchi


John Martin (Giovanni Martini) riceve il biglietto da Cooke
Le tre e mezzo del pomeriggio del 25 giugno del 1876, nella zona del Little Big Horn.
Scopo della missione: rintracciare i Sioux e dar loro una “severa lezione” per l’allontanamento abusivo dalle riserve. Il capitano Benteen, comandante del 1° gruppo squadroni del 7° reggimento cavalleria, mentre stava ripensando, dubbioso, agli ordini del “generale” Custer, che gli erano sembrati improvvisati e cervellotici, sentì il suo primo sergente che lo chiamava: “Signore! Guardate là avanti!”. Leggi il resto

Il Little Big Horn di William Slaper, soldato di Custer

143° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2019)
A cura di Gualtiero Fabbri


William Slaper
Tutti quelli che hanno scritto sul Little Big Horn, non possono aver tralasciato gli unici documenti certi al riguardo, cioè le testimonianze di chi era presente. Questi, comunque, non sono mai documenti da prendere di peso e accettare così come sono; sono stati redatti da persone che hanno avuto una visione parziale dei fatti.
Certi racconti, molti dei quali rilasciati a distanza di parecchi anni, hanno risentito dell’accumulo di particolari che in origine erano solo dei “sentito dire” e sono diventati parti “vere” nella storia, magari senza alcuna malizia da parte del loro autore, ma solo perchè così è la natura umana; altre testimonianze magari sono state falsate per manie di protagonismo o, peggio, per interesse, altri avranno inventato versioni o scoperte sensazionali solo per avere un qualche tornaconto. Leggi il resto

Mitch Bouyer (e l’enigma della sua foto)

A cura di Paolo Brizzi

La foto che tutti hanno creduto ritraesse Bouyer
Mitch Bouyer, nato nel 1837 con il nome di Michel, era figlio di una indiana Santee Sioux e di un certo Jean Baptiste Bouyer, un franco-canadese che lavorava per l’American Fur Company e commerciava con i gruppi di Sioux nell’area del Wyoming. Suo padre venne ucciso dai nativi nel 1863. Il cognome di Mitch ci è arrivato in diverse forme, tra le quali Bowyer, Bouyer, Boyer, Buazer, o, in creolo, Boye.
Bouyer era arruolato nell’esercito americano dapprima come guida del 2° Reggimento di Cavalleria degli Stati Uniti nel tempo in cui quel reparto era impiegato per la sorveglianza dei lavori di realizzazione della Northern Pacific Railroad. Dal 1872 lavorò anche come interprete presso la Crow Agency e nell’esercito. Infine, venne assunto come scout e interprete nel 7° Reggimento di Cavalleria, allora guidato dal tenente colonnello George Armstrong Custer. E in quel reggimento, insieme al suo comandante, Mitch trovò la morte il 25 giugno 1876 nella famosissima battaglia del Little Bighorn. Leggi il resto

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